<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss version="2.0"><channel><title>Velisti per caso &#45; Il diario di bordo</title><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe</link><description>Il diario di bordo della Spedizione Australe di Adriatica in Sud America, dall&#39;Uruguay fino a Capo Horn e poi nei canali del Cile. Skipper Filippo Mennuni &#40;partenza: Dicembre 2015&#41;</description><language>ita</language><item><title>Adriatica è un punto di incontro!</title><description>A Piriapolis sale a bordo Aurora Canessa, navigatrice solitaria&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Una delle caratteristiche di Adriatica è quella di &lt;strong&gt;tramutarsi spontaneamente in punto di incontro&lt;/strong&gt;. Da sempre, in ogni luogo, ha attirato persone. Anche qui a &lt;strong&gt;Piriapolis&lt;/strong&gt;, in Uruguay, persone e storie si incontrano e si raccontano. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stasera è stata nostra ospite&lt;strong&gt; Aurora Canessa&lt;/strong&gt;, un&#039;argentina che da cinque anni &lt;strong&gt;gira il mondo in barca a vela&lt;/strong&gt;. Dal Sud America al Mediterraneo attraverso l&#039;Atlantico su una barca a vela di 10 metri. Poi navigazioni in Europa e ora la barca riposa a Monfalcone. Aurora è&lt;strong&gt; una gran navigatrice solitaria&lt;/strong&gt;, anche se lei sostiene che la traversata dell&#039;Atlantico la ha compiuta in équipe, perchè tre persone da terra la aggiornavano sulla meteo e la sostenevano nei momenti critici. Ed è grazie a loro che si è salvata da due uragani e una forte depressione che hanno spazzato l&#039;Atlantico del nord durante quella stagione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Aurora è una cara amica&lt;/strong&gt;. Lo scorso autunno mi diede la possibilità di abitare a casa sua, uno splendido piccolo appartamento sulla collina appena dietro il porto di Piriapolis da dove potevo vedere Adriatica e controllarla durante le giornate di maltempo. Dalla sua terrazza abbiamo goduto i più bei tramonti del nostro soggiorno e ricordo le lezioni di yoga che una amica mi impartiva nel silenzio del pomeriggio che finiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Aurora si prepara ad altri cinque anni di navigazioni&lt;/strong&gt;. Con il ritmo lento di chi vuole scoprire il mondo e la gente. Giunta a Trieste è diventata la mascotte della Lega Navale, che l’ha poi nominata socia onoraria. Ora è tornata quì, nel luogo che considera ormai la sua casa. Ma tra due mesi ripartirà per l&#039;Italia dove conta di passare da marzo a maggio a Perugia, città che le ha preso il cuore. E poi ripartirà con la sua barca per conoscere altri luoghi e altre persone del Mediterraneo. &lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Aurora è un vento di freschezza, è la gioia di vivere fatta donna, è l&#039;entusiasmo della possibilità di un nuovo incontro in ogni porto. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Aurora ha 71 anni. Ma ne dimostra 51. E vive come una trentenne.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Domani sarà una giornata piena per noi dell’equipaggio. &lt;strong&gt;La preparazione al viaggio è quasi finita.&lt;/strong&gt; Mancano alcuni dettagli, manca la cambusa. Poi, se la meteo sarà favorevole, salperemo verso il Sud. Aurora ci da coraggio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Filippo e il suo equipaggio&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Adriatica, Porto di Piriapolis - Uruguay&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 10 Dec 2015 15:21:34 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/adriatica-punto-di-incontro</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/adriatica-punto-di-incontro</guid></item><item><title>I ragazzi di Adriatica. Si parte!</title><description>Tra poche ore si salpa e poi tre settimane di navigazione&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Atlantico del Sud&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Tra ventiquattr&#039;ore si parte. Salpiamo verso il Grande Sud, l&#039;Atlantico delle Alte Latitudini,&lt;strong&gt; l&#039;Oceano che ci separa dall&#039;Antartide&lt;/strong&gt;. Costeggeremo per quanto possibile la costa dell&#039;Argentina, dopo aver attraversato il Rio de la Plata, il più grande delta del mondo. Poi scenderemo lungo la costa della Patagonia fino all&#039;imboccatura dello Stretto di Magellano fino a doppiare la punta più estrema a oriente dell&#039;Isola della Terra del Fuoco per entrare nel Canal Beagle, poche miglia a nord di Capo Horn, fino a giungere a Ushuaia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;La distanza da percorrere, in linea diretta, è di poco più di mille e trecento miglia. In Mediterraneo, con una barca come Adriatica, si potrebbero coprire in otto o nove giorni. Ma in queste aree, sottoposti a violente correnti marine, maree che raggiungono i tredici metri di ampiezza e venti che spirano con forza estrema, potrebbe occorrere più del doppio del tempo. Per questo &lt;strong&gt;siamo pronti a restare in mare per almeno tre settimane&lt;/strong&gt;. Lungo la costa ci sono solo pochi porti e di difficile ingresso. Cercheremo di seguire il più possibile il profilo della terra, per non allontanarci troppo e restare il più possibile riparati dall&#039;onda che questi venti selvaggi possono rendere enorme.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Un viaggio di questo tipo si può compiere solo con una barca sicura, come Adriatica, e un equipaggio esperto e motivato. Ed è sui miei ragazzi che ripongo tutta la mia fiducia. &lt;a href=&quot;http://www.velistipercaso.it/l-equipaggio-di-adriatica#alice-edoardo-fabio&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Alice, Fabio, Edoardo&lt;/a&gt;, tre giovani marinai con alle spalle molte miglia e grandi capacità tecniche. Motivati, fisicamente forti e resistenti, sono la spina dorsale del gruppo. Saranno loro a compiere le manovre più dure dove la velocità e la potenza fanno la differenza. &lt;strong&gt;Marcelo&lt;/strong&gt;, uruguayano, di mestiere carpentiere (può risolvere rapidamente qualunque problema di falegnameria o stratificazione della vetroresina), è anche un ottimo marinaio. Ci accompagnerà fino a Ushuaia come &lt;strong&gt;Omar&lt;/strong&gt;, argentino, il nostro &lt;em&gt;Wetdoc&lt;/em&gt; (medico bagnato!), un chirurgo prestato alla nautica di grande esperienza sia medica che marinara, con all&#039;attivo diverse navigazioni in questo oceano, sia verso Sud, la Patagonia, che verso Nord, il Brasile. E poi &lt;a href=&quot;http://www.velistipercaso.it/adriatica/l-equipaggio-di-adriatica#ricardo-cufre&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Ricardo&lt;/a&gt;, argentino ma oramai mezzo italiano, secondo di ruolo e primo per qualità umane e marinaresche. Con lui ho realizzato tre quarti delle mie navigazioni di questi ultimi quindici anni: Mediterraneo, Caraibi, Atlantico, Pacifico, Oceano Antartico. Grande esperto del Sud Australe e biografo di Vito Dumas, una delle leggende della navigazione a vela del XX° secolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;È solo grazie a loro e al lavoro di preparazione della barca che hanno compiuto nei mesi scorsi e in quest&#039;ultima settimana che posso affrontare questa navigazione così difficile. Da solo sarei alla mercè degli elementi e non potrei mai condurre una barca delle dimensioni della nostra &quot;Rossa dei mari&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Navigheremo ventiquattro ore su ventiquattro&lt;/strong&gt;, dividendoci in tre turni di tre ore, così da essere almeno due per turno e poter riposare quasi 6 ore tra una guardia e l&#039;altra. Queste giornate saranno intense e ci metteranno alla prova una volta di più. Ma io so già che tutto andrà bene, perchè ci sono loro con me, i ragazzi di Adriatica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Filippo Mennuni&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Comandante di Adriatica SY&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;IQ4436&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 14 Dec 2015 11:33:03 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/ragazzi-di-adriatica</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/ragazzi-di-adriatica</guid></item><item><title>Ultimi consigli prima di partire</title><description>Se pensate di raggiungere Adriatica in Sudamerica prendete nota&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Indicazioni per chi viaggia verso il Sud America per raggiungere Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;Cambio aeroporto a Buenos Aires&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per chi di voi decide di viaggiare via Buenos Aires, cioè con compagnie come Iberia, AirFrance, Alitalia, Aerolineas Argentinas, British, Luftansa, ecc. L&#039;arrivo sarà all&#039;aeroporto internazionale di Ezeiza, che è situato a una cinquantina di km dal centro della città.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il volo per Ushuaia invece parte dall&#039;aeroporto &quot;Aeroparque&quot;, che è in centro. Dovete calcolare almeno 4 ore di tempo per il trasferimento. Da quando lascerete l&#039;aeromobile su cui avete viaggiato a quando sarete fuori dall&#039;aerostazione calcolate un&#039;ora circa tra dogana, immigrazione, verifica dei bagagli. Nell&#039;aeroporto di Ezeiza avete WiFi gratuito e potrete così riconnetervi con il mondo.&lt;strong&gt; E avvisare noi dell&#039;equipaggio che siete a buon punto.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Potete muovervi in taxi (circa 400 pesos argentini/40 euro). Prendete solo taxi ufficiali e non gli abusivi. Circa un ora di percorrenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Potete anche prendere un bus della compagnia Tienda Leon. Uscendo dall&#039;aeroporto, arrivi internazionali, seguite il marciapiedi andando a sinistra, sotto una lunga pensillina coperta. A circa 100 metri troverete un chiosco di Tienda Leon e la biglietteria. Ci sarà sicuramente un buon numero di turisti che vorranno prendere il vostro stesso bus. Biglietto circa 150 pesos/15 euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In circa un&#039;ora e mezza dovreste arrivare al capolinea. Da lì dovrete prendere un taxi per aeroparque, che è a 15 minuti di auto, oppure un minibus della stessa Tienda Leon, previo accordo con la compagnia stessa. Nell&#039;aerostazione di Aeroparque tutto sarà più veloce perchè si tratta di un volo interno. Calcolate comunque un&#039;oretta per espletare le pratiche di imbarco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&#039;arrivo a Ushuaia l&#039;aeroporto è situato a 200 metri in linea d&#039;aria dall&#039;ormeggio di Adriatica. L&#039;equipaggio vi verrà incontro. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi consiglio di prendere un posto finestrino durante questo volo di un po&#039; più di 3 ore e di tenere la macchina fotografica a portata di mano, perchè&lt;strong&gt; i panorami dei paesaggi su cui volerete sono di una magnifica unicità. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Consigli di viaggio&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prima della partenza dall&#039;Italia concordate con il vostro operatore &lt;strong&gt;una tariffa telefonica adatta al Sud America&lt;/strong&gt; se non volete che la vostra bolletta sia salatissima. Ricordate di disabilitare il 3G e il trasferimento dati oltre al roaming perchè altrimenti appena riaccendete il telefono a Buenos Aires vi si collegherà facendovi subito spendere soldi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Buenos Aires incontrerete l&#039;estate, con temperature intorno ai 30/35 gradi. Mentre a Ushuaia la temperatura sarà notevolmente più mite, intorno ai 15 gradi di giorno e ai 10 di notte, anche se potrebbe scendere a zero per qualche ora oppure salire, nelle giornate di sole e senza vento anche oltre i venti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tenete a portata di mano un K-way o una protezione se dovesse piovere al vostro arrivo a Ushuaia.