<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss version="2.0"><channel><title>Velisti per caso &#45; Diario di bordo</title><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin</link><description>Pagina dopo pagina ecco il diario di bordo della circumnavigazione del Sud America sulla rotta di Charles Darwin</description><language>ita</language><item><title>Sto partendo!</title><description>La prima lettera di Patrizio in partenza per le Galapagos&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Carissimi, alla fine... sto partendo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Quando mettiamo in pista un&#039;idea (io, Syusy, Orso, Sandro e tutti gli altri nostri numerosi amici e complici) poi non abbiamo idea (appunto) di quel che comporta, di quel che succederà. Adesso che sono davvero qui a fare la valigia, mi rendo conto. Mi rendo conto dell&#039;impresa terribile a cui vado incontro, mi rendo conto del casino che abbiamo mosso e che adesso, muovendosi a sua volta, rischia di travolgerci! Adesso mi rendo conto della responsabilità che ci siamo assunti: un viaggio lungo sei mesi, che coinvolge circa 130-140 persone, 7000 miglia di mare impossibile, 12 tappe che vanno dai 5.000 metri delle Ande ai fiordi del Canal Beagle.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Finora questo&lt;strong&gt; Evoluti per Caso sulle tracce di Darwin&lt;/strong&gt; sembrava una splendida utopia, una provocazione, una idea appunto. Adesso invece Adriatica sta davvero navigando da Panama verso le Galapagos (e tra parentesi ha il vento contro, una perturbazione che ci minaccia da nord e onde alte in faccia) ed è in ritardo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Adesso davvero ci siamo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Tra pochissimo io parto, con Andrea Sorricaro (detto Triglia, un veterano di Adriatica che ha fatto anche una traversata atlantica) in qualità di regista-operatore, e con Marco Schavina (detto Orso, credo che non abbia bisogno di presentazioni) in qualità di stratega turistico. Durante il viaggio aereo ci incontreremo col gruppo dell&#039;Università di Roma Tor Vergata, coordinato dal Professor Gabriele Gentile, biologo-avventuroso, amante delle iguane.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;E poi ci raggiungeranno gli ingegneri dell&#039;ENEL, per confrontarci sulla sopravvivenza umana, cioè sulle idee che, in tema di energia, potranno &quot;salvare il mondo&quot;, in prospettiva, dalle varie catastrofi ecologiche che incombono sull&#039;umanità. Umanità che - me lo ha insegnato Darwin - è arrivata sulla terra per caso e, non per caso, potrebbe estinguersi, senza che la terra ne risentisse (anzi!).&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Poi ci raggiungerà Flavio Tucci (detto Flavio Tucci) come secondo regista operatore (anche lui velista, ha documentato tutto il recente viaggio di Adriatica ai Caraibi), assieme a due grupponi universitari, provenienti da Bologna (Marco Passamonti) e da Siena (Francesco Frati). Assieme a loro gireremo le isole, assieme a loro visiteremo i luoghi di Darwin, rincorreremo le iguane, vedremo le tartarughe giganti, cercheremo i famosi fringuelli che con i loro becchi hanno dato a Darwin lo spunto decisivo per formulare le sue teorie.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Insomma: devo cominciare a fare mente locale su questa impresa, che dovrebbe servire a divulgare soprattutto il fascino della Scienza.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Mi sono messo in valigia gli appunti, il Diario di Darwin, i libri di Guido Barbujani e di Telmo Pievani. Ho anche un riassunto dell&#039;editoriale Scienza di Trieste, ho la mappa dell&#039;editore Motta, ho anche un libro di Luca Novelli, un&#039;altro edito da Codice di Eldredge, e penso anche di prendermi un numero di Tex per sentirmi un po&#039; confortato.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Dopo di noi, alle Galapagos, arriva anche un gruppo di... bambini. Si tratta di una decina di ragazzini di circa 10 anni, figli di scienziati. Guida il gruppo di genitori e figli, una nostra amica con suo figlio, Paola Catapano, del CERN. Anche loro filmano e poi racconteranno, assieme a noi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Torno (spero) a Natale, poi Adriatica parte dalle Galapagos e arriva in Cile, dove dovrà esserci ad aspettarla Mario Tozzi, poi Mario torna a casa e arriva Syusy con un altro gruppo dell&#039;Università di Bologna, guidato dallo tsunamista-maremotologo Tinti, poi in febbraio tocca ancora a me... ecc ecc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perchè ho contribuito a mettere in piedi tutto questo casino???&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Mah... un po&#039; per caso. Ma il caso - me l&#039;ha spiegato il mio amico Guido Barbujani, genetista evoluzionista - è uno dei fattori chiave dell&#039;Evoluzione! Perchè credete che stia succedendo tutto questo can can contro il povero Darwin? Ma perchè ha dimostrato che, se siamo al mondo, è appunto &quot;per caso&quot;. Ed è questo ruolo del caso (contrapposto alla creazione consapevole di un Dio, al destino, a tutto ciò che &quot;sta scritto&quot;) che scandalizza e che provoca le reazioni dei creazionisti. Non riusciamo a rassegnarci ad essere &quot;uomini per caso&quot;, ma nel mio caso si tratta di una vocazione al caso, praticamente non ci faccio nemmeno più caso, per cui, sarà il caso che mi assuma le mie responsabilità.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Insomma, cari amici, amici cari, addio! &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Chiudo il gas e vado via.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Se, alla fine di tutto, quando spero saremo in onda in TV, &lt;strong&gt;anche un solo bambino deciderà che da grande vuole fare il ricercatore anziché il calciatore&lt;/strong&gt;, tutto questo avrà avuto un senso...&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Patrizio&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 11:15:46 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/sto-partendo</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/sto-partendo</guid></item><item><title>Navigando verso Panama</title><description>Notizie dall&#039;equipaggio al largo della penisola di Maracaibo&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Posizione&lt;/strong&gt;: 13°18&#039;06N e 71°53&#039;.2 W&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Al largo della penisola di Maracaibo, Venezuela. Rotta 228°Veri. Ore 19:30 Local Time. Vento da 100° a 20 nodi.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Partiti. Ieri sera alle 18 si apriva davanti a noi il Ponte di Barche che unisce i due lati della città di Willemstaad, a Curaçao. Ci sbracciavamo per rispondere ai saluti della gente, che qui è davvero accogliente, che ci augurava la buona navigazione. Il Mar dei Caraibi era davanti a noi. Direzione ovest, per doppiare la punta più settentronale del Sud America e poi, lasciando Aruba a sinistra, strambare verso Panama.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;La prima notte ci ha accolti con un leggero forza 4. 15 Nodi da est pieno. Tutta randa e tutto genoa. Alle 21 si è alzata la luna dietro la sagoma di Curaçao che lasciavamo a dritta. Quasi piena (lo era il 5/11) ci ha presto rischiarati indicandoci il cammino verso ovest con la fascia argentata dei suoi raggi riflessi sulle increspature del mare.I primi turni si installano. Nuovi amici a bordo di Adriatica organizzano la loro vita al ritmo ozioso dell&#039;oceano: Salvatore, Davide, Gianluca e l&#039;immancabile Gionfry accompagnano me e Ricardo lungo questa nuova Rotta Rossa. Adriatica è un po&#039; cambiata, ricca di strumenti atti a creare energia &quot;pulita&quot;: pannelli solari, generatori eolici e marini, sistemi di accumulo a Idrogeno.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Un corredo di novità tecniche che ci avvicinano già allo spirito della prossima avventura che ci farà ripercorrere la Rotta di Darwin. Ma questa è un&#039;altra storia e ne riparleremo. Adriatica però è sempre se stessa. La sua anima di navigatrice da passo chiusa nello splendido involucro rosso dalla linea accattivante. La nuova Randa raccoglie il vento dal lasco e ci fa raggiungere comodamente i 10 nodi. Se va avanti così a San Blas ci arriviamo in tre giorni invece che nei 5 programmati!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Qui è ora di cena e Salvatore si organizza per delle fettuccine al sugo. Si trova a suo agio come se fosse sempre stato su Adriatica. Del resto lui naviga da tempo su tante barche in Mediterraneo ed è già stato ai caraibi ospite del mitico &quot;Grande Zot&quot;. Ricardo prova a contattare via radio il Vasco &quot;Miguel&quot;, della Marina Argentina, che ci seguirà nella navigazione inviandoci pronostici meteo. Gli altri riposano o sono di turno al timone. La nuova notte inizia con i primi pesci volanti suicidi in coperta... Consoleranno Gionfry che ha già perso il suo primo tonno!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;A domani.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;br /&gt;Skipper di Adriatica&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 11:27:32 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/navigando-verso-panama</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/navigando-verso-panama</guid></item><item><title>Prime impressioni?</title><description>Davide e Gianluca alle prese con la prima navigata su Adriatica&lt;hr/&gt;&lt;h2 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dal diario di Davide, Velistapercaso&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Oggi è il mio compleanno, e oggi incomincia presto. Sono di turno dalle 3 alle 6 del mattino con Filippo, che onore. La mia curiosità sulla barca è grande, e non mi tiro indietro: a cosa serve questo? Cosa indica quest&#039;altro?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ci sono indicatori per tutto: &lt;strong&gt;vento reale, vento apparente, velocità al suolo, direzione del vento, e altri oltre al plotter cartografico.&lt;/strong&gt; Il pilota automatico è impostato a 131° rispetto al vento apparente. Facciamo 9-10 nodi, grazie anche a una corrente di 2 nodi a favore. Approfitto della vicinanza dalla terra ferma - Aruba è alla nostra sinistra, parallela alla nostra direzione - e dell&#039;orario - sono le 8 del mattino in Italia - per chiamare a casa e ricevere gli auguri da mia moglie e mio figlio, pronti per uscire e andare, rispettivamente, a lavoro e all&#039;asilo. Non riesco a scendere sotto coperta per via di un malessere allo stomaco (sarà forse il sughetto con soffritto di pancetta, aglio e cipolla della cena?), e decido, terminato il turno, di dormire in pozzetto sul sacco del genoa. Dormo poco, però intensamente. Il secondo turno è dalle 11 alle 14. Mi affianca Gianfranco e scrutiamo assieme la lenza al traino, nella speranza di festeggiare il compleanno con una cena a base di pesce fresco. E&#039; questione di un momento.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Un balzo fuori dall&#039;acqua, a circa 20 metri dalla poppa. Gianfranco grida: &quot;E&#039; un tonno!&quot;, ma il &quot;quasi&quot; tonno per cena decide di cambiare il menù in tavola. Eravamo troppo veloci. Alle 13.30 Filippo decide che è ora di strambare. La manovra risulta più complicata del previsto per via del winch di dritta del fiocco che è rotto, per cui facciamo un cambio di winch a fiocco già cazzato.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Nuova rotta: 255°, pilota automatico su 122° rispetto al vento apparente. Il pomeriggio lo passiamo oziando, disquisendo proprio dell&#039;ozio, che viene interrotto bruscamente dal rumore del mulinello. Il tonno ha deciso di farsi mangiare! Filippo porta la barca all&#039;orza e recuperiamo il fiocco per&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;diminuire la velocità e facilitare il recupero della nostra cena, ma il &quot;quasi&quot; tonno ha deciso di prendersi gioco di noi. Sono le 18, 24 ore dalla partenza da Curacao, 200 miglia percorse. Il sole tramonta. Per cena, a scelta, pasta con olio e parmiggiano, o col sugo di tonno, in scatola :-(, in base ai gusti e allo stomaco. Sono le 21, inizia il mio ultimo turno di guardia, fino alla mezzanotte del nuovo giorno. Un paio di pesci volanti si offrono al festeggiato, ma li ributtiamo a mare. Il mio regalo lo ho già ricevuto: stare su Adriatica, navigando in altura nel mar dei Caraibi, in rotta per Panama.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Davide&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Velista per Caso Curaçao-Panama&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;P.S. Un grazie particolare a mia moglie Simona, senza il suo appoggio non avrei potuto vivere questa bellissima esperienza.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dal diario di Gianluca, Ingegnere del Centro Ricerche Enel&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ciao, sono Gianluca e qui sopra forse sono il più per caso di tutti. Lavoro al centro ricerche dell&#039;Enel e sono arrivato a Curacao per seguire l&#039;installazione dei sistemi di generazione di energia da fonti rinnovabili e del sistema di accumulo energetico con idrogeno...e già che c&#039;ero, dopo aver passato una quindicina di giorni strisciando tra gli anfratti della barca, ho preso un po&#039; di ferie per stare a bordo fino a Panama. In pratica: di&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;barche non so assolutamente nulla. Dunque, dopo due giorni di mare sono lieto di annunciarvi che ho imparato ad adugliare le cime (cioè: a metterle a posto) e a usare un winch (uno solo: se gli altri funzionano allo stesso modo di quello che ho usato io, sono a cavallo! :-)&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Impressioni flash dallo stare a bordo: vomitino delle prime 24 ore, notti sul pavimento sotto la scaletta perché li si sente meno il mal di mare (grazie Ric), cielo stellato fantastico di ieri sera con le stelle fino all&#039;orizzonte, le onde che ti portano con dolcezza, attrezzi che precipitano quando le onde si dimenticano la dolcezza, il legno che scotta per il sole a picco, il tramonto e l&#039;alba, la salsedine che resta quando la coperta (cioè: il pavimento di sopra) si asciuga, il sentirsi tutti assieme ma col proprio spazio di solitudine, la pasta in bianco perché quella con la pancetta sulla&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;barca non fa un gran ché bene...&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ciao a tutti!