<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss version="2.0"><channel><title>Velisti per caso &#45; Diario Atlantico</title><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico</link><description>Il diario di bordo di Adriatica, che da Marina di Ravenna arriva a Gibilterra e poi naviga via Canarie fino ai Caraibi affrontando la traversata Atlantica. E poi le tappe a Cuba, in Messico con Giobbe Covatta fino a Panama con Giorgio Comaschi. A bordo Patrizio, Cino Ricci e l&#39;equipaggio comandato da Marco Covre. </description><language>ita</language><item><title>La storia del Venezuela: Agostino Codazzi</title><description>Un eroe italiano o sudamericano?&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Patrizio, come rappresentante di Adriatica, il primo consolato emiliano romagnolo galleggiante, ha partecipato, in Venezuela ad un &lt;strong&gt;pellegrinaggio sulle orme di Agostino Codazzi,&lt;/strong&gt; un grandissimo cartografo e geografo italiano, del tutto sconosciuto nel nostro paese, ma considerato eroe nazionale in Sudamerica, tanto da essere sepolto nel Panteon insieme a Simon de Bolivar.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proviamo ad unirci anche noi al pellegrinaggio di Pat, ma partiamo da un po&#039; più lontano seguendo le tracce lasciate da Codazzi in Italia e in Europa fino al Sudamerica. Nato a Lugo nel 1793, &lt;em&gt;Augustin&lt;/em&gt; iniziò a studiare ingegneria e portò avanti gli studi fino a 17 anni, età in cui capì di non essere nato per stare seduto su una sedia. Egli infatti, giovanissimo, si arruolò nell&#039;esercito Napoleonico come cannoniere e fece una rapidissima carriera divenendo ben presto generale. Ma, si sa, anche i generali a guerra finita, si ritrovano con un pugno di mosche in mano, così Codazzi, insieme con l&#039;amico Ferrari, senza nulla da fare, provò l&#039;avventura militare in Inghilterra in cui rimase per oltre un anno, allo scadere del quale decise di cambiare vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Codazzi e Ferrari avevano messo da parte un bel gruzzolo dall&#039;esperienza inglese e decisero di investirlo nel commercio. Così, dopo aver comprato delle merci, partirono alla volta del mercato di Costantinopoli, mercato che non raggiunsero mai con la loro nave ma a nuoto, dopo aver naufragato ed aver visto tutta la loro pregiata mercanzia finire sul fondo marino, nei pressi di Itaca. Senza soldi nè lavoro, i due avventurieri tentarono ancora la via militare, a Costantinopoli stavolta, ma non riuscirono a farsi accettare. A questo punto una svolta era d&#039;obbligo e come molti altri italiani avrebbero fatto in futuro, partirono verso l&#039;America.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Giunti in America trovarono impiego nell&#039;esercito di liberazione di Bolivar e combatterono a fianco di Luis Aury fino al 1822, anno della morte di quest&#039;ultimo. A quell&#039;epoca Codazzi e Ferrari avevano da parte una discreta somma e, sentito il richiamo di casa, tornarono in Italia con un&#039;idea: costruire una fattoria a Massa Lombarda, cosa che riuscirono agevolmente a realizzare. Iniziò quindi la loro nuova vita da agricoltori. Ma certo Augustin non era fatto per la vita sedentaria - ce ne siamo accorti guardando gli spostamenti non privi di rischi della sua vita - e nel 1826 si mise di nuovo in viaggio verso l&#039;America che diventerà da ora in poi la sua vera nuova patria. Qui si trovò ancora una volta nell&#039;esercito, andando però ad occupare un nuovo ruolo che segnerà la sua vita futura. Divenne, infatti, cartografo e geografo, partendo all&#039;esplorazione di Venezuela e Colombia. &lt;br /&gt;Se da militare si trovò, per la sua profonda conoscenza dei luoghi, a delineare itinerari ideali per lo spostamento delle truppe; in un secondo momento le sue preziose capacità lo fecero divenire geografo e cartografo ufficiale di un nuovo Venezuela, un paese in costituzione che aveva bisogno di conoscere il proprio territorio. Pur operando fra grandi tensioni politiche, conflitti armati e difficoltà economiche, il lavoro di Codazzi fu di importanza fondamentale non solo per il paese in cui operò ma per l&#039;Europa stessa, paese da cui sempre aveva provato a fuggire. Egli infatti venne insignito anche del ruolo di botanico, zoologo ed etnografo e, come cartografo, le sue mappe particolareggiatissime furono studiate soprattutto in Francia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto quello che abbiamo detto finora sta alla base del vero e ultimo ruolo ricoperto da Codazzi in Sudamerica, quello di &quot;ripopolatore&quot; del paese e &quot;regolatore&quot; dell&#039;immigrazione. Infatti, grazie alla sua profondissima conoscenza del territorio, Augustin Codazzi divenne un cacciatore di luoghi adatti ad ospitare colonie europee. Egli esplorò Venezuela e Colombia, di cui curò peraltro il primo atlante, alla ricerca di posti che potevano ospitare insediamenti provenienti da quel continente in cui era nato ed in cui non sarebbe mai più tornato. Ancora adesso nelle cittadine di questi paesi abitano i discendenti di quei coloni ai quali la strada è stata spianata dal suo lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Augustin&lt;/em&gt; Codazzi, insomma, un eroe. C&#039;è da stabilire se un eroe europeo o sudamericano.&lt;/strong&gt; Egli esplorò nuovi territori e li descrisse sulla carta; egli trovò nuovi spazi per la popolazione europea in cerca di uno sfogo; egli combattè accanto ai grandi eroi del Sudamerica. Si dice persino che gli fu affidato il compito di individuare il percorso migliore per un potenziale Canale di Panama e nel 1854, per primo, determinò quello che alla fine sarebbe stato proprio il canale. Ma nessuno gli ha mai riconosciuto formalmente questo merito. Dall&#039;Italia non ha mai avuto niente tranne una statua a lui dedicata dagli emiliano romagnoli, che lo rappresenta simile un po&#039; a Bolivar, un po&#039; a Napoleone...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Mario Bellina&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Redazione Velistipercaso.it&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 15 May 2013 12:20:21 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/venezuela-agostino-codazzi-1</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/venezuela-agostino-codazzi-1</guid></item><item><title>Intanto Patrizio va in Venezuela</title><description>Una deviazione fuori rotta, a Los Roques, prima di ritrovarsi alle Galapagos&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Il Venezuela dal punto di vista turistico&lt;strong&gt; è una meta interessantissima:&lt;/strong&gt; ci sono le Ande, la foresta vergine, gli atolli corallini, tra questi quello di Los Roques è certamente da non perdere. Si trova a 200 km a nord della costa venezuelana, a 40-50 minuti di aereoplanino dall&#039;aeroporto di Caracas. Al vederlo dall&#039;alto mi ha dato l&#039;impressione di vedere una macchia azzurra nel buio dell&#039;oceano.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Los Roques&lt;/strong&gt; sono un atollo che può fare tranquillamente concorrenza a Rangiroa in Polinesia. C&#039;è una laguna larga 40 km x 25 con 50 isole, gli isolotti hanno delle spiagge bellissime, più piacevoli degli scogli corallini e gode di un clima stupendo.  Dovete sapere che fino a una decina di anni fa era solo una base per la pesca per i pescatori dell&#039;isola Margherita. Poi alcuni di loro hanno iniziato a costruire qualche casa, hanno cominciato a rimanerci qualche giorno e da lì in poi da 10-15 anni l&#039;arcipelago è stato sfruttato turisticamente. Gli abitanti hanno trasformato le casette in &quot;posadas&quot; (piccoli alberghetti come li chiamano qui) e hanno creato un turismo ecologico molto confortevole. Nel pueblo (nel centro principale) su 1000 abitanti trenta sono italiani e si sono dati molto da fare: in trenta gestiscono 5 o 6 posadas, uno un noleggio di barche, l&#039;altro porta i turisti a pescare... sono 30 italiani ma sembrano 300! Hanno trasformato queste casette-posadas in maniera molto carina e creativa, hanno introdotto una cucina italiana mischiata agli ingredienti locali, creando una cucina deliziosa. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi ci sono tutti i comfort: le stanzette con l&#039;aria condizionata, la luce elettrica, l&#039;acqua corrente. Si può uscire in barca a pescare, anche se poi bisogna ributtare i pesci a mare perché Los Roques è un parco naturale. Si può fare esplorazione subacquea. Mi sono anche informato per la nostra Adriatica: ci si può arrivare in barca ed è facile ottenere i permessi, c&#039;è abbastanza pescaggio per fare entrare la barca. Non c&#039;è un porto vero e proprio, bisogna stare in rada, però c&#039;è un minimo di assistenza tecnica e inoltre Los Roques sono collegate con Caracas con vari voli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo passati per questo parco naturale perché Los Roques era nella nostra rotta in origine quando disegnammo con Orso il giro del mondo. Ma poi abbiamo deciso di andare a Cuba dove eravamo stati otto anni fa per vedere come è cambiata. Non siamo pentiti di essere andati a Cuba, ma sarebbe stato bello andare a Los Roques con Adriatica. Per Covre Los Roques è un posto meraviglioso.&lt;br /&gt;Inoltre, visto che noi Velisti per Caso siamo una specie di consolato emiliano romagnolo vagante, ho partecipato ad un pellegrinaggio di emiliano-romagnoli alla scoperta del destino di Agostino Codazzi, sconosciuto in Italia, e famoso in Venezuela come eroe nazionale, sepolto nel Panteon accanto a Simon Bolivar. E&#039; stato capo di stato maggiore e generale ed è nato alla fine &#039;700 a Lugo di Romagna. Si è arruolato con Napoleone ed è diventato un artigliere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con la sconfitta di Napoleone è rimasto a piedi e con un suo amico si sono arruolati nell&#039;esercito inglese per un anno. Con i soldi guadagnati hanno comprato delle merci e le hanno portate per commerciare a Costantinopoli, ma mentre ci andavano, sono naufragati ad Itaca. Poi sono andati a Costantinopoli per fare i militari, ma non li hanno voluti, allora hanno deciso di andare in America, dove sono stati subito arruolati nelle forze di Bolivar che voleva costituire la grande Colombia, il sogno di un Sud America libero. Lì fatti un po&#039; di soldi, tornano a Massa Lombarda, comprano una fattoria e costruiscono una vera e propria &quot;fazenda&quot;. Ma Codazzi non vuole rimanere e torna in Sud America dove inizia una grande carriera come cartografo, geografo, esplora tutto il Venezuela e ne fa carte molto precise e particolareggiate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In Francia è acclamato come uno dei più grandi cartografi, gli chiedono di individuare il percorso migliore del Canale di Panama e nel 1854 per primo determina quello che sarà il vero percorso del canale, ma nessuno storicamente glielo attribuisce. Fra i suoi meriti, c&#039;è da annoverare quello di essere stato un ripopolatore, non perché facesse tanti figli, ma perché individuava luoghi adatti per fondare delle colonie. E noi siamo andati a vederne uno, la colonia Tovar, in una vallata vicino Caracas, &quot;vicino&quot; si fa per dire: 4 ore ad andare e 4 a tornare, mi immagino Codazzi a piedi! E&#039; stato proprio lui ad esplorarla e a chiamare dei coloni tedeschi per popolarla. Questi, laboriosissimi, hanno trasformato il posto in un luogo confortevole. Laggiù abbiamo conosciuto un trentino che, andato in viaggio in Venezuela, ha deciso poi di fermarsi tra i tedeschi perché si è trovato bene, si è sentito come a casa. E&#039; stranissimo infatti: lì fanno addirittura la birra come in Germania, le case sono con i tetti spioventi, se ti mandano una cartolina da colonia Tovar, ti sembra Cortina D&#039;Ampezzo. E noi emiliano-romagnoli in missione per conto di Lugo di Romagna abbiamo inaugurato &lt;strong&gt;un monumento ad Agostino Codazzi,&lt;/strong&gt; una statua che ricorda un misto fra Napoleone e Bolivar!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Patrizio&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 15 May 2013 12:18:58 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/patrizio-in-venezuela</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/patrizio-in-venezuela</guid></item><item><title>Sei pronto a attraversare il canale di Panama?</title><description>Intervista a Giorgio Comaschi su Adriatica nella tratta Panama Galapagos&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Abbiamo intervistato&lt;strong&gt; Giorgio Comaschi&lt;/strong&gt;, su Adriatica dal Canale di Panama all&#039;altro Oceano, il Pacifico, fino alle isole Galapagos. Gli chiediamo, data la forte e lunga amicizia che lo lega a Pat e Syusy da una vita, se questi due sono riusciti a fregarlo ancora una volta...&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giorgio: &lt;/strong&gt;&quot;No&quot;, (ride), &quot;siamo tutti dei complici quando facciamo queste cose, certo con loro c&#039;è sempre stata una grande affinità fin dai tempi del primo Gran Pavese Varietà, quando era da tanti anni che facevo il cabarettino. Perché devi sapere che io nasco come giornalista, ma poi ho sempre avuto la passione del cabaret, delle cose spettacolari su Bologna. Loro sono arrivati - Patrizio da Mantova e Maurizia (Syusy) da qui - ed erano una cosa nuova, abbiamo fatto delle performance insieme, io ho seguito tutto il loro iter del Gran Pavese, poi chiaramente, facendo il giornalista, non ho potuto seguire sempre la baracca perché ero molto legato al giornale. Ho scritto per il Corriere dello Sport e poi per Repubblica. Ma con Pat e Syusy ci siamo sempre tenuti in contatto, siamo dei cittadini del centro di Bologna, i nostri figli si conoscono. E poi è successo che siamo andati in Argentina, perché Guccini erano anni che voleva andare là e ha proposto a Patrizio di fare un viaggio di Turisti. Quindi siamo andati tutti assieme e ci siamo divertiti molto, sono state delle belle puntate, poi al ritorno siamo andati a scuola di tango, anche con Francesco. Per cui, adesso quando Patrizio mi ha telefonato per chiedermi se volevo andare al suo posto in barca, ho accolto la proposta con gratificazione, se lui ha pensato a me come persona adatta a fare questa cosa, io ho motivo d&#039;orgoglio, anche perché sarò l&#039;autore di me stesso, nel collegamento dei cinque minuti. Patrizio dice che ho una chiave giornalistica che potrebbe essere utile, oltre alla chiave divertente, quindi sarà un matrimonio perfetto.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tullia Benati:&lt;/strong&gt; Ma dopo avere messo giù il telefono, cosa hai pensato?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giorgio Comaschi: &lt;/strong&gt;All&#039;inizio, di primo acchito, ho pensato &quot;Accidenti, ho paura!&quot; e &quot;Sulla barca io non è che ho grandi dimestichezze&quot;. Ho una vita da barca di fiume, io sono un galleggiante del Delta del Po, da anni ho una piccola barca, una pilotina di legno, e fra i canneti del Faro di Goro vado in giro a cercare le anguille, ma non pesco neanche. Insomma ho questa ex-vita di gommone a Ustica, ho fatto anche dei mari, però mai su barca a vela. Ho perlomeno capito che non soffro il mal di mare, però sono pronto anche a soffrirlo, se avrò la nausea, vabbè me la terrò, nel senso che non me ne frega niente, starò male, tanto di mal di mare non è mai morto nessuno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ieri sera ero all&#039;Osteria con un mio amico e mi ha detto: &quot;Ah, ti fanno fare il pezzo più difficile di tutto!&quot;, a causa dei venti forti -credo-, ma io non so neanche a cosa si riferisca... La barca a vela ha bisogno di vento, no? E poi non è che mi possa spaventare perché ci sono dei venti, se una barca a vela si deve spaventare per i venti ?! Non credo sia tutto questo dramma, e poi quel che è, è. Non voglio fare quello che sta in bonaccia a prendere il sole... non ho intenzione di fare quello che sta in vacanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Allora è per te più un lavoro o più una vacanza questo viaggio su Adriatica?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giorgio:&lt;/strong&gt; Prima è un lavoro, poi è un lavoro piacevole, e il lavoro quando è piacevole è una vacanza. Quando per quattro anni ho fatto il programma &quot;La Zingara&quot;, andando in giro per le piazze d&#039;Italia, quella era una vacanza. Quando vado in vacanza a Milano Marittima con i miei due figli è un lavoro. Lì in barca sarà un lavoro perché mi piace l&#039;idea di mandare dei cinque minuti carini, ma tutto questo guardando dei bei posti, quindi...