&lt;br /&gt;A bordo di Adriatica potrete caricare i vostri devices e PC.&lt;strong&gt; In città avrete wifi gratis ovunque.&lt;/strong&gt; Ushuaia è una città occidentale con tutti i servizi necessari, negozi, strutture. Ma è&lt;strong&gt; l&#039;ultimo avamposto del mondo occidentale in un luogo fantasticamente inospitale e selvaggio.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Per tutte le altre eventuali informazioni che vi possano necessitare prendete contatto con Sailsquare o con Velisti per Caso tramite il sito web o la pagina FB.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi aspettiamo a bordo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;L&#039;equipaggio di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 14 Dec 2015 17:47:33 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/consigli-prima-di-partire</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/consigli-prima-di-partire</guid></item><item><title>Verso il primo &quot;way point&quot;: Mar del Plata</title><description>Quando si riparte le sensazioni sono molto forti&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Abbiamo lasciato il porto di Piriapolis per il &lt;strong&gt;Grande Sud&lt;/strong&gt;, la Patagonia e le terre australi del continente sud americano. Il vento sibila tra le sartie della barca e gonfia le nostre vele. &lt;strong&gt;Adriatica avanza diretta verso un punto al largo di Mar del Plata&lt;/strong&gt;, 180 miglia a SW. Sarà &lt;strong&gt;il nostro primo &lt;em&gt;way point&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, cioè punto intermedio sulla rotta verso Ushuaia. Poi, man mano, ce ne saranno altri che abbiamo arbitrariamente fissato sulla carta e che ci indicheranno la progressione del cammino, piccoli traguardi giornalieri della nostra vita vagabonda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La barca avanza sicura, spinta da un vento di nord est che riceviamo al giardinetto di sinistra, quella parte dello scafo che stà dietro, ma leggermente sul fianco, così che il vento non viene proprio da poppa, ma un po&#039; di fianco. &lt;strong&gt;Abbiamo una &quot;finestra&quot; meteo di tre o quattro giorni&lt;/strong&gt; che dovrebbe permetterci di raggiungere senza complicazioni&lt;strong&gt; Puerto Madrin&lt;/strong&gt;, nel Golfo Nuevo. Per noi rappresenta un terzo del percorso in distanza, anche se non in tempo di percorrenza. Infatti in mare non si può mai sapere quanto tempo impiegherai per arrivare. Almeno andando a vela. &lt;strong&gt;La nostra speranza è di giungere a Ushuaia entro l&#039;Epifania&lt;/strong&gt; e questo sarebbe già un ottimo risultato. Dopo Puerto Madrin infatti i venti possono essere così violenti da costringerci a cercare un ancoraggio dove attendere condizioni migliori per proseguire. L&#039;anno scorso un catamarano di amici attese per 15 giorni a Puerto Deseado, circa a metà percorso, di poter rimettere la prua a Sud. Ma fu un caso eccezionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Quando si parte, dopo aver passato dei mesi a terra, le sensazioni che si provano sono contrastanti e forti&lt;/strong&gt;. La terra, il porto, rappresentano la sicurezza e non è semplice, per quanto grande sia il tuo desiderio di navigare, tagliare questo legame. I timori relativi alla barca &lt;em&gt;(sarà tutto a posto? ho previsto tutto?&lt;/em&gt;) e all&#039;anima (&lt;em&gt;come mi accoglierà il mare? e questo vento che da giorni non smette di ululare come se dovesse spianare la terra da ogni parvenza umana, far volar via ogni segno di umanità?...&lt;/em&gt;) man mano che passano le ore trovano risposte nel ritmo dell&#039;onda, nel passo sicuro della tua compagna, la tua barca. I turni di guardia scandiscono la navigazione e l&#039;equipaggio ritrova la complicità dello stare insieme per un obiettivo unico. Il corpo si abitua al movimento e dopo le prime ore di nausea ritrovi l&#039;appetito, pian piano, passando da qualche biscotto secco a un frutto e poi a qualcosa di più sostanzioso. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;L&#039;altro aspetto, più interiore, del mollare gli ormeggi è dato dai legami affettivi. Finchè sei a terra hai la possibilità di chiamare le persone che ami, inviare loro un messaggio, una foto, una mail. Finchè il tasto &quot;invio&quot; del tuo iPhone è blu ti sembra di essere vicino, nonostante i dieci mila chilometri di distanza reale. Poi, quando parti, &lt;strong&gt;le barrette che indicano la connessione wifi scompaiono&lt;/strong&gt;. Dopo un po&#039; tocca ai pallini della rete del tuo operatore telefonico, finchè alla fine ne scompare anche il nome e da quel momento sei solo. &lt;strong&gt;Tu, i tuoi compagni, la tua barca e il mare&lt;/strong&gt;. Nello stesso modo, lentamente, scompaiono le preoccupazioni terrestri come le mail di lavoro, il saldo in banca, quella risposta che dovevi a un tuo fornitore a cui non hai avuto tempo di scrivere. &lt;strong&gt;Alla fine il mondo va avanti, andrà avanti, anche senza di te e tu vivrai la tua avventura che ti cambierà per sempre&lt;/strong&gt;. Come ogni viaggio. E tu credi che sarà in meglio, anche se a volte non lo sai far capire a chi da terra ti vuol bene e ti aspetta e vorrebbe solo una &quot;vita normale&quot;, mentre tu sei irrequieto e ogni tanto devi partire, perchè &lt;strong&gt;quello che sei dipende anche da questa stessa irrequietezza&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Ma già il vento rinforza ed è ora di ridurre le vele, aggiustarle alla nuova andatura, cambiare leggermente la direzione della prua. Perchè il mare è possessivo e geloso e vuole tutta la tua attenzione. Ci sarà tempo dopo per queste leggerezze introspettive. Ecco,&lt;strong&gt; questo del mare mi piace: ha coraggio, è franco, è diretto e quando ti vuole lo capisci immediatamente&lt;/strong&gt;. E se ti vuole, ti prende, e non ti lascia andare via.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Ushuaia è a 1400 miglia da qui. Raggiungerla è e sarà l&#039;unico pensiero per noi nei prossimi giorni e tutto quello che di buono verrà sarà una nostra conquista e il nostro regalo di Natale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Filippo e il suo equipaggio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Adriatica SY&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Atlantico del Sud&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 21 Dec 2015 12:16:26 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/primo-way-point</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/primo-way-point</guid></item><item><title>Saint Exupéry in Patagonia</title><description>La sua vita e i suoi scritti legati al Sud America. E noi, oggi, come lui!&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Oltre 100 anni fa nasceva a Lione, in Francia, il 29 di giugno del 1900, &lt;strong&gt;Antoine de Saint Exupéry&lt;/strong&gt;. Il celebre autore del Piccolo Principe era destinato a crare legami affettivi, di ispirazione e di amore con l’Argentina e in particolare con la Patagonia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Saint Exupéry è uno tra gli scrittori e viaggiatori più famosi tra coloro che hanno percorso e hanno raccontato nella loro opera di questa porzione del continente sud americano. La parte della sua vita che lo lega a queste regioni, così lontane dalla sua Francia natale, ma tanto vicina ai suoi affetti, vale la pena di essere ricordata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Saint Exupéry arrivò in Argentina il 12 ottobre del 1929 insieme a Jean Mermoz e Guillaumet, suoi compagni nell’aviazione. &lt;strong&gt;Fondò la prima linea aerea del paese, l’Aeropostale, e ne fu pilota&lt;/strong&gt;. Prevalentemente trasportavano posta, ma saltuariamente anche passeggeri. Il primo volo unì Buenos Aires a Comodoro Rivadavia, in Patagonia. La profonda emozione che provava sorvolando queste terre appare plasmata nei suoi scritti. Questo è un estratto delle lettere a sua madre: &lt;em&gt;&quot;Che bel paese e che straordinaria cordigliera sono le Ande! Mi trovavo a 6500 metri di altitudine mentre iniziava una tormenta di neve. Tutte le cime lanciavano neve come fossero vulcani e mi sembrava che l’intera catena iniziasse a bollire...&quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non fece solo voli commerciali, ma anche di&lt;strong&gt; esplorazione intorno alla Terra del Fuoco.&lt;/strong&gt; Molti di questi voli, che duravano 18 ore, erano realizzati di notte e da questo fatto trasse ispirazione per iniziare la stesura di quello che poi fu pubblicato con il titolo di &quot;Volo di notte&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel giugno del 1930 si perse nella Cordigliera il suo amico Guillaumet, durante una tempesta. &lt;strong&gt;Il giorno dopo giorno Saint Exupéry sorvolò le Ande alla sua ricerca&lt;/strong&gt;. Nessuno voleva accompagnarlo o seguire l’esplorazione per via terrestre giacchè la sapienza dei locali affermava che le Ande, in inverno, non restituiscono gli uomini. Scrive dunque una lettera immaginaria al suo amico: &lt;em&gt;&quot;... e quando nuovamente scivolavo tra le muraglie dei pilastri giganteschi delle Ande mi sembrava che non stessi cercando te, ma che vegliavo al tuo corpo, dentro una cattedrale di neve...&quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Incredibilmente dopo cinque giorni di ricerche il pilota fu trovato vivo, sano e salvo. La storia della sua attraversata delle montagne, ascoltata tante volte da Saint Exupéry, la raccontò con dettagli e poesia nel libro &quot;Terra degli uomini&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel gennaio del 1931, dopo 15 mesi di permanenza in questo paese, tornò in Francia, pensando di assentarsi solo per un periodo di vacanze dovute al desiderio di sposare Consuelo Suncin, che gli era stata presentata a Buenos Aires. Ma durante la sua assenza la compagnia aerea fallì e l’aviatore non tornò più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per terminare mi piace ricordare una frase di Jean Canesi, uno scrittore francese che &lt;strong&gt;crede fermamente che Saint Exupéry concepì il Piccolo Principe in Patagonia&lt;/strong&gt;: &lt;em&gt;&quot;In realtà non sarebbe sorprendente, visto che in questa regione così primitiva è facile addormentarsi a mille leghe da qualunque centro abitato, nella polvere, circondato da un gregge di pecore, svegliarsi una mattina sentendo una vocina che ci dice&quot;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pensando a questi personaggi così leggendari e semplici mi sembra che alla fine il nostro viaggio, assistito da GPS, telefoni satellitari, sistemi di richiesta di soccorso automatici, sia meno avventuroso dei loro. Che il nostro essere presenti attraverso il web nella quotidianità di tutti voi che ci seguite mentre viaggiate in metrò o bevete un aperitivo al bar in centro sia indegno del solo paragone con tali eroi. E sicuramente è così. Ciò nonostante c’è un punto che ci accomuna, nella nostra mediocrità, a persone di questo livello: &lt;strong&gt;la lotta ineguale contro gli elementi naturali e il destino che, per quanto ne sappiamo e per quanto ci prepariamo è legato alla prossima onda, al prossimo colpo di vento che non possiamo evitare&lt;/strong&gt;. E momento per momento viviamo la gioia dell&#039;Oceano che ci permette il passaggio. Nonostante noi e le nostre debolezze e paure.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Adriatica SY&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Oceano Atlantico del Sud&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 21 Dec 2015 14:34:23 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/saint-exupery-in-patagonia</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/saint-exupery-in-patagonia</guid></item><item><title>Avete mai fatto una torta in pieno Oceano?