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Gianluca&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Ingegnere del Centro Ricerche di Enel&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 11:56:07 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/prime-impressioni</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/prime-impressioni</guid></item><item><title>El-dorado El-dorado!</title><description>Si libera e infrange con un guizzo i sogni di... un brodetto&lt;hr/&gt;&lt;h2 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dal diario di Salvatore, Velistapercaso&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Eldorado, eldorado&lt;/strong&gt; ... qualcuno grida.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Scorro velocemente le pagine della memoria e mi fermo ai fumetti di Paperino e all&#039;epoca in cui Zio Paperone andava alla ricerca dell&#039;oro nel Klondike.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Eldorado, eldorado&lt;/strong&gt; ... ripete la voce.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Allora cerco una nuova immagine nella memoria e trovo quella di me, bambino, con in mano un &quot;camillino&quot; due biscotti con in mezzo qualcosa del quale non ricordo neanche più il gusto.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Eldorado, eldorado&lt;/strong&gt; ... questa volta ascolto meglio e capisco che Ricardo, argentino, grida &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&quot;el dorado, el dorado ...&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. Queste parole non corrispondono a nessuna pagina della mia memoria e allora cerco di capire cosa succede. E&#039; semplice: un &quot;dorado&quot; ha abboccato ad una delle nostre lenze trascinate indolentemente nel mare. E&#039; enorme, lo vediamo bene saltare fuori dall&#039;acqua a pochi metri da noi. C&#039;è concitazione in barca per l&#039;opera di recupero e intanto mi si aprono in sequenza una serie di immagini nella memoria più recente: un brodetto ai Tre Nodi, un guazzetto alla Luna, l&#039;acqua pazza di nonna Nina, le panature di Grazia ... Ma la nuvoletta che contiene questi pensieri continuerà a restare tale con la sua lunga fila di &quot;pallini&quot; e non diventerà mai realtà: &lt;strong&gt;il Dorado, proprio sotto la poppa di Adriatica, con un ultimo guizzo è riuscito a liberarsi, lasciandoci con l&#039;acquilina in bocca&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Salvatore&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Velista per Caso Curaçao-Panama&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dal diario di Gianfranco, Velistapercaso&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ciao Velisti,&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;sono Gianfranco, come forse sapete, ex velista per caso e pescatore per contratto nella tratta capoverde-guadalupe-isole vergini, ora nuovo membro dell&#039;equipaggio di Adriatica ma con permesso speciale del capitano Filippo di poter pescare solo nelle ore di riposo (mentre dormo). Interessantissimi i preparativi della barca per questa nuova avventura: il montaggio degli strumenti che serviranno al recupero di nuove fonti di energia: dai pannelli solari alla turbina a trascinamento, pale eoliche a poppa ed il nuovo strumento messo in sale macchine per scomporre l&#039;acqua in idrogeno che chiuso in un piccolo contenitore riesce a stoccare più energia di 12 batterie. E&#039; con un bellissimo tramonto che inizia la partenza di Adriatica da Curaçao: ore 17.30 Ricardo chiede via radio al comando portuale il permesso di passare, di li a poco, ecco che si apre il ponte mobile situato nel canale all&#039;ingresso della città (la parte più pittoresca) con il saluto di molti, di chi per caso era li ad attraversare il ponte e chi affascinati dalla nostra barca. La barca emette un suono bellissimo, in queste due notti di luna piena ed una bellissima vista della via lattea, con un vento reale al gran lasco sui 20 nodi, abbiamo viaggiato quasi planando su delle onde di un paio di metri.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ora devo lasciarvi perchè l&#039;Ing. Gianluca vuole usare il pc. Tornerò in un altro momento a scrivervi degli ultimi pesci incontrati. Mi sta venendo il dubbio che Adriatica ama davvero il Mare perchè non vuole proprio che i pesci salgano a bordo! Fatemi salutare i miei amici dell&#039;Università La Sapienza di Roma: Ludovico Quaroni 2 TAC in particolare Marco e Simone e Carlo Inglese e Rosario Marrocco. Baci a Manuela&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Gianfranco&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Velista per Caso&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 12:30:58 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/el-dorado-el-dorado</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/el-dorado-el-dorado</guid></item><item><title>Cassetta degli attrezzi alla mano...</title><description>Si passano tante ore a navigare, quante a riparare&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Posizione: 11°31&#039;06N e 75°06&#039;.2 W&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;50 miglia a nord di Cartagena, Colombia. Rotta 242° veri. Ore 02:30 Local Time. Vento da 100° a 5 nodi. Velocità 7 nodi a motore.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;La luna diffonde la sua luce lattiginosa attraverso un velo di nubi alte e sottili. Il cielo dell&#039;aliseo, con la sua purezza contrastante di azzurro intenso e bianchi batuffoli di cumuli che si rincorrono verso ovest, ha lasciato spazio a questo nuovo mondo senza vento in cui ogni segno della natura si nasconde in un appiattimento di attesa. Il vento tornerà. Torna sempre in questa parte di mondo che è considerata una delle più difficili del giro del mondo. Di solito l&#039;aliseo di nord est, prolungamento del flusso che accompagna i naviganti dalle Canarie alle Antille, si scontra con forti venti da sud, provenienti dagli altipiani andini della Colombia. Questo scontro genera mari agitati e onde contro corrente che spesso fanno faticare chi cerca di raggiungere Panama da est. Non per noi. Almeno, non per ora. Dopo il fresco veleggiare dei primi due giorni, da oggi alle 12 abbiamo dato fiato al Volvo da 240 cavalli che dolcemente ci spinge a 7 nodi nel dondolio dell&#039;onda lunga. Davide è di guardia al timone. Scruta l&#039;orizzonte alla ricerca di potenziali pericoli: navi o relitti che possano incrociare pericolosamente il nostro cammino.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;La giornata è trascorsa tra piccoli lavori di manutenzione, chiacchiere, la pesca alla traina e qualche lettura. Io organizzo già i lavori residui che non abbiamo potuto terminare a Curaçao e avviso via mail i fornitori di Panama che siano pronti al mio arrivo. E&#039; l&#039;ultima occasione che ho di fare acquisti e riparazioni imprescindibili prima di 5 mesi di navigazione in un oceano Pacifico che non offre molto al diportista: pochissimi porti, nessun cantiere, nessuno ship chandler dove comperare parti di ricambio. Ci ripagherà con una natura incontaminata e la selvaggia bellezza dei fiordi del Cile e della Patagonia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Una serie di colpi metallici costanti mi avvisano che è ora di salire in testa d&#039;albero per sistemare le volanti che cozzano contro le crocette e rischiano di danneggiarsi. Domani andràfatto. Un rivestimento in plastica che eviti l&#039;usura del cavo d&#039;acciaio. Un punto in più sulla mia lista, che ne conta già 97. La routine, in barca è fatta anche di questo. Manutenzioni. E non puoi dimenticartene. Ora dopo ora il programma di verifiche costanti accompagna la vita di bordo. Ogni buon marinaio non può tralasciare la cura della propria barca. Come un innamorato non può tralasciare la cura del rapporto con la sua bella.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;La prima questione all&#039;ordine del giorno di domani è la verifica del Caricabatterie, che non immette nel circuito di accumulazione abbastanza tensione. Senza un perfetto accumulo e stoccaggio di elergia elettrica non ci sarebbe più vita a bordo: più il pilota automatico, costringendoci a timonare notte e giorno. Più frigoriferi. più Radar e GPS per la posizione. Finirebbero le comunicazioni con la terra. Nessuna ricezione meteo... La &quot;panne&quot; fa parte della vita dello skipper. E evidentemente è sempre ciò per cui non si è previsto un ricambio che si rompe. E quindi cerchiamo di non farci prendere alla sprovvista caricando Adriatica di tutto ciò che riteniamo indispenzabile o utile. Il mare ha il sopravvento su tutto. L&#039;umidità, gli shocks, il sole, a cui si può aggiungere un errore dell&#039;equipaggio ed ecco che la rottura è lì, pronta a colpire. Il tempo, amico e nemico, trasforma un piccolo sfregamento ripeturo migliaia di volte in una panne. Il tempo vi fa pagare qualche giorno o settimana più tardi quella piccola riparazione fatta di fretta. Vietato tralasciare. Tutto deve essere riparato appena si dichiara. Altrimenti, dopo la barca, è lo spirito del marinaio a usurarsi! E poi, va sfruttato ogni periodo di calma. Chissà quando sarà il prossimo. Chissà se avrò tempo e possibilità di riparare più tardi! Giusto un po&#039; di tempo per riflettere e poi al lavoro. &quot;Cosa fatta capo ha!&quot;, mi ripeteva Toio, il nostromo del Mariette, più di 20 anni fa, durante le mie prime miglia di navigazione.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Quindi: cassetta degli attrezzi a portata di mano. Sembra si passi tante ore a navigare quante a riparare... Credo sia vero.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;A domani.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Skipper di Adriatica&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 13:03:40 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/cassetta-degli-attrezzi</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/cassetta-degli-attrezzi</guid></item><item><title>Sbarco a Kuna Yala</title><description>Ovvero, le Isole Saint Blas, siamo a Panama!&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Posizione: 9°35&#039;72N e 78°46&#039;4W&lt;br /&gt;All&#039;ancora davanti a Cayo Holandes. Ore 19:30 Local Time. Vento da 45° a 10 nodi.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sùli: no&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;éye: si&lt;br /&gt;panevaro: a domani &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;mueganvì: buongiorno&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Queste sono alcune delle parole che Julio, il capo dell&#039;isola, ci ha insegnato.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;E&#039; stato a bordo con la moglie e la figlia per ricambiare la visita che i nostri ragazzi avevano fatto oggi al villaggio. Solo 5 capanne, abitate da 3 nuclei famigliari di 22 persone in tutto. Ma una comunità fiera e orgogliosa delle proprie radici: &quot;Non siamo San Blas! Quello è il nome spagnolo. Noi siamo &lt;strong&gt;Kuna &lt;/strong&gt;e questa regione si chiama&lt;strong&gt; Kuna Yala&lt;/strong&gt;!&quot; Afferma con sicurezza questo piccolo uomo che gestisce due isole gemelle del gruppo Cayos Holandeses.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Appena arrivati ci erano venuti a salutare e a proporre i magnifici tessuti di produzione locale: i Mola. Li producono sovrapponendo tre o più tessuti di vario colore ritagliati e cuciti insieme e poi ricamati con figure naturali o antropomorfe. E i loro braccialetti di perline. Lunghi più di un metro, si portano attorno al polpaccio arrotolati a spirale. Vivono di commercio, coltivazione di noci di cocco, pesca. Vivono bene. Tanto che Julio, che ha vissuto per molti anni a Colon e a Panama, lavorando per gli americani della &quot;Zona&quot;, cioè del Canale, che fino a pochi anni fa era zona franca a controllo USA, ha deciso 8 anni fa di tornare su questa isola, che per metà appartiene alla sua famiglia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Parla Kuna, Spagnolo, Inglese e qualche parola di italiano, tra cui &quot;Totti&quot;, &quot;Campioni del mondo&quot; e &quot;ciao&quot;. Ci tiene che i figli apprendano almeno spagnolo e inglese, anche se resteranno sull&#039;isola. Vuole che possano comunicare e imparare. Vuole che possano comprendere ciò che racconta la radio di ciò che accade nel mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hanno costruito il villaggio sul lato esterno di un cayo stupendo, fitto di palme, per ricevere il fresco aliseo che giunge direttamente dal Mar dei caraibi. Il brontolio costante delle onde che frangono sul Reef si accompagna al fischio leggero del vento nelle canne di bambù. Un pozzo al centro del villaggio che è la loro riserva d&#039;acqua per un mese. Altrimenti vanno in canoa, a remi o a vela, sulla costa continentale, a una decina di miglia più a sud, su delle canoe costruite scavando dei tronchi d&#039;albero trovati sui monti della cordigliera centro Americana. Avanzano con agio, il remo come timone, in tre o quattro sgottando acqua con una mezza noce di cocco. Lì esistono dei fiumi di acqua dolcissima con cui riempiono le taniche.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Gli scambi sono vivaci tra le isole. Pescatori e commercianti ogni giorno fanno la spola per vendere, comprare o solo scambiare oggetti e merci. I turisti sono abbastanza numerosi. Barche a vela e alcuni barconi da mini crociera che portano fino a 90 persone. Ma questi sono rari. Sono gli Yankees che comprano senza chiedere. Meglio le barche come Adriatica. Inviti a bordo. Domande interessate alla scoperta delle rispettive storie, vite, culture. Domani andrò a terra a ricambiare la visita e &quot;fumeremo&quot; insieme con la sua pipa di cocco. E&#039; una prerogativa degli amici, fumare insieme. Gianluca ha chiesto di uscire a pesca con loro. E&#039; stato un sì senza esitazione. Alle 8 domattina verranno a prenderlo e anche Davide vuole andare.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Gianfranco invece si cimenterà in prove di acrobazia con il Kate Surf. Dove siamo ancorati l&#039;aria non è sufficiente, ma dall&#039;altra parte, tra la spiaggia e la barriera, l&#039;aliseo è forte e il mattino ideale per questo sport.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Adriatica si riposa e si gongola affidata alle cure di Ricardo. Dopo le prime 900 miglia ha già bisogno di qualche attenzione. Lo aiuto. Tutti lo aiutiamo. Ma per me e lui questi primi giorni dopo mesi di lontananza sono il riscoprire una cara amica di cui si conoscono difetti e pregi. Ci ritroviamo. Rimettiamo gli oggetti al posto dove li avevamo lasciati e ci sembra il più logico. O comunque il più adatto al nostro modo di navigare. Altre mani e altre cure, durante i mesi di Rotta Verde, hanno fatto a modo loro. Le navigazioni di vacanza si tramutano in mesi di navigazione d&#039;altura: una preparazione diversa per una vera spedizione.