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Segui Velisti in TV?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giorgio: &lt;/strong&gt;Guardo Velisti, specialmente quello della domenica sera. Mi piace molto, capisco a volte Patrizio e le sue preoccupazioni. Una volta mi ha confessato: &quot;La vedi la mia preoccupazione latente? Perché le cose in barca in realtà sono mie, se si rompono le pago io. A te, se ti si rompe una cosa, un fiocco, una vela, te ne frega molto meno...&quot; Allora gli ho sorriso, è vero. Comunque mi piace molto il taglio delle puntate, anche se io non so se riuscirò a mantenere lo stesso, darò il mio. Sarà un po&#039; diverso, sarà molto più legato alle mie esperienze della diretta, qualche volta userò anch&#039;io il fuoricampo come fa lui. Questa trasmissione è una cosa assolutamente nelle mie corde e nella mia chiave, per cui l&#039;accetto con grande piacere professionale, anche perché sto cercando di cambiare un po&#039; l&#039;asse della mia televisione, da quella popolare che ho fatto finora (due anni di &quot;Carramba&quot;, quattro di &quot;Zingara&quot;, un anno di &quot;Fatti vostri&quot;) ad una televisione che sia un po&#039; più la mia, in cui mi riconosco di più, con più giornalismo... quindi &quot;Velisti&quot; casca a pennello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho già delle idee: quella di scrivere molto sui diari di bordo e di far vivere molto l&#039;equipaggio, che è l&#039;unica cosa che anche Patrizio mi ha detto. Lui l&#039;ha fatto poco, ma io lo farò di più... mi porterò a terra qualcuno, lo porterò a fare una scena di spionaggio a Panama... insomma cercherò di tenere l&#039;equipaggio in primo piano, di farli diventare protagonisti insieme a me. Io sono un tipo curioso, voglio sapere perché loro sono lì, i loro genitori da piccoli che cosa hanno fatto, perché loro vivono nel mare dove tutto si muove se io vivo a terra dove tutto è fermo, insomma voglio farli parlare e sicuramente con me loro parleranno di più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Sei preparato sulla storia dell&#039;Itzmo di Panama, sulle controversie politico-diplomatiche del Canale, ecc.?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Colto un po&#039; in contropiede, &lt;strong&gt;Giorgio ammette: &lt;/strong&gt;Sono andato stamattina a prendere una guida di Panama ed era finita perché si vede che gli altri che devono partire l&#039;han comprata prima di me, allora ho ovviato per il momento comprando &quot;Il Sarto di Panama&quot;, il film, tratto dal famoso omonimo libro di spionaggio di John Le Carrè. Ora so ancora poco di Panama, ma prometto che mi documenterò. Anche perché Panama mi dà l&#039;idea di un crocevia di spie, mi dà l&#039;idea di gente sempre un po&#039; losca, di un passaggio traverso-diagonale del mondo. Ho un sacco di curiosità su quel posto: voglio capire perché il cappello di Panama è di Panama, ad esempio. Tutto quello che è la mia curiosità cercherò di vederla e di farla vedere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L&#039;ultima domanda è di rito:&lt;/strong&gt; Giorgio, ci fai i Tarocchi per Adriatica?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giorgio: &lt;/strong&gt;Le carte, in realtà, non le so fare, non le sa fare neanche Cloris, però la prima carta che mi viene subito in mente pensando ad Adriatica è la Temperanza, che è una carta vera dei tarocchi. Mentre quella che mi inventerei è la Luna blu... Luna rossa c&#039;è già stata... Blu perché è il colore del mare. Ah, e mi porterò la carta originale della Luna Nera in barca, dicono che porti fortuna...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Speriamo bene!&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 15 May 2013 12:05:51 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/giorgio-comaschi-panama</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/giorgio-comaschi-panama</guid></item><item><title>Giobbe Covatta: il mio Yucatan!</title><description>Un&#039;intervista a Giobbe, fresco fresco dall&#039;esperienza messicana a bordo di Adriatica&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Abbiamo intervistato Giobbe Covatta appena tornato dal Messico, che molto gentilmente ci ha raccontato la sua esperienza dopo due settimane con la truppa di Velisti per Caso.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tullia Benati:&lt;/strong&gt; Sei stanco?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe Covatta: &lt;/strong&gt;Stanco, ma felice, come si dice nella tradizione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Hai ancora il jet lag?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobba:&lt;/strong&gt; No, no, il jet lack l&#039;ho già superato, quello lo supero facilmente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Allora, ti è piaciuta Adriatica, la nostra barca? Parlaci dei suoi pregi e difetti da skipper professionista quale sei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Adriatica è una barca bellissima&lt;/strong&gt;, ha un bellissimo passo, un bel abbrivo (velocità che una barca prende con i suoi mezzi di propulsione, n.d.r.), taglia bene le onde, l&#039;unico difetto che ha è un&#039;infinità di accorgimenti. Naviga molto bene, c&#039;ha solo qualche problema di pesantezza: c&#039;hanno messo sopra qualsiasi cosa! Dal punto di vista tecnico - nel senso per fare tutto quello che fa, cioè riprese, messe in onda, ecc. - c&#039;è un utilizzo di spazio e di pesi spaventoso. Poi c&#039;ha un sacco di accorgimenti che sono eticamente apprezzabili, ma dal punto di vista pratico- tecnico diventano faticosi. Le casse delle acque scure e delle acque grigie, per esempio, sono ovviamente molto apprezzabili, perché scarichi in mare e non nelle vicinanze della costa, però sono metri cubi di spazi e di pesi che... tanta cacca, tanta cacca alla fine si accumula.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Beh, ok, parliamo della cucina? Si mangia bene su Adriatica?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; Si mangia bene, c&#039;è la squisita Marianna...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Ne parlano tutti bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; E giustamente!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Parlaci un po&#039; del Messico...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Del Messico?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Sì, della penisola dello Yucatàn dove sei stato...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Perché eravamo in Yucatàn? Roba da matti, non mi hanno avvertito! Era lo Yucatàn?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Come non hai visto i Cenotes, quei pozzi sacri per i sacrifici dei Maya? Non c&#039;è caduto nessuno?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; Nicolò c&#039;ha fatto il bagno. Io ci avevo fatto delle immersioni. Non sto scherzando. Tu sai che lo&lt;strong&gt; Yucatàn&lt;/strong&gt; è una rete di canali sotterranei e che è calcareo, no? Se non lo sai, te lo dico io: lo Yucatàn è un&#039;immensa pianura calcarea, il monte più alto dello Yucatàn misura 101 metri, quindi le cose più alte dello Yucatàn sono le piramidi Maya. E in tutta quest&#039;immensa pianura c&#039;è un&#039;altrettanta immensa e sconfinata rete di canali di acqua dolce, che ogni tanto collassano e formano i Cenotes - questi buchi attraverso i quali ci si mette in comunicazione con i canali interni sotterranei. E alcuni anni fa feci delle immersioni all&#039;interno di questi canali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Quindi lì l&#039;acqua è cristallina?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; E&#039; di una purezza totale, perché sotto è priva di forme di vita, ci sono soltanto alcuni pesciolini, dei pescigatto che mangiano dei microrganismi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Quindi quando facevano i sacrifici umani, la gente poteva sguazzare dentro e poi tornare su?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Beh... peccato che quando facevano i sacrifici umani ci buttavano quelli già morti dentro. Potevano sguazzare dentro e tornare su, ma serviva un buon medium. Tant&#039;è che siccome loro non sapevano di questi collegamenti interni del Cenotes, succedeva che spesso facevano dei sacrifici umani, buttavano la gente dentro un Cenotes, poi bevevano l&#039;acqua di un altro Cenotes e si ammalavano perché comunque l&#039;acqua era la stessa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; E poi hai visto anche Chichén Itzá?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; E&#039; un posto di grande magia, molto bello. Ci sono tanti &lt;strong&gt;templi Maya&lt;/strong&gt;, molti dei quali non ancora scoperti. Quelli che sono riaffiorati non sono moltissimi, tipo una trentina, in realtà credo che ce ne siano oltre trecento in quella zona ancora inesplorati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Quindi non è una zona molto turistica?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; Lo è, lo è. Le piramidi che abbiamo visitato sono affollatissime, poi intorno c&#039;è la foresta e gli archeologi vagano alla ricerca... perché la foresta mangia che è una bellezza, quindi non è che trovi un tempio nascosto tra gli alberi. Lì trovi un tempio dove gli alberi ci sono cresciuti dentro sopra attorno, le radici hanno sfasciato tutto, non sono cose semplici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Si dice che questi templi siano disposti con una forma riconoscibile nello spazio per gli extraterrestri, è vera questa storia?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Ma guarda, io ho parlato con alcuni &lt;strong&gt;extraterrestri &lt;/strong&gt;che non ne sapevano nulla. No... nel senso che ci sono delle cose astronomico-matematiche molto interessanti. Poi, quanto questo abbia attinenza con gli extraterrestri, sinceramente non lo so, nel senso che io non c&#039;ero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Non ti sei connesso con loro in qualche modo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; Non ci sono riuscito perché dalla barca avevamo delle parabole che in quel momento non arrivavano fino a lì. Però devo dire che dal punto di vista astronomico - come le piramidi egiziane - ci sono una serie di parametri che sono veramente impressionanti dal punto di vista della precisione matematica. Impressionante in maniera non fantascientifica, però bizzarra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;E poi perché si parla di migliaia di anni fa...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Sì, credo che&lt;strong&gt; i templi di Chichen Itzà &lt;/strong&gt;siano costruiti 500 anni prima della scoperta dell&#039;America, quindi nel 1000 più o meno. Però sono di una cultura talmente diversa dalla nostra: erano un popolo che non aveva neppure inventato la ruota, però che è in grado di costruire una piramide con un&#039;inclinazione di 18,5 gradi rispetto al nord geografico, che corrisponde esattamente al nord magnetico, senza conoscere la bussola... Ci sono cose bizzarre, però non sappiamo esattamente i loro metodi, anche perché non avendo la scrittura, quello che sappiamo lo sappiano attraverso le iscrizioni, che potrebbero significare tutto e il contrario di tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;E&#039; stata più una vacanza o più un lavoro?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Devo dire che è stata una vacanza gradevole, e un lavoro altrettanto gradevole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Non ti sei stressato come faceva Patrizio?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;No, anche perché a differenza di Patrizio non avevo tutta quella responsabilità, io sono semplicemente andato a documentare una vacanza, per stare in barca e registrare una serie di programmi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Hai proprio timonato la barca?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Sì, sì, Covre mi ha lasciato via libera, ovviamente lui è sempre stato presente come si addice ad un vero capitano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; E la tua famiglia?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; Loro sono stati contenti, Nicolò è stato male come avrete letto dai Diari di bordo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Quindi i diari erano veritieri?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; Diciamo che tutto aveva un aspetto leggermente romanzato, ma tutto quello che ho scritto era basato su persone e fatti realmente accaduti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Anche i giochi pericolosi di infilzare il mignolino nell&#039;anello...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;E&#039; tutta roba vera, infatti zoppico ancora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Ah, allora sei stato tu il vincitore della gara?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; Sì. sì.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Tempo fa, avevi già fatto un lavoro sempre in barca, quella volta per Greenpeace...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Sì, io ho preso in affitto una barca, abbiamo fatto uno spettacolo sui porti d&#039;Italia e poi si ripartiva in barca. L&#039;incasso della tournée era tutto devoluto a Greenpeace. Fra gli argomenti dello spettacolo c&#039;erano anche temi che riguardava la limpidezza delle acque, ecc., poi qualcuno ci ha detto se facevamo la Goletta Verde. No, non eravamo la Goletta Verde. Era un&#039;operazione più promozionale, ma non tecnico-scientifica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;I tuoi progetti futuri...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Ora sto andando verso Cattolica per iniziare uno spettacolo, ri-debuttiamo a Cattolica. Andremo avanti fino a metà maggio. Il titolo originale è &quot;Double Act&quot;, sottotitolo &quot;Circo a due&quot; e il sottotitolo ancora è &quot;Due atti a farsi male&quot;...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 15 May 2013 11:56:54 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/giobbe-covatta-yucatan</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/giobbe-covatta-yucatan</guid></item><item><title>La transoceanica secondo Patrizio</title><description>Un&#039;intervista su come ci si sente ad aver attraversato l&#039;Atlantico&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Patrizio, di ritorno a casa, ha voluto renderci partecipi delle sue impressioni dopo la prima grande traversata su Adriatica e così risponde alle nostre curiosità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tullia Benati: &lt;/strong&gt;Velisti avrebbe dovuto essere un viaggio più lento e rilassato di Turisti, ma non siete invece più stressati?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Patrizio:&lt;/strong&gt; Noi facciamo una gran fatica a trasformarci da Turisti in Velisti perché innanzitutto sposare una &lt;strong&gt;filosofia di assoluta libertà&lt;/strong&gt;, di tempi determinati dalla natura, quindi dal vento e dal mare, è molto difficile per chi si sforza di tenere in piedi anche un collegamento televisivo giornaliero, e una produttività di carattere televisivo e comunicativo. Io devo ammettere che durante la traversata e anche dopo mi sono rovinato da solo molti momenti che avrebbero potuto essere di grande distensione e di grande godimento perché ero in ansia per altri problemi: le parabole funzionano o non funzionano? abbiamo montato i cinque minuti?… quindi facciamo fatica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In più c’è da dire che il viaggio ha alcuni momenti in cui siamo squisitamente Velisti, per forza, ma ci sono altri momenti in cui la barca è un veicolo, un filo conduttore che ci porta a visitare dei posti e allora lì l’atteggiamento è quello dei Turisti. E anche il fatto che noi siamo molto impegnati a raccontare ci impedisce di diventare dei veri marinai perché a volte abbiamo un appuntamento e se il vento cala, metti il motore, altre volte se Covre e Vanni sono sopraccoperta a fare le manovre, noi siamo sottocoperta a montare un pezzo di documentario. Quindi, &lt;strong&gt;difficoltà di trasformazione da Turisti a Velisti&lt;/strong&gt; ce ne sono, eccome!