</title><description>Dipende tutto dall&#039;onda, che in questi giorni ci è propizia&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;L&#039;Oceano Atlantico sud riserva sorprese. Nonostante gli annunci di venti forti e burrascosi siamo riusciti a infilarci tra due fronti e ad avere mare calmo e vento maneggevole. Ma soprattutto poca onda, cosa che ci ha permesso di vivere comodamente, anche se costantemente sbandati, e di occuparci di noi e della barca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi pulizie, poi asciugatura delle sentine, verifica delle carte nautiche. Alice ha fatto una torta. La sua fatica è quella di cuocerla con una altezza costante in tutto lo spessore, perchè &lt;strong&gt;lo sbandamento della barca si riproduce anche nella teglia&lt;/strong&gt; e la torta rischia di avere spessori diversi e ondulazioni oceaniche. Poi Fabio, si è dilettato con una frittata buonissima. Prima ha lavorato parecchio per far funzionare il dissalatore e fare altri lavoretti, così che una mezz&#039;ora in cucina lo rilassano. Edoardo ha dato una mano, ma poi si è messo a leggere il libro di&lt;strong&gt; Knox Johnston&lt;/strong&gt;, il navigatore inglese di cui tra meno di due anni ripercorrerà le gesta lanciandosi in un giro del mondo in solitario. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Marcelo passa molto del tempo libero tra una guardia e l&#039;altra a fare foto. Gli piaciono molto gli uccelli marini e cerca di riprenderli sia in volo che quando si posano in acqua. Altrimenti &lt;strong&gt;beve mate&lt;/strong&gt;, la bevanda tipica di queste regioni e che realizza mettendo dell&#039;erba saporita, la &lt;em&gt;yerba mate&lt;/em&gt; appunto, in un contenitore scavato in una piccola zucca che poi riempie di acqua calda che sorseggia tramite una cannuccia metallica. E per questo che vive attaccato al suo termos. Sono una cosa sola. Credo che avrebbe una crisi se lo perdesse.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Queste ultime due giornate così tranquille sono state un regalo in questa parte del mondo dove le burrasche quasi giornaliere costringono i marinai a estenuanti turni al timone e a molte manovre. &lt;strong&gt;E&#039; il nostro regalo di Natale. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;In questo momento Ricardo si sta collegando via radio al Basco, un radioamatore che ci segue e con cui alle 22:00 gmt (cioè ora di greenwich, perchè è su quel fuso orario che vive chi naviga) e la voce confusa tra i disturbi di fondo della radio ci annuncia una forte burrasca da SE, la peggior direzione da cui potrebbe arrivare per noi perchè crea onda forte e vento sostenuto, per questa area. Dovrebbe inziare domani in giornata e quindi &lt;strong&gt;è necessaria la nostra massima concentrazione&lt;/strong&gt; nella regolazione delle vele e nella conduzione del timone per allontanarci velocemente verso sud, dove altri venti, sempre forti, ma da una direzione migliore, renderanno la nostra navigazione più sicura. Ora mi siedo al tavolo di carteggio e con matita e squadretta traccio la rotta migliore e calcolo i tempi di percorrenza. Dovremmo farcela a cavarci di impiccio e non prenderla in pieno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La nostra destinazione è Puerto Deseado&lt;/strong&gt;, il cui solo nome ce lo fa desiderare. Dovremmo riuscire ad arrivarci il 31 dicembre e così festegiare l&#039;ultimo dell&#039;anno in compagnia di qualche amico e con i piedi per terra mentre con tutta probabilità in mare si scatenerà l&#039;inferno. Sono circa 600 miglia, cioè poco più di mille chilometri, che in auto si percorrerebbero in mezza giornata inclusa qualche sosta all&#039;autogrill. Ma per noi nessuna sosta possibile, tranne un paio di baie a sud della penisola di Valdez, completamente disabitate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Il cielo è sereno, la luna, che sorgerà poco dopo il tramonto, illumina la nostra scia in queste notti d&#039;altura. Per fortuna quì è estate e il buio dura solo 7 ore. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Ecco, tra poco tocca a me. Il turno dalla mezzanotte alle tre del mattino. Il turno in cui la solitudine si fa più grande e affiorano i ricordi. I compagni di viaggio tra poco dormiranno nelle loro cuccette e il timoniere resta solo a vegliare su di loro, sulla barca e sul viaggio, scambiando quattro chiacchiere con se stesso e con i propri fantasmi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Filippo e il suo equipaggio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Adriatica SY&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Atlantico del Sud, al largo del Golfo San Matias.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 04 Jan 2016 11:01:06 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/una-torta-nell-oceano</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/una-torta-nell-oceano</guid></item><item><title>Onde, nuvole e uccelli marini</title><description>Navighiamo. Giro di orizzonte sul nulla, o sul tutto...&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;E sono già quattro giorni che abbiamo lasciato il porto. Oceano Atlantico Sud. Acqua a 360 gradi. &lt;strong&gt;Giro di orizzonte sul nulla, o sul tutto.&lt;/strong&gt; Onde, nuvole, ancora onde, ancora nuvole. Il sole ci accompagna di giorno e la luna di notte. Sorge proprio di poppa e per le prime ore la sua scia si confonde con quella luminescente lasciata dalla barca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uccelli marini, gaviotas e gaviotines (gabbiani vari e procellarie) ci inseguono, poi ci superano e si posano davanti alla barca, decollando quando siamo ormai a pochi metri. Alcuni, soprattutto le procellarie, si mettono a seguirci per ore, giocando con il flusso di aria nelle vele. Planano poi sull&#039;acqua, a pochi centimetri, e sfruttano la pressione che l&#039;onda fa sull&#039;aria e che le spinge verso l&#039;alto, per non affaticarsi mai.&lt;strong&gt; Perennemente in volo&lt;/strong&gt;. A volte ci fanno visita i delfini, il Delfino Australe o le Tonine, a fasce bianche e nere che nuotano con una eleganza non comune.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Il tempo sembra muoversi con lentezza, al ritmo del mare e del sole. Il tempo corre. E&#039; già il 28 dicembre e siamo solo a metà strada. Un ritardo accumulato a Piriapolis prima della partenza a causa di burocrazia latinoamericana ferma al tempo del fax e della telescrivente ci ha fatto perdere una settimana. Poi gran maltempo nella traversata del Rio de la Plata. &lt;strong&gt;Una sosta deliziosa di due giorni a Mar del Plata&lt;/strong&gt;, aspettando il passagio di un fronte da sud, in compagnia del nostro amico Genny Vottola, della comunità italiana e nostro grande amico e del Capitano di Fregata Andrès Antonini che ci ha fatto visita e poi ospitato a bordo della sua nave, la Grandville. Queste le ragioni. Ma in realtà &lt;strong&gt;avevo previsto di arrivare a Ushuaia entro l&#039;Epifania e dovremmo farcela&lt;/strong&gt;. Anche se annunciarlo così ha un ché di sacrilego, come se fosse una maniera di arrogarsi il privilegio del successo di fronte alle forze della natura che hanno già deciso il nostro destino mentre noi ne siamo ignari, pur essendo già previsto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Ma la navigazione è concretezza estrema. Basta perdersi nelle congetture sul futuro, basta abbandonarsi alle nostalgie terrestri. Il vento gira a ovest e richiede una regolazione delle vele. Il punto di scotta del genoa è deteriorato e va ricucito, ma non è possibile farlo in mare, quindi &lt;strong&gt;chiedo all&#039;equipaggio di essere prudente e conservativo&lt;/strong&gt;, di non forzare. Il barometro si abbassa lentamente, buon segno, vuol dire che non ci sono grossi cambiamenti in vista. Ma le nuvole alte, i cirri a uncino, già avvisano delle forti correnti da sud ovest che si preparano man mano che scendiamo e ci avviciniamo alle Terre Australi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Ora siamo al traverso della Penisola di Valdes, che racchiude il Golfo Nuovo e la cittadina di Puerto Madryn. Era una delle tappe previste, ma ho deciso di proseguire per evitare una deviazione di 70 miglia che per noi rappresentano 12 ore di navigazione perse. Prendo un rischio, perchè è annunciato vento forte da Sud, ma solo per una giornata e per guadagnare comunque acqua verso Ushuaia decido che soffriremo un po&#039;. In caso di pericolo abbiamo un paio di calette dove ripararci: &lt;strong&gt;Caleta Janssen e Caleta Elena&lt;/strong&gt;. Ma se reggiamo, proseguiremo. Vorrei arrivare a Caleta Paula, che invece è un vero porto, entro il 31 dicembre e far festeggiare a terra il nuovo anno all&#039;equipaggio, con tutto quello che ne viene insieme: birra, allegria, ragazze, fuochi d&#039;artificio, un buon asado e tanto riposo!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Filippo e il suo equipaggio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Adriatica SY&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Atlantico Sud, 36 miglia a NE di Punta Delgada (Peninsula de Valdes, Patagonia)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 04 Jan 2016 11:50:35 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/onde-nuvole-uccelli-marini</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/onde-nuvole-uccelli-marini</guid></item><item><title>Buon Anno da Caleta Paola!</title><description>Adriatica ha raggiunto l&#039;ultima provincia argentina prima della Terra del Fuoco&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Caleta Paola. Questo è il nome del porto petrolifero e peschereccio in cui abbiamo trovato rifugio lungo la costa della Patagonia del sud. Provincia di Santa Cruz, l&#039;ultima delle proviance in cui è suddivisa l&#039;Argentina verso sud, prima di entrare nel territorio di Ushuaia, provincia della Tierra del Fuego, &lt;em&gt;Antartica y Islas del Atlantico Sur&lt;/em&gt;. Siamo a due terzi del cammino e finora il tempo è stato clemente. O meglio, &lt;strong&gt;siamo riusciti sempre a trovare rifugio prima dell&#039;arrivo di grosse burrasche&lt;/strong&gt;. Ma questa è l&#039;ultima possibilità, per quanto precaria, prima di discendere in una zona assolutamente deserta e inospitale che non offre nessun ancoraggio o protezione. La sosta è necessaria. Non abbiamo più viveri freschi, abbiamo poco gasolio e la navigazione ha sollecitato parecchio la barca per cui sono necessarie alcune riparazioni alle vele e manutenzioni agli impianti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Caleta Paola, che ha un nome così rassicurante, anche perchè la associo a una cara amica parigina, in realtà è un grande bacino rettangolare dove sono ormeggiati una decina di pescherecci, un rimorchiatore d&#039;alto mare e una motovedetta della Guardia Costiera. Siamo in andana (cioè affiancati di lato) a un peschereccio in disarmo che a sua volta è affiancato a un altro peschereccio in disarmo. &lt;strong&gt;Un ammasso di ferraglia pieno di residui di pesce, reti vecchie e manuatti arrugginiti&lt;/strong&gt;. L&#039;unico vantaggio di questo strano accoppiamento è che in questo porto con cinque metri e mezzo di marea non dobbiamo regolare continuamente la lunghezza delle cime quando la barca sale e scende per l&#039;escursione dela marea, cosa che avviene ogni sei ore: per sei ore sale e per sei ore scende, così che se fossimo direttamente ormeggiati a terra dovremmo accorciare o allungare le nostre cime di ormeggio ogni mezz&#039;ora, giorno e notte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Siamo entrati alle 20 ora locale, cioè praticamente mentre voi in Italia festeggiavate il cambio di anno. Un&#039;oretta per la manovra, qualche scambio di informazioni con i militari dell&#039;Armada Argentina che ci hanno accolto e indirizzato all&#039;ingresso. Poi i cellulari hanno trovato connessione con la rete e hanno iniziato a scaricare messaggi di auguri. &lt;strong&gt;Ciascuno di noi, lontano da casa, aveva qualcuno a cui scrivere qualcosa, dopo 6 giorni di navigazione fantasma&lt;/strong&gt;. Il cuore ci ha dettato la scelta dei destinatari di questo primo messaggio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Dopo aver sistemato Adriatica e una desiderata doccia calda Alice, Fabio, Edoardo e io siamo usciti per raggiunere il villaggio a 5 chilometri di cammino. Era ormai quasi mezzanotte e lungo il cammino siamo stati accompagnati dall&#039;esplosione dei fuochi d&#039;artificio. Mezzanotte! poi abbiamo trovato un ristorante aperto, l&#039;unico in paese. E ci siamo soddisfatti di carne argentina: bife de lomo, chuletas, cordero, papas fritas... Che voglia, dopo una settimana a zuppe, caffè, tè, qualche pasta quando il mare non era troppo agitato. In realtà a bordo riusciamo sempre a realizzare qualche specialità. Edo si sbizzarrisce con sughi elaborati. Alice ha fatto torte, focacce, sformati e biscotti. Fabio ha fatto un&#039;ottima frittata e io il pane. Buono il profumo del pane fresco che si diffonde nella barca e aiuta il risveglio prima del turno di guardia!