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ora la riprendiamo in mano noi, l&#039;equipaggio che l&#039;ha accompagnata da Rosignano ai Caraibi la scorsa primavera attraverso l&#039;Atlantico per 6000 miglia. Da Curaçao torneremo in Mediterraneo, ma circumnavigando l&#039;America del Sud. Panama, Galapagos, Perù, Cile, Argentina e Brasile. Forse potremo passare Capo Horn, se la meteo ce lo permetterà e se il tempo non sarà tiranno: il nostro programma di navigazione è serratissimo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ma questo ve lo racconterò giorno per giorno. Per ora ci godiamo questo spendido ancoraggio. Menu della sera: tagliolini al sugo di aragosta. 15 euro per 10 aragoste, un regalo!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;La parola ai VpC ospiti a bordo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Buon vento.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Skipper di Adriatica&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dal diario di Salvatore, Velistapercaso&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Cinque giorni e cinque notti di navigazione senza toccare terra, ne vederla da lontano, al centro di un disco di acqua di dieci miglia di diametro che trasla insieme a noi nel mar dei caraibi, e basta. Giorno e notte Adriatica non si ferma e la vita a bordo tambien; la regola è semplice: si seguono i bisogni primari tra i quali quel &quot;miracolo della natura&quot; che si chiama appetito che si rinnova più volte al giorno, forse anche troppe, e non manca il modo di soddisfarlo. Poi ci sono le attività di navigazione con turni di guardia di tre ore, la cucina, le pulizie personali e le attenzioni per Adriatica di cui tutti ci curiamo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Adriatica, ora, è all&#039;ancora in un groviglio di barriere e atolli corallini coperti di palme da cocco, gelsi e mangrovie, disseminate lungo la costa panamense.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Adriatica è all&#039;ancora, stanca, e respira delicatamente al ritmo della risacca, prende fiato, cerca conforto, vuole cure. Ha lasciato fuori dal reef cinque giorni di duro lavoro, di vela e di motore (... già il motore ...) di vento e di mare come solo l&#039;oceano sa richiedere.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Adriatica è all&#039;ancora e ripensa anche ai momenti di pace di questi giorni, vissuti eppur difficili da raccontare, come aurore e tramonti, stellate notturne e scie luminose di luna calante ogni notte di più.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Fate silenzio. Adriatica sta riposando all&#039;ancora a Kuna Yala, si gode una notte prima di riprendere il suo cammino.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Salvatore&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Velista per Caso tappa Curaçao-Panama&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dal diario di Davide, Velistapercaso &lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Della giornata trascorsa alle isole Kuna Ala ciò che mi è rimasto più impresso non è lo splendido Cayo Holandeses con la baietta verde turchese di fronte all&#039;ancoraggio di Adriatica, ma è stato l&#039;incontro con i Kuna, iniziato con la contrattazione dei loro manufatti la mattina, proseguito nel pomeriggio nel loro villaggio e conclusosi verso sera nel pozzetto di Adriatica, col Julio, il capo villaggio, e la sua famiglia: cercando di capire e conoscere la loro cultura e il loro modo di vivere, sorseggiando Rum, ho la sensazione di essere stato contaminato dalla loro felicità. La felicità di vivere spensierati, in un mondo, le loro isole, senza problemi!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Davide&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Velista per Caso tappa Curaçao-Panama&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 14:19:21 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/sbarco-a-kuna-yala</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/sbarco-a-kuna-yala</guid></item><item><title>Finalmente il Canale</title><description>Passato Panama siamo... di là!&lt;br /&gt;&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;9°20&#039;72N e 79°54&#039;4W&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;In rada a Colon, entrata caraibica del Canale di Panama. Ore 21:30 Local Time. Vento da 180° a 10 nodi.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Finalmente ci siamo. &lt;strong&gt;Il Canale!&lt;/strong&gt; stamane alle 11 entravamo nella &quot;Boca del Oeste&quot; del grande avamporto di Colon, entrata sul lato Atlantico del Canale di Panama.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;&quot;Cristobal Port Control da velero Adriatica, llamando por entrada al canal&quot;.&lt;/em&gt; Questo è l&#039;annuncio di Ricardo all&#039;autorità che gestisce i transiti. &lt;em&gt;&quot;Adratica de Cristobal Port Control. Entrada Oeste y fondeo en area F&quot;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Dopo aver ricevuto conferma  ci dirigiamo a 4 nodi verso il luogo dove gettare ancora. Romolo, un Vpc che è già stato a bordo dalle Canarie a Capo Verde ci aspetta a terra per imbarcare. Nell&#039;attesa ha già contrattato e comprato chili di frutta: arance, banane, manghi, ananas... Sa che all&#039;arrivo da una lunga navigazione è uno dei desideri inespressi dell&#039;equipaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Dopo pochi minuti dall&#039;ormeggio si accosta un gommone. Sono due Italiani. Enzo e Rita del Tatanai, una barca che naviga a San Blas da tre anni e ai Caraibi da molti di più. Ci scambiamo saluti e informazioni. Ci diamo appuntamento per le 18 alla Radio. Qui tutti gli italiani che vivono sulle barche sono in contatto quotidiano sulla frequenza 14.220 dell&#039;SSB, la grossa radio che trasmette sulle onde dei radioamatori e di cui nessun navigatore si priva.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Alle 12 arriva già il rappresentante dell&#039;autorità per espletare le pratiche di attraversamento. Pochi minuti e tutto è fatto, anche grazie all&#039;intervento preventivo di una agenzia che ci aiuta per lo sveltimento della burocrazia. Abbiamo appuntamento a Balboa con altri 6 VpC il 18 e non possiamo rischiare ritardi. E&#039; una sensazione strana il trovarsi qui, &lt;strong&gt;uno dei luoghi più significativi della navigazione mondiale.&lt;/strong&gt; Questo è il luogo che unisce l&#039;Atlantico al Pacifico. Questo è il canale delle meraviglie della tecnica che è costato la vita a migliaia di persone durante la sua realizzazione. Ma soprattutto questo Canale rappresenta la realizzazione di uno dei più grandi sogni dell&#039;umanità!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Per noi di Adriatica significa l&#039;inizio effettivo della nuova avventura che ci porta a percorrere (sebbene all&#039;inverso) la Rotta di Darwin. &lt;strong&gt;Passato Panama siamo &quot;di là!&quot;.&lt;/strong&gt; Da dopodomani entriamo nel vivo di questa nuova avventura.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Davide e Gianluca ci lasceranno per rientrare in Italia. A malincuore, si vede. Davide ha realizzato dei piccoli filmati. Delle pillole che speriamo di potere mettere On Line sul sito. E poi le prime foto, rappresentazione di alcuni momenti salienti di questi primi 10 giorni di navigazione: Curaçao, l&#039;aliseo teso dei primi giorni, i dorado e i tonni pescati dal Gionfry, la piatta calura che però ci ha regalato l&#039;incontro con un globicefalo che si è praticamente strusciato contro Adriatica, sbuffando regolarmente ogni pochi secondi nel silenzio della calma assoluta di un mare d&#039;olio. E poi l&#039;arrivo e l&#039;ancoraggio a vela alle isole San Blas (Kuna Yala) e l&#039;incontro con gli indigeni. Il barracuda lungo più di un metro finito in forno a due riprese. La burrasca notturna di pioggia e lampi con tre trombe marine che, all&#039;alba, ci hanno sorpreso di bellezza e di paura. Tutto questo è raccontato e documentato dalle foto che i nostri amici riporteranno a casa e che Silvia pubblicherà sul sito.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Domani è giornata di lavoretti di sistemazione. Alcune cose sono restate indietro e approfitteremo del Day Off per recuperare.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Poi, in serata ci troveremo al bar dello Yacht Club per festeggiare la partenza di alcuni e l&#039;arrivo di altri.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Adriatica naviga e racconta storie. Le storie delle persone che la vivono.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;A presto.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni e il suo equipaggio.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 14:33:10 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/finalmente-il-canale</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/finalmente-il-canale</guid></item><item><title>Accidenti a Murphy</title><description>A cosa serve il motore su una barca a vela?!&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Se qualcosa può andar male, lo farà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se qualcosa può andar male, lo farà nel modo peggiore.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Per chi non le conoscesse aggiungiamo che si tratta delle leggi di Murphy e precisamente della prima e della seconda; ad esse ne seguono un centinaio ciascuna con i suoi postulati e corollari ma a noi basta soffermarci sulle prime due.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Perchè le prime due?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Perchè sono quelle che in qualche modo fondano le successive che però sono distinte per categorie di eventi: sull&#039;amore, sul lavoro, sulla guida, ... e sì, perchè le leggi di Murphy variano a seconda del campo di applicazione mantenendo ferme le prime due.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ma dove vogliamo arrivare con queste considerazioni?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Vogliamo semplicemente osservare che su Adriatica abbiamo messo a dura prova le tesi di Murphy e purtroppo per noi abbiamo dovuto piegarci alla crudeltà delle sue leggi. Saremo più chiari: &lt;strong&gt;se qualcosa può andar male lo farà&lt;/strong&gt;. Adriatica è stata sottoposta a Curacao ad una serie di interventi che hanno privilegiato alcune attrezzature di bordo rispetto al motore poichè quest&#039;ultimo era reduce da una recente revisione complessiva fatta solo qualche mese prima. Ricordiamoci che Adriatica è una barca a vela; a cosa serve un motore su una barca a vela? per esempio per entrare e uscire dai porti, a sospingere la barca quando il vento viene a mancare, nelle situazioni di emergenza, ecc. Ma Adriatica deve attraversare una delle zone marine più tempestose del pianeta anche se questa è la stagione più tranquilla.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Insomma lasciamo Curarçao e per due giorni abbiamo 20 e più nodi al gran lasco, un po&#039; di onda bella formata e corrente a favore e Adriatica arriva a superare di tanto in tanto i 10 nodi con una media di poco superiore alle 200 miglia/giorno; di questo passo seremo alle San Blas in meno di 4 giorni, un record... se qualcosa può andar male lo farà... poi ad un certo punto più nulla, niente vento, sempre meno mare, sempre meno corrente a favore. Procediamo a motore per una trentina di ore, rovinando qualsiasi media e allontanado la speranza di trascorrere lunghi giorni alle San Blas... se qualcosa può andar male lo farà. Poi una mattina alle 5.30 uno strano borbottio, un tremore, il motore si spegne.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Chi è in turno e chi riposa, tutti ci troviamo intorno al malato; intanto, il sole sorge su un giorno che avrebbe segnato per sempre la nostra esperienza marinara. Il carburante sporco ha intasato i filtri, poco male, si cambiano e si riparte... se qualcosa può andar male lo farà. Ma la chiave per operare sui filtri è rotta; una riparazione ingegnosa ci consente comunque di operare e i filtri sono a posto, ora si tratta di spurgare il circuito e si riparte. C&#039;è euforia a bordo e ci regaliamo un tuffo in acque blu con 2.000 e più metri di fondo, in compagnia di una specie di delfino (globicefalo?) che viene a sbuffarci intorno. &lt;br /&gt;Via, si riparte! Siamo più o meno al centro del golfo di Colombia a più di 100 miglia dalla costa più vicina... se qualcosa può andar male lo farà. &lt;strong&gt;E il motore si riferma senza dare più segni di vita&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Siamo alla deriva, sole infuocato, testa bassa nel motore. Decidiamo di escludere il serbatoio principale e utilizzare quello di riserva e dopo qualche ora siamo di nuovo in moto ma a basso regime per consumare poco... se qualcosa può andar male lo farà. Cos&#039;è quella scia oleosa che lasciamo dietro noi? Riparte il team di meccanici, ormai sembriamo una squadra al pit stop della Ferrari... se qualcosa può andar male lo farà. Nubi all&#039;orizzonte, pioggia (quella tropicale, avete presente?)... se qualcosa può andar male lo farà. Scambiatore termico del circuito di raffreddamento... se qualcosa può andar male lo farà.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Un po&#039; a motore malandato, una bava  di vento ci consentono di entrare a Cajo Hollandes (Kuna Yala - San Blas) a riposarci due giorni. Abbiamo ancora un centinaio di miglia da coprire per giungere a Colon (Panama) e la storia non cambia siamo di nuovo alla deriva... se qualcosa può andar male lo farà nel modo peggiore, con l&#039;unica componente propulsiva rappresentata dalla corrente marina di un nodo e mezzo o due... se qualcosa può andar male lo farà nel modo peggiore, ma in che direzione? Ci potrebbe spingere verso costa, oppure ci potrebbe portare al largo, oppure ci potrebbe avvicinare alla nostra meta, oppure... oppure... sù, ditelo voi... non vi viene in mente altro? Eppure c&#039;è un altra opzione ed è quella che solo Murphy poteva presagire: stiamo finendo dritti su un&#039;area di bassi fondali messi lì apposta dal signor Murphy, ne sono certo, abbiamo forse tre o quattro ore di tempo. Riparare il motore ora è un MUST!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Naturalmente ce l&#039;abbiamo fatta! &quot;Come sempre!&quot; aggiunge Filippo, il nostro Skipper supportato dall&#039;infaticabile Ricardo. Fermiamo qui il nostro racconto perchè ulteriori dettagli non aggiungerebbero niente alla cronaca... l&#039;importante è raccontarlo. Inutile sottolineare il clima di reciproca stima e collaborazione che si è instaurato in questo, forzato, master di navigazione a vela senza motore: tanto su Adriatica, una barca a vela, il motore a che serve?