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Su Adriatica durante la traversata atlantica c’è stato tempo i per momenti di riflessione?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;PAT:&lt;/strong&gt; Molto relativo perché prova a calcolare: per girare i cinque minuti bisogna girare come minimo due ore, sei sempre lì con la telecamera in mano per cogliere l’attimo e capire quel che succede. Dopodichè devi in qualche modo rivederli, devi in qualche modo dare delle indicazioni a Giacomo e Giovanni perché li montino, loro li montano, poi vanno in qualche modo rivisti e definiti, poi Giacomo e Giovanni devono comprimerli che ci impiegano altre due ore, e trasmetterli che ci impiegano un’altra ora e mezza. Fai il calcolo e la giornata è passata, ma molto più della giornata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi, la riflessione nel vuoto pneumatico in cui uno ritrova se stesso, no non c’è stata. Ma forse è meglio così perché non ci credo tanto, credo che a volte siano delle parole d’ordine un po’ facili, un po’ scontate, un po’ moralistiche.Come mi sembra che insegnino alcuni maestri buddisti o affini, non è che la meditazione, l’”illuminazione” (tra virgolette), la consapevolezza uno le trova a comando quando spegne il motore, in tutti i sensi, in questo caso il motore mentale, e ha delle grandi intuizioni. Non è così.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per esempio, quando noi siamo arrivati ad Antigua dopo la traversata atlantica c’è stato un momento in cui ciascuno faceva i cavoli propri, abbiamo fatto il brindisi, ma l’abbiamo fatto più per la telecamera che per la nostra vita reale. Era un momento in cui ognuno pensava quello che voleva, non aveva nemmeno bisogno di comunicarlo. Io personalmente ero arrivato nella mia testa altre 50 volte, quindi la volta in cui sono veramente arrivato, era scontata. Poi magari mi sono reso conto di questa roba dieci giorni dopo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualcuno mi hanno detto: “Devi raccontare le tue sensazioni, magari bevi un po’ così ti lasci andare”, ma no! A parte che sono astemio, ma non funziona così… Io sono disposto a raccontare la verità rispetto a quello che io provo, non ho nessuna voglia di forzare la mano per decollare in voli pindarici-sentimental-ecologic-….’fanculo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io ho provato un sacco di cose lungo la traversata e le ho raccontate, poi le fate voi e ne provate delle altre. Io, ad esempio, quello che ho provato è un discorso molto complesso, ma anche molto interessante di adattamento fisico. Capisco ora quelli che vanno nello spazio che devono fare dell’allenamento perché le budelle devono smuoversi un po’. E qui la cosa è così: c’è un tale sbattimento, una tale perdita di senso e di orientamento…ma vedi che piano piano il corpo si adatta, e tutto ciò è bello e interessante! Dopodichè avevo trovato un equilibrio bellissimo con il cibo - anche forse per merito della cucina di Marianna (questo lei non lo sa, vabbè) - nel senso che mangiavo pochissimo e stavo benone (dopo l’ho già perso quando son tornato). Insomma, ci sono tutte una serie di cose diverse per ogni persona, io ho raccontato le mie, senza indulgere alle grandi intuizioni mistiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;E’ più duro il mal di barca o produrre i cinque minuti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;PAT: &lt;/strong&gt;All’inizio la barca, adesso i cinque minuti. All’inizio la barca perché &lt;strong&gt;mi dovevo veramente abituare&lt;/strong&gt; e io ho fatto alcuni giorni di malessere profondo, beh, si è anche visto e non l’ho mandato a dire. Adesso io non vedo l’ora di tornare sulla barca, ci starei bene. Mentre questi cinque minuti - senza offesa per il pubblico - sono un po’una fatica, sono un po’ un lavoro, non possono venire automatici perché è un prodotto troppo complesso. Se un domani riuscissi a farmeli uscire anche in automatico, cioè senza modificare quello che è il vissuto vero, sarebbe perfetto. Il problema è che fra il vissuto e la rappresentazione del vissuto c’è un po’ di corto circuito, cioè la rappresentazione del vissuto mi fa vivere peggio il vissuto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se poi si riuscisse mai a trovare un modulo produttivo per cui il vissuto passa direttamente nel racconto del vissuto, sarebbe l’ideale. C’è anche da dire che la televisione ha le sue esigenze e penso che il vissuto così com’è forse non sarebbe capito. Un esperimento di vissuto che passa direttamente nella rappresentazione medesima del vissuto è proprio “Il Grande Fratello”. Ma noi, primo, non possiamo permettercelo proprio in termini pratici perchè non siamo sempre in collegamento, nel senso che le parabole non possono trasmettere sempre, non avremmo neanche gasolio per alimentarle, insomma un disastro. Ma poi anche il Grande Fratello, non era il vissuto che passa direttamente nella rappresentazione, c’era una mediazione grande come una casa! Per cui anche quella è una bella balla… C’è questo snodo che è un po’ complicato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 15 May 2013 11:51:10 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/pat-e-la-transoceanica-1</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/pat-e-la-transoceanica-1</guid></item><item><title>Rotta su Panama! Con imprevisti</title><description>Possibile che un uccellino si infili nell&#039;unico buco lasciato dai falegnami? Sì.&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Siamo a circa 700 miglia da Panama e dopo avere effettuato il solito controllo in sala macchine mi accorgo che un tubo che porta l&#039;acqua di mare per il raffreddamento dell&#039;olio dell&#039;invertitore si è rotto e che la cantina della sala motori si è allagata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tubicino in questione è in gomma, ma entra dentro un supporto in rame del diametro di circa 8 millimetri. A causa del passaggio dell&#039;acqua salata e del fenomeno dell&#039;elettrolisi, si è verificata una corrosione del metallo più debole, il rame appunto. Le vibrazioni hanno fatto il resto, rompendo il tubo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;aturalmente a bordo non avevamo un ricambio così specifico e ci siamo dovuti arrangiare con quello che c&#039;era a disposizione: abbiamo preso in prestito qualche pezzo dell&#039;autoclave, qualche centimetro di tubo della canna dell&#039;acqua, un paio di fascette di metallo, qualche altro pezzo rubato qua e là e infine dopo alcune ore di lavoro, l&#039;avaria è stata riparata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;em&gt;Più tardi...&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma le sorprese non sono finite. Mentre Vanni ed io eravamo in sala macchine a riparare il guasto, &lt;strong&gt;uno stanchissimo uccellino si era posato nel pozzetto suscitando l&#039;ammirazione e i sentimenti materni delle nostre due marinaie&lt;/strong&gt;. Subito hanno cercato di rifocillarlo, offrendogli del pane, melone, biscotti e ciò che passava nello loro mani. Il povero uccellino ormai stremato dalla fatica e dalle insistenti offerte di cibo, si era messo nell&#039;angolino del pozzetto vicino all&#039;oblò di una cabina. Le nostre crocerossine, non contente, ammucchiavano ogni sorta di cibo davanti al suo becco, quasi si trattasse di un condor paza e infine il povero Tico, non avendo altra scelta, è volato dentro all&#039;oblò della cabina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Scesi sottocoperta per liberarlo, con nostro stupore non abbiamo trovato alcuna traccia del pennuto. Si era rifugiato in un buchetto lasciato aperto dai nostri amici falegnami di Fano, andando a finire nel soffitto della cabina. Morale: altre due ore di lavoro per smontare tutti i soffitti e liberare il malcapitato, che nel frattempo si era rifugiato nell&#039;angolo più irraggiungibile della barca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La giornata termina rimontando i soffitti, pulendo gli avanzi del pasto di Tico e facendo qualche cambio di vela, giusto per rilassarci un pochino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Marco Covre&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Comandante di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 12:33:59 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/rotta-su-panama-con-imprevisti</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/rotta-su-panama-con-imprevisti</guid></item><item><title>Adriatica contesa tra jazz e samba</title><description>Lotte musicali fra i membri dell&#039;equipaggio, mentre il caldo cuoce&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;La mia cabina è un forno. &lt;strong&gt;Adriatica mi cuoce a fuoco lento nella notte tropicale.&lt;/strong&gt; Rallegro l’equipaggio con qualche buona musica: Van Morrison, Petrucciani e il Concerto di Colonia di Keith Jarret. Vanni gradisce molto essendo un jazzofilo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli altri incassano ma qui va molto la salsa e Marianna e Antonella organizzano di andare domani sera a ballare al Pirata un locale qui vicino. &lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Io e Vanni ci guardiamo e minacciamo di abbatterli a Miles Davis per tutti questi giorni. Tutti si preoccupano. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Intanto il famigerato canale è là che ci aspetta, ma ancora non abbiamo notizie. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Buonanotte da Adriatica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giorgio Comaschi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 15:49:24 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/adriatica-contesa-tra-jazz-e-samba</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/adriatica-contesa-tra-jazz-e-samba</guid></item><item><title>L&#039;equipaggio si dimezza, rotta verso Panama</title><description>Il Comandante saluta la famiglia Covatta, e la coppia Giacomo &amp;amp; Giovanni&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Il nostro ormai collaudato equipaggio si divide: infatti Giobbe, la sua famiglia e i nostri due amici-minatori Giovanni e Giacomo sono sul molo di San Miguel in attesa del traghetto che li porterà a terra, dove poi prenderanno un aereo che li porterà in Italia. Abbiamo trascorso l&#039;ultimo giorno assieme in modo completamente diverso: io a terra a sbrigare le interminabili pratiche doganali, gli altri in barca a godere degli ultimi raggi di sole tropicale e a bere l&#039;ennesimo daiquiri al baretto della spiaggia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al mio ritorno a bordo, il caos regnava sovrano, la famiglia Covatta e i nostri apprendisti -marinai Giacomo e Giovanni erano intenti a fare i bagagli per l&#039;imminente partenza. &quot;Chi ha visto i miei pantaloncini blu?&quot; &quot;Posso lasciare qui le mie ciabattine infradito rosa?&quot; &quot;Giacomo, dove sono le mutande che ti avevo prestato? Le hai lavate?&quot; Queste alcune delle frasi che echeggiavano all&#039;interno di Adriatica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cipolla, la simpaticissima figlia di Giobbe, piangeva perché aveva perso il suo game-boy o forse perché non voleva partire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Gli addii - sia sa - sono sempre tristi e perciò è meglio che siano brevi.&lt;/strong&gt; Noi abbiamo aspettato l&#039;ultimo minuto per affiancare Adriatica al molo, poi, scesi tutti in un batter d&#039;occhio, è iniziato lo scarico delle valigie, che è durato invece trenta minuti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&#039;occhietto furbo e vispo ed il sorriso da orecchio a orecchio di Giovanni e Giacomo tradisce la loro voglia di vedere le proprie famiglie, ma soprattutto le rispettive fidanzate. Ad ogni modo, scambiatici gli ultimi abbracci, Adriatica ha ripreso il largo con mezzo equipaggio in banchina che, un po&#039; commosso, ci salutava con ampi gesti di mano. I soliti tre colpi di tromba hanno siglato un altro arrivederci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;em&gt;Più tardi...&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In barca rimangono Vanni, Antonella (che vi presenteremo ufficialmente domani, n.d.r.), Marianna e naturalmente io. &lt;strong&gt;Partiamo la stessa notte per Panama che dista circa 950 miglia più a Sud.&lt;/strong&gt; Non c&#039;è vento e dobbiamo dare a motore e una fastidiosa corrente contraria di due nodi rallentala nostra navigazione. Raggiunto il mare aperto, finalmente si alza un po&#039; di vento che ci aiuta a contrastare la corrente che ci ostacolerà per tutta la rotta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Il Capitano Marco Covre&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 12:17:37 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/l-equipaggio-si-dimezza-rotta-verso-panama</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/l-equipaggio-si-dimezza-rotta-verso-panama</guid></item><item><title>Finalmente il vento è tornato!</title><description>Navighiamo lungo le coste del Messico, nuovo acquisto a bordo Antonella detta Zoom&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Finalmente il vento è tornato a spingere con forza Adriatica nella giusta direzione, navigheremo con rotta 120 per le prossime 450 miglia, &lt;strong&gt;dobbiamo infatti evitare un banco roccioso che si estende per oltre 200 miglia ad Est delle coste del Nicaragua e dell&#039;Honduras&lt;/strong&gt;. L&#039;avvicinarsi di questi banchi ci è segnalato da un bel pesce che abbocca alla nostra traina, dopo averlo tirato a bordo, togliamo la canna: per noi quattro è più che sufficiente e ci aiuterà a cambiare un po&#039; il menù. La pesca d&#039;altura con la traina è un classico per i pescatori oceanici e rende la vita di bordo più interessante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Facciamo alcuni cambi di vela anche per dare la possibilità ad Antonella di impratichirsi nelle manovre e prendere confidenza con la mia &quot;bambina&quot;. Antonella ci ha raggiunto a Cuba, poco prima che partissimo per il Messico e starà con noi per alcuni mesi sia per sostituire Marianna, che dovrebbe ritornare a casa per un breve periodo, che per aiutarci nella lunga traversata del Pacifico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci siamo conosciuti in Sardegna molti anni fa avevo una barchetta a vela con la quale facevo delle mini crociere giornaliere, lei - da sempre attratta dall&#039;affascinante mondo della vela - ha colto l&#039;occasione per fare nuove esperienze. Da allora è nata l&#039;amicizia e la collaborazione. Infatti &quot;Zoom&quot; - come la chiamo io per la sua mania di filmare tutto e per la sua velocità nelle manovre - ha cominciato facendo una dura gavetta come hostess-marinaio a bordo delle mie barche. Poi piano piano ha proseguito da sola. Ha fatto regate di circolo e poi competizioni sempre più importanti, vincendone molte nella classe Meteor.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal &#039;94 pratica la vela a livello agonistico e ha regatato come numero due, cioè come addetta alle vele di prua, nel campionato invernale regionale laziale. Ha ricoperto diversi ruoli del Campionato Aiva nazionale, ha partecipato come equipaggio femminile ad un Giro d&#039;Italia con Cino Ricci, ha partecipato inoltre alla regata da La Spezia su Tirrenia II, una barca d&#039;epoca di 19 mt e infine ha corso sugli Open Class. Insomma, un aiuto valido sia per me che per Marianna, anche se la cucina non è proprio il suo forte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A casa lascia Maurizio, il suo fidanzato pasticcere, al quale ha rubato alcune ricette da proporre in barca, un nipote appena nato e il telecomando, sperando che riesca a superare le crisi di astinenza televisiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;em&gt;Più tardi...&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A notte fonda stiamo attraversando dei banchi rocciosi con dei fondali che dai 5500 mt decrescono rapidamente fino a 9 mt, creando un gioco di correnti che ci costringe a continue correzioni di rotta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&#039;alba siamo fuori dalla zona e riprendiamo la navigazione facendo rotta su Panama.