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Ma un bel pezzo di carne! Che delizia...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Al rientro, verso le tre del mattino, la marea aveva svuotato il porto e le barche erano... 7 metri più in basso! La passerella usata per scendere a terra si trovava ora in verticale e la discesa è stata più un esercizio alpinistico che un tranquillo rientro a bordo. Ma su questo siamo bravi. L&#039;alpinismo è una della specialità di bordo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stamane sveglia con calma, ognuno con i suoi tempi. Recupero del sonno perso e colazione rilassata. In realtà Adriatica in questo porto soggetto alla risacca si muove come se navigasse, ma&lt;strong&gt; la sensazione di sicurezza dell&#039;ormeggio ci permette un sonno ininterrotto e ristoratore&lt;/strong&gt;. E poi iniziamo i lavori di rimessa in forma della nostra rossa dei mari. Genoa, randa, cambio filtri olio, un po&#039; di coccole non le fanno male. Ci ha portato fino qui. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La burrasca da est che si annunciava fortissima è stata più debole, ma ora aspettiamo un salto di vento a NO con 40 nodi. Comunque dovremo attendere domani perchè oggi è festa e non possiamo trovare il carburante. Dovremo aspettare domani anche per l&#039;apertura dei supermercati. Oggi pomeriggio gita in paese e caccia al wifi per riprendere contatto con il mondo di casa e raccontarvi di questo nostro viaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Filippo e l&#039;equipaggio di Adriatica&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Caleta Paola. Patagonia.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Lat. 46°28&#039;S long. 67°29&#039;W&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 04 Jan 2016 12:22:11 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/felice-anno-nuovo-caleta-paola</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/felice-anno-nuovo-caleta-paola</guid></item><item><title>Il ragazzo che parla alle barche</title><description>Edoardo racconta com&#039;è nato il suo amore per il mare&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Qui di seguito scrive &lt;a href=&quot;http://www.velistipercaso.it/adriatica/l-equipaggio-di-adriatica#alice-edoardo-fabio&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Edoardo, uno dei marinai di Adriatica&lt;/a&gt;. E’ qui per la prima volta, questo è il suo primo viaggio sulla Rossa dei mari, ma è come se ci fosse nato. Velisticamente si sono compresi subito. Perchè Edoardo il vento e il mare li ha dentro. Edoardo parla con le barche. Non con tutte. Con quelle in legno, con quelle che hanno cose da raccontare.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Le timona, le accarezza e fa loro fare quello che vuole. Edo è, alla pari degli altri ragazzi di Adriatica, un regalo inaspettato. Perchè sono uno skipper fortunato! Leggete quello che scrive e non dimenticatelo, perchè sentiremo parlare di lui a lungo e con passione.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Filippo Mennuni&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Che cosa è l&#039;acqua? Un composto chimico due atomi di idrogeno che si uniscono a un atomo di ossigeno, è alla base della vita su questo pianeta. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Il nostro corpo è per la maggiore costituito da essa. Forse anche per questo motivo il richiamo del mare è così forte, una passione incontrollata viscerale verso l&#039;ignoto che l&#039;uomo da sempre trova dentro di sé. Descrivere cosa provo per il mare è difficile è una sensazione viscerale, che mi rende felice, avete presente quando incontrate la prima donna che avete mai amato? Che entrambi guardandovi negli occhi vi rendete conto che ci sarà sempre un&#039;intesa speciale, un amore e un voler bene che parte da dentro, questa sensazione che dura una frazione di secondo e dove rivivi tutte le cose belle insieme. &lt;strong&gt;Ecco questo è ciò che succede dentro me ogni volta che prendo il largo&lt;/strong&gt;. Vivere la natura del mare su una barca a vela è una relazione sentimentale stretta, bisogna godere dei momenti belli e crescere nelle difficoltà, perché come una bella donna può essere incomprensibile e scorbutico a volte, ed è in quei momenti che bisogna dimostrare quanto lo si ama.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Il mio primo giorno su una barca a vela, estate 1995 avevo 5 anni, mio padre istruttore di vela decide di portarmi con sé un pomeriggio di fine estate, Capo Nero complesso turistico di San Remo &lt;strong&gt;mi ricordo perfettamente tutto di quel giorno&lt;/strong&gt;, dopo aver mangiato da mia nonna, alla mia ennesima richiesta di andare con lui, mio padre acconsente. Io non sapevo bene dove saremmo andati era più il fatto di stare con lui che mi spingeva. Arriviamo ed eccola lì la mia prima barca, un optimist abbastanza datato. Armiamo la barca e via in mare da solo, ed ecco la sensazione del quale vi parlavo,&lt;strong&gt; un ricordo di freschezza, di sale, essere indipendenti per la prima volta&lt;/strong&gt;! &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Sono passati 21 anni da quel giorno, e oggi più che mai sento viva questa passione per il mare! Ho la fortuna che la mia passione si è trasformata anche in lavoro, e ho la fortuna di navigare la maggior parte del tempo durante l&#039;anno e di vivere a pieno tutto ciò che faccio. Ora su Adriatica la vita si svolge veloce un equipaggio ottimo, e mai come questa volta sto vivendo una avventura con una serenità totale. Ringrazio Filippo per avermi dato questa possibilità di far parte di questo equipaggio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Con questa navigazione è iniziato anche a scorrere il contatore miglia, dovrò farne almeno 8.000, che mi porterà a &lt;strong&gt;qualificarmi per il Golden Globe 2018&lt;/strong&gt;. Sono uno dei 25 selezionati per questa regata, un giro del mondo senza scalo in solitaria passando per i 3 grandi capi, senza &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;tecnologia, replicando per il cinquantenario la regata del 1968 quando Sir Robin Knox Johnston effettuò il primo giro del mondo in solitario senza scalo. La partenza è prevista per il 14 giugno 2018 non vedo l&#039;ora di essere sulla linea di partenza, sperando che tutti voi mi seguiate, sarò solo fisicamente ma con tutti voi accanto a sostenermi sarà come essere parte di un equipaggio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Spero che tutti voi mi aiuterete a realizzare un sogno, seguendo Ita@goldenglobe2018 .&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un Abbraccio a tutti è un Augurio sincero di Buon Natale&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Edoardo Raimondo&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 07 Jan 2016 09:58:50 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/il-ragazzo-che-parla-alle-barche</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/il-ragazzo-che-parla-alle-barche</guid></item><item><title>Il viaggio continua verso Puerto Deseado</title><description>Salutiamo Jorge e il suo peschereccio arrugginito&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Caleta Paola. Molliamo gli ormeggi e lasciamo il porto che ci ha ospitati per 38 ore nell&#039;attesa che il maltempo da est si calmasse. Abbandoniamo il peschereccio arrugginito con il suo marinaio borracho, Jorge, un &lt;em&gt;porteno&lt;/em&gt; (si legge &lt;em&gt;portegno&lt;/em&gt;, cioè originario di Buenos Aires) che è stato nostro compagno di guardie. Lui vive lì, a bordo di questo pesquero ossidato e decadente, che non abbandona solo perchè gli devono 6 mesi di salario. E&#039; il tipico personaggio allo sbando, modello Coloane. Ha abbandonato la capitale 25 anni fa. Ha navigato nelle flotte di tutto il mondo, incluse quelle europee, prima su navi commerciali e poi nella pesca. Conosce Trieste, Napoli, Brindisi, Genova e molti altri porti dei quali ha conservato il ricordo del cibo italiano -&lt;em&gt; excelente!&lt;/em&gt; - e dei bordelli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sei anni fa si è trasferito in Patagonia e si è dedicato alla pesca. Non dice il perchè di questa scelta, ma nella sua ritrosia a raccontare alcuni passaggi del suo passato si intuisce che sia stata una scelta obbligata. Probabilmente nessuna nave lo ha più imbarcato dato il suo livello di alcolemia e solo le flotte pescherecce del sud, che non vanno tanto per il sottile nelle selezioni del personale, lo hanno accettato. Gli HR delle compagnie marittime australi hanno criteri differenti rispetto a quelle della City. Ci ha accolto con la franchezza e la genuinità dell&#039;innocenza peccatrice. Perchè certamente di un peccatore si tratta, ma anche di un innocente, vittima della nostra civiltà e di se stesso. In questo porto dove noi siamo probabilmente la prima barca a vela di sempre a entrare lui si faceva grande, di fronte ai suoi compagni di sventura, di averne già viste parecchie in giro per il mondo. Ha constatato lo stato delle nostre cime di ormeggio, che dopo tanti anni di peregrinazioni non sono certo nuove, e ci ha offerto le sue, quelle del suo peschereccio. Gentilezza gradita, ma inutile, visto il diametro inaccettabile per le gallocce di Adriatica. Poi ci ha offerto olio, gasolio e ogni altra cosa potesse regalarci &quot;rubandola&quot; all&#039;armatore bastardo che lo sfrutta e non lo paga. Ma nessuna di quelle cose ci era utile. Sono di una qualità troppo scadente perchè noi possiamo farne uso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora si è prestato a mediare con i suoi compagni del sindacato dei pescatori, che anch&#039;essi senza stipendio da tre mesi, sono in sciopero e bloccano l&#039;accesso al porto. Il suo intervento, accompagnato da due casse di lattine di birra Quilmes, hanno allargato gli intransigenti animi del comité di accoglienza che blocca il cancello, e così siamo riusciti a far entrare i viveri per la cambusa. L&#039;unica cosa che è passata attraverso quel varco, oltre ai nostri corpi. Jorge fuma Gitanes. Semina pacchetti nuovi lungo il cammino, perchè se li infila in tasca e il suo tasso alcolico gli impedisce di centrarle, per cui noi pazientemente li raccogliamo e glieli ridiamo. Per regalo i ragazzi hanno coprato alcuni pacchetti e glieli hanno lasciati sulla porta della sua cabina. Li troverà al suo risveglio, all&#039;ora che sarà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ora siamo in rotta per Puerto Deseado&lt;/strong&gt;. Nuovamente cercando di anticipare una burrasca da sud che dovrebbe entrare domani notte o dopodomani. A 6 nodi e mezzo, con rotta 120°, discendiamo la costa meridionale del Golfo San Jorge&lt;em&gt; (che strana coincidenza, il golfo dove vive si chiama come il marinaio che vi consuma la vita. Destino...?)