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Salvatore&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Velista per Caso&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 14:46:44 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/accidenti-a-murphy</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/accidenti-a-murphy</guid></item><item><title>Adriatica va in montagna!</title><description>Il Lago Gatun al centro dell&#039;istmo di Panama è in quota rispetto al livello del mare&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Posizione: 9°15&#039;60N e 79°54&#039;1W&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;All&#039;ancora Fuori dalla 3 chiusa della salita del canale di Panama, Lago Gatun. Ore 21:30 Local Time. Vento da 291° a 5 nodi.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Siamo all&#039;ancora nel &lt;strong&gt;lago Gatun&lt;/strong&gt;, che a 30 metri di altezza sul livello dell&#039;Oceano innalza Adriatica in una posizione unica rispetto a tutte le altre barche a vela. Questo lago si trova al &lt;strong&gt;centro dell&#039;istmo di Panama&lt;/strong&gt;. Collegato al Mar dei Caraibi da tre chiuse e al Pacifico da altrettante, è in leggera quota rispetto al livello medio del mare.&lt;strong&gt; &quot;Adriatica va in montagna!&quot;&lt;/strong&gt; gridavamo metre il livello nelle chiuse saliva a vista d&#039;occhio. Esperienza unica al mondo, rappresenta uno dei sogni dei marinai in giro per il mondo. In poco più di 40 miglia si attraversa l&#039;america da oceano a oceano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La gioia si legge negli occhi di ciascuno di noi. Un po&#039; di rimpianto per Gianluca e Davide che ci hanno lasciato ieri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;A tutti i VpC: domani (17 novembre 2006), a partire dalle 15 ora italiana, collegandosi al sito ufficiale del Canale di Panama, si potrà vedere in diretta il passaggio di  Adriatica in discesa verso il Pacifico sulla Web Cam dell&#039;autorità del canale. L&#039;orario è indicativo perchè dipende dai passaggi delle navi più grandi. Ma abbastanza realistico. Allora, tutti insieme, connessi sul WEB!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;L&#039;ormeggio è suggestivo. A quest&#039;ora della sera si ascoltano solo gli uccelli notturni, ma il nostro accompagnatore Panamense ci dice che domattina all&#039;alba saremo svegliati da una moltitudine di Scimmie urlatrici. Fantastico! Beh, forse non tanto. Speriamo che non siano troppo mattiniere. Comunque fa giorno alle 6 e alle 7 arriva il pilota che ci accompagnerà per tre ore di navigazione attraverso il lago fino a giungere alle chiuse di Pedro Miguel e poi Miraflores.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;La tragica storia di questa opera smisurata racconta di migliaia di vittime della malaria e della fatica per scavare la montagna per realizzare il passaggio da est a ovest. Oggi la tecnologia applicata permette il passaggio in poche ore a navi lunghe centinaia di metri che evitano così la circumnavigazione dell&#039;intera America. Ma per noi resta un&#039;esempio di ciò che l&#039;uomo può fare. In bene. E questo ci fa pensare a quanto potrebbe essere ancora fatto e solo per ragioni economiche non lo è a favore di popolazioni sfortunate. Opere che salverebbero vite, porterebbero acqua o energia, migliorerebbero condizioni di vita.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;La nostra navigazione di domani sarà segnata dal superamento di isole con nomi esotici coperte da foresta tropicale:&lt;strong&gt; Islas Tigre, Islas Las Brujas (delle streghe), Isla barro Colorado, Isla Barbacoa e città come Gamboa, la piccola Manaus del Panama&lt;/strong&gt;. Poi, domani sera, il Flaminco Marina Yacht Club, l&#039;ultimo marina dove Adriatica attraccherà per oltre due mesi, fino a Valparaiso in Cile. Altri arrivi e una partenza.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;A domani, VpC.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;L&#039;avventura continua.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni e il suo equipaggio&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 14:56:22 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/adriatica-va-in-montagna</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/adriatica-va-in-montagna</guid></item><item><title>Pronti per le grandi manovre?</title><description>Il passaggio del canale è una tappa squisitamente tecnica&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Mi aveva quasi convinto.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Quando ne parlai con Filippo mi disse che era una tappa tecnica di scarso interesse per la navigazione a vela. Ora comprendo il senso della sua definizione ma allora mi era sembrato un modo per scoraggiarmi.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Avevo chiamato Filippo per la prima volta agli inizi di settembre per avere notizie più precise sulla ripresa della Rotta Rossa a novembre. Mi confermò il programma che avrebbe portato, in tre tappe, Adriatica da Trinidad (poi diventata Curacao) alle Galapagos attraverso il Canale di Panama. Si trattava di oltre 2.000 miglia da coprire in 25 giorni per giungere in tempo per l&#039;imbarco degli studiosi del progetto Darwin alle Galapagos. L&#039;itinerario si presentava bene ma per me troppo lungo per rimanere a bordo fino alla fine così optai per le prime due tappe Curacao-Colon con passaggio a Kuna Yala e Colon-Panama City con l&#039;attraversamento del Canale. Fu proprio quando comunicai la mia decisione a Filippo che lui fece le puntualizzazioni che vi dicevo prima.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ma ormai ero deciso: quando mi sarebbe potuto capitare di tornare da quelle parti? Per cui mi organizzai i trasferimenti.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;E meno male!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ora mentre scrivo, &lt;strong&gt;siamo nel mezzo del lago Gatun&lt;/strong&gt;, un lago artificiale ricavato &lt;strong&gt;a 28 metri sul livello del mare&lt;/strong&gt; allagando un enorme bacino. In esso svettano, se così si può dire, le numerose cime di quelle che un tempo erano colline, interamente coperte di fitta vegetazione tropicale, a formare isole e isolette.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ieri sera abbiamo lasciato il Panama Canal Yacht Club di Colon con il supporto di un Pilota ed un assistente per avviarci incontro alla notte e alla prima chiusa, denominata appunto Gatun, che con tre sollevamenti ci ha appoggiati sulle acque del lago. Che esperienza!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Non sapevamo da che parte guardare... il comandante coadiuvato dal pilota ci dava indicazioni sulle manovre da eseguire ma gli occhi erano presi dalla maestosità di queste chiuse capaci di contenere contemporaneamente più imbarcazioni tra le quali il nostro 22 metri si perdeva e ci sarebbe stato posto ancora per altre... mentre tra il manovrare, correre di quà e di là, tenersi in equilibrio, vedere l&#039;accqua gonfiarsi sotto lo scafo creando turbini voraci, insomma saltando da una sguardo di meraviglia all&#039;altro trovavamo anche il modo di scattare foto.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;A questo si riferiva Filippo quando mi parlava di &lt;strong&gt;tappa tecnica&lt;/strong&gt;: fatica, coordinamento delle manovre e niente vela... ma &quot;chissenefrega&quot; della vela... in quel momento ciascuno di noi sapeva di essere in un posto unico al mondo a fare una cosa unica al mondo e tanto è bastato a giustificare la nostra presenza su Adriatica. Peccato che proprio ieri Davide e Gianluca siano sbarcati... Superata la prima chiusa ci siamo legati, nel silenzio e nel buio della notte, ad una boa che Filippo ha avvicinato al mascone di sinistra lasciano soli 15-20 centimetri tra lei e Adriatica, una manovra che definire perfetta non rende l&#039;idea... provate un po&#039; voi. E poi spaghetti al ragù e filetto al forno con patate e cipolle... e vino rosso... e ancora vino rosso... e poi rhum... e poi silenzio.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Il chiarore della mattina ci ha fatto capire come deve essere il paradiso terrestre, almeno quella parte di paradiso dove c&#039;è l&#039;acqua e puoi fare un tuffo in acque color smeraldo e dolci per fino; qualle parte di paradiso dove la natura è naturale (ops: tautologia! ma è per non lasciare dubbi interpretativi) in tutti i sensi... la sveglia? l&#039;urlo di uno scimpanzè! Le piante avvinghiate l&#039;uno all&#039;altra dove non c&#039;è spazio per l&#039;invadenza umana... e farfalle, e uccelli, e..., e coccodrilli (son sempre creature di Dio)... è così che deve essere il paradiso e se non è così è sbagliato! Colazione con ananas, papaia e ogni ben di dio che si trova a queste latitudini. Poi navigazione a motore, in un paesaggio incantato; dopo un po&#039; ci si annoia addirittura: è tutto così eccessivamente bello. Per distrarci prepariamo continui spuntini, e le cime per l&#039;approssimarsi della discesa a mare. &lt;strong&gt;Ormai ci avviciniamo alla prima delle chiuse e poi la seconda, Miraflores&lt;/strong&gt;, che ci faranno ammarare in Pacifico.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Siamo pronti alle manovre!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Intanto un prufomo di frittata per la barca si spande.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Salvatore&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Velista per Caso&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 15:03:51 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/pronti-per-le-grandi-manovre</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/pronti-per-le-grandi-manovre</guid></item><item><title>Bienvenidos a Panama City</title><description>&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Posizione: 8°54&#039;72N e 79°31&#039;4W&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Al pontile del Flamenco Marina. Ore 6:30 Local Time del 17 novembre 2006. Vento da 30° a 5 nodi. Parzialmente nuvoloso.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Temperatura esterna 29°. Abbigliamento interno: bermuda y nada mas!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&quot;Bienvenidos a Panama City!&quot;&lt;/strong&gt;. Questo è quello che ci ripetono tutti sul pontile del Marina Flamenco a Balboa, dove abbiamo ormeggiato alle 16:00 local time del 17 novembre.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;All&#039;inglese (cioè con il fianco alla banchina) nel pontile più esterno del porticciolo, dove ci sono almeno 4 metri di fondale a bassa marea. Qui, infatti, le maree possono superare i 3 metri e mezzo e il rischio di trovarsi piantati nel fondo melmoso con la barca che si inclina su un lato sono alti, se sbagli ormeggio.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Accanto a noi sono ormeggiate barche di ogni tipo, dai Mega yacht a motore a uno strano trimarano senza albero dove sta Maria, una piccola Panamense carina che vive con la figlia a bordo. Dalle golette per i turisti giornalieri alle barche a vela di americani girovaghi che navigano tra la california e i caraibi. Una ci ha colpita più delle altre: un barcone a vela in legno, più o meno di 25 metri di lunghezza, di origine olandese. Ha le linee d&#039;acqua tipiche delle barche da trasporto che solcavano le acque dei canali fiamminghi, ma con due derive basculanti montate al baglio massimo (cioè nel luogo più largo dello scafo) che le permettevano di spingersi nel mare del nord senza derivare. Ella Maillard, navigatrice svizzero/francese dell&#039;inizio del &#039;900 navigò parecchio a bordo di una di queste strane golette e scoprì così la passione per il viaggio che l&#039;avrebbe spinta in tanti bari e ad attraversare la Persia e l&#039;Afganistan in auto, negli anni &#039;20.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;L&#039;armatore intende risalire la costa del Centro America e poi degli Stati Uniti fino al Canada, a Vancouver, e poi raggingerà l&#039;Alaska. A prua di Adriatica è ormeggiata una vela di una dozzina di metri. Una coppia di statunitensi naviga al caldo attendendo di decidersi a fare il salto verso le Marchesi. La barca è perfettamente tenuta. Loro anche. Forse ce la faranno, ma non ora. A marzo, che è il periodo giusto per quella navigazione. Monica, la segretaria del Club nautico ha già pronti i documenti per lo stazionamento (e anche la fattura! Apparenza panamense, ma efficienza Yankiees). Alle 17:00 si presenta l&#039;autorità marittima. Gentile, affabile, con questo giovane ufficiale in 10 minuti sistemiamo le scartoffie. Poi lui si perde a raccontare di Panama e delle cose da vedere: il museo delle chiuse del Canale con i video della costruzione, il centro storico, i centri commerciali, il Palazzo della presidenza e soprattutto... la zona delle discoteche! Poi ci parla della natura e del tempo e chiude affermando con sicurezza &quot;Si dice che dio sia Panamense. Noi lo crediamo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;La musica di Peter Tosh si diffonde leggera in tutta la barca mentre Ricardo si appresta a iniziare i suoi lavori quotidiani. Oggi sistemazione della Boa Sarsat/Cospas (EPIRB), regolazione delle chiusure degli oblò e cambio delle serrature e cerniere danneggiate e pulizia delle colature di ruggine che su una barca in ferro come Adriatica vanno trattate subito, prima che degenerino. Io riordino un po&#039; la posta, scrivo qualche mail, organizzo le cabine per gli arrivi di oggi. Poi farò un tagliano al generatore piccolo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Sabrina è arrivata alle 3 del mattino e... non ha avuto il coraggio di svegliarci, quindi è rimasta a chiacchierare con il guardiano fino alle 6, quando ci siamo svegliati noi. Salvatore è il primo ad accoglierla. Presentazioni, colazione insieme. Mano a mano tutti si svegliano. La giornata di tutti si organizza. Ieri hanno lavorato duro per pulire la barca e caricare la cambusa. Per darvi un&#039;idea 100 litri di latte, 50 scatole di pomodori pelati e salse, oltre 150 tra scatolette e confezioni di conserve, marmellate, tonno, sughi, frutta sciroppata ecc. Non meno di 60 rotoli di carta igienica e rotoloni tipo scottex, prodotti di pulizia di  ogni tipo, 40 bottiglie di vino, 200 tra lattine e bottiglie di bibite e birra. 40 chili di frutta e verdura. Formaggi, carne, salumi. La farmacia di bordo conta circa 90 scatole e scatolette. 