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Marco Covre&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Comandante di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 12:28:22 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/finalmente-il-vento-e-tornato</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/finalmente-il-vento-e-tornato</guid></item><item><title>Attenti ai pirati!</title><description>Riceviamo notizie poco rassicuranti, occhi aperti e doppi turni&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Vento da 45 gradi. Velocità 18 nodi.&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Navighiamo veloci a 9 nodi con randa e spinnaker verso il nostro prossimo way-point (una zona segnata da me sulla carta nautica che rappresenta il punto in cui devo cambiare rotta), quando il cicalino di ricezione di un messaggio urgente del nostro sistema di navigazione satellitare &quot;mini-m&quot; inizia a suonare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Apriamo il computer e leggiamo il messaggio: si tratta di una comunicazione da parte di un organismo internazionale per la sicurezza in mare che notifica&lt;strong&gt; alcuni attacchi di pirati avvenuti in diverse zone del mondo&lt;/strong&gt; e allerta le navi e le imbarcazioni transitanti in quelle zone di prestare la massima attenzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;em&gt;Più tardi...&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La notizia degli attacchi dei pirati ci lascia timorosi e sgomenti, anche perché tra le zone segnalate, oltre l&#039;Africa, c&#039;è anche il Centro e il Sud America e cita il Venezuela, l&#039;Ecuador e la Colombia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Panama confina con la Colombia e anche se le zone interessate sono distanti dal confine la situazione rimane allarmante. I membri dell&#039;equipaggio sono stati attaccati con armi automatiche, pistole, machete e alcuni sono stati feriti in modo grave.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hanno inoltre saccheggiato containers, casseforti, effetti personali e sono scappati a bordo di motoscafi veloci. &lt;strong&gt;Per sicurezza da stanotte faremo i turni in due anziché da soli&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Marco Covre&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comandante di Adriatica&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 12:56:55 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/attenti-ai-pirati</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/attenti-ai-pirati</guid></item><item><title>Lezioni di spagnolo a bordo</title><description>Vanni si cimenta con letture in lingua, c&#039;è qualcosa sotto... Il Capitano indaga.&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;La notizia di ieri circa gli attacchi dei pirati ci ha lasciati preoccupati e anche se le zone interessate sono molto lontane dalla nostra rotta, c&#039;è poco da stare tranquilli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi il vento è leggermente più debole e la navigazione è tranquilla. Vanni ne approfitta per leggere un libro, mi avvicino e vedo che sta consultando il dizionario di &lt;strong&gt;spagnolo&lt;/strong&gt;. La cosa mi meraviglia molto perché da sempre lui è un accanito sostenitore del fatto che sono gli altri a dovere imparare l&#039;italiano e lui non è tenuto a conoscere la lingua del suo interlocutore. Molte volte l&#039;ho sentito dire: &quot;Forse gli inglesi o gli americani si rivolgono a noi parlando italiano? Mai! Sono convinti che chiunque conosca l&#039;inglese. Per quale motivo io non posso pensare allo stesso modo?&quot;. Mi chiedo perché abbia deciso di studiare lo spagnolo proprio ora che stiamo per entrare nel Pacifico dove si parla prevalentemente francese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sua risposta molto vaga ed evasiva sembra quasi volermi dire: &quot;Fatti i fatti tuoi.&quot; Un comportamento anomalo da parte del pur taciturno amico Vanni e mi insospettisco un po&#039;. Siccome però il comandante deve essere al corrente di tutto ciò che accade e ha il dovere di provvedere alla salute fisica e psichica del suo equipaggio, ho svolto alcune indagini su un terreno da sempre congeniale al sesso femminile:&lt;strong&gt; il pettegolezzo&lt;/strong&gt;. Ho quindi messo alle strette Marianna e dopo un lungo interrogatorio ha ammesso che &lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;la necessità di imparare lo spagnolo deriva da uno scambio epistolare via e-mail iniziato con un&#039;amica cubana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;em&gt;Più tardi...&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Ho dovuto interrompere le indagini riguardanti il nuovo interesse per la lingua spagnola dimostrato dal mio comandante in seconda Vanni, anche per non rischiare di svegliarmi con un occhio nero.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Passiamo ai dettagli tecnici, abbiamo ammainato lo spinnaker e ci siamo preparati per affrontare un&#039;altra notte in Atlantico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Marco Covre&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Comandante di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 13:34:00 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/lezioni-di-spagnolo-a-bordo</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/lezioni-di-spagnolo-a-bordo</guid></item><item><title>In navigazione, ma con un filo di vento</title><description>Andiamo verso Panama, adeguandoci ai capricci del tempo&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Posizione: 20 gradi 31 primi nord – 86 gradi 51 primi ovest&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Panama è ormai vicina, contiamo di essere in porto all&#039;alba di domani 10 aprile. Il vento è calato ancora e la nostra velocità è scesa a poco meno di 6 nodi, un po&#039; pochini per le linee filanti di Adriatica nate dalla magica penna degli studi Sciomachen di Bologna. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Ma si sa, la barca a vela è bella anche per questo: &lt;strong&gt;è difficile fare programmi precisi visto che si è soggetti sempre ai capricci del tempo&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Navighiamo ancora con rotta a 170. Nell&#039;ultimo punto-nave ci vede circa a 150 miglia da Panama.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al nostro arrivo ci attende una lunga lista di lavori di manutenzione da fare prima della traversata del Pacifico. Dalla nostra partenza dal Porto di Ravenna, agli inizi del mese di Gennaio, non abbiamo avuto un solo momento per fare manutenzione ordinaria e abbiamo sempre cercato di risolvere i problemi che si presentavano durante la navigazione senza avere potuto fare nulla per prevenirli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Adesso è giunto il momento di dedicarci con più attenzione alle esigenze della barca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;em&gt;Più tardi...&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al tramonto un altro uccellino si è avvicinato cercando di appoggiarsi sulla barca: deve essere sicuramente Tico. Infatti, dopo un passaggio più vicino a volo radente, ci deve avere riconosciuti e si è allontanato in cerca di un&#039;altra nave per riposare le sue stanche ali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Memore del trattamento ricevuto a bordo di Adriatica, ha preferito il riposo di una nave-cargo così al limite il rischio è di finire fra le fauci di un grosso gatto. Infatti, spesso queste barche trasportano dei gatti per mangiarsi i topi a bordo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La navigazione procede tranquilla nella calda notte che inizia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Marco Covre&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Comandante di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 15:40:58 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/in-navigazione-ma-con-un-filo-di-vento</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/in-navigazione-ma-con-un-filo-di-vento</guid></item><item><title>Vai con la spaghettata notturna!</title><description>In attesa di passare il Canale di Panama... muy peperoncino&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;E&#039; notte, sono le due, ma la notte è bucata da un&#039;infinità di luci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti i fanali di Colon e delle navi alla fonda in attesa di attraversare il &lt;strong&gt;Canale di Panama&lt;/strong&gt; rendono questa notte diversa dalle altre. Il traffico nonostante l&#039;ora è intenso, la stazione radio del Canale, frequenza 24 ore su 24, ci dà le indicazioni per raggiungere lo specchio acqueo riservato alle imbarcazioni che devono espletare le pratiche d&#039;ingresso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il raggiungimento di tale zona presenta non poche difficoltà in quanto occorre attraversare la rotta delle navi che compiono il passaggio del Canale, questo per noi significa vedere una moltitudie di luci verdi, rosse, gialle e bianche che creano un clima di confusione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alle quattro di notte parte la spaghettata: rigorosamente aglio, olio e peperoncino, &lt;strong&gt;muy peperoncino&lt;/strong&gt;!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo spaghetto purtopppo fa un&#039;apparizione fugace in quanto letteralmente divorato dall&#039;equipaggio. Essendo l&#039;ora così tarda e la pancia così piena, si crolla tutti istantaneamente in un sonno profondo rimandando al giorno successivo qualsiasi tipo di attività. Ci sentiamo domani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ciao da Adriatica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Marco Covre&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 15:44:02 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/vai-con-la-spaghettata-notturna</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/vai-con-la-spaghettata-notturna</guid></item><item><title>In stallo a Panama. &quot;Forza Abbagnale!&quot;</title><description>Problemi col pescaggio, problemi con il tender: insomma, tiriamo fuori i remi...&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Siamo all&#039;ancora in compagnia di tante barche in attesa del proprio turno per passare il canale, bandiera gialla alla crocetta. Bisogna espletare le pratiche di ingresso e porre il visto sui passaporti. L&#039;ufficio immigrazione è ubicato allo Yacht Club Cristobal, all&#039;ingresso del canale francese. Il motore del tender non parte e bisogna risalire a colpi di remo, Marianna e Antonella rimanendo in barca sfottono e agitando le braccia ci gridano: &quot;Forza Abbagnale!&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La missione ci impegna per parecchie ore, tutte le spese per riparare il fuori bordo... ma inutilmente, cosicchè si rema anche sulla via del ritorno. Nel pomeriggio ci richiama lo Yacht Club dove grazie alla gentilezza di Roelio, il segretario del Club, riusciamo ad ottenere un permesso per poter ormeggiare Adriatica davanti alle banchine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo ormeggiato davanti alle banchine dello Yacht Club, ma purtroppo il nostro pescaggio 3 metri e 60 ci costringe a dar fondo con l&#039;ancora di poppa e la leghiamo una lunga cima di prua ad una palma. A questo punto, la banchina dista solo 15 metri e come per incanto ci ricordiamo di Dante Alighieri che aveva un amico esperto in queste tipo di situazioni, era Caronte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tender &lt;em&gt;(piccola imbarcazione di servizio utilizzata per scendere a terra, n.d.r.)&lt;/em&gt; anche senza motore ha dimostrato la sua funzionalità e viene subito sfruttato per raggiungere il ristorante del Club con grande felicità di Marianna... Conosciamo Endy, uno svizzero, che con la sua compagna Miriam ha impiegato quattro anni per raggiungere Panama provenendo dal Messico. Ritornati su Adriatica, non prima di aver continuato l&#039;ormeggio, ci concediamo il meritato riposo. A domani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Marco Covre&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Comandante di Adriatica&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 15:48:00 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/in-stallo-a-panama-forza-abbagnale</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/in-stallo-a-panama-forza-abbagnale</guid></item><item><title>I lavori prima di passare il Canale</title><description>Tutti a rapporto! Dopo la traversata Adriatica è da rimettere a nuovo&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;E&#039; l&#039;alba e questo nuovo giorno inizia con una grido dalla coperta: è il comandante che chiama a rapporto tutto l&#039;equipaggio. Si è liberato un posto in una posizione &quot;normale&quot;, quindi si abbandonano palme e benzinai e ci sistemiamo fra un catamarano e un motoscafo. Ovviamente il bulbo di Adriatica ci permette di arrivare con la poppa a non più di 12 mt dalla banchina, ma almeno abbiamo l&#039;ancora a prua e le cime a terra, posizionate su elementi più consoni rispetto alle palme panamensi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Finalmente ormeggiati si può iniziare la rimessa a nuovo di Adriatica.&lt;/strong&gt; Marianna e Antonella stendono la scaletta dei lavori su tre fogli protocollo, il comandante litiga ancora con il gommone e Vanni stende sia un velo pietoso sui tentativi di accensione inflitti da Marco al povero motore sia sul proprio piano di lavoro. Ecco tutto è pronto per cominciare, &lt;strong&gt;ognuno svolge il proprio compito al meglio:&lt;/strong&gt; chi svuota i gavoni per risistemare le cose in modo da trovarle al momento giusto, chi - suo malgrado- aggiusta le pompe di scarico delle acque nere e grigie, chi prepara il cavo elettrico per l&#039;allaccio alla colonnina della corrente e chi raccorda il tubo dell&#039;acqua.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra scatole, fascette e chiavi a tubo ci rendiamo conto che è ora di cena. Decidiamo allora di ristorarci al ristorante dello Yacht Club e dopo ci fermiamo per scambiare due chiacchere con alcuni marinai come noi di passaggio, provenienti dalle più svariate parti del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Colon è un grande porto commerciale dove arrivano sia navigatori solitari sia cargo porta containers&lt;/strong&gt; e, comandante escluso, la conoscenza delle lingue viene messa a dura prova. Domani sarà un altro duro giorno di lavoro, si ritorna su Adriatica e, ricordando la sveglia alle 6.20, Morfeo si impadronisce dell&#039;equipaggio. Hasta luego!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Marco Covre&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Comandante di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 15:52:01 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/i-lavori-prima-di-passare-il-canale</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/i-lavori-prima-di-passare-il-canale</guid></item><item><title>Il materasso ha preso il largo...</title><description>Non ci si può distrarre un attimo, chi lo recupera adesso?&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;Vanni e Marco si sono alzati di buon ora e con Stanley, il taxista, sono andati a Panama per ritirare il gennacher.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Marianna e Antonella sono rimaste a bordo per arieggiare i materassi nella cucinetteria, quando, mentre li portavano sulla tuga (la coperta della barca), si sono accorte che ne mancava uno all&#039;appello.&lt;strong&gt; &quot;Dov&#039;è il materasso di poppa?&quot;&lt;/strong&gt; chiede Marianna ad Antonella, e Antonella &quot;Ma è fuori!&quot;. E allora dopo una veloce, ma accurata occhiata sulla tuga senza risultati, si sono rese conto che il materasso navigava alla deriva a circa cinque-sei metri dalla prua.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Come fare senza mezzi per recuperarlo? Dato che il gommone era a fianco al pontile dopo la discesa dei due fratelli Abbagnale. Panico per cinque minuti e il primo pensiero: &quot;Chi lo dice a Patrizio che il suo adorato letto ha preso il mare?&quot; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Ma ecco il nostro salvatore Endy, che giunge sempre al momento giusto, ci riporta il materasso e ci accompagna in lavanderia. &lt;strong&gt;Dopo questa esperienza i materassi sono stati legati alle varie sartie.