&lt;/em&gt;. Ora andiamo a motore perchè il vento è poco e non possiamo perdere tempo. Ci stiamo consumando l&#039;ultima riserva di carburante e a Deseado sarà indispensabile trovare del gasolio se non vogliamo restare lì per sempre. A chi vive in Europa, abituato a trovare stazioni di servizio ogni 10 chilometri con gasolio euro diesel di perfetta qualità potrà sembrare strana questa preoccupazione. Ma qui, in queste terre abbandonate dallo Stato e dalla sorte, ogni necessità è un sogno spesso irrealizzabile. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Il &lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/watch?v=O52TfU1ISZE&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;carburante che usano è un miscuglio di gasolio agricolo, biodiesel, olio per macchine e acqua&lt;/a&gt; (ce n&#039;è sempre un po&#039; dentro, per fare spessore!). Del resto qui alle auto e alle barche tolgono tutta l&#039;elettronica per poter circolare senza inconvenienti. &lt;strong&gt;Adriatica invece, ha un motore &quot;fighetto&quot;, come dice Patrizio, e funziona a champagne&lt;/strong&gt;. Nel senso che accetta solo eurodiesel purissimo, senza alcun parassita, alga, impurità e con un tenore di zolfo al minimo. E trovarlo a sud del parallelo 40 diventa un lavoro. Bisogna contattare le compagnie petrolifere che distribuiscono carburante per auto di nuova generazione e i distributori di solito si trovano nelle poche città della regione. Poi bisogna trovare un camion cisterna piccolo, perchè noi ne abbiamo bisogno solo 2 mila litri alla volta, che ce lo porti. Però i porti dove Adriatica può entrare sono pochissimi e spesso non c&#039;è un pontile. Bisogna affiancarsi a qualche peschereccio o rimorchiatore e passare un lungo tubo. Altre volte non è possibile attraccare e il carico va fatto con dei bidoni, tipo quei barili cilindrici metallici che si vedono a volte in TV. Allora devi convincere un pescatore con una piccola barca a motore a imbarcarli, portarteli vicino a Adriatica che è all&#039;ancora e poi trasferirli con una pompetta portatile. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Queste operazioni, tra organizzazione, realizzazione e pagamento (tutto in contante, chiaramente) possono prendere anche tre o quattro giorni. &lt;strong&gt;Ricardo è lo specialista della logistica, sia per capacità innate che per la quantità di relazioni che ha in Sud America&lt;/strong&gt;. Riesce sempre a scovare un amico, un compagno di corso all&#039;accademia navale, un ex navigante che ci da le dritte giuste. Questa, intendo il preservare e conservare le relazioni, è una gran qualità umana e professionale. Utilissima a chi gira il mondo. Ed è una delle eredità del nostro peregrinare inquieti: avere relazione e amicizie ovunque che non ti dimenticano a distanza di anni. Non è sempre lo stesso in Italia dove qualcuno ti dimentica anche dopo pochi mesi a prescindere dalla vicinanza avuta e dall&#039;intensità del rapporto vissuto. Ma questa è un&#039;altra storia...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra venti ore entreremo a Deseado, se Dio vorrà, se il mare lo permetterà.&lt;strong&gt; E allora voi leggerete questo diario e ci sarete un po&#039; più vicini&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Filippo e i ragazzi di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Golfo San George, Patagonia, Atlantico Sud&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;46°34&#039;S e 067°13&#039;W&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 07 Jan 2016 10:25:55 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/il-viaggio-continua-verso-puerto-deseado</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/il-viaggio-continua-verso-puerto-deseado</guid></item><item><title>Per il cinema del Sud non serve il biglietto</title><description>Alziamo lo sguardo al cielo dell&#039;Emisfero Australe&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Abbiamo frequentato centinaia di volte i cinema senza renderci conto che possiamo vederne un altro quasi tutte le notti nel quale ugualmente proiettano storie. Se sappiamo riconoscerle, vedremo film di amore, gelosia, tradimenti e guerre. Quasi tutte le passioni umane sono rappresentate in queste pellicole. Gli effetti speciali sono a carico della natura che ci circonda e ci permette di ascoltare. Non si tratta di registrazioni artificiali, ma delle originali. Ne percepiremo sin gli odori! (effetto speciale che nemmeno Hollywood ha saputo riprodurre).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le immagini passano davanti ai nostri occhi lentamente, dandoci il tempo per pensarle. Si tratta di un cinema molto speciale, perché la comprensione, nella profondità dell&#039;argomento, dipende dalla nostra cultura personale. Non si paga ingresso e la seduta può durare anche sei mesi ininterrotti, a seconda della posizione della nostra poltrona nella platea e gli attori sono degli sconosciuti, in maggioranza. Ciò nonostante l&#039;inizio e la fine sono vere opere d&#039;arte, una performance di delicatezza che commuove.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci si può andare vestiti come ci pare e... perfino nudi. Possiamo portarci qualche dolcetto o una cena degna di un marajà per tutti coloro che ci accompagnano. Possiamo parlare, durante le proiezione, o meglio ancora, tacere onorandola con il nostro più semplice e rispettoso silenzio. Sono tutte &lt;em&gt;Superproduzioni&lt;/em&gt; che è impossibile tentare di riprodurre e, comunque, le storie principali si proiettano in bianco e nero.&lt;strong&gt; Parlo del cielo notturno, il più grande e meraviglioso cinema che possiede l&#039;essere umano.&lt;/strong&gt; Accompagnatemi a vedere alcune pellicole che dalle poltrone italiane ora non si possono vedere... sebbene fino a una ventina di secoli fa, sì! Si poteva. Entriamo nel cimena del mio paese, l&#039;Argentina. &lt;strong&gt;Entriamo nel Cinema Austral!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Come nel vostro cinema, il film del cielo Boreale, anche la produzione del mio concorre per conto della natura, però il casting... Ah, il casting fu iniziato già dai Greci. Così battezzarono quasi 50 costellazioni e questi nomi furono riconosciuti da Arabi, Egizi e Babilonesi. Un po&#039; più tardi, circa 1930 anni d.C., gli astronomi decisero di lottizzare l&#039;universo visibile in 88 terreni e così restarono demarcati i limiti delle costellazioni, delle quali una cinquantina si esibiscono nel cinema del Sud, che voi, dal Nord, non potete vedere nella sua totalità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;La lingua &quot;universale&quot; che era utilizzata nei circoli accademici nell&#039;epoca in cui i nomi delle stelle furono fissati per sempre era il Latino. Molto pragmatici gli antichi nominarono le costellazioni con nomi che dipendevano dalla somiglianza con animali, personaggi leggendari o mitologici. Alla fine del XVI secolo D.C. gli esploratori europei dei mari del Sud si obbligarono a mollare i grossi cavi che - come un invisibile cordone ombelicale - li univano alla imprescindibile &quot;mamma cosmica&quot;: la &lt;strong&gt;Stella Polare&lt;/strong&gt;. Questa stella, un vero regalo divino, - senza la quale la storia delle conquiste e le sue conseguenze sarebbe stata assolutamente differente - era l&#039;unico riferimento certo che gli aiutava a sapere dove fossero, dandogli rapidamente e facilmente uno dei dati necessari per conoscere dove fossero le loro navi: la Latitudine, con una accettabile esattezza. Con la Stella Polare ambizione e coraggio potevano partire e tornare… a volte! (la scoperta della Longitudine avrebbe richiesto vari secoli ancora, piagati di naufragi e viaggi senza ritorno).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Questi naviganti, mano a mano che si spostavano verso sud, vedevano che la loro stella polare si avvicinava pericolosamente all&#039;orizzonte, notte dopo notte, fino a scomparire. Avevano bisogno di grande valore personale - &lt;em&gt;e molta ambizione, anche, che è il vero vento delle vele… &lt;/em&gt;- per continuare in un mondo sconosciuto, pieno di mostri e misteri. Ciascuno di loro desiderava rientrare vivo, e se possibile anche ricco, però, senza la Polare a guidarli, gli restava un&#039;unica via: &lt;strong&gt;disegnare la mappa celeste delle nuove costellazioni che osservavano&lt;/strong&gt;, in modo da potere riconoscere la strada fin quando la Polare sarebbe nuovamente apparsa all&#039;orizzonte. E cosa videro in questo nuovo Cinema? Nuove stelle che formavano nuove figure. Tra tutte, ai fini della navigazione, se ne scelsero 3, più caratteristiche: &lt;strong&gt;CRUX&lt;/strong&gt;, la croce del sud, &lt;strong&gt;CENTAURO&lt;/strong&gt;, e &lt;strong&gt;CARINA&lt;/strong&gt;, praticamente invisibili dall&#039;emisfero nord. Della Croce del Sud si avevano notizie già da Tolomeo, per via di alcuni viaggiatori terrestri nel continente africano. I navigatori furono coloro che eternizzarono il suo nome a forza di usarlo. Si tratta di una costellazione strana. La più piccola di tutto il cielo e molto facile da identificare. Mentre la notte avanza questa croce gira, puntando sempre al Polo Sud con il suo lato maggiore, ma rimanendone sempre distante, mentre la polare sovrasta il Polo Nord che è il Polo Nord celeste.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Croce non sta sul Polo sud, ma i naviganti, molto pratici nelle loro cose, scoprirono subito che prolungando il suo asse maggiore 3 volte e mezza, si individuava una zona oscura, nera, del cinema celeste, che era esattamente il polo Sud celeste. E ne furono tranquillizzati. Inoltre questa costellazione rappresentava &lt;strong&gt;un gigantesco orologio cosmico&lt;/strong&gt;, girando intorno a questo punto indicava le ore della notte. Un lusso addizionale che la polare non dava, dovendosi invece affidare per questo all&#039;Orsa Maggiore. Superstiziosi e religiosi i naviganti non ebbero dubbi sul chiamarla Croce! Le stelle che la compongono a vista normale sembrano 4, appunto i 4 estremi della croce cristiana: era identificabile e questo bastava per l&#039;uso notturno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Croce del Sud è ubicata più o meno a metà distanza tra le costellazione di Carina e una delle coppie più luminose e chiacchierate del Cinema del Cielo:&lt;strong&gt; Alfa e Beta Centauri&lt;/strong&gt;, che la seguono fedelmente nel suo girare notturno. Le stelle principali che la compongono sono &lt;strong&gt;Alfa Crucis&lt;/strong&gt; (alfa per essere la più brillante di tutta la costellazione) chiamata anche &lt;strong&gt;Acrux&lt;/strong&gt;; In realtà si tratta di una stella doppia, cioè di due stelle che si girano intorno. La più grande è 4000 volte più luminosa del nostro sole. Meno male che è tanto lontana! Circa 320 anni luce da noi...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&#039; di colore azzurro, così come &lt;strong&gt;Mimosa&lt;/strong&gt;, o &lt;strong&gt;Becrux (Beta Crucis)&lt;/strong&gt; la seconda stella per brillantezza. Questa si formò nel grazioso cumulo delle Pleiadi e del Toro. La terza stella per luminosità è &lt;strong&gt;Gacrux&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;(Gamma Crucis)&lt;/strong&gt; che è una stella rossa, cioè più calda delle azzurre. La meno brillante di tutte, &lt;strong&gt;Decrux&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;(Delta Crucis)&lt;/strong&gt; è una stella azzurra. La costellazione della Croce del Sud non solo è presente nella bandiera di molti paesi australi, come Australia e Nuova Zelanda, ma fa parte della cultura di tutti i paesi più australi del mondo ed è un simbolo distintivo di questo emisfero, come la Polare e l&#039;Orsa Maggiore lo sono per quello nord.