50 chili di pasta, 30 di farina, 30 tra zucchero e sale. E così di seguito. Panama city è l&#039;ultimo porto per i prossimi 2 mesi, cioé fino in Cile. Alle Galapagos potremo approvvigionarci di frutta e poco altro. Quelle bellissime isole non producono quasi nulla e tutto deve essere importato con i costi relativi. A bordo saremo in 10 per 20 giorni e poi in 7 fino al 14 gennaio, data di arrivo a Valparaiso.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;La pianificazione dev&#039;essere perfetta. Come pure i consumi. Non si può mangiare quello che si vuole. O quasi, via! Non è una nave negriera. Quello che intendo dire è che si consumano prima le cose che deperirebbero in fretta. Poi, mano a mano, cercando di mantenere una dieta variata, le altre cose. Delle vitamine integrative sono altamente consigliate per le lunghe navigazioni. Due mesi in mare possono debilitare i fisici più forti. E comunque non ci facciamo mancare nulla. Pizza, torte, quiches. Facciamo il pane da noi. La carne surgelata dura settimane. Le uova fino a 40 giorni. E poi il pesce, fresco di oceano. Dorados, tonni, pagri, barracudas. Gianfranco ha delle lunghe chiacchierate con i pescatori locali e cerca di carpire i loro segreti. Ami, esche, qual è il migliore? Che grandezza? Ma le piume vanno bene? O forse ci vuole il polipo. E il filo? Che diametro? A che velocità... Un vero lavoro per una vocazione sicura!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ma sento una voce. Sì, devessere Marco, Marco Bombonato che arrivava con il volo delle 9:38. Sì, è lui. Il secondo dei VpC del turno delle Galapagos.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ciao ragazzi. A domani.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 15:18:49 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/bienvenidos-a-panama-city</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/bienvenidos-a-panama-city</guid></item><item><title>Arrivederci Panama</title><description>Via con la traversata per San Cristobal, verso le Galapagos&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Posizione: 008°33&#039;9N e 78°53&#039;.8W&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;30 miglia a sud di Panama City, al traverso di Isla del Rey, arcipelago di Las Perlas. Rotta 144° veri. Ore 17:30 Local Time. Vento da nord° a 15 nodi. Velocità 6 nodi con Randa e genoa.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ripartiti!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Panama City, che ci ha così ben accolti, è stata lasciata alle spalle stamane alle 10:00 ora locale. Quasi al minimo della marea, che quì è di 3 metri e 60 centimetri, abbiamo potuto levare gli ormeggi dal Flamenco Marina. Preceduti di qualche ora da un 22 metri in carbonio canadese, in trasferimento con un equipaggio francese, che però tornava verso i Caraibi, siamo gli unici a dirigere la prua verso le Galapagos in questa stagione. Di solito le partenze sono verso febbraio e marzo, per poi proseguire verso le Marchesi, avamposto delle isole della Polinesia 3000 miglia più a ovest. Adriatica é una barca che naviga sola. Già durante la scorsa Rotta Rossa, da Gibilterra in poi non avevamo avuto alcun compagno a vela. Solo qualche cargo. pochi per la verità.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Psicologicamente è una situazione strana per chi non è abituato alle grandi e deserte distese di acqua. All&#039;inizio ci si chiede come sarà non vedere più terra. Qualcuno lo ha già provato, per esempio tra la costa Italiana e la Sardegna, in estate. Però qui si parla di centinaia di miglia di distanza. Al centro della &lt;strong&gt;traversata per San Cristobal &lt;/strong&gt;(Galapagos) saremo a 500 miglia di distanza dalla costa più vicina: quasi 1000 chilometri!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Allora, quando si affronta questo discorso, qualcuno del gruppo smette di fare domande. Una o due voci in meno. Quelli che non hanno ancora provato la &lt;strong&gt;sensazione della lontananza e dell&#039;isolamento&lt;/strong&gt;. Iniziano a pensare a quello che stanno facendo. Alla sicurezza che dava il pontile. A cosa succederebbe se qualcosa andasse storto. E allora ci si rassicura a vicenda. Un gruppo di amici che condividono tutto per 10 giorni hanno bisogno di famigliarizzare e affidarsi l&#039;uno all&#039;altro.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;&quot;Del resto, è molto più pericoloso viaggiare sulla Firenze-Bologna d&#039;inverno con i camions o rientrare a Milano con la nebbia!&quot;&lt;/em&gt; è quello che uso dire, convinto. &lt;em&gt;&quot;Gli incidenti in barca sono rarissimi e dovuti a scarse manutenzioni del mezzo o delle attrezzature, oppure all eccessiva vicinanza alla costa con cattivo tempo. Adriatica é una barca sicura e adatta all&#039;altura.&quot;&lt;/em&gt; Aggiungo... Ciò nonostante più di uno tiene le dita incrociate o tocca una parte dello scafo in metallo! Siamo italiani.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ho appena fatto il breafing sulla sicurezza: incendio, falla, abbandono della barca, uomo a mare. I sistemi di soccorso di bordo sono sofisticati e affidabili. E&#039; necessario che tutti a bordo conoscano le procedure. La perfetta esecuzione di ogni operazione di emergenza è indispensabile. E oltretutto è interessante sapere quali sono i comportamenti in tali eventualità. A bordo, insieme a Ric, Gianfranco, Romolo e me che eravamo già a bordo si sono imbarcati &lt;strong&gt;Giovanni, Alessandro, Marco, Rita e Sabrina&lt;/strong&gt;. 9 persone in rotta per le &quot;Islas Encantadas&quot;. Arrivati alla spicciolata tra venerdi e domenica con il solo inconveniente di un ritardo nella riconsegna del bagaglio di Rita, si sono subito messi al lavoro. La preparazione è una cosa seria e non va tralasciato nessun particolare. Inoltre é il modo migliore di conoscere la barca: lavorarci!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Appena partiti abbiamo istituito dei turni corti di un ora. Il programma era di sostare all&#039;Isola Contadora, che ci è stata consigliata da un amico di Alessandro che vive da 15 anni a Panama City. Però il tempo è uggioso, l&#039;ancoraggio non protetto e decido di proseguire. Quindi, allo scadere del primo giro di guardi, decido di passare a turni di 2 ore. poi, dalle 20:00, iniziano i turni definitivi di 3 ore giorno e notte per i prossimi 8/10 giorni. La routine si installerà entro un paio di giorni. Ciascuno troverà i suoi ritmi e occuperà il tempo libero dai servizi leggendo, chiacchierando, filmando o facendo foto (a proposito: oggi un pagro da una decina di chili, un tonnetto più o meno di uguale stazza e... dei delfini). Qualcuno scrive appunti. Altri si inventano sofisticate ricette. E resta tanto tempo per pensare, guardare, capire questo Oceano tanto grande da essere più grande, in superficie, di tutte le terre emerse insieme.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ora lascio la parola ai miei amici VpC. Ciascuno di loro avrà già qualcosa da raccontarvi.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;A domani,&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;br /&gt;Skipper di Adriatica&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dal diario di Giovanni, Velistapercaso&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Fino a qualche mese fa non avrei immaginato neanche di poter vedere Adriatica, figuriamoci di poterci salire a bordo! Eppure qualche giorno fa, raggiungendo il Flamenco Marina di Panama City in taxi dopo un lungo viaggio, l&#039;ho vista da lontano, con la sua livrea e il suo portamento inconfondibili e ho subito pensato &quot;sono a casa!&quot;. Poter vivere a bordo, insieme a questo fantastico equipaggio, è stato già di per se un dono inaspettato e meraviglioso.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ma non era ancora niente! Oggi abbiamo mollato gli ormeggi e fatto rotta verso le Isole Las Perlas, intorno a noi un cielo plumbeo e... l&#039;Oceano Pacifico! Ma il vero sogno si è realizzato quando Fil, il nostro Comandante, mi ha lasciato prendere il timone di Adriatica. Sentire tutta la sua forza tra le mie mani, in un oceano immenso e desolato è stato incredibile. Adriatica è davvero una scuola di mare e di vita!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Buon vento a tutti!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Gio&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dal diario di Sabrina, Velistapercaso&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Gio ha colto nel segno la sensazione di essere su Adriatica è proprio come l&#039;ha descritta. E lasciare gli ormeggi per raggiungere le isole più descritte e più particolari le Galapagos è qualcosa che non avrei immaginato in un futuro così prossimo e in particolar modo con una barca a vela con un nome così giusto da descrivere ciò che puoi capire leggendolo: Adriatica. Con l&#039;equipaggio mi sembra di averci già navigato perchè non vi è stato problema convivenza.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Sono le 19,50 e  per ora non c&#039;è niente di nuovo il vento è giusto anche il mare. Devo andare per dare il cambio di guardia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Buaon vento&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Sabrina&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dal diario di Romolo, Velistapercaso&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;FINALMENTE!!!! Oggi abbiamo lasciato Panama con i suoi acquazzoni, i suoi meccanici e i suoi contrattempi, tenendoci ben strettio il ricordo meraviglioso dell&#039;attraversamento del canale. Macio avrebbe avuto di che lavorare in quell&#039;occasione!Purtroppo non c&#039;era.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Come avrai ben capito,non sono alla mia prima esperienza su ADRIATICA, segno che mi piace navigare e che la formula per me è giusta. Ora sono le 8 della sera ora locale e sono combattuto dal piacere che proverò nel gustare il carpaccio di carangide che ho preparato insieme ad Alessandro e Gianfranco e ahimè dal dispiacere per turno notturno che mi aspetta fra non molto. Ma tutto fa parte del gioco e francamente anche questo lascia dei gran bei ricordi da gustare quando sarò di nuovo al freddo dell&#039;inverno europeo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ora scusami, ma mi chiamano che è pronto... &quot;Contro l&#039;onor potè il digiuno&quot; etc...&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ciao Gianluca, Davide e Salvatore da parte di tutti, non solo mia&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Romolo&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dal diario di Rita, Velistapercaso&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Cinque di mattina. Sono appena smontato dal mio turno di guardia, condiviso con Riccardo, il mitico secondo di Fil. E&#039; questa la prima immagine che voglio salvare nella mia memoria. Questa notte il vento rafficava fino a 33 nodi, la randa aveva una mano di terzaroli e si viaggiava con la trinchetta. Un paio di volte le onde mi hanno lavato la faccia. Direi non male per la mia prima navigata notturna. Avevo il desiderio di sapere com&#039;è fatto l&#039;oceano da vicino. Ora ne ho una vaga idea.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Per fortuna, tra una nube e l&#039;altra le stelle facevano capolino.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Rita&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dal diario di Marco, Velistapercaso&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Era ora, lasciamo Panama! Tutta la pioggia che abbiamo preso, il freddo e l&#039;aria condizionata polare di tutti i luoghi che ho visitato mi hanno procurato un raffreddore da primato. Ma dopo qualche ora di navigazione il naso rosso è passato in secondo piano, per lasciare spazio alle sensazioni e alle emozioni di un VpC che per la prima volta sale in barca a vela. Che dire tutto bene, speriamo di rimettermi in piena forma al più presto.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Marco&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dal diario di Alessandro, Velistapercaso&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Pacifico orientale,&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;un orizzonte di migliaia e migliaia di miglia davanti... sto cercando di ascoltare, vedere, annusare, sentire... fra poco sarò di turno e salirò in coperta per la mia prima notte sotto un cielo che non riesco a commentare.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Alessandro&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 15:33:59 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/arrivederci-panama</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/arrivederci-panama</guid></item><item><title>Ed è subito Oceano Pacifico</title><description>Di nome e di fatto... Il mare si è calmato fin troppo, dov&#039;è il vento?&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Posizione: 004°37&#039;4N e 81°46&#039;.8W&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;30 miglia a NW dell&#039;isola Malpelo, al largo del Pacifico centrale. Rotta 237° veri. Ore 5:30 Local Time. Vento da ovest° a 15 nodi. Velocità 6 nodi con Randa e motore.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Quarto giorno di navigazione. Siamo ormai inoltrati nell&#039;Oceano PacLifico. Il grande Golfo di Panama, che con i suoi venti tesi dovuti all&#039;arrivo da nord di Fronti Freddi che scendono dalle grandi pianure continentali del Nord America, ha allargato le sue coste lasciando finalmente libera Adriatica di correre senza più frontiere terrestri verso l&#039;alto mare. Dopo una prima notte a 30 nodi con forte mare al traverso, l&#039;Oceano si è calmato. Fin troppo, per la verità, rispettando il significato del suo nome &quot;Pacifico&quot;. Venti sempre più leggeri ci hanno spinto fino a ieri sera, quando, verso le 23:00 abbiamo dovuto dare motore per avanzare verso la nostra meta, dritta di prua e controvento. Per fortuna la brezza leggera non ostacola il nostro cammino e l&#039;onda, che si mantiene bassa, non scuote l&#039;armo di Adriatica, come di solito avviene quando si naviga contro il mare a motore.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ma quest&#039;onda lunga e costante già preannuncia un cambio delle condizioni. Infatti il mare, l&#039;onda cioé, precedono o seguono il vento. L&#039;acqua é un fluido in cui il movimento si propaga lontano centinaia di miglia dalla sua origine. E questo movimento viaggia più veloce del vento, quindi un cambio di direzione nella direzione delle onde, anche in assenza di vento corrispondente, é per noi marinai segno di un cambiamento.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ugualmente, e lo avrete notato guardando il mare dalla costa, l&#039;onda persiste più a lungo del vento che la ha generata, dopo una burrasca. Ma per ora, l&#039;unico vento a spingersi è il &quot;vento di sentina&quot;, come lo chiamava &quot;Bobo&quot;, quando ancora navigava a bordo con me in Mediterraneo. 