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Verso le tredici vediamo tornare il Covre e Vanni, ma senza gennacher e lì le spiegazioni: non si trova, non ne sanno niente al riguardo, ma ci torneremo domani, speriamo bene.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Equipaggio di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 15:56:19 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/il-materasso-ha-preso-il-largo</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/il-materasso-ha-preso-il-largo</guid></item><item><title>Continuano i lavori... tra nuove amicizie</title><description>Adriatica non sembra più un&#039;officina e sta tornando simile a una barca&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Oggi dopo i piccoli soliti lavori, ci ha chiamato Sean per la visita guidata sulla sua goletta posta in rada all&#039;imboccatura del porto. Esteriormente sembra moderna, ma all&#039;interno tutto è rimasto pressoché originale e ciò ci catapulta all&#039;indietro di almeno cinquant&#039;anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I racconti del suo capitano ci rivivere i sogni di vecchi marinai che lasciano la terraferma spinti dalla curiosità di conoscere nuovi mondi, un po&#039; come Adriatica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed ecco che arriva un open class, battente bandiera australiana con un bimbo adagiato sul boma, che ovviamente richiama la nostra attenzione. E&#039; un amico di Sean, si chiama George, un australiano in navigazione verso casa &lt;strong&gt;dopo un giro del mondo durato tre anni&lt;/strong&gt;. Ma si è fatto tardi e l&#039;equipaggio torna ai suoi lavori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Adriatica giorno dopo giorno sta riacquistando le sembianze di una barca, abbandonando quelle di un&#039;officina. Con la speranza che domani arrivino i tanti attesi e sospirati pacchi, tutti vanno a nanna per il meritato riposo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;L&#039;equipaggio di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 16:01:36 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/continuano-i-lavori-tra-nuove-amicizie</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/continuano-i-lavori-tra-nuove-amicizie</guid></item><item><title>Trecce e costumi da bagno</title><description>Mentre Marco e Vanni sono a Panama, Marianna si fa fare una &quot;messa in piega&quot;!&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Oggi il miracolo si è compiuto: il comandante e Vanni sono andati a Panamà City con la certezza di tornare con i sette pacchi. Mentre Marianna e Antonella li aspettavano in barca, hanno visto passare una ragazza che chiedeva se qualcuno voleva farsi fare le treccine e Marianna, ovviamente, ha colto subito la palla al balzo e &lt;strong&gt;in sette ore aveva ben 114 trecce!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo una giornata di ricerche a Panama City, finalmente i pacchi sono arrivati e sono stati aperti, un po&#039; come si fa a Natale, ma, dentro, i regali sono solo per Adriatica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&#039;era però anche un pacco per il comandante, spedito dalla sua mamma, con dentro &lt;strong&gt;quindici paia di costumi da bagno&lt;/strong&gt;, sicuramente ha visto la puntata in cui Marco aveva rotto il costume e aveva dovuto ripiegare con un pareo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Del gennacher, però, ancora niente, ma la speranza è l&#039;ultima a morire.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Per oggi saluti dall&#039;equipaggio di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 16:18:40 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/trecce-e-costumi-da-bagno</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/trecce-e-costumi-da-bagno</guid></item><item><title>Per Adriatica ancora manutenzioni</title><description>Verniciamo, grattiamo, carteggiamo, lucidiamo, oliamo...&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Sono arrivate alcune delle cose richieste dall&#039;Italia, per cui le stiamo smistando e cominciando finalmente a rimettere a posto la barca con gli attrezzi che sono arrivati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&#039;era da fare la verniciatura del gavone del bowthruster (dove c&#039;è l&#039;elica di manovra), che aveva fatto un po&#039; di ruggine in quanto addirittura a Fano era stato scaricato dentro un estintore a polvere e la polvere provoca la corrosione, non avendo avuto il tempo di farlo fino ad adesso, l&#039;abbiamo fatto in questi giorni. Abbiamo dovuto grattare con un trapano tutto il ferro e poi sgrassarlo e poi verniciarlo, per cui ciò ci è costato un giorno e mezzo di lavoro. Non sono cose gravissime, ma dovevano essere sistemate e però fanno perdere un sacco di tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi avevano rovinato i vetri della gilette del carteggio, c&#039;erano delle macchie di vernice che erano state pulite con un solvente, ma il solvente aveva sciolto il plexiglas. Per questo motivo i vetri erano diventati opachi e non si vedeva bene, per cui abbiamo dovuto carteggiarli con una cartavetrata umida da carrozziere, facendo un ciclo progressivo, prima con la cartavetrata numero 400, poi 600, poi 800, poi 1200 ed ora li stiamo lucidando con una macchina, per cui adesso finalmente si vede fuori dal vetro! &lt;strong&gt;Altrimenti succedeva che arrivavi in un posto e per vedere fuori dovevamo sempre affacciarci all&#039;esterno...&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Marco Covre&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Comandante di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 16:21:02 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/per-adriatica-ancora-manutenzioni</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/per-adriatica-ancora-manutenzioni</guid></item><item><title>Cercasi generatore disperatamente</title><description>Le infinite telefonate di Marco&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Il gennacher nuovo è arrivato e stiamo anche riparando il vecchio.&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Ieri sono andato in veleria per vedere se era pronto e me lo dovrebbero consegnare o il 25 prima dell&#039;attraversamento del canale oppure, se non ce la fanno, me lo dovrebbero dare il 26 e me lo fanno recapitare a Panamà City con un taxi. Ma questo non è un grosso problema.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il problema più serio è quello del generatore:&lt;/strong&gt; continuo a chiamare negli Stati Uniti, in Texas, per vedere se un tecnico può raggiungerci. Ma non troviamo nessuno, ci sono sempre delle segreterie telefoniche, lasciamo messaggi infiniti, ma non veniamo richiamati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi siamo ancora con il generatore rotto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Marco Covre&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comandante di Adriatica&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 16:27:09 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/cercasi-generatore-disperatamente</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/cercasi-generatore-disperatamente</guid></item><item><title>Anche il corto circuito!</title><description>Dopo l&#039;ennesimo imprevisto i nostri chiedono l&#039;aiuto da casa&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Come se non bastassero i casini in barca, abbiamo avuto un ulteriore ritardo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui siamo in piena stagione delle piogge e avevamo la corrente attaccata in banchina,&lt;strong&gt; c&#039;è stato un corto circuito per un temporale molto forte&lt;/strong&gt; che ha bruciato una bobina particolare che serve per fare arrivare la corrente elettrica dalla banchina all&#039;interno della barca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&#039;è un trasformatore che fa questo e la sua bobina interna si era bruciata. Ma all&#039;inizio, noi non sapevamo quale fosse il problema, vedevamo che la corrente dalla banchina a noi arrivava, però non arrivava al quadro elettrico, per cui non era utilizzabile. Quindi per un giorno e mezzo siamo stati costretti ad usare il motore per caricare la batteria. Nel frattempo, abbiamo cercato il manuale di istruzione che ci ha lasciato il nostro elettricista-impiantista Furlanetto, ma probabilmente è rimasto in Italia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Morale della favola: contatto telefonicamente il sig. Giorgio Furlanetto a casa e lui molto gentilmente -nonostante fossero le 10.30 di notte in Italia - è andato nel suo studio, ha tirato fuori i progetti della nostra barca, e mi ha guidato telefonicamente sull&#039;intervento da fare.&lt;strong&gt; Per cui io mi sono trasformato in elettricista&lt;/strong&gt;, sono sceso in sala macchine e seguendo passo passo le indicazioni precisissime di Giorgio (&quot;Prendi il filo verde di qua, mettilo di là&quot; ecc.), ho smontato un box dove arrivavamo tutti i fili del generatore e della corrente dalla banchina, da lì ho preso una bobina del generatore rotto (quindi non più utilizzabile) e l&#039;ho sostituita con quella che si è fulminata a causa del corto circuito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Devo ammettere che oltre alla disponibilità, il nostro elettricista ha fatto un impianto veramente meraviglioso, perché ha predisposto le cose in maniera tale che ogni tipo di apparecchiatura sia intercambiabile con qualcuna che eventualmente va in avaria. Giorgio ci ha dato un grosso aiuto e finalmente ora abbiamo la corrente dalla banchina in barca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Marco Covre&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Comandante di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 16:29:01 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/anche-il-corto-circuito</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/anche-il-corto-circuito</guid></item><item><title>Giorgio Comaschi a bordo!</title><description>Prime impressioni del nuovo velista per caso imbarcato a Colon&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Dopo un viaggio del terrore (nel senso di lungo), dove ho avuto anche il tempo di andare a prendere una birra con Giacomo e Giovanni in Plaza Major a Madrid in attesa dell’aereo per Miami, sono arrivato a Panama.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo dormito e stamattina la nostra guida (Chris, molto carina, molto asiatica, molto caraibica) ci ha portato a Colon. E finalmente ho visto Adriatica. &lt;strong&gt;Baci e abbracci&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Marco Covre è un misto fra un capo indiano carismatico e un bagnino di Riccione. Solo che è sardo.&lt;/strong&gt; E mi dice che dovremo aspettare i documenti per attraversare il canale. Conosco gli altri. Vanni l’ammiraglio è un signore dal fascino anni cinquanta, Antonella è una bella faccia aperta e solare, ma l’accento è molto romano, Marianna ho l’impressione che sia completamente pazza perché si vede subito che vive una dimensione sconosciuta e parallela.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comunque il tutto mi piace molto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giorgio Comaschi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 15:42:34 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/giorgio-comaschi-a-bordo</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/giorgio-comaschi-a-bordo</guid></item><item><title>Fuso dai fusi e con la testa piena di sonno</title><description>Primi giorni di Comaschi su Adriatica, in piena stagione delle piogge&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;C’è un senso classico di trappola tropicale. Allo yatch club di Colon si mangia e si conosce gente strana come aveva già detto il comandante. &lt;strong&gt;Sono fuso dai fusi. Ho la testa piena di sonno. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Adriatica è immobile nella caletta, ma dormire con un 90 per cento di umidità è impossibile. E sono venuto in coperta a scrivere questo diarietto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lucine, barche, la cappa appiccicaticcia e ogni mezzora viene giù un delirio d’acqua perché qui è iniziata la stagione delle piogge. Bevo un vino sardo servitomi da Marianna. Facciamo due chiacchiere e ho la conferma che è completamente sciroccata anche se qui lo scirocco non c’è. Ha quella pazzia lucida. E questo mi diverte molto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giorgio Comaschi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 15:47:04 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/fuso-dai-fusi-e-con-la-testa-piena-di-sonno</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/fuso-dai-fusi-e-con-la-testa-piena-di-sonno</guid></item><item><title>Facciamo un giro per Colon</title><description>&quot;C&#039;è un senso di ultima spiaggia che rende tutto molto interessante&quot;&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Non si capisce quando passeremo il canale.&lt;/strong&gt; Vanni traffica con le pratiche e insieme alla guida andiamo a fare un giro per Colon. Io, Covre e un operatore (Enrico che aveva viaggiato con me, Giacomo e Giovanni) siamo su un pick up.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il quartiere povero di Colon è impressionante. Una cumacca di gente accalcata in baracche o case improponibili. Qui se scendiamo ci fanno secchi. Ma con Covre mi sento tranquillo perché dà un senso di protezione. Ho visto anche il quartiere americano, cioè dove abitava lo zio Sam quando aveva il controllo del canale. Sembra di essere in Florida. L’architettura di Colon cambia da quartiere all’altro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;C’è un senso di ultima spiaggia che rende tutto molto interessante.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giorgio Comaschi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 15:48:16 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/facciamo-un-giro-per-colon</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/facciamo-un-giro-per-colon</guid></item><item><title>Un&#039;avventura assieme agli indios</title><description>In canoa sotto al temporale e poi al villaggio. Giorgio è entusiasta&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Si profila un’avventura. Tra poco ci portano a visitare un villaggio indios all’interno. Decido di portarmi con me il comandante Marco Covre e Antonella. Oltre Giovanni e Enrico. Marianna sta su Adriatica a fare la lista della spesa e Vanni a fare qualche lavoretto. La guida Chris ci sta aspettando. Abbiamo dormito già meglio e sono di buon umore. Stamattina avevo la battuta facile e il caffè che ieri era imbevibile era migliore. Stasera appena torno vi racconto degli indios.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;em&gt;Più tardi...&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Torniamo dall’avventura. Pazzesca. Abbiamo &lt;/span&gt;&lt;strong style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;percorso un fiume su una canoa&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt; sotto sistematici acquazzoni tropicali. Bagnati fradici siamo stati raccolti da una canoa di indios che ci hanno portato al loro villaggio. Rischi, senso di jungla vera. Loro tutti dipinti sul corpo e praticamente nudi. Sulla riva un tucano, poi un iguana. Covre diceva che non c’erano coccodrilli ma anaconde. Auguri. Al villaggio è stato favoloso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bimbi, donne e uomini a farci vedere il loro modo di vivere. Abbiamo mangiato e ballato con loro. Il comandante voleva rimanere lì e sposarsi con una indigena evidentemente carina (una Bellucci più esotica). Poi l’abbiamo convinto a venire via. Siamo tornati sotto altri &lt;strong&gt;temporali apocalittici&lt;/strong&gt;. Tutto molto bello. Ed è bello anche stare in un posto dove non ti chiedono: &quot;E la Zingara dove l’ha messa?&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A domani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Giorgio Comaschi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 15:52:44 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/un-avventura-assieme-agli-indios</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/un-avventura-assieme-agli-indios</guid></item><item><title>Viva il clima da comitiva di pullman!