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell&#039;infinità greca di creazioni fantastiche, mostri di ogni tipo, si trova il celebre Centauro (Kentauroi), conosciuto come metà uomo e metà cavallo. Questi esseri vivevano tra i monti dell&#039;Ellade, Arcadia e Tessalia. Erano immortali, ma ciò nonostante uno tra i più famosi, Quiron, non volle sopravvivere al dolore che gli causava una ferita che accidentalmente gli aveva procurato il per nulla delicato Ercole con una delle sue frecce. Come poteva mancare una costellazione che portasse il nome del Centauro? Questa confina a nord con la costellazione di Hydra, all&#039;est con Vela e al Sud con Crux, che quasi ne è compresa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La stella più brillante della costellazione è Alfa Centauri&lt;/strong&gt;, conosciuta come &lt;em&gt;Rigil Kentaurus&lt;/em&gt; in arabo. Ha una curiosità caratteristica: è la stella più vicina al nostro sistema solare. Solo 4,3 anni luce. Ideale per andare a conoscerla in ul lungo week-end! La seconda per brillantezza è &lt;strong&gt;Beta Centauri&lt;/strong&gt; e si chiama anche Hadar o Agena e dista 525 anni luce. Visitarla è un po&#039; più complicato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E giacché stiamo navigando, perché non dire qualcosa delle costellazioni che hanno nomi che si riferiscono ai naviganti? &lt;strong&gt;Carina&lt;/strong&gt;, che significa &quot;chiglia&quot; in latino, insieme a &lt;strong&gt;Puppis&lt;/strong&gt; (poppa) e &lt;strong&gt;Vela&lt;/strong&gt; (la vela delle barche). Insieme formano un gigantesco triangolo che occupa buona parte dell&#039;emisfero sud. E si riferiscono alla famosa nave degli Argonauti, che navigavano alla ricerca del Vello d&#039;oro di Giasone. Da questa costellazione si distacca &lt;strong&gt;Canopus&lt;/strong&gt;, che era il nome dell&#039;esperto timoniere della nave Argo. La sua luminosità la pone subito dopo Sirio, la stella più brillante dopo il nostro sole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Una delle costellazioni più belle può vedersi da ambo gli emisferi:&lt;strong&gt; Orione. Il cacciatore, con la sua spada, il cinturone e il pugnale&lt;/strong&gt;. Bellatrix, nella punta della spada, appuntita e pronta al combattimento; Alnilam, Minta e Almitak, le 3 stelle che formano la cintura del cacciatore dalla quale pende il pugnale. E, nel centro di tutto questo, la &lt;strong&gt;Nebulosa di Orione&lt;/strong&gt;, che con un potente binocolo ci mostra i suoi 7 diamanti interni. Il cacciatore rincorre le Pleiadi, ma si tratta di una caccia eterna, una pellicola che tutta l&#039;umanità può vedere per sempre...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Il racconto del cielo del Sud non termina con questo corto racconto. Anzi, direi che &lt;strong&gt;appena è cominciato&lt;/strong&gt;. Ho solo cercato di lanciare un amo affinché uno dei lettori abbocchi e continui ad investigare. Un binocolo comune e una guida elementare dei campi stellati possono accompagnarlo per interminabili notti: più di mille e una! Di racconti fantastici. Ci sono molti film, da vedere. Se passate di qui, entrate a vedere i film offerti al Cinema del Sud. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;A bordo di Adriatica il nostro Giasone: Filippo e i suoi &lt;em&gt;Adrianautici&lt;/em&gt;, le guardiamo ogni notte. E se non riusciamo trovare il Vello d&#039;Oro, il cielo del Sud ci regala un fantastico spettacolo che ci fa dire che questa avventura ne vale la pena.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ricardo Cufré&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Secondo di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Puerto Deseado, Patagonia&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 07 Jan 2016 10:39:59 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/cinema-del-sud</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/cinema-del-sud</guid></item><item><title>La fine del mondo</title><description>Il luogo in cui, spogliati di tutto, iniziamo a sentire chi siamo&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Non è indicata dalle carte. Non ha una frontiera Nord che una volta attraversata ti indichi che &lt;strong&gt;&quot;sei arrivato&quot; alla Fine del Mondo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo schivo luogo del mondo dove convivono emozioni lontane con una geografia che annuncia freddo, non inizia immediatamente dopo un segnale posto sul cammino. Uno non arriva alla Fine del Mondo quando legge un cartello che gli da il benvenuto, ma quando sa e sente che ha esploso la calda bolla di confort dentro la quale tutto è più semplice e che il resto dell’umanità è alle sue spalle. Non si arriva alla Fine del Mondo. &lt;strong&gt;Improvvisamente uno si rende conto che &quot;si è&quot; la Fine del Mondo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come una leggera sabbia mobile nella quale cadiamo senza renderci conto, il Sud, antico e vuoto, si appropria di noi stessi con lievi morsi che asportano le cose quotidiane che ci sembrano immutabili. Uno porta un pezzo di civiltà con sé: un cellulare inutile, un computer che ricarica male, una macchina fotografica ultra tecnica che promette di farti rivivere le stesse sensazioni, incapace di fotografare tutto quello che si vede e nulla di quello che si sente al vederlo. Crediamo che una volta a casa rivivremo questi stessi momenti. Ingenui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qulche giorno fa, in navigazione, Alice mi chiedeva se si potesse navigare più vicini alla costa, per restare in comunicazione. Questo mi dimostrava che lei ancora non era arrivata al Sud, nonostante ci fosse già dentro. Nella sua Europa natale, essere vicini alla costa significa poter parlare con il telefono, internet e avere l&#039;universo in mano. &lt;strong&gt;Lungo la costa patagonica no.&lt;/strong&gt; Sulle sue infinite falesie color nutella chiara non c’è nulla e le piccole città costiere sono separate da centinaia di chilometri di distanza gelida. In Patagonia il segnale telefonico è come un quadrifoglio, rarissimo!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Arriveremo al Sud quando sentiremo che non esiste più nulla che abbia delle piccole barrette che indicano qualcosa. &lt;strong&gt;Si può dire che un viaggio al Sud è un viaggio nel passato&lt;/strong&gt; ed è questo, questa sensazione di mancanza di protezione, che rende talmente magnetico un viaggio nel mondo australe. &lt;br /&gt;Un cielo completamente diverso sconcerta il viaggiatore oriundo del Nord. Non troverà la Stella Polare, madre di tutti i viaggi dei naviganti europei, unico faro affidabile che guidò conquiste e commerci per secoli. Archimede disse: &quot;datemi un punto di appoggio e vi solleverò il mondo&quot;. La Polare fu questo punto e le navi europee mossero il mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tardarono secoli però a decidere di navigare senza la Polare, per questo non attraversavano l&#039;Equatore: nel Sud non c&#039;è Stella polare. Non c&#039;è più la mamma. Non c&#039;è certezza di nulla. A ciascuno aspetta la solitudine o, chissà, un mostro peggiore, mescolanza di dei e di demoni:&lt;strong&gt; se stesso!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Questo sconcerto cosmico, queste nuove costellazioni, prenderanno per mano il viaggiatore del nord e lo porteranno, lentamente, a camminare fino alla Fine del Mondo. Aumenterà la sua sorpresa quando si sentirà totalmente solo, perchè ci sono pochi abitanti e le estensioni sono immense. Poter camminare giorni per montagne e laghi o pianure infinite senza vedere nessuno e una sensazione a cui il viaggiatore boreale è abituato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno arriva al Sud quando, su una fredda spiaggia di pietre grigie, guarda verso Sud e sa che non c&#039;è più nulla, come se fosse arrivato alla porta aperta di un pianeta vuoto. E&#039; forse questo il Sud &quot;la Fine del Mondo&quot; a cui mi riferisco? Non lo credo, però ci è molto vicino. Bisogna essere sulla piccola isola del Capo Horn e guardare ancora più a Sud, guardare il nulla pieno di acqua oscura e &lt;strong&gt;sentire che probabilmente si l&#039;ultimo essere umano del mondo&lt;/strong&gt;. Poi, l&#039;eterno bianco antartico, fertile ventre di tutti i venti, occuperà la nostra fantasia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A bordo si impara che la solitudine può essere una eccellente compagna, secondo gli angeli e i demoni che ci portiamo dentro. In una notte qualunque, ancorati in una caletta incastonata tra montagne con profilo di aguzzi denti di cane che si stagliano contro lo splendore della Via Lattea, possiamo uscire in coperta (fuori) e lasciare nella barca la nostra &quot;succursale&quot; di umanità. &lt;strong&gt;Sentiremo un silenzio nuovo, condito dalla certezza che non c&#039;è nessuno per chilometri&lt;/strong&gt;. Sentiremo un miscuglio di sensazioni opposte. La sorpresa infantile davanti a questa magnificenza oscura darà spazio alla percezione che le persone che amimo sono in un&#039;altra galassia e non sapranno che li pensiamo. Questa sensazione sarà mista a un po’ di angustia, di frustrazione, di nostalgia, di necessità che siano accanto a noi, perchè vorremmo condividere tutto con loro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Fine del Mondo forse non è il luogo dove finisce il mondo, ma quello in cui iniziamo, ciascuno di noi, spogliati di tutto, a sentire che siamo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Credetemi, si può arrivare alla Fine del Mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche in un veliero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ricardo Cufré&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Secondo di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 11 Jan 2016 11:50:46 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/la-fine-del-mondo</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/la-fine-del-mondo</guid></item><item><title>L&#039;Essenziale positivo</title><description>Assumiamo i ritmi della natura e dei suoi elementi, rispettandone i tempi&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;E poi, in un giorno patagonico in un porto patagonico, capita così: ti metti a guardare un film e vieni completamente assorbito in una realtà parallela. E risvegli ricordi, sensazioni, ti metti a ragionare su tante cose e sui molteplici modi di vederle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il concetto di &quot;essenziale&quot;&lt;/strong&gt;. Quello che noi viviamo in barca, durante la navigazione, ecco, quello è l&#039;essenziale. Non ciò che ci permette di rimanere focalizzati sull&#039;obiettivo, che non ci permette distrazioni e che rende la realtà grigia e uniforme. No. Parlo del concetto di &quot;essenziale&quot; positivo, quello che&lt;strong&gt; ti riporta al contatto con la natura pura&lt;/strong&gt;, con il tuo vero io e con le persone che trovi accanto. Noi ci distacchiamo da quella realtà frenetica, iperproduttiva e iperefficiente che ci aspetta a casa. Ci immergiamo interamente in questa realtà più &quot;viva&quot;, oserei dire, più &quot;reale&quot;. &lt;strong&gt;Assumiamo i ritmi della natura e dei suoi elementi, viaggiamo sulle loro note, rispettandone i tempi&lt;/strong&gt;. Ci adattiamo, prendiamo ciò che si presenta e ci comportiamo di conseguenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se dobbiamo aspettare condizioni favorevoli, se siamo obbligati a fare delle pause prima di raggiungere il nostro obiettivo, apprezziamo comunque tutto ciò che ne deriva. &lt;strong&gt;Non sono perdite di tempo&lt;/strong&gt; (come sarebbero viste secondo un &quot;essenzialismo&quot; produttivo) &lt;strong&gt;bensì un regalo&lt;/strong&gt;. Questi freni naturali danno la possibilità di rallentare e vedere sfumature che altrimenti non si sarebbero percepite, e quando sarà il momento di godere del traguardo, allora se ne godrà anche il doppio. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&#039;essenzialità dell&#039;acqua, una meraviglia. L&#039;oceano una presenza viva, che respira e che cela un intero mondo al suo interno e ogni tanto ce ne concede un piccolo assaggio. Un pinguino, il naso di un leone marino, lo sfiato di orche o balene all&#039;orizzonte, l&#039;allegria dei giochi dei delfini; presenze vive, meravigliose che improvvisamente spuntano fuori da questo mondo a noi sottostante ricordandoci quanto sia viva e meravigliosa la loro realtà parallela.