1.500 giri (per non affaticarlo e non consumare troppo carburante, io non lo spingo molto, il vecchio Volvo; potrebbe arrivare a 2.200 giri!) sono sufficienti per raggiungere i 6 nodi che ci fanno solcare questo mare esattamente nella scia della Luna che tramonta a prua. Una lunga strada argentata che brilla davanti a noi e si immerge esattamente in direzione delle Galapagos.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;&quot;La luna ci sorride!&quot; &lt;/em&gt;dice Ricardo, da poeta qual è. In realtà lui crede di essere un Matematico, ma dentro é un poeta, ve lo dico io! E lo dice perché il quarto di Luna è proprio orizzontale, come una bocca socchiusa che sorride alla nostra Compagnia di Velisti per Caso. E crescente, la Luna. Stanotte è tramontata alle 23:00. Domani, lo farà poco prima di mezzanotte, conquistando un po&#039; più di grandezza e 50 minuti di tempo. Poi altri 50 minuti circa e ancora un po&#039; di superficie illuminata, finche, in corrispondenza con la nostra prima notte all&#039;ancora alle Galapagos, sarà piena!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Beh, le organizziamo bene le cose per i nostri VpC, noi di Adriatica!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;In questo momento un leggero chiarore, appena accennato, quasi fosse solo uno scherzo della nostra mente che desidera il nuovo giorno, si propone a est. Ma il cielo é ancora scuro e stellato e la scia che la barca lascia in acqua é fosforescente di plancton. Sembriamo una cometa sospesa nel buio, tra le stelle in alto e il loro riflesso in basso. Alessandro e Romolo stanno già rilevando la guardia. Sabrina e Giovanni smontano dopo le loro 3 ore, le peggiori, le più solitarie e silenziose: dalle 2 alle 5! L&#039;odore del caffé appena fatto ricorda l&#039;Italia e casa. Ma la voglia di vivere un nuovo giorno, qui su Adriatica, in mezzo al Pacifico, sulla rotta per le Galapagos, caccia ogni nostalgia... Beh, quasi! Oggi niente pesca. Abbiamo pescato ogni giorno dorados da almeno 10 KG (vedrete le foto appena possibile). E non riusciamo a finirli. Quindi, siccome peschiamo per mangiare e non per divertimento, anche se vi dirò che Gionfry, Romolo e Alessandro si divertono a questa attività, oggi pesca sospesa. Si finisce il pesce che c&#039;é.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;A domani, Velisti!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Skipper di Adriatica e il suo equipaggio&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dal diario di Sabrina, Velistapercaso&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Siamo quasi a metà strada all&#039;arrivo alle Galapagos ed è il quarto giorno di oceano ed il navigar su questo mare ha messo a dura prova l&#039; equipaggio,in particolar modo lo stomaco. Romolo è a dieta forzata, Gianfranco è sdraiato sul letto con la febbre, gli unici in piedi siamo io, Rita, Giovanni, Alessandro, Marco e naturalmente il capitano e Riccardo. Il vento di ieri e di oggi ci sta portando con una buona andatura. Il sole non manca e le battute di caccia sono state molto abbandanti: due Dorati di almeno 10 kili l&#039;uno. In questo preciso momento, ore 9:30, c&#039;è calma, dopo i turni notturni la ripresa è un po&#039; lenta. Al prossimo diario&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Sabrina&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 16:34:58 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/ed-e-subito-oceano-pacifico</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/ed-e-subito-oceano-pacifico</guid></item><item><title>Superato l&#039;Equatore</title><description>Siamo sicuri di essere in estate nell&#039;Emisfero Sud?&lt;hr/&gt;&lt;h3&gt;&lt;em&gt;Dal diario di Rita, Velistapercaso&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ore 11,15 G.T. (Galapagos Time). 21 miglia all&#039;arrivo. I pochi coraggiosi abitanti di San Cristobal che in questa bigia e fredda mattinata degna di un inverno dell&#039;emisfero Nord, più che di un estate dell&#039;emisfero Sud, hanno deciso di passare alcuni momenti sulla costa riescono, da questo momento, ad intravedere la sagoma rossa di Adriatica che ad una velocità di circa 6 nodi si sta avvicinando alla costa.&lt;br /&gt;Non pare vero. Soprattutto a noi.&lt;br /&gt;La notte scorsa è stata raggiunta e superata la linea dell&#039;equatore, la famosa metà del mondo, il parallelo 0.00.000. Da quel preciso momento (circa le quattro della mattina) è stato ufficialmente decretato il nostro arrivo nella stagione estiva. Strano... tutti indossano le cerate, qualcuno la cuffia, ma siamo davvero sicuri? Ma sicuri sicuri sicuri? Non è che per uno strano scherzo del destino i GPS di bordo si sono guastati ed ignari abbiamo superato il Circolo Polare Antartico?&lt;br /&gt;Mmmhh... chiedo al capitano ed arriva la conferma. Era proprio l&#039;equatore. Pare che la corrente generata &quot;da un certo Humboldt&quot; determini questo tempo uggioso, tipico della Pianura Padana. Va beh che i gusti sono gusti e pertanto non sono discutibili ma anche lui, caspita... proprio qui la doveva mandare &#039;sta corrente?&lt;br /&gt;Ora è tutto molto più chiaro. Ecco perchè alle Galapagos si possono incontrare i pinguini più a Nord in assoluto!&lt;br /&gt;Ormai il nostro saluto ad Adriatica è questione di tempo. A breve lasceremo la nostra &quot;casa mobile&quot; di questi dieci giorni ed ognuno degli abitanti seguirà la propria rotta.&lt;br /&gt;Grazie Adriatica per averci ospitati e grazie a tutti quanti per la compagnia,&lt;br /&gt;Hasta luego!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Rita&lt;br /&gt;Velista per Caso&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;em&gt;Dal diario di Alessandro, Velistapercaso&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Questa navigazione sta finendo, non ho molte parole perché tutto si sta muovendo ben al di la di ciò che il linguaggio può esprimere.&lt;br /&gt;Navigare nell&#039;oceano è stata un&#039;esperienza unica che avrò il privilegio di trasmettere alle mie due piccole figlie Sara e Gemma. Grazie a Velisti per caso per avermi dato questa opportunità. È bello sentire che una piccola parte di Adriatica da oggi è anche una parte di me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alessandro&lt;br /&gt;Velista per Caso&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 15:08:52 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/superato-l-equatore</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/superato-l-equatore</guid></item><item><title>Adriatica come il Beagle!</title><description>Alle Galapagos inizia &quot;ufficialmente&quot; il giro sulla rotta di Darwin&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Ancorati in rada a Bahia Academia.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Alla fine eccomi qui, 10.000 miglia dopo la partenza da Rosignano, pronto a ripercorrere non solo idealmente le orme di &lt;strong&gt;Robert Fitzroy&lt;/strong&gt;, il comandante del &lt;strong&gt;Beagle &lt;/strong&gt;che ebbe a bordo durante quasi 5 anni il 22enne Charles Darwin, scienziato in erba afflitto dal più cronico dei mal di mari. Inizia alle Galapagos la parte saliente della nuova avventura di Adriatica, che ripercorrerà - al contrario, è vero, ma ci sono valide ragioni - la stessa rotta del brigantino inglese che nel 1833 salpò da Devonport per una campagna idrografica destinata a restare nella storia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Personaggio integerrimo, comandante già prima della trentina, Fitzroy era un marinaio perfetto. Inglese fin nel più profondo del suo animo, esplorò le coste del Sud America ridisegnando la maggior parte della cartografia del 19imo secolo. Grazie a lui le navi di sua maestà prima, e quelle di tutte le altre marine poi, potettero spingersi attraverso i canali della Patagonia e del Cile con maggiore tranquillità. Metodico nello scovare nuove rade, baie, approdi, nel rilevare pericoli e bassi fondali, fu anche uno degli inventori della meteorologia moderna e gettò le basi di buona parte della cartografia nautica occidentale.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Comandava un due alberi di poco meno di 30 metri in cui riuscì a stivare 77 persone con i più svariati compiti. Per fare un paragone, Adriatica è lunga 22 metri e quando siamo in 12 a bordo si soffoca per la mancanza di spazio! Ufficiali, marinai, cuochi e camerieri, 8 soldati in armi, carpentieri, 2 artigiani velai, un fabbro, un pittore (come fosse un fotografo di oggi), un cartografo, un medico (che poi sbarcò a Rio, e fu l&#039;unico a trovarsi male al servizio di Fitzroy) e un infermiere, gabbieri e nocchieri e… un biologo con compiti di raccolta e relazione scientifica: il nostro Charles Darwin. A bordo c&#039;erano anche 3 indigeni fungini (cioè della Terra del Fuoco) che Fitzroy aveva portato in Inghilterra durante il suo precedente viaggio perché venissero educati e apprendessero l&#039;inglese al fine di favorire i rapporti tra le popolazioni indigene e le navi di sua maestà e un giovane missionario, di soli 22 anni, che aveva il compito di diffondere la parola di Dio tra le genti della Terra del Fuoco aprendo una missione: non gli andò tanto bene e fu recuperato dopo non molto tempo!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Insomma, un universo eterogeneo che durante 5 anni convisse, esplorando e scoprendo, su una nave che oggi, ad uno sguardo superficiale, sembrerebbe un &quot;collegio&quot; galleggiante: il più anziano e di gran lunga, aveva 36 anni! E non era Fitzroy… Ma torniamo a Lui. Magro, alto, elegante nei modi e coltivato nella mente, era per Darwin il perfetto esempio del Comandante di Marina. Un perfetto marinaio con ampie conoscenze scientifiche e un bagaglio culturale completo. A bordo fece imbarcare una biblioteca che contava 275 libri inclusa una copia integrale dell&#039;enciclopedia Britannica. Nella sua cabina si trovava una raccolta di 22 orologi e cronometri da fare invidia al museo della Rolex. Gli servivano per calcolare con precisione la longitudine, che ha un rapporto strettissimo con il tempo, e quindi per perfezionare la posizione di molte isole lungo la rotta intorno al mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Era al comando del Beagle già da qualche anno e aveva già effettuato una precedente campagna di successo in Sud America, sempre con compiti idrografici. Prima di questa seconda partenza, però, aveva voluto effettuare molti lavori sulla sua nave, tra cui alzare il livello del ponte per guadagnare spazio vivibile sotto coperta e appesantire la chiglia per rendere la nave più stabile. Durante il precedente viaggio, nel corso di una tempesta, aveva rischiato di capovolgersi.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Aveva anche voluto aggiungere altre &quot;lance&quot; a quelle già in dotazione arrivando ad averne 6 a bordo. Queste lance, che si manovravano sia a vela che a remi, erano di importanza fondamentale. Infatti servivano sia per entrare o uscire da porti e rade trainando il Beagle a remi che per effettuare le campagne di rilevamento idrografico. Funzionava così: la nave ancorava in una rada sicura e si sistemava lì per un periodo più o meno lungo. Una parte dell&#039;equipaggio salpava con due di queste scialuppe attrezzate di tutto punto, per andare ad esplorare le zone circostanti. Queste spedizioni duravano parecchi giorni; a volte settimane e quasi sempre una delle scialuppe era comandata dallo stesso Fitzroy.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Durante queste soste Darwin aveva la possibilità di esplorare le terre circostanti la regione dove erano ancorati, e a volte, per esempio in Brasile, partì per escursioni di diversi giorni.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Nei mesi di cattivo tempo, mentre infuriavano le burrasche del Grande Sud, il Beagle se ne stava ancorato in una rada protetta ed elaborava le informazioni raccolte, disegnava le nuove carte nautiche, o selezionava e divideva i materiali raccolti da inviare a Londra per la catalogazione.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Fitzroy era molto stimato dai suoi uomini. Dell&#039;equipaggio della prima campagna idrografica solo 7 chiesero di non ripartire. Tutti gli altri vollero essere a bordo per la nuova navigazione del Beagle. Questa è la prova delle qualità anche umane e di comando di questo giovane Comandante che aveva due soli grandi difetti: il primo, era convinto calvinista e assertore che la storia geologica della terra coincidesse con il racconto biblico, quindi che la terra non avesse più di 5.000 anni; il secondo, che gli capitò diverse volte, nel corso dei 5 anni di navigazione intorno al mondo, di vivere dei periodi di crisi e di sconforto, soprattutto quando non riusciva ad ottenere dall&#039;Ammiragliato britannico l&#039;autorizzazione a compiere delle spese utili alla realizzazione del suo lavoro. In quel caso, pur di raggiungere lo scopo, anticipava lui i soldi e questo lo portò alla soglia della rovina finanziaria.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Adriatica è ora ancorata nella rada di Bahia Accademia, a P.to Ayora sull&#039;isola di Santa Cruz. Questa fu una delle 4 isole visitate da Darwin. Raccolse molti campioni di pietre, di vegetazione e di animali, ma al momento non lesse pienamente il messaggio che la natura gli stava indicando, sebbene ebbe delle intuizioni geniali. Ci vollero diversi anni, dopo il suo rientro in Inghilterra e l&#039;aiuto di altri amici naturalisti per elaborare la &quot;teoria&quot; sulla Evoluzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Noi siamo qui, immersi in questa natura così diversa da quella mediterranea, e ci immedesimiamo nello spirito che ebbero questi uomini durante la loro visita di duecento anni fa. Foche e iguane nuotano intorno alla barca. Alcune vengono comodamente a piazzarsi nel pozzetto di Adriatica per la siesta serale. Le fregate volteggiano a pochi metri dalla testa d&#039;albero della nostra barca, così come fecero probabilmente intorno agli alberi del Beagle, prima di tuffarsi in acqua per acciuffare la loro preda. I pellicani si battono con i gabbiani per il cibo, nonostante questo sia abbondante. Il porto pullula di barchini, lance, scialuppe che fanno la spola tra le barche, le navi e gli &quot;Yates&quot; per caricare e scaricare merci e persone, né più, né meno di come doveva avvenire a Floreana, che era l&#039;unico abitato di questo arcipelago, durante la visita di Fitzroy, 200 anni fa. Tutto questo avvolge Adriatica e il suo equipaggio. Ci sentiamo testimoni della storia delle scoperte scientifiche e della navigazione di altri tempi. Siamo orgogliosi di ripercorrere la rotta che fu coperta dal Beagle. Andar per mare, ancora oggi, è una grande avventura. Probabilmente l&#039;ultima grande avventura a portata di uomini liberi che, con i propri soli mezzi e la forza fisica e mentale, possa essere vissuta.