</title><description>In attesa del permesso per attraversare il canale su Adriatica si balla e si ride&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Siamo ancora in attesa di avere il via per attraversare il canale. Ma il risveglio è duro perché ieri sera siamo andati a ballare al Pirata di Colon. C’era un’orchestra di salsa niente male. Le ragazze scuotevano la “cintura” con grande efficacia e il capitano marcava stretto la guida panamense Chris. Mi sembrava ben piazzato quando alle due e mezza mi sono fatto accompagnare su Adriatica. Stamattina ha la faccia da lumacone. Nessuno saprà mai come è andata a finire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una cosa è certa: Vanni l’ammiraglio, è un ballerino di classe. Il suo &lt;strong&gt;aplomb anni cinquanta&lt;/strong&gt; ha conquistato gli sguardi delle donne del locale. Camicia bianca, brizzolo e sguardo da James Bond. Anche Antonella a ballare se la cava. Marianna invece ha la leggerezza del tonno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;em&gt;Più tardi...&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Sempre in attesa del giorno fatidico del passaggio del canale. Su Adriatica si sta bene e la birra corre a fiumi, si parla in spagnolo e si delira abbastanza. Il vero clima da comitiva da pullman. Io e Vanni &lt;/span&gt;&lt;strong style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;insistiamo col concerto di Colonia di Keith Jarret&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt; e anche il capitano, che è un fanatico di salsa, apprezza molto. Anzi, la sua faccia da lupo di mare diventa dolce e poetica quando lo ascolta. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;In cabina fa un caldo cane. Ho due ventilatori ma se li metto in moto è come se fossi sulla curva della Rivazza a Imola durante il Gran Premio. Con Giacomo e Giovanni in sala regia montiamo le puntate. Sono due schegge, vanno velocissimi e ho la conferma che a livello di professionalità sono in una botte. Ma di che cosa?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giorgio Comaschi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 15:55:37 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/viva-il-clima-da-comitiva-di-pullman</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/viva-il-clima-da-comitiva-di-pullman</guid></item><item><title>Giriamo un giallo a puntate!</title><description>Un&#039;idea un po&#039; folle, di Comaschi &quot;Il Grigio&quot; e della &quot;spia&quot; Marianna&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Ci è venuta un’idea folle. Di girare un &lt;strong&gt;giallo a puntate&lt;/strong&gt; quando saremo a Panamà. Una storia di spie e di azione con i componenti dell’equipaggio di Adriatica. Mi sono messo a scriverlo insieme a Marianna che interpreterà la spia Mary Sek mentre o sarò&lt;em&gt; Gorge Van Comask&lt;/em&gt; detto Il &lt;strong&gt;Grigio&lt;/strong&gt;. Si intitolerà “Il pacco misterioso”. Tra un po’ giriamo una scena lì sul molo di Colon tanto per metterci avanti. Marianna ha guizzi da Agata Christie e mette la sua follia al servizio dell’operazione. Questa è un’anticipazione che vi ho dato. Il giallo sarà pronto la prossima settimana, probabilmente diviso in quattro puntate da un minuto. Per ora vi saluto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;em&gt;Più tardi...&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;E’ arrivata la notizia che &lt;/span&gt;si parte&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;. I documenti sono a posto e faremo il canale. Al capitano brillano gli occhi, ma anche a me visto che il canale di Panama non è che si fa molte volte nella vita. Speriamo che il tempo ci lasci stare.&lt;strong&gt; Non ero abituato al fatto di dover prendere diluvi d’acqua ogni quarto d’ora.&lt;/strong&gt; Ogni volta che il cielo rovescia scatta l’allarme: chiudere gli oblò. Sennò le cabine si allagano. Mi era venuta voglia di dormire sull’amaca in coperta. Ma ieri sera ci ha provato il capitano e non ha fatto nemmeno in tempo a svegliarsi che era già inzuppato come una spugna inzuppata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giorgio Comaschi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 16:02:59 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/giriamo-un-giallo-a-puntate</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/giriamo-un-giallo-a-puntate</guid></item><item><title>Finalmente lungo il Canale di Panama</title><description>Il racconto passo-passo di Giorgio&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Gran preparativi per la partenza, sempre sotto l’acqua (ma ogni tanto viene inspiegabilmente il sole). Ci mettiamo in rada in attesa che succeda qualcosa. Poi viene su un omino con la faccia buffa. E’ il pilota che ci guiderà nel canale. Ci mettiamo in coda ad un enorme navona tedesca. Sarà la nostra sorellina per tutto il canale. Faremo le chiuse con lei. Poi ecco la prima delle tre di Gatun. Saliamo di nove metri mentre pompano dentro alla chiusa milioni di litri d’acqua. Poi altre due e adesso siamo nel lago. 33 chilometri di navigazione in un posto sospeso nel nulla, fra le due Americhe. Incredibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Scendiamo &lt;strong&gt;le tre chiuse verso il Pacifico&lt;/strong&gt;. Pedro Miguel e le due di Miraflores. Poi si spalanca l’ultima porta. Fa effetto. Sembra un marchingegno da film di Indiana Jones. Ecco il Pacifico, ecco il Ponte delle Americhe, ecco Panama. Cerchiamo un posticino in una marina fra quelli che stanno aspettando di buttarsi nell’avventura oceanica. Mettiamo a dormire Adriatica e usciamo a brindare in un ristorante lì vicino. Dicono che il Canale di Panama sia una delle sette meraviglie del mondo. Ebbene credo che sia proprio vero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il comandante porta Adriatica in un posto dove si possa scendere su un molo. Eccoci a &lt;strong&gt;Flamenco&lt;/strong&gt;, una delle tre isolette di Panama. C’è un centro commerciale costruito da uno spagnolo. E sembra di essere in America del Nord. Ci buttiamo in giro per &lt;strong&gt;Panamà City&lt;/strong&gt;, città incasinatissima, inafferrabile, ma di grande fascino. Giacomo, il nostro montatore-operatore, ha la forma di un omino disegnata dalle forbici dietro alla testa e lo guardano tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Covre studia il piano per Las Perlas e Galapagos. Ma stiamo ancora aspettando un pezzo per riparare il generatore. Le previsione del tempo sono buone. Il comandante dice che il mare più difficile è il Mediterraneo perchè lì il tempo e il vento cambiano improvvisamente. Ma intanto qui dall’altra parte del Canale non piove più. C’è il sole e fa un caldo più sopportabile. Stasera su Adriatica, a prua, c’era un enorme pellicano. Ci ha fatto un po’ compagnia poi se ne è andato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giorgio Comaschi&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 16:05:45 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/finalmente-lungo-il-canale-di-panama</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/finalmente-lungo-il-canale-di-panama</guid></item><item><title>Impressioni, immagini e ricordi di Syusy a Cuba</title><description>&quot;Perché questa gente ha della poesia, questa è proprio un&#039;isola poetica&quot;&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Il sentimento che suscita Cuba è proprio ambivalente, ma non solo, in un primo momento direi che è proprio un &lt;strong&gt;sentimento disperato&lt;/strong&gt; perché le contraddizioni sono tantissime: vedi delle cose belle come l’Havana vecchia, come l’hanno ristrutturata recuperado la gente che ci stava, il popolo, la gente dei quartieri poveri; invece noi li cacciamo via dal centro storico, da noi i centri storici diventano delle banche, dei centri commerciali ecc., quindi questa è una bellissima iniziativa. Poi vedi la difficoltà che hanno loro di vivere e dici &quot;Oh mamma mia&quot;, vedi il peso e il dollaro che sono due logiche completamente diverse, vedi ciò che ha portato il turismo: quelli che si sono arrangiati col turismo stanno meglio, stanno creando una specie di borghesia, quelli che invece stanno ancora nella logica del peso, dell’assistenza – se vogliamo-sono messi proprio male, poi vedi che ogni tanto si interrompe la corrente elettrica, con l’embargo hanno delle forti difficoltà…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hanno però un carattere eccezionale, sono incredibili, sono tutti BELLI, tutti sani, tutti anche felici, perché no? Insomma, a&lt;strong&gt; un loro livello più evidente del nostro di felicità.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Abitano in un’isola meravigliosa e che però ha un inquinamento spaventoso per il problema delle macchine. Poi c’era anche il pericolo della dengue (malattia infettiva trasmessa da insetti simile ad un&#039;influenza), che loro stanno cercando di eliminare, perché hanno una sanità efficientissima, dei medici incredibili e dal punto di vista della speranza di vita e della natalità dei bambini sono messi meglio di noi , e questo è fuori di testa a pensare che sono un paese sudamericano…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora, io le ho pensate tutte… &lt;strong&gt;ho avuto dei momenti di down veri&lt;/strong&gt;… ho pensato tutto e il contrario di tutto, e poi alla fine, quando mi sono ritrovata protetta da un albergo internazionale di quelli che prendi una volta nella vita perché costano troppo (in dollari), e mi sono trovata lì -come dire- in Occidente a potere ragionare – perché forse prima non riuscivo neppure a ragionare dal casino che c’era in tutto - ho guardato delle foto e ho ripassato nella mia testa le immagini delle cose che avevo visto, delle persone che avevo conosciuto, le cose che ho un po’ patito ecc., e veramente mi è venuta una commozione incredibile per questa gente!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché &lt;strong&gt;questa gente ha della poesia&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; vive con della poesia,&lt;/strong&gt; non so cos’ha quell’isola, ma &lt;strong&gt;è un’isola poetica.&lt;/strong&gt; E’ un’isola privilegiata (perché è ai tropici), un’isola bellissima, ha quest’estetica conservata degli Stati Uniti, queste macchine stupende, questi palazzi che sono rimasti così deco’, questa gente bellissima, queste facce simpatiche, questa gente che si diverte con niente (vanno sul lungomare del Malecon con le onde che arrivano e si divertono come matti),&lt;strong&gt; questa gente che vive d’amore&lt;/strong&gt;, perché sono tutti innamorati, si innamorano continuamente, che vive di ballo e di musica, questa gente che però soffre, che ha anche dei casini perché è anche un terzo mondo, vive nelle baracche, ha dei problemi veri di vita... insomma è un&#039;isola che nella sua estetica veramente vive di poesia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I cubani sono poetici… hanno questo grande privilegio… e noi li guardiamo e diciamo “Che belli!” , e allora ci rendiamo conto che &lt;strong&gt;la poesia viene da questa contraddizione: viene dalla sofferenza e dalla capacità di essere felici con niente.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;em&gt;Syusy&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;(Marzo 2002)&lt;/div&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Impressioni a caldo sul viaggio a Cuba &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tullia (redazione)&lt;/strong&gt;: Ti è piaciuta questa prima esperienza di barca su Adriatica? Come hai trovato Cuba?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy&lt;/strong&gt;: Mi è piaciuto tantissimo stare in barca su Adriatica, ma soprattutto - come sempre - è stato interessantissimo anche il fatto di fare terra, quindi di conoscere Cuba. Era la seconda volta che andavo: la prima volta sono stata sette anni fa quando ero in cinta di sei mesi di Zoe e questa volta sono andata per manina con la Zoe. E poi l&#039;altra volta non sono riuscita a muovermi di più che all&#039;Avana, invece questa volta sono potuta andare fino a Santiago. Siamo andati in pullman con una compagnia di italiani che facevano lo spettacolo di Pinocchio, quindi pieni di Pinocchi da tutte le parti! Poi siamo andati in una cooperativa teatrale che è anche una cooperativa agricola, abbiamo visitato una scuola, abbiamo visto gente che faceva autostop lungo la strada, abbiamo visto altri a cui si rompevano le macchine e noi ne ridevamo... e alla fine anche a noi ci si è rotto il pulmino! Siamo dovuti scendere, abbiamo dovuto aspettare un giorno che arrivasse il meccanico e siamo stati ospiti da un contadino, poi finalmente il meccanico è arrivato... Abbiamo preso anche una macchina di queste belle americane che hanno loro - le Cadillac - e poi siamo arrivati a Santiago dove c&#039;è proprio una bella vita notturna, poi abbiamo visto un parco preistorico, i dinosauri, i coccodrilli... Ci siamo incontrati infine con la barca, Marco Covre è diventato matto a cercare il gasolio, poi finalmente dopo un bel po&#039; siamo riusciti a partire per Cayo de la Regina, dove all&#039;inizio non trovavamo il ristorante che ci aveva detto Orso, poi alla fine l&#039;abbiamo trovato, ma era in un altro posto. Ah... abbiamo visto una cosa bellissima: degli squali e un personaggio che entra nell&#039;acqua e gioca con loro. Era la prima volta in assoluto nella vita che vedevo una cosa così, impressionante! E poi io e Pat siamo tornati qui a Bologna, perchè dobbiamo mettere a posto delle cose, dobbiamo montare e chiudere le prossime puntate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tullia (redazione):&lt;/strong&gt;  Avevate voglia di tornare?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Siamo tornati con molto rimpianto, Pat non vede l&#039;ora di risalire in barca, io purtroppo credo che dovrò rimanere qui a montare le puntate... vi amo molto, telespettatori, ma insomma è un bello stress. E in più, ho visto quanto montare in barca sia stressante, ho potuto vedere come ci lavorano i ragazzi Giacomo e Giovanni e devo dire che riuscire a montare &quot;vomitando&quot; (perché alla fine è così) i cinque minuti... è proprio una follia! Se sopravviveremo, riusciremo a finire questo giro del mondo; che non è tanto il giro del mondo il problema, quello in sè non è niente, è la complicazione di volErlo raccontare in TV il vero problema!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tullia (redazione): &lt;/strong&gt; Parlando di Cuba, spiegaci meglio cosa sei andata a scoprire riguardo alla santeria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy: &lt;/strong&gt;Sì, sono andata da dei santeri. La santeria è una religione tipica cubana dell&#039;America latina, è un sincretismo fra la religione cattolica e la religione africana. Ci sono degli dei fantastici: c&#039;è Chim Mangià, che è la regina acque, la grande madre, bianca azzurra e blu. C&#039;è Ochùn che è meravigliosa, con il ventaglio, molto cocotte, è sempre contornata da ballerine e da cose carine; ne fa di tutti i colori, quindi ci fa ben sperare. Nella loro religione c&#039;è anche questo permesso, sei fedele ad una dea che sa essere felice, che è capace di dominare gli uomini. Lei è l&#039;unica ad avere visto il supremo, ed è una donna! E poi ci sono tutti gli altri: Changò, che sono stati sincretizzati dalla religione cattolica (lei corrisponderebbe a Santa Barbara), La Madonna del Cobre...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Andrea Casadio:&lt;/strong&gt; Stai parlando del femminile legato al divino, insomma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy: &lt;/strong&gt;Sì, qui il femminile è forte perché qui c&#039;è proprio una forza femminile africana, qui non si scherza. C&#039;è sia un maschile machissimo, molto chiaro, molto marcato; però c&#039;è un femminile che è esageratamente prorompente. E&#039; quello che manca a noi cattolici. Ho intervistato una santera-pittrice e con lei siamo state tutte due esaltate dalla figura di Ochùn perché veramente è quello che manca a noi nel nostro immaginario di divino. E&#039; il femminile nel divino, ma vincente: lei è una single però ha tutti gli uomini che vuole, procura anche uomini alle sue amiche (quindi è una buona amica...). E&#039; potente, può molto... ha volato in alto e ha visto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Andrea Casadio e Tullia Benati&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Redazione Velistipercaso.it&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 07 Sep 2011 15:33:49 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/impressioni-immagini-e-ricordi-di-syusy-a-cuba</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/impressioni-immagini-e-ricordi-di-syusy-a-cuba</guid></item><item><title>Syusy parla del viaggio a Cuba</title><description>Il fascino della Santeria, L&#039;Avana e Santiago, autostop e Pinocchio!