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi l&#039;etere, il vento, una presenza che và e viene e che per noi è davvero essenziale. Amici piumati che vengono a curiosare che animale strano e rosso sta solcando il mare in quel momento, dei voli leggeri, una danza naturale perfetta che lascia a bocca aperta noi che proviamo in ugual modo a sfruttare il vento imitandone l’ efficacia seppur non riuscendoci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La notte è uno dei momenti più essenziali&lt;/strong&gt;. In mezzo al mare e senza le luci invadenti della terra, non c&#039;è bisogno di aspettare San Lorenzo per volgere gli occhi al cielo stellato ed essere stregati dal suo splendore. Ogni notte senza nuvole regala questa certezza. E&#039; lì che volgiamo lo sguardo incuriosito e in cerca di magia ed è a quel punto che iniziano i nostri sogni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le stelle così importanti nel film che mi ha commossa, ugualmente importanti per me, soprattutto da quando, la notte di un 10 agosto, il mio cane, il mio amico, se n&#039;è andato a giocare con le stelle cadenti. Ci eravamo addomesticati a vicenda, ed è stata dura abituarsi alla sua assenza, tanto che ora la voglia di vedere una stella cadente ogni sera, è grande. Un conforto per me vederle schizzare nel cielo e sapere che c&#039;è lui a rincorrerle come un matto lassù. L&#039;essenzialità dell&#039;amore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Anche noi di Adriatica ci stiamo in un certo senso addomesticando a vicenda&lt;/strong&gt;. L&#039;essenzialità delle relazioni. Si può dire che &quot;ci siamo capitati l&#039;un l&#039;altro&quot; compagni di avventura, e che stiamo riconoscendo questa fortuna rispettandoci e scoprendoci per quel che siamo, ogni giorno un pochino di più. Una ricchezza di legami che in una realtà differente richiederebbe molto più tempo e che qui &quot;l&#039;essenziale positivo&quot; ci permette di guadagnare più rapidamente e con maggior intensità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;C&#039;è chi condividerà e chi invece no, ma siamo tutti diversi... ringrazio la versione cinematografica de &quot;Le Petit Prince&quot; che consiglio assolutamente. Mi ha davvero ammaliata ed emozionata, dando origine a molteplici sensazioni che ho sentito il desiderio di condividere con voi. Grazie di cuore a chi ha dedicato il suo tempo prezioso a queste parole.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Alice Grossi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;La ragazza che si commuove ancora per queste cose (e spera di farlo il più a lungo possibile) &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Marinaia di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 11 Jan 2016 12:16:14 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/l-essenziale-positivo</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/l-essenziale-positivo</guid></item><item><title>Stefano Faravelli Su Adriatica!</title><description>Racconterà la Spedizione Australe in uno dei suoi Carnet de Voyage&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;Spedizione Australe &lt;/strong&gt;prende forma ogni giorno di più, Adriatica è a Ushuaia pronta a esplorare la Terra del Fuoco. Tra pochi giorni la raggiungerà un personaggio incredibile, che ci regalerà il suo punto di vista decisamente unico su questo viaggio: &lt;strong&gt;Stefano Faravelli&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;artista, pittore e filosofo, che su Adriatica terrà un diario di bordo speciale, il suo&lt;strong&gt; Carnet de Voyage&lt;/strong&gt;!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span face=&quot;Cambria, serif&quot; style=&quot;font-family: Cambria, serif;&quot;&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Descrivere Stefano Faravelli, torinese classe 1959, come un autore, pittore e viaggiatore, non sarebbe pienamente esaustivo. Faravelli assomiglia più ad un moderno flâneur che si aggira per il mondo con i suoi acquerelli alla mano e un bagaglio essenziale sulle spalle, che parte leggero e ritorna pieno. India, Egitto, Mali, Cina, Giappone: sono l&#039;frica e l&#039;Oriente che lo affascinano. Dopo aver lavorato come scenografo e pittore per il Teatro dei Sensibili, dal 1994 ha pubblicato otto libri e taccuini di viaggio, e esposto le sue opere in in tutto il mondo. (...)&lt;span&gt;»&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.panorama.it/cultura/libri/stefano-faravelli-e-l-arte-del-carnet-de-voyage/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Silvia Malnati, Panorama&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;...E dopo l&#039;Africa e l&#039;Oriente è venuto il momento per Stefano di raccontare anche il Sud America, &lt;strong&gt;la Patagonia, Capo Horn e le coste del Cile&lt;/strong&gt;! Ecco come annuncia la partenza &lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/Stefano-Faravelli-13776823241/?fref=nf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sulla sua pagina Facebook ufficiale&lt;/a&gt; (cliccate i disegni nella colonna a destra!):&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;«Sembra proprio che il &quot;vascello- zeppelin&quot; che ho disegnato per gli auguri natalizi prenda nuovamente il volo! Per la verità sarà una barca a vela, uno sloop di 22 metri costruita nei cantieri navali di Fano, ad accogliermi per questo viaggio sui canali magellanici tra Patagonia e Terra del Fuoco! Per l&#039;occasione ho disegnato una cartouche propiziatoria, ispirata a quelle che ornano i magnifici atlanti di Mercatore (&quot;...freti magellanici facies&quot;). Inoltre coltivo presentimenti patagonici sui libri di Coloane, Hudson, Chatwin, Bridges, Sepulveda... Studio miti Ona e Yagan; ripercorro i viaggi di Padre De Agostini, del Bove o di Darwin. Se qualche faravellos ha consigli di letture in proposito si faccia sotto. Lo spirito del &quot;viaggio prima del viaggio&quot; popola di nomi e visioni la mia Patagonia interiore, ne precisa i confini nella contrada dell&#039;immaginazione. Quale delizia questo esercizio che ci fa &quot;viaggiare leghe d&#039;ombra nel nostro pensiero&quot; (...)» &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Presentimenti Patagonici #2&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;« All&#039;inizio degli anni &#039;80 una amica mi mostrò una straordinaria cartella di planches fotografiche intitolata &quot;Ande Patagoniche&quot;. L&#039;autore era l&#039;esploratore, il geografo, l&#039;apinista nonchè missionario salesiano &lt;strong&gt;Alberto Maria De Agostini&lt;/strong&gt;. L&#039;amica in questione si chiamava Roberta De Agostini ed era, credo, sua nipote. Roberta vide i miei occhi luccicare mano a mano che sfogliavo le fotografie di quell&#039;album mirabile. Boschi millenari di faggi australi, branchi di leoni di mare su spiagge desolate, ghiacciai leggendari, isole inesplorate... Roberta fece una cosa meravigliosa: mi offrì una pagina di quella fantastica raccolta. &quot;Sceglila tu... Quella che preferisci&quot;, mi disse. Ed io scelsi questa. Mi ricordava quei quadri di Caspar David Friedrich dove piccole figure sono rapite in contemplazione nella vastità di paesaggi sublimi. Roberta mi dedicò l&#039;immagine firmandola proprio sotto la firma del suo antenato, come si vede nel dettaglio. La fotografia è ancora appesa nel mio atelier e &lt;strong&gt;fu il mio primo passo in Terra del Fuoco&lt;/strong&gt;. Presentimenti. (...)» &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;span&gt;Presentimenti Patagonici #3&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;« La straordinaria statua lignea di &quot;Patagone fatto a regola delle misure del Capitano Byron&quot; si trova sullo scalone del PalazzoNonfinito a Firenze. Occhi di vetro, capelli veri. Iperrealismo del XVIII secolo. Chi può vada ad ammirarla ne sentirà quasi la vivente presenza. Io scopersi la statua la primavera sorsa, quando ancora di Patagonia non si parlava. Fu un altro presentimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&#039; ho fissato nella pagina che vedete,&lt;strong&gt; ideale incipit al carnet che ho in animo di creare alla &quot;Fine del Mondo&quot;&lt;/strong&gt;. In essa mi disegno nell&#039;atto di ritrarre a mia volta il nobile Indio, alto 3 metri circa, così come John Byron lo descrisse di ritorno dal suo viaggio australe nel 1767. Pigafetta per primo, nella sua cronaca del viaggio con Magellano, aveva raccontato dell&#039;incontro con un indio patagonico descrivendolo &quot;tanto grande che li davamo alla cintura&quot;. Molti altri dopo di lui (Sir Thomas Cavendish, De Brosses, il Capitano Cook...) testimoniarono di popolazioni australi di statura gigantesca. Sebbene l&#039;evidenza scientifica abbia dimostrato la mendacia di tali testimonianze (gli indios Tehuelche non furono più alti di un metro e novanta), io resto persuaso del loro gigantismo IMMAGINALE.&lt;strong&gt; Anzitutto nella MIA immaginazione&lt;/strong&gt;. E&#039; questione di archetipi... ma ne riparleremo. Intanto ho scritto a fianco del mio disegno la seguente didascalia: &lt;em&gt;&quot;Stephano Faravelius ritrae il Gigante Patagone e PIANGE la distruzione del popolo amerindio perpetrato dalla canaglia colonizzatrice e ricorda di essere stato indiano nell&#039;immaginazione, per gioco quando era bambino e per fratellanza solidale di vittima da adulto. Ma sempre con l&#039;intento di prendere il passato e portarlo nel presente&quot;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per corroborare tale dichiarazione pubblico una galleria di mie apparizioni indianofore di cui la prima tra le peonie di mia madre risale al 1970.(...)» &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il diario di bordo di Stefano Faravelli già dai primi &quot;Presentimenti Patagonici&quot; si preannuncia epico! Seguitelo in (quasi) diretta &lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/Stefano-Faravelli-13776823241/?fref=nf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sulla sua pagina Facebook&lt;/a&gt;. A lui invece auguriamo: &lt;strong&gt;Buon Vento!&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 02 Feb 2016 10:57:18 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/stefano-faravelli</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/stefano-faravelli</guid></item><item><title>Oggi non è successo nulla di speciale</title><description>Siamo a Puerto Williams il comune più a sud del mondo&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Siamo ancorati di fronte al famoso &lt;strong&gt;Contramaestre Micalvi&lt;/strong&gt;, una nave da trasporto che ora è incagliata davanti al &lt;strong&gt;villaggio di Puerto Williams&lt;/strong&gt;, capitale dei territori Antartici del Cile. Nel tempo questa nave è stata trasformata in &lt;strong&gt;un simpatico e strano Club Nautico, il più australe del mondo&lt;/strong&gt;. Nel suo salone centrale si ritrovano gli equipaggi delle barche a vela che scendono verso Capo Horn o navigano intorno alla Terra del Fuoco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un miscuglio di marinai e viaggiatori di ogni paese del mondo. Una babele di lingue che si genera raramente. &lt;strong&gt;Oggi ci sono 28 alberi che identificano altrettante barche ormeggiate una accanto all&#039;altra&lt;/strong&gt;, in andana (cioè una a fianco dell&#039;altra) in più file. La convivenza è uno stato naturale e fare conoscenza con gente nuova accade semplicemente, rapidamente. In rada altre 20 barche, alla boa o all&#039;ancora, come noi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Puerto Williams è la municipalità più meridionale del mondo. Si sviluppa intorno alla base navale della Marina, ma ha trovato una propria vita con la nautica e al turismo estremo, trekking e alpinismo. &lt;span&gt;È&lt;/span&gt; stata fondata nel 1953 e molti dei nostri appartamenti di città sono più vecchi. Ma qui nel Nuovo Mondo il concetto di &quot;antico&quot; ha altra sostanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il primo nome fu &lt;strong&gt;Porto Luisa&lt;/strong&gt;, dal nome della sorella del missionario inglese John Lawrence. &lt;span&gt;È&lt;/span&gt; un paesino di 2.300 abitanti, ma ci si trova tutto il necessario per approvvigionarsi prima di proseguire il viaggio nei canali e verso Horn. C&#039;è da dire che&lt;strong&gt; le esigenze dei marinai sono semplici a questo punto del viaggio&lt;/strong&gt;: un po&#039; di cibo, carburante, un collegamento wifi (l&#039;ultimo per lungo tempo) per rassicurare gli affetti lasciati a casa e scaricare l&#039;ultima carta meteo. Nulla a che vedere con la cosmopolita e allegra Ushuaia, 80 mila abitanti che si muovono solo in auto lungo i venti chilometri di costa occupata dalla loro città!