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;br /&gt;Comandante di Adriatica&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 15:25:26 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/adriatica-come-il-beagle</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/adriatica-come-il-beagle</guid></item><item><title>Ricardo, marinaio e poeta!</title><description>Il secondo di bordo è argentino e ha velleità letterarie&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ricardo Cufré è un membro dell&#039;equipaggio di Adriatica, tanto importante che Filippo Mennuni, lo skipper, lo ha definito &lt;em&gt;&quot;il mio alter ego, addetto soprattutto alla navigazione tecnica, all&#039;elettronica, al carteggio e alla gestione di bordo&quot;&lt;/em&gt;. Ricardo è argentino, naviga e scrive. Ecco un estratto del suo &quot;Libro di bordo personale&quot;:&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Quando salii in coperta lo spettacolo mi avvolse il cuore. A Sinistra l&#039;Orsa Maggiore, immensa e evidente, luccicava avendo come sciarpa la costellazione del Dragone. Assente per ragioni di servizio la Polare era sotto l&#039;orizzonte per non essere visibile che tra 6 mesi, in un altro Oceano. A dritta, dopo tanti anni senza averla potuta vedere dal mare, mi saluta la mia amata Croce del Sud, trascinando i suoi due resistenti cuccioli. Orione, mia leale compagna di sempre, riposa nella nostra scia, e a prua - bagnando il ventre nell&#039;orizzonte - una Luna sottile, una gondola di luce rossa, ci promette fino all&#039;alba un cuscino di argento intarsiato. La brezza è fresca e soave, le onde quasi non esistono. La testa d&#039;albero gioca ai 4 cantoni con le stesse tre o quattro stelle vicine. Adriatica esegue un lento e impalpabile &#039;passo a due&#039; con Nettuno. Una notte per pensare agli amori che furono e a quelli che saranno. Una notte, per ringraziare di poter attendere una vita il morire.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Dice Filippo Mennuni:  &lt;em&gt;Oltre ad essere un eccellente marinaio, Ricardo, che ha già scritto un libro e ne sta scrivendo un altro, si rivela anche un sublime poeta. Ho un equipaggio polivalente, davvero!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 15:37:56 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/ricardo-marinaio-e-poeta</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/ricardo-marinaio-e-poeta</guid></item><item><title>Galapagos o &quot;tartarughe giganti&quot;</title><description>Sul perché queste isole sono un laboratorio naturale della biodiversità&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Darwin si fermò alle Galapagos prima di proseguire il lungo viaggio di ritorno verso l&#039;Inghilterra. Già da tempo alcuni pensieri &quot;inaccettabili&quot; per la mentalità del tempo che giustificava la genesi della terra secondo la stretta interpretazione biblica stavano affollando la mente del giovane naturalista. Un terremoto avvenuto nel Cile meridionale aveva sollevato la costa di circa 2 metri e questo giustificava pienamente l&#039;esistenza di conchiglie e fossili marini in alta quota, sulle Ande: e se la terra galleggiasse su un enorme lago di lava fusa e incandescente che ogni tanto riesce a bucare la superficie? E come erano arrivati, si erano generati animali e piante simili in continenti diversi? E l&#039;uomo stesso? Inutile convincere Fitzroy, radicato nella sua cultura religiosa. Fu difficile convincere il mondo 20 anni dopo!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Dal 16 settembre al 20 ottobre 1835&lt;/strong&gt; i nostri protagonisti sostarono alle &lt;strong&gt;Galapagos &lt;/strong&gt;(che significa Tartarughe Giganti), un gruppo di isole assai frequentate dove ogni anno sostavano dalle 60 alle 80 baleniere americane per procurarsi acqua dolce e carne di tartaruga. Stoccate nella stiva riescono a sopravvivere molti mesi senza cibo ne acqua. Ovunque c&#039;erano iguane e tartarughe, cormorani e leoni marini. Uccelli di ogni tipo si rincorrevano in cielo senza particolare timore dell&#039;uomo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Mentre l&#039;equipaggio del Beagle si dedicava alla solita opera di cartografia, al riposo e alla pesca, il giovane Charles elaborò nella sua mente l&#039;abbozzo di una teoria nuova sull&#039;origine della vita sul nostro pianeta e il suo svilupparsi. Riordinando la sua raccolta di animali e piante si accorse che la maggior parte delle specie erano uniche, pur assomigliando a quelle del Sud America. Inoltre le stesse specie differivano da un&#039;isola all&#039;altra sebbene lontane di poche miglia. La specie che maggiormente lo stupì era quella dei fringuelli, che avevano un becco diverso a seconda del cibo differente che potevano trovare sulle diverse isole. La ragione gli apparve chiara da subito: attraverso le successive generazioni un processo di adattamento li aveva sviluppati adattandoli. L&#039;isolamento aveva favorito questa evoluzione.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Lo stesso accadde con le tartarughe, diverse tra le isole e le iguane, diventate marine da terrestri. La sua teoria era ormai questa: il mondo non poteva essere stato creato in un solo istante o in una settimana, ma era il frutto di una evoluzione continua di qualcosa di infinitamente primitivo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Le isole Galapagos dovevano essere assai recenti rispetto alla costa continentale sudamericana. Gli uccelli erano stati i primi colonizzatori, poi le tartarughe nuotando e le iguane, arrivate su tronchi d&#039;albero alla deriva. Gli uccelli avevano trasportato semi nei loro escrementi. Questi erano attecchiti e si erano poi sviluppati in modo autonomo dalla specie madre americana. Ecco come, probabilmente, anche i grossi bestioni di cui aveva trovato ossa fossili in Patagonia potevano essersi estinti: quando l&#039;istmo di Panama si era chiuso specie più forti era giunte dal nord che ne avevano causato l&#039;estinzione. E si spinse anche oltre, ipotizzando che anche l&#039;uomo - scandalo! - avesse dovuto essere quanto mai primitivo e si era evoluto grazie all&#039;adattabilità e all&#039;aggressività.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Adriatica ha visitato 2 delle 4 isole dove discese Darwin. San Cristobal e Isabela. Poi è stata anche a Santa Cruz. Ha dato fondo sulla stassa sabbia che accolse l&#039;ancora del Beagle. Il paesaggio é immutato, a parte la zona antropizzata. Per il resto l&#039;immagine naturale é identica e preservata. Scesi a terra, Ric, Ferdi, Marco, Emanuel, Gianni e io abbiamo ripercorso sentieri che sicuramente incrociano quelli su cui si mosse il naturalista inglese. I panorami sono identici: rocce vulcaniche, boschi apparentemente secchi o foreste rigogliose nel lato sopravvento delle isole che risaltano nel sole equatoriale. I colori sono vivi, sebbene più uniformi rispetto a quelli a cui siamo abituati in Mediteraneo. Abbiamo riscoperto piante come il pomodoro (che abbiamo assaggiato: é proprio uguale, nel sapore), originario delle Americhe e importato in Europa solo da pochi secoli, che qui cresce selvaggio come un&#039;erba.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Navigando tra le isole abbiamo incontrato iguane che nuotavano a miglia da terra, razze che spiccano salti fenomenali al di fuori dell&#039;acqua. Squali (ne abbiamo intravisto solo le pinne) e balene. Delfini a decine e decine che festeggiavano Adriatica dividendone allegramente la scia. Fregate, Gabbiani, cormorani delle galapagos, pellicani, pinguini... Ci sentiamo dei privilegiati per essere qui. Le autorità ci hanno concesso libera navigazione in quasi tutte le aree. Normalmente i velieri che giungono alle Galapagos devono sostare senza muoversi in uno solo dei tre porti autorizzati e lasciare le acque entro 3 giorni. Al massimo possono prolungare fino a 15 se hanno dei problemi. Noi avevamo un permesso rinnovabile di 2 mesi. Peccato dover partire. Come Fitzroy ho degli impegni da rispettare. Lui doveva rientrare in Inghilterra e cartografare ancora parte del Pacifico e dell&#039;Indiano. Io ho tanti appuntamenti lungo le coste Cilene, Argentine e Brasiliane per realizzare immagini da mostrarvi e racconti da scrivervi.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ciao a tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Adriatica come il Beagle.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;br /&gt;Skipper di Adriatica&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 15:48:08 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/galapagos-o-tartarughe-giganti</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/galapagos-o-tartarughe-giganti</guid></item><item><title>Hermanos para siempre!</title><description>Colori e musica avvolgono tutto e tutti. I &lt;em&gt;Galapaguenos &lt;/em&gt;sono di una gentilezza estrema e al servizio del loro ospite!&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Ancorati in rada a Bahia Naufragio&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Siamo ospiti del Paese. Le autorità inaugurano oggi il nuovo Maleçon, il lungomare, e Adriatica e il suo equipaggio sono invitati a presenziare come ospiti d&#039;onore alla manifestazione e alla festa. Musica, grigliate, gente allegra. L&#039;isola intera, che conta in totale 7.000 abitanti deve essere in paese oggi. Lo spettacolo é simpatico: il nuovo lungomare si integra tra il paesino e la spiaggia. I bimbi corrono sulla sabbia tra i leoni marini, appisolati. Molti sono i cuccioli nati nell&#039;ultima settimana.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Colori e musica avvolgono tutto e tutti. Allegre persone, i &lt;em&gt;Galapaguenos &lt;/em&gt;sono di una gentilezza estrema e al servizio del loro ospite. Il parco vive grazie al loro impegno, ma in realtà in cambio non ne ricevono per quello che danno. Infatti la gran parte del denaro stanziato da enti o nazioni amiche o raccolto con la colletta turistica dei servizi e delle tasse, non viene riutilizzato per migliorare sensibilmente i servizi degli abitanti. Questi 15 giorni di permanenza nell&#039;arcipelago ci hanno permesso di avvicinarci agli abitanti che qui si dividono in &quot;Nativos&quot; (quelli che sono nati qui), &quot;Residentes&quot; (quelli che vi risiedono stabilmente da prima del 1988) e gli altri, che hanno qualche diritto in meno, ma vivono di solito meglio, perché si tratta di americani o europei che sono qui per business.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il rapporto privilegiato con Bolivar Pesante e con sua moglie Grace che é la &quot;Gobernadora&quot; dell&#039;isola ci ha immerso fino in fondo nella vita dell&#039;arcipelago, con le sue magie, le sue grandezze, le sue unicità e i suoi problemi. Bolivar è nativo, figlio di una coppia che si trasferì sull&#039;isola 46 anni fa. La madre, una simpatica vecchietta che abbiamo incontrato ieri per caso mentre faceva la spesa, é la mamma di tutti sull&#039;isola. Quando arrivarono qui gli abitanti dell&#039;intero arcipelago non erano più di 3000. Oggi sono circa 30.000. Quarto di cinque figli è quello che maggiormente si è dato da fare per le sue Isole. Oggi possiede un&#039;Agenzia Naviera e riceve quasi tutte le imbarcazioni e navi in arrivo dall&#039;estero. Bill Gates e Paul Allen (Microsoft), la famiglia reale inglese, presidenti di ogni nazione, attori come Tom Cruise e Bruce Willis... e Adriatica. L&#039;assistenza che ci ha dato é totale. Non avevamo ancora gettato l&#039;ancora nei vari porti che un suo rappresentante accostava la barca per risolvere ogni problema burocratico, e in queste isole sono davvero tanti!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Proprio pochi minuti fa é stato a bordo per darci i saluti. Salpiamo domani e ha verificando che tutto sia a posto. E&#039; salito sul taxi dopo un abbraccio: &lt;em&gt;&quot;Hermanos para siempre!&quot;&lt;/em&gt;, Fratelli per sempre.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;E la nave va!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Skipper di Adriatica&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 15:57:58 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/hermanos-para-siempre</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/hermanos-para-siempre</guid></item><item><title>La traversata verso Antofagasta</title><description>Navigando nel Pacifico, tra lunghi turni al timone e ricordi delle Galapagos...&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Posizione: 02°01&#039;,7S - 088°00&#039;,8W. 120 miglia a SW delle Galapagos. Rotta 142°, verso il Cile del Nord, Antofagasta. Velocità 6 nodi. Ore 06:35 LT. Vento da SSE a 15 nodi. Mare lungo da Sud. Pressione 1011 Mb, copertura del cielo 4/8.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Adriatica avanza verso sud-est con la calma che le si addice. La prua fende le acque grigie di quest&#039;alba limpida ma coperta. Attraverso le nubi il cielo azzurro promette sole, ma l&#039;orizzonte é ancora occupato da una linea uniforme di nuvole compatte che non si decidono a lasciare libero sfogo alla vivida luce equatoriale. Gianni termina il suo turno di guardia. Già si preparano Ricardo e Fernando per le prossime 3 ore. L&#039;odore del caffé nuovo si diffonde nelle cabine. Quattro uccelli bianchi, forse gabbiani (ma di che specie?), ci seguono da ieri sera come una scorta: due a dritta e due a sinistra. Uno é più piccolo degli altri, forse un &quot;cucciolo&quot;. Si diverte a scivolare sottovento alla barca sfruttando l&#039;effetto venturi creato tra genoa e randa.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;A bordo i primi saluti del mattino. Dei brontolìi, più che altro. Mugugni rubati al silenzio della notte.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Rispolvero i ricordi delle giornate passate alle Galapagos con Patrizio, Orso e i professori che ci accompagnavano nella scoperta degli itinerari darwiniani. Gabriele Gentile, dell&#039;università Roma 2 Torvergata, con i suoi allievi e le sue collaboratrici ci ha coinvolti nella vita segreta di tartarughe e iguane, di cui é uno dei maggiori esperti. Tra un campo e l&#039;altro, effettuati a terra con tanto di tende, bivacco, sacchi a pelo e zaini da esploratore, é stato ospite a bordo di Adriatica e ci ha istruito con i suoi racconti sulla vita segreta di questi animali e sulle ragioni della loro esistenza in questo luogo isolato del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Abbiamo così appreso che questo é l&#039;unico luogo al mondo dove le iguane nuotano e brucano alghe ed erbe marine riuscendo a restare fino a 4 ore in apnea. Ci ha raccontato come, da est verso ovest, le isole di questo arcipelago si stanno formando grazie agli apporti di lava nuova e incandescente che sorge dalle profondità oceaniche. L&#039;ultima eruzione significativa, su Isabela, è dello scorso novembre 2005. Uno dei vulcani di quest&#039;isola é il secondo cratere al mondo per estensione, con i suoi 12 km di diametro. La sua équipe si é adattata perfettamente alla vita di bordo, che in questi giorni é stata piuttosto concitata con arrivi e partenze giornaliere.