&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Di ritorno dall&#039;isola della salsa, dei sigari e di Fidel Castro nell&#039;aprile 2002, Syusy ci racconta a caldo l&#039;itinerario fatto e le sue impressioni.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tullia (redazione): Ti è piaciuta questa prima esperienza di barca su Adriatica? Come hai trovato Cuba?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Syusy&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;:&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt; Mi è piaciuto tantissimo stare in barca su Adriatica, ma soprattutto - come sempre - è stato interessantissimo anche il fatto di fare terra, quindi di conoscere Cuba. Era la seconda volta che andavo: la prima volta sono stata sette anni fa quando ero incinta di sei mesi di Zoe e questa volta sono andata per manina con la Zoe. E poi l&#039;altra volta non sono riuscita a muovermi di più che all&#039;Avana, invece questa volta sono potuta andare fino a Santiago. Siamo andati in pullman con una compagnia di italiani che facevano lo spettacolo di Pinocchio, quindi pieni di Pinocchi da tutte le parti!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Poi siamo andati in una cooperativa teatrale che è anche una cooperativa agricola, abbiamo visitato una scuola, abbiamo visto gente che faceva autostop lungo la strada, abbiamo visto altri a cui si rompevano le macchine e noi ne ridevamo... e alla fine anche a noi ci si è rotto il pulmino! Siamo dovuti scendere, abbiamo dovuto aspettare un giorno che arrivasse il meccanico e siamo stati ospiti da un contadino, poi finalmente il meccanico è arrivato... Abbiamo preso anche una macchina di queste belle americane che hanno loro - le Cadillac - e poi siamo arrivati a Santiago dove c&#039;è proprio una bella vita notturna, poi abbiamo visto un parco preistorico, i dinosauri, i coccodrilli... &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Ci siamo incontrati infine con la barca, Marco Covre è diventato matto a cercare il gasolio, poi finalmente dopo un bel po&#039; siamo riusciti a partire per Cayo de la Regina, dove all&#039;inizio non trovavamo il ristorante che ci aveva detto Orso, poi alla fine l&#039;abbiamo trovato, ma era in un altro posto. Ah... abbiamo visto una cosa bellissima: degli squali e un personaggio che entra nell&#039;acqua e gioca con loro. Era la prima volta in assoluto nella vita che vedevo una cosa così, impressionante! E poi io e Pat siamo tornati qui a Bologna, perchè dobbiamo mettere a posto delle cose, dobbiamo montare e chiudere le prossime puntate. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tullia: Avevate voglia di tornare?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Syusy:&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt; Siamo tornati con molto rimpianto, Pat non vede l&#039;ora di risalire in barca, io purtroppo credo che dovrò rimanere qui a montare le puntate... vi amo molto, telespettatori, ma insomma è un bello stress. E in più, ho visto quanto montare in barca sia stressante, ho potuto vedere come ci lavorano i ragazzi Giacomo e Giovanni e devo dire che riuscire a montare &quot;vomitando&quot; (perché alla fine è così) i cinque minuti... è proprio una follia!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Se sopravviveremo, riusciremo a finire questo giro del mondo; che non è tanto il giro del mondo il problema, quello in sè non è niente, è la complicazione di volerlo raccontare in TV il vero problema!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Tullia: Parlando di Cuba, spiegaci meglio cosa sei andata a scoprire riguardo alla santeria.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Syusy:&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt; Sì, sono andata da dei santeri. La santeria è una religione tipica cubana dell&#039;America latina, è &lt;strong&gt;un sincretismo fra la religione cattolica e la religione africana&lt;/strong&gt;. Ci sono degli dei fantastici: c&#039;è Chim Mangià, che è la regina acque, la grande madre, bianca azzurra e blu. C&#039;è Ochùn che è meravigliosa, con il ventaglio, molto cocotte, è sempre contornata da ballerine e da cose carine; ne fa di tutti i colori, quindi ci fa ben sperare. Nella loro religione c&#039;è anche questo permesso, sei fedele ad una dea che sa essere felice, che è capace di dominare gli uomini. Lei è l&#039;unica ad avere visto il supremo, ed è una donna! E poi ci sono tutti gli altri: Changò, che sono stati sincretizzati dalla religione cattolica (lei corrisponderebbe a Santa Barbara), La Madonna del Cobre...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Andrea: Stai parlando del femminile legato al divino, insomma.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Syusy:&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt; Sì, qui il femminile è forte perché qui c&#039;è proprio una forza femminile africana, qui non si scherza. C&#039;è sia un maschile machissimo, molto chiaro, molto marcato; però c&#039;è un femminile che è esageratamente prorompente. E&#039; quello che manca a noi cattolici. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Ho intervistato una santera-pittrice e con lei siamo state tutte due esaltate dalla figura di Ochùn perché veramente è quello che manca a noi nel nostro immaginario di divino. E&#039; il femminile nel divino, ma vincente: lei è una single però ha tutti gli uomini che vuole, procura anche uomini alle sue amiche (quindi è una buona amica...). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;E&#039; potente, può molto... ha volato in alto e ha visto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Grazie Syusy! &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Andrea Casadio e Tullia Benati&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andrea Casadio e Tullia Benati&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 07 Sep 2011 15:39:33 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/syusy-parla-del-viaggio-a-cuba</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/syusy-parla-del-viaggio-a-cuba</guid></item><item><title>Direzione Messico (con qualche stop)</title><description>Controlli burocratici, attese per ricambi, ma anche cene in compagnia&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;Partiti Pat, Zoe e Syusy, rimaniamo soli in attesa di un pezzo di ricambio del motore in arrivo dall’Havana. Si tratta di un ingranaggio di una pompa che dalle nostre parti è reperibile in 30 secondi, qua a Cuba invece ci sono volute 24 ore. Montato il pezzo, finalmente possiamo riprendere la navigazione verso la marina di Maria la Gorda 135 miglia più a nord lungo la costa sud ovest di Cuba, porto nel quale possiamo espletare le formalità doganali per poter lasciare il Paese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Arriviamo a &lt;strong&gt;Maria la Gorda&lt;/strong&gt; (posizione 21 gradi 49 primi nord – 084 gradi 30 primi ovest), nel primo pomeriggio del 23 marzo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Anche qui le autorità – sempre molto cordiali ma asfissianti – effettuano un controllo scrupolosissimo dei nostri documenti e della barca e per la prima volta ci vengono anche requisiti i passaporti che ci rilasceranno al momento della nostra partenza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Per poter lasciare Cuba dobbiamo attendere un visto che arriverà solo domani mattina. Ne approfittiamo per scendere a terra con il tender ( la barca è ormeggiata alla boa date le scarse profondità dell’unico moletto di attracco), ad esplorare un po’ la zona.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Si tratta di un marina creato appositamente per le immersioni subacquee, vi è un unico ristorantino, un bar, una decina di villette e un grandissimo generatore che fa un rumore infernale. Nella zona infatti non arriva la linea elettrica e devono provvedere ad alimentare i boongalov, e le altre strutture con un potente e vecchio generatore alloggiato all’interno di una costruzione in cemento per ridurne il fastidioso rumore. Il posto è molto bello, spiaggia bianca, palme da cocco, acqua turchese e le villette subito dopo la spiaggia danno l’idea di vacanze tranquille all’insegna di relax sole e mare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt; A terra facciamo amicizia con il solito gruppetto di italiani e scopro che abbiamo amici in comune&lt;/strong&gt;… come è piccolo il mondo. Alcuni di loro propongono di acquistare delle aragoste e di cucinarle a bordo di Adriatica visto che da alcune settimane che non mangiano una “pasta come si deve”. Prese le aragoste le porto in barca e comincio a preparare il soffritto per la pasta. Con gli altri ci diamo appuntamento al molo per le 13, li andremo a prendere con il gommone. Alle 12,30 riceviamo a bordo l’ennesima visita delle autorità cubane che ci portano “el Despacio de salida” il documento che ci autorizza a lasciare il Paese. Tra aragoste, sole, mare e mojitos (tipica bevanda cubana a base di rum, foglie di menta e acqua) ci eravamo dimenticati della burocrazia cubana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Consegnatoci il documento e fatto l’ultimo controllo dei passaporti, ci confermano che siamo autorizzati a partire. Vista l’ora chiedo se possiamo rimanere ancora un po’ alla boa e partire dopo pranzo. Non fanno difficoltà però ci avvertono che non possiamo più scendere a terra, non possiamo fare salire nessuno in barca che non sia incluso nella lista equipaggio, e che d’ora in poi è proibito l’uso del gommone. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;E gli amici italiani rimasti a terra in attesa degli spaghetti all’aragosta? Non c’è verso di farli salire a bordo, nemmeno offrendo ai doganieri una piccola “mancetta”. Siamo costretti a mangiarci una quantità incredibile di aragosta ormai cucinata e riprendere il largo, &lt;strong&gt;destinazione isola Cozumel in Messico&lt;/strong&gt;. Dal molo ci salutano sconsolati e affamati con la manina e noi rispondiamo sazi e sonnolenti con i soliti tre colpi di tromba ricambiando i saluti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Marco Covre&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Comandante di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 17:43:24 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/direzione-messico</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/direzione-messico</guid></item><item><title>Brevi news: navigazione verso il Messico</title><description>Una leggera onda al traverso rende la vita di bordo un po’ scomoda, ma tranquilla&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;La notte di domenica trascorre tranquilla in navigazione senza particolari difficoltà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alterniamo le vele ed il motore, e una leggera onda al traverso rende la vita di bordo un po’ scomoda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il vento è debole da 120 gradi, navighiamo con rotta 244° con spinnaker leggermente strallato e tutta randa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Marco Covre&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Comandante di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 17:48:23 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/brevi-news-navigazione-verso-il-messico</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/brevi-news-navigazione-verso-il-messico</guid></item><item><title>Il virus del velistapercaso, navigando verso Cozumel</title><description>L&#039;amore per il mare ha colpito anche i minatori-montatori Giacomo e Giovanni!&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;26 Vento da NE 13 nodi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La giornata è iniziata con il caratteristico rumore del mulinello della canna da pesca che segnala un pesce all’amo. Giovanni (da noi ribattezzato “Cucciucciu” in sardo cucciolo…) si è subito messo al recupero della lenza e ha tirato su un bel bonito (della famiglia dei tonni) che cucineremo per cena.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ormai Giovanni e Giacomo, da “minatori - montatori” si sentono e sono sempre più marinai.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La metamorfosi è iniziata dopo Gibilterra, forse anche perché solo allora il mare e le onde hanno mostrato tutta la loro potenza e quindi i due &quot;apprendistivelisti&quot; hanno finalmente realizzato di essere su una barca a vela impegnata a fare il giro del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando non sono in cabina regia, sono sempre pronti ad aiutare nelle manovre, e la curiosità li spinge a porre le domande più strane. Segno di una passione che sta per nascere o che ha già “infettato” le loro menti di tecnici-montatori-tuttofare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mancano poco più di 140 miglia al nostro arrivo a Cozumel che è previsto per il pomeriggio di domani 27 marzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Troveremo ad aspettarci Giobbe Covatta e famiglia che resteranno con noi per un breve periodo prima che la barca si trasferisca a Panama per i preparativi alla navigazione in Oceano Pacifico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Marco Covre&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Comandante di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 17:56:49 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/il-virus-dei-velistipercaso</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/il-virus-dei-velistipercaso</guid></item><item><title>Primo diario di Giobbe: che Dio ce la mandi buona!</title><description>La famiglia Covatta prende il comando di Adriatica, come va?&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Cari italiani, vi scrivo dal fronte messicano. Dopo giorni e giorni durante i quali abbiamo vagato per lo Yucatan, finalmente abbiamo raggiunto, laceri e distrutti, la barca Adriatica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le nostre condizioni erano pessime, ma ringraziando la madonna appena abbiamo messo piede a bordo le cose sono peggiorate. Il comandante ci è venuto a prendere in banchina con un gommone capace di trasportare 12 persone e qui ci siamo trovati di fronte alla prima drammatica scelta:&lt;strong&gt; o noi o metà del bagaglio doveva rimanere a terra. &lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;A malincuore siamo stati costretti a lasciare a terra due cappelliere un baule e tre bambini. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Non appena arrivati a bordo abbiamo preso possesso della nostra cabina e qui ci siamo trovati di fronte alla seconda drammatica scelta: o noi o la seconda metà del bagaglio doveva finire a mare. Abbiamo optato per la seconda soluzione, liberandoci delle nostre ultime povere cose. Siamo rimasti quindi io, mia moglie Paola e due bambini: Olivia e Nicolò ognuno con 1 maglietta e 1 mutanda per i prossimi 15 giorni. Che Dio ce la mandi buona!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo quindi iniziato la nostra permanenza a bordo compiendo i primi eroici gesti: &lt;strong&gt;Nicolò ha vomitato sul ponte in teak, Olivia ha perso il secchio in mare e io ho rotto il ventilatore della nostra cabina, ma ho dato la colpa a Cesare dei Lunapop.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il comandante ha detto che non fa niente, ma ha organizzato una cena di benvenuto a terra alla quale non ci ha invitati. Non so se questo significa qualcosa...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Speriamo che domani non piova.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giobbe&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(detto affettuosamente dai suoi familiari Panchone Villa).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 18:02:56 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/che-dio-ce-la-mandi-buona</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/che-dio-ce-la-mandi-buona</guid></item><item><title>Gli ammutoliti del Bounty</title><description>Prima giornata a bordo per la famiglia Covatta nel mare dello Yucatan&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Messaggio agli italiani a reti unificate da parte degli ammutoliti del Bounty.