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Puerto Williams ha ancora la lentezza degli avamposti estremi&lt;/strong&gt;. La gente ti saluta per strada. Dei cavalli sono liberi di brucare accanto alle spiagge. Passare due ore in Capitaneria a riempire moduli si tramuta in una lunga chiacchierata in cui ci si racconta la propria storia e si scoprono interessi comuni. &lt;br /&gt;Siamo arrivati ieri sera e stamane siamo scesi per le procedure di ingresso al paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ora siamo in Cile.&lt;/strong&gt; Poi ci si è bucato il gommone e questo ci ha un po&#039; complicato la giornata, riducendo la possibilità di movimento dell&#039;equipaggio. Si è alzato un forte vento e ha iniziato a piovere. Questa situazione, che a casa procurerebbe stress alla maggior parte delle persone, qui fa parte delle cose. Ognuno ha trovato la sua maniera di vivere l&#039;attesa. Chi legge, chi fa lavoretti (&lt;strong&gt;Alice &lt;/strong&gt;e&lt;strong&gt; Fabio&lt;/strong&gt; hanno riparato il gommone), &lt;strong&gt;Stefano&lt;/strong&gt; disegna (di lui vi racconterò, perché da solo è tutta una storia!), &lt;strong&gt;Gianfranco&lt;/strong&gt; ha preparato il materiale da pesca e &lt;strong&gt;Michele&lt;/strong&gt; ha montato delle nuove gallocce in coperta. Ora ha smesso di piovere e il vento è sceso da 35 a 5 nodi in pochi minuti. Il freddo intenso del vento artico si è addolcito. La giornata ha trovato un senso e ora siamo tutti intorno a una torta al cioccolato, che Alice ha trovato il tempo di fare e una tazza di tè.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;In barca c&#039;è sempre musica&lt;/strong&gt;. Tutti amiamo la musica e dalla mattina a notte fonda note di ogni genere riempiono dolcemente l&#039;aria. &lt;strong&gt;Oggi non succede nulla di speciale&lt;/strong&gt;. Restiamo qui e aspettiamo domani circondati dalla natura selvaggia del Sud del mondo. Monica prepara un &quot;guiso&quot;, una zuppa di lenticchie, carne, verdure tipica argentina. Ceneremo, faremo chiacchiere, berremo una bottiglia di Malbéc rosso e poi, prima di notte, un dito di rhum con un quadratino di cioccolata amara.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il programma per domani è di&lt;strong&gt; partire verso Capo Horn&lt;/strong&gt;. Ci sono due giorni di bel tempo davanti a noi e poi entrerà una nuova perturbazione che si annuncia estremamente cattiva. Ma la navigazione è stata pianificata in ogni dettaglio e abbiamo delle calette dove proteggerci lungo la rotta. Con un po&#039; di fortuna quando arriverà avremo già passato Capo Horn. Tornare sarà complicato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi non è successo nulla di speciale, se non che siamo in dieci amici su una barca che naviga in Patagonia in perfetta armonia con l&#039;ambiente e stiamo bene. Molto bene...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Filippo e i ragazzi di Adriatica&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Oceano Pacifico del Sud&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 15 Feb 2016 16:04:05 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/oggi-non-e-successo-nulla-di-speciale</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/oggi-non-e-successo-nulla-di-speciale</guid></item><item><title>Adriatica è arrivata a Capo Horn!</title><description>Ma il tempo non ha permesso di andare oltre&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Oggi scrivo perchè sono innamorata, felice di essere in questa squadra, quella di Adriatica. &lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Ho ritrovato una mail, inviata a Fil nel 2009 dopo essere tornata dal week end passato su Adriatica,&lt;strong&gt; la mia prima volta a bordo di una barca a vela&lt;/strong&gt;. Lo ringrazio per l&#039;esperienza e per avermi fatto apprezzare così tanto il mare e la barca e gli dico che spero un giorno di poter partecipare a progetti come quelli che avevano coinvolto Adriatica in passato....&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Eccomi qui... un percorso lungo, una crescita personale alle spalle e alla fine ci sono riuscita. Sia grazie alla forza di volontà sia grazie a Filippo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Siamo una squadra meravigliosa a bordo, Adriatica che ci fa da casa, Fil il nostro capitano e Ricardo il suo braccio destro, io e Fabio, Edo finchè c&#039;è stato, e poi chi viene a bordo e partecipa con noi all&#039;avventura! Abbiamo proprio una squadra meravigliosa. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;In questo momento ci accompagnano Alberto, Gianfranco, Maria Elena, Michele Monica e Stefano. Ognuno di loro ha la sua particolarità e il proprio modo di fare. Tutti hanno un&#039;incredibile voglia di partecipare, vedere e scoprire. E&#039; così bello condividere una parte di vita con loro, imparare a capirli un po&#039;, vedere le emozioni tramite i loro occhi, sapere che sono lì, pronti e desiderosi di aiutare ogni qualvolta ce ne sia bisogno. &lt;strong&gt;Ognuno di noi ha la propria storia e vederle tutte coinfluire qui insieme&lt;/strong&gt; e nello stesso momento... dona davvero una sensazione di calore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Per me è una squadra speciale e più questa sensazione aumenta, più aumenta il desiderio di mantenerla tale e di fare di tutto per migliorarla e farle ottenere traguardi e risultati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Due giorni fa un incontro importante ci attendeva.&lt;strong&gt; Capo Horn&lt;/strong&gt;. Ce la siamo giocata, sveglia all&#039;alba, si salpa, nuvole sole e pioggia in un ciclo continuo. Arcobaleni sparsi, luci mozzafiato, un arcobaleno proprio davanti a noi, acceso sull&#039;isola di Cabo de Hornos. Ci siamo quasi, siamo ad un miglio dal faro, ed ecco che la squadra avversaria ci sorprende e sferra l&#039;attacco! &lt;strong&gt;In meno che non si dica le forze della natura si presentano a noi con la loro imponenza&lt;/strong&gt;: pioggia, vento oltre 40 nodi, mare che cresce... l&#039;orizzonte coperto, grigio, celato... non hanno intenzione di darcela vinta, sono in netta supremazia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una bella fortuna per noi: il nostro Capitano, la sua forza d&#039;animo, il coraggio privo d&#039;arroganza. Una frase: &lt;strong&gt;&quot;Non possiamo continuare, chi vuole guardi ora Capo Horn, ce ne andiamo&quot;.&lt;/strong&gt; Una dichiarazione. &lt;br /&gt;Siamo arrivati lì, era davanti a noi, non abbiamo potuto doppiarlo, di più non potevamo fare. Battersi di più, in questi casi, sarebbe una presunzione, pensare di poter essere più forti, volerlo dimostrare... non è detto che qui l&#039;arroganza sia utile. E&#039; proprio in queste occasioni che si misura il valore del capitano. Fil ha capito, ha accettato e ha pensato il meglio per il suo equipaggio, la sua squadra. Ha saputo quando era il momento di dire &quot;basta&quot;. &lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Chi comprende questo, capisce &lt;strong&gt;quanto sia complicato il ruolo di un comandante in situazioni così estreme&lt;/strong&gt; come queste. La squadra l&#039;ha capito, tutti noi abbiamo capito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Un GRAZIE a chi si assume questa responsabilità mantenendo l&#039;umiltà di un uomo normale, apprezzandone l&#039;importanza. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Io sono qui,a queste latitudini, perchè credo nella mia squadra, ho piena fiducia in lei e in chi la compone e in chi la guida e questo mi permette di fare la mia parte con impegno, serenità e tranquillità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Grazie agli amici che ci accompagnano in questo viaggio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Fil, Richi, Mordach...grazie di essere qui con me.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Alice Grossi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Equipaggio di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 16 Feb 2016 10:00:24 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/adriatica-capo-horn</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/adriatica-capo-horn</guid></item><item><title>I colori e la luce unica della Patagonia</title><description>Adriatica in rada a Puerto Natales, per l&#039;equipaggio esplorazioni di terra&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Adriatica è in rada a &lt;strong&gt;Porto Natales&lt;/strong&gt;, non è stata fermata dai mari australi o dai venti a 40 nodi, bensì da un v&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;irus portato a bordo dall&#039;Europa che ha decimato l&#039;equipaggio! &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Oltre all&#039;untore ne sono rimasti vittime Filippo e Fabio, f&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;ermi in rada in attesa di guarigione, manca solo la bandiera gialla. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Ne &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;approfittiamo per cogliere ogni istante della &lt;strong&gt;magica bellezza dei luoghi&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Colpiscono in particolare i colori nitidi, trasparenti, con tonalità &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;inimmaginabili alle nostre latitudini. N&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;on sono le foche, i pinguini, i guanachi, i cigni dal collo nero, i &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;fenicotteri rosa le star del momento; è la luce che domina le nostre &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;sensazioni, che prevale su qualunque altra emozione che abbia mai visto, mai &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;provato, mai incontrato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;E&#039; il tramonto, questa sera stranamente caldo e senza vento, che ci avvolge &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;in una luce pervasiva e duratura. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Speriamo sia anche di buon auspicio per le guarigioni e le future &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;navigazioni. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;Ora ci dedichiamo al salmone che un pescatore ci ha venduto un&#039;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;ora fa. Non è altrettanto romantico, ma brilla di una sua luce che promette &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;altri appagamenti...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;L&#039;equipaggio di Adriatica (sani e malati)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 11 Apr 2016 15:09:45 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/colori-luce-patagonia</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/eventi-a-bordo-di-adriatica/australe/diario-di-bordo-australe/colori-luce-patagonia</guid></item></channel></rss><!-- 1.1064s -->