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La famiglia Covatta ha appena trascorso la sua prima notte a bordo della barca Adriatica, alla fonda nel porto di Cozumel (Isola a largo delle coste dello Yucatan). E&#039; stata un&#039;esperienza bellissima: la temperatura della cabina era tale che la fede d&#039;oro mi si è sciolta addosso incastonandosi in maniera definitiva all&#039;anulare, con somma sodisfazione di mia moglie Paola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In compenso il tasso di umidità era tale che perfino le triglie si sono lamentate per i reumatismi. Il numero di cuccette a disposizione per noi 4 era di 3, 2 delle quali erano occupate dai beauty case e dalle poche cose rimaste dal giorno precedente. Alle 5 e 45 di mattina il sole ha fatto capolino dal tambuccio ponendo fine alla straordinaria nottata di bagordi. E per delicatezza eviterò di parlare delle cose negative.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Salpata l&#039;ancora abbiamo finalmente iniziato la navigazione, con un tremendo mare forza 2 che è riuscito a creare lo scompiglio a bordo, in particolare nel povero Nicolò il quale ha cominciato a vomitare alle 7 e un quarto e lo sta ancora facendo nel momento in cui scriviamo, passando così dal suo peso forma di 22 chili a quello di 16 bagnato. Per distrarlo abbiamo iniziato a pescare al traino, col risultato che il pesce, pur di non salire a bordo, ha strappato la lenza non appena ci ha visto in faccia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo si è rotto il generatore e considerando che la barca è completamente elettronica, ora non funziona più neanche la macchinetta del caffè. Le 38 telecamere che abbiamo a bordo sono ormai spente definitivamente e siamo costretti, per documentare la vita di bordo, a utilizzare i disegni che fa Olivia, che grazie alla Telecom riusciamo ad inviare infilandoli in bottiglie vuote. Fortunatamente Olivia sforna una quantità industriale di disegni visto che, non avendo ancora assorbito il jet lag, dorme di giorno e canta di notte, con grande soddisfazione di tutto l&#039;equipaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&#039;unico contento di questa situazione è Roberto, il nostro cameramen, che, non potendo utilizzare la video camera, passa la giornata a fare flessioni. Il comandante lo abbiamo perso di vista alle 3 di pomeriggio, quando si è infilato nella sala macchina per riparare il generatore, dicendo: &quot;Faccio subito&quot;. Ora sono le 7 di sera, e stiamo girando intorno all&#039;Isla Mujere da quasi due ore, in attesa che lui torni fuori e ci dica dove dobbiamo ormeggiare. Speriamo che domani nevichi, così il comandante ci regala lo sky pass.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giobbe Covatta&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 18:06:02 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/gli-ammutoliti-del-bounty</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/gli-ammutoliti-del-bounty</guid></item><item><title>La pietà del comandante a Cancun</title><description>Ci concede un giorno di terra, ma il sole dei tropici non perdona&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Ultime notizie dagli ammutoliti del Bounty.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi il comandante, impietosito dalle condizioni della famiglia Covatta, ha deciso di concederci un giorno di riposo: &lt;strong&gt;tutti a terra in franchigia sull&#039;Isla Mujere, di fronte a Cancùn.&lt;/strong&gt; E&#039; stata un&#039;esperienza bellissima: siamo sbarcati col gommone, e durante i 100 metri che ci dividevano da terra Nicolò ha vomitato 8 volte, 7 delle quali nel gommone. Olivia per tirare su il morale ha raccontato tutte le barzellette che conosce: 4 in tutto, ma già alla terza due membri dell&#039;equipaggio hanno preferito raggiungere la terra a nuoto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi, finalmente, siamo arrivati sulla terraferma. Nemmeno Cristoforo Colombo era così emozionato quando mise piede su questi lidi. Essendo il sabato di Pasqua sulla spiaggia c&#039;erano quasi tutti gli abitanti del Messico, compresi gli Indios, meno 2 che erano rimasti a casa con l&#039;influenza. Nicolò, dopo aver dato l&#039;ultima mano di intonaco, si è sdraiato al sole insieme a Olivia e mamma Paola. A questo punto io, preoccupato per i possibili effetti del sole dei tropici sulla loro pelle, come un sol uomo (e infatti ero solo io), mi sono incamminato alla ricerca di una farmacia in cui acquistare una crema solare protettiva. La farmacia era a soli 12 chilometri dalla spiaggia, e nelle 4 ore che ho impiegato tra andare e tornare ho perso il 30% della pelle che ho a disposizione, grazie ai benefici effetti del sole dei tropici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In compenso quando sono tornato ho trovato Paola con l&#039;eritema sul petto (adesso ha le zizze in braille e l&#039;abbiamo usata la sera per grattugiare il parmigiano sulla pasta); Nicolò sembrava un meccanico della Ferrari; poco distante partiva una processione in cui Olivia faceva la parte del cardinale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma la crema non è stata inutile, perchè la sera abbiamo potuto usarla sul pesce al posto della maionese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Speriamo che domani sia un&#039;altra splendida giornata di sole: mi rimane ancora il 70% della pelle!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giobbe Covatta&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 18:08:46 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/la-pieta-del-comandante-a-cancun</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/la-pieta-del-comandante-a-cancun</guid></item><item><title>A chi serve lo shampoo?</title><description>Con grande difficoltà, si scende a terra!&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;Al nostro risveglio le condizioni metereologiche erano particolarmente avverse: vento a raffiche di 7 nodi che raggiungeva anche punte di 7 e mezzo legittimo e mare in burrasca con onde che si innalzavano fino anche a 30 cm, tant&#039;è che il gommone che avevamo a rimorchio si era tutto inumidito. Tutto questo ha portato il comandante a prendere una decisione difficile ma necessaria: bisognava scendere a terra a comprare lo shampoo che era irrimediabilmente finito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Tale decisione era ancora più sofferta dato che il comandante è completamente calvo. Ma ormai lo sbarco era deciso. Abbiamo indossato gli indumenti più caldi che avevamo e, come prevede il regolamento, prima le donne e poi i bambini ci siamo calati sulle scialuppe di salvataggio. Indossare gli indumenti più caldi non si è rivelata una buona idea, dato che la temperatura a terra era di 48 gradi centigradi. Giovanni e Giacomo si sono offerti per andare in avanscoperta e per fare ciò ci hanno chiesto tutte le carte di credito: li abbiamo rivisti solo a tarda notte, pieni di regali per le loro fidanzate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Vanni e il comandante si sono fermati al primo bar sulla spiaggia e alla quarta pina colada hanno cominciato a ballare e cantare in sardo. Intanto Antonella e Marianna sono riuscite a comprare lo shampoo e finalmente abbiamo potuto lavare i bambini: &lt;strong&gt;e così abbiamo scoperto che non erano Olivia e Nicolò. Ecco perché parlavano spagnolo!&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Domani torneremo a Cozumel a cercarli. Buona Pasqua a tutti da Panchone Villa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giobbe Covatta&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 18:13:55 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/a-chi-serve-lo-shampoo</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/a-chi-serve-lo-shampoo</guid></item><item><title>A Pasquetta di nuovo in gita a Cozumel</title><description>Amena isoletta da cui siamo scappati 2 giorni fa dicendo: &quot;qui non metteremo mai più piede&quot;&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Gita di pasquetta fuori porta di una famiglia di deficienti accompagnata da un equipaggio di rincoglioniti. Essendo oggi pasquetta il nostro equipaggio ci ha portato a fare una bella gita a Cozumel, &lt;strong&gt;quell&#039;amena isoletta da cui siamo scappati 2 giorni fa dicendo: &quot;qui non metteremo mai più piede&quot;&lt;/strong&gt;. Infatti rieccoci qua.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E a conferma del primo teorema per cui data una rotta, il vento verrà esattamente da lì, ci siamo rifatti 40 miglia di bolina a ritroso. E a conferma del secondo teorema la bolina equivale a 2 volte la fatica, 3 volte la distanza e 4 volte la &quot;rogna&quot;. Quando siamo finalmente arrivati eravamo distrutti, e per consolarci dell&#039;immane fatica l&#039;equipaggio al completo ha deciso di preparare per cena gli spaghetti alla bottarga.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E come i sette nani si sono messi di buzzo nuovo: Vannolo ha tagliato la bottarga, Mariannolo si è occupata dell&#039;aglio, Antoneolo ha preso gli spaghetti, Robertolo ha apparecchiato, Giovannolo e Giacomolo stavano ancora in miniera a montare e non hanno potuto aiutare ma ne erano molto contriti. Nel frattempo il comandante Brontolo era andato a fare immersioni, ma drammaticamente aveva sbagliato bombola, utilizzando quella della cucina. Così, allorquando Vannolo è andato ad accendere il fuoco sotto la pentola degli spaghetti, si è accorto che non c&#039;era gas per accendere i fuochi. Di conseguenza abbiamo dovuto ripiegare su un ennesimo sbarco in un ristorante a terra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo scesi tutti tranne il comandante, che si è acceso una sigaretta ed è esploso. Perfavore, mandateci subito un altro comandante e un&#039;altra bombola del gas. Grazie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giobbe Covatta&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 11:32:10 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/a-pasquetta-di-nuovo-in-gita-a-cozumel</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/a-pasquetta-di-nuovo-in-gita-a-cozumel</guid></item><item><title>Allora la vita ci sorride!</title><description>Remare controcorrente e chiedere aiuto a una moto d&#039;acqua. Check.&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Oggi finalmente abbiamo avuto una bellissima mattinata di navigazione a vela, senza che nessuno vomitasse o svenisse, senza ustioni né fratture. Rinfrancati da tanta buona sorte ci siamo detti: &quot;allora la vita ci sorride!&quot; e abbiamo deciso di azzardare uno sbarco a terra col gommone. Del resto la bombola del gas per cucinare l&#039;avremo solo domattina e bisogna pur mangiare! E così l&#039;intero equipaggio e la famiglia di deficienti, indossati i vestiti della festa, si sono calati nel gommone, allegri e spensierati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il comandante subito si portava nella zona del motore, mentre Antonella si occupava della cima di ormeggio. Il comandante cominciava a strapponare la cimetta dell&#039;accensione con scarsi risultati, quando risuonava forte e chiara la voce di Antonella che gridava: &quot;Liberi a prua!&quot; Drammaticamente la corrente in quel momento era di 27 nodi e Adriatica nel giro di pochi secondi era diventata un puntino all&#039;orizzonte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il comandante raddoppiava gli sforzi per accendere il motore e intanto sbuffava come un cinghiale sardo e parlava a tutti di Antonella e di quanti mestieri avesse fatto prima di imbarcarsi sulla barca. Abbiamo così saputo un sacco di cose interessanti su Antonella. Intanto Vanni, lucido e preciso come sempre, afferrava la radio per chiamare i soccorsi a bordo di Adriatica ma, fatto l&#039;appello, scoprivamo di essere tutti sul gommone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Abbiamo così saputo un sacco di cose interessanti anche sul conto di Vanni: il comandante è meglio del mago do Nascimiento e sa tutto di tutti. &lt;strong&gt;L&#039;equipaggio si metteva quindi a remare forsennatamente contro corrente&lt;/strong&gt;, mentre il comandante smontava le candele del motore a mani nude: per fortuna Olivia rallegrava tutti col suo consueto repertorio di tre barzellette. Ai remi riuscivamo a fare 2 nodi, ma la corrente contraria a 27 nodi faceva sì che ci allontanassimo alla velocità di 25 miglia l&#039;ora.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per fortuna, poco prima di entrare nelle acque territoriali cubane, incrociavamo uno scooter d&#039;acqua con sopra un nonno col nipotino. Il nonno gentilmente ci chiedeva se avevamo bisogno di aiuto ma il comandante, contro ogni più lampante evidenza, rispondeva: &quot;No grazie, stiamo prendendo il sole&quot;. E poi, rivolto a noi, dichiarava con fermezza: &lt;strong&gt;&quot;Piuttosto che farmi trainare da una moto d&#039;acqua mi mangio il berretto&quot;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed è stato così che siamo tornati a terra trainati da una moto d&#039;acqua e ora siamo tutti a cena, tranne il comandante che, su uno scoglio, si sta sgranocchiando il berretto. Perfavore mandateci subito due candele per il motore, una chiave a tubo e un berretto nuovo per il comandante. Grazie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giobbe Covatta&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 11:34:20 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/allora-la-vita-ci-sorride</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/allora-la-vita-ci-sorride</guid></item><item><title>Giochiamo a scotta?</title><description>Avvincenti e pericolosi giochi di bordo della famiglia Covatta&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Caro diario, oggi finalmente Adriatica sembrava una vera barca a vela:abbiamo navigato per tutta la mattina facendo ardite manovre, bolina, laschi, gran laschi, perfino spinnaker in poppa! Tutto si è svolto con precisione, perfetto coordinamento e sprezzo del pericolo: il capitano Marco restava saldo al timone, l&#039;appuntato Vanni si acquarterava a prua, i brigadieri Marianna ed Antonella pronte a scattare alla minima richiesta del comandante, il sottoufficiale Roberto si spostava con la volante da prua a poppa, mentre le reclute Giovanni e Giacomo rimanevano in ufficio a stendere verbali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per tutti un solo motto: nei secoli fedeli! E così caro diario, grazie a questo manipolo di uomini e di donne, abbiamo imparato l&#039;utilizzo di alcuni strumenti fondamentali a bordo della nostra imbarcazione. Fin dall&#039;imbarco ci eravamo chiesti: a cosa potranno servire questi anelli infissi sulla coperta che tutti chiamano golfari? Ora lo sappiamo: fanno parte di un antico gioco che consiste nel correre velocemente a piedi scalzi sul ponte e cercare di infilarci il mignolo al volo, continuando inesorabilmente la corsa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma di giochi a bordo se ne possono fare molteplici: ad esempio&lt;strong&gt; si può giocare a scotta&lt;/strong&gt;, che consiste nell&#039;afferrare saldamente una cima mentre quest&#039;ultima scorre alla velocità della luce trainata da 400 metri quadrati di spinnaker;&lt;strong&gt; vince chi si scarnifica le mani fino all&#039;osso&lt;/strong&gt;. Io personalmente sono arrivato primo alla &lt;strong&gt;gara di capocciate sul boma&lt;/strong&gt;, e adesso per premio ho un orecchio in meno: d&#039;altra parte l&#039;equipaggio della barca è sardo e col taglio dell&#039;orecchio hanno dimestichezza. Ma la gara finale è stata la più avvincente: riuscire a chiudersi le mani nel winch.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La famiglia Covatta ha vinto tutte le gare, risultando così la famiglia più imbecille anche in Messico. Se ce la facciamo domani forse sbarchiamo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giobbe Covatta&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 11:41:27 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/giochiamo-a-scotta</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-del-mondo/diario-atlantico/giochiamo-a-scotta</guid></item></channel></rss><!-- 1.5744s -->