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Anche Patrizio ha condiviso con loro l&#039;esperienza del campo. Andrea Sorricaro, il nostro operatore, era del gruppo e ha ripreso piante e animali di ogni genere, rischiando morsi e insolazioni. Per tre giorni Pat si é arrampicato ed è scivolato, si è aggrappato e si è scottato (per il sole), come un provetto scout. Accompagnato (o piuttosto: abbandonato) da una lancia su una spiaggia deserta e inaccessibile della costa nord ovest di Santa Cruz, il gruppo ha letteralmente &quot;piantato le tende&quot; in un idilliaco angolo di paradiso terrestre. Mare azzurro e verde, sabbia bianca e vegetazione da Jurassic Park erano la cornice di questa avventura. L&#039;entusiasmo di Gabriele Gentile é stato coinvolgente e la quantità di riprese effettuate equivalente alla programmazione di una settimana di National Geographic Channel...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le poche zanzare (&quot;mosquitos&quot;, esotico é meglio) non hanno influito sull&#039;umore dei nostri eroi: solo costretti dal tramonto abbandonavano l&#039;esplorazione fauno-floreale. Novello Darwin, Pat si rassegnava all&#039;attesa del nuovo giorno, discutendo delle problematiche evoluzionistiche attorno a un caldo focolare improvvisato. Le ragazze del gruppo intanto cuocevano zuppe di prelibata delicatezza. A malincuore, il quarto giorno, hanno abbandonato la spiaggia della scoperta con la barca che li é venuti a riprendere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Appena risalito a bordo di Adriatica Patrizio ha condiviso con noi l&#039;esperienza vissuta così pienamente da lasciare indelebili ricordi nella sua mente e... sulla sua maglietta! E solo a causa di precedenti e improrogabili impegni ha dovuto rinunciare a ripetere l&#039;esperienza su Isabela: un altro campo di tre giorni!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ah, la Biologia! La scoperta, la ricerca, la natura! Il bisogno di frequentare la Scienza, capace di svelare i segreti di questo sorprendente &quot;reale&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Peccato non essere con lui.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Proseguiamo la nostra rotta marittima. Nuove avventure ci attendono oltre l&#039;orizzonte!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Skipper di Adriatica&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 16:09:24 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/traversata-verso-antofagasta</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/traversata-verso-antofagasta</guid></item><item><title>Navigare e aspettare</title><description>L&#039;attesa è l&#039;essenza del viaggio. Sapete ancora aspettare voi terrestri?&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Posizione: 02°25&#039;,7S - 086°52&#039;,8W. 250 miglia a SW delle Galapagos. Rotta 135°, verso il Cile del Nord, Antofagasta. Velocità 5 nodi. Ore 19:35 LT. Vento da SSE a 15 nodi. Mare lungo da Sud. Pressione 1011 Mb, copertura del cielo 8/8.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Aspettiamo. Navighiamo e aspettiamo. La nostra rotta, di bolina  stretta verso il Cile ci porta provvisoriamente a puntare sulla costa peruviana. Più a nord di Callao, lo storico porto di Lima, la capitale. Esattamente la prua é puntata su Cabo Blanco, proiezione occidentale del continente sud americano. Questo capo ricorda il passaggio di migliaia di galeoni e navi che facevano la spola tra i possedimenti spagnoli e l&#039;Europa. Callao, porto di fortune e disastri. Porto in cui i conquistadores imbarcarono la maggior parte dell&#039;oro degli Incas. Ma per ora é oceano... Anzi: Oceano, con la maiuscola. Parliamone con rispetto di questo mare che si può tramutare rapidamente in un inferno d&#039;acqua.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&#039;attesa è il cuore del viaggio. E&#039; la maggior parte del tempo. La si trascorre lavorando, carteggiando, scrivendo o leggendo. Oppure riposando, pensando o chiacchierando. Spesso la si trascorre in silenzio. L&#039;attesa in mare é diversa. A volte si tinge di angoscia, o per lo meno di preoccupazione. Immobili in una bonaccia speriamo nel vento. Poi arriva e ci chiediamo fino a quanto rinforzerà. Temiamo che si trasformi in colpo di vento... o burrasca. Oggi la giornata é stata serena. Splendida persino. Il sole caldo, temperato dall&#039;aliseo di Sud Est riempiva il nostro universo di una luce fulgida che si rispecchiava sul dorso delle onde, non&#039;appena passate sotto lo scafo di Adriatica. Non una nuvola, dopo i leggeri scrosci della notte scorsa. E poi, verso il tramonto, in meno di un&#039;ora da Est una cappa grigia e uniforme ha coperto completamente il cielo, chiudendolo come come una cerniera proprio nel punto in cui il sole tramontava. La nostra speranza di perderci nel cielo stellato della notte equatoriale é svanito con il suo ultimo raggio. Abbiamo approfittato dei pochi minuti di luce (qui il tramonto dura poco e poi é subito buio) per prendere una mano di terzaroli (ridurre la randa). Il vento in realtà non ha rinforzato, ma il detto dice: &quot;quando pensi di ridurre tela,  ebbene é già troppo tardi&quot;... Saggezza di marinai!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ed ecco che la nostra attesa di stelle cadenti si é trasformata in un cauto timore per la meteo. La Via Lattea, lunga cascata che rallegra le notti senza luna, si é nascosta dietro la nera coperta di nubi. Aspettiamo. Navighiamo e aspettiamo. Marco e Emanuel, di guardia al timone, cercano di trasformare ogni più piccolo rinforzo in gradi utili ad avvicinarci alla meta. Che frustrazione non potere fare rotta diretta sulla destinazione. Ma é così la maggior parte del tempo. Conto sulle dita di una sola mano le occasioni che Adriatica a avuto di andare diretta all&#039;obiettivo in questo ultimo mese e mezzo, da quando siamo partiti da Curaçao. Chi non va per mare non può sapere. E non può capire il rigore necessario per guadagnare ogni singolo miglio.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Aspettiamo e lavoriamo. Ricardo riposa. Fernando e Gianni serviranno la cena tra poco. Patate al forno con cipolle, costolette di manzo, peperoni. Olio e origano. Sapete ancora aspettare, voi terrestri? Sapete ancora vivere le vostre attese?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Chiedete come fare ai ragazzi che sono stati su Adriatica durante la Rotta Rossa... loro sapranno raccontarvi dell&#039;Attesa!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Skipper di Adriatica&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 16:20:03 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/navigare-e-aspettare</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/navigare-e-aspettare</guid></item><item><title>Ci avviciniamo a Cabo Blanco</title><description>L&#039;estremità più occidentale del continente sudamericano. Poi costeggeremo il Perù fino in Cile&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Posizione: 03°37&#039;,7S - 085°39&#039;,8W. 250 miglia a W di Cabo Blanco, Perù. Rotta 100°, verso il Cile del Nord, Antofagasta. Velocità 5 nodi. Ore 02:35 LT. Vento da SE a 15 nodi. Mare lungo da Sud in calo. Pressione 1011 Mb, copertura del cielo 8/8.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cabo Blanco&lt;/strong&gt; é l&#039;estremità più occidentale del continente Sud Americano. Ci avviciniamo lentamente ala costa del Perù, che costeggeremo per oltre 1.000 miglia prima di entrare in acque cilene. Non ci avvicineremo mai troppo alla costa, anche per evitare i pericoli rappresentati da alcuni basso fondi e da una decina di isolotti su cui l&#039;oceano frange con tutta la sua potenza e dove la corrente ci trascinerebbe se ci avvicinasimo troppo. Anche dai principali porti peruviani conviene stare al largo. E&#039; già un paio di settimane che riceviamo allerte dal Centro Anti Pirateria di Kuala Lumpur, in Indonesia. Questo ufficio coordina tutte le attività anti pirateria al mondo e ha segnalato già 4 attacchi a navi e barche nella zona di Callao (Lima). Due erano imbarcazioni da diporto all&#039;ancora in rada. Inoltre non é ancora stata trovata la barca a vela americana che dal Perù risaliva verso il nord e che non ha dato più notizie di se da ormai 30 giorni. Naufragio? Attacco di malviventi? Nessuno lo sa. Quindi navighiamo a prudente distanza dalla costa, in modo da essere fuori portata dalla vista e dall&#039;autonomia dei motoscafi di questi malfattori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;La navigazione prosegue tranquilla, sebbene di bolina e contro vento. Siamo in leggero ritardo sulla tabella di marcia, ma conto di recuperare non appena il mare si calmi un po&#039; e Adriatica riesca ad avanzare più stretta al vento. Ora, per quanti sforzi facciamo, l&#039;angolo migliore non é inferiore a 60°. Il cielo durante il giorno si apre e l&#039;azzurro terso risalta tra le nuvolette a batuffolo dell&#039;aliseo. La notte, a causa della condensazione dell&#039;umidità dovuta alla differenza di temperatura tra l&#039;aria, calda e asciutta e il mare, umido e freddo per la corrente di Humboldt che trasporta a queste latitudini le fredde acque dell&#039;antartico, si forma una cappa di cumuli che mano a mano oscura lo spendido cielo della notte equatoriale. Sono le 23 della sera. Orione sale lentamente verso l&#039;azimut. Cassiopea indica involontariamente la direzione del Nord, giacché la Polare é già invisibile. Iniziando da Est la foschia inizia a attenuare la nitidezza delle costellazioni che accompagnano il primo turno di guardia, quello che dalle 21 porta a mezzanotte. Già i nuovi montanti si organizzano per il secondo turno: &quot;Fa freddo ragazzi? com&#039;é? la fuori&quot;, &quot;Tutto OK, comincia a coprirsi, serve la cerata per l&#039;umidità. La temperatura, ancora va!&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Mezzanotte. Cambio turno. Caffé. Crackers. Il cielo si comincia a scurire a macchie. Si percepisce la presenza della nube dalla macchia senza stelle che intravedi a levante. Due, tre, cinque, dieci macchie... La notte senza luna avanza e lo splendore del cielo si smorza. Ora é coperto completamente. Il buio &quot;é&quot; buio... La sensazione di solitudine si accresce in questo momento della notte. Per fortuna sono le 3, é ora del cambio. &quot;Vai a dare una mossa ai montanti!&quot;, &quot;Sì, vado, e gli faccio anche un caffé, che ne avranno bisogno&quot;. &lt;br /&gt;La nuova coppia sale stropicciandosi gli occhi nell&#039;oscurità totale. Ogni tanto qualche spruzzo di un&#039;onda che si schianta sulla prora giunge fino in pozzetto, e completa la sveglia dei nuovi venuti. Il sapore amaro del caffé in bocca. Nessuna voglia di parlare, ma tanta di dormire... La cuccetta era ben calda!... Ora fuori comincia a far fresco. Cerata, cappello di lana, scarpe.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&quot;Caspita, ma non siamo all&#039;equatore? Io non pensavo.. Chissà cosa dev&#039;essere in Cile, nei canali. Là si che beccheremo del gran freddo!&quot;, &quot;Si, fortuna che Fil ha montato il Webasto, il riscaldamento ad aria, sennò...!&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;In mare non é come a terra. Umido e vento abbassano notevolmente la temperatura dell&#039;ambiente e per questo dove, alla stessa latitudine, ci sono foreste tropicali e deserti, in mare si può tremare di freddo. Sono le 5 passate ormai. I ragazzi del turno faticano a tenere gli occhi aperti. Lo sguardo che fino a poco prima controllava velocità e direzione del vento, ora insiste ripetutamente sull&#039;orologio: &quot;Maledizione, l&#039;ultimo turno della notte é il peggiore, e l&#039;ultima ora di questo turno non passa mai!&quot;, &quot;Hai ragione... Vado a scrivere il libro di bordo, sennò mi addormento. Non staccare la cintura di sicurezza, che sei solo, al timone...&quot;, &quot;Si, certo. Mica voglio finire in mare a 400 miglia dalla costa più vicina, di notte e con tutti a bordo che dormono!... Dai una mossa ai montanti... Che guadagnamo 5 minuti, dai!..&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Già si percepisce un cambiamento nel buio. Il bordo delle nuvole più a levante si intravede più chiaro. Un nulla, ma già si vede. L&#039;aurora si prepara. Il sole uscirà tra più di un&#039;ora, ma qualcosa sta cambiando.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;E l&#039;aria comincia a perdere una parte della sua umidità, una buona parte della quale si é depositata sulla barca, sulle vele e sull&#039;attrezzatura, gocciolanti, nell&#039;attesa del caldo mattino che le asciugherà.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Il nuovo turno é in coperta. E&#039; il turno privilegiato, perché ha dormito da mezzanotte alle 6 ed é quello che si riposa di più, siccomne il sonno di queste ore rispetta l&#039;orologio biologico del nostro corpo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;E&#039; per questo che i due del mattino si occupano di rassettare la barca dopo la notte. Sfruttando l&#039;umidità depositata dalla notte, con una spugna, ripassano la coperta per toglierle il sale degli spruzzi notturni. Alcuni pesci volanti, ciechi nella notte scura, si sono involontariamente suicidati contro Adriatica. Ora ne raccogliamo le carcasse e le gettiamo in mare, dopo averne ammirato l&#039;apertura delle pinne, vere e proprie ali.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&quot;Tò, stanotte anche un calamaro ha deciso di farla finita... Meno male che é uno di quelli piccoli. Ti immagini se fosse un calamaro gigante che si innamora del rosso scafo della nostra barca!&quot;, &quot;Non voglio nemmeno pensarci. Per fortuna che Adriatica é di acciaio, sennò in una collisione contro uno di questi mostri marini o contro una balena ci lasceremmo lo scafo...&quot;, &quot;Dì, invece di pensare ai mostri marini, guarda che colori stamattina!&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Le nuvole che iniziano a diradarsi, come una folla di gente dopo uno spettacolo di piazza, a gruppi, oppure solitarie, restando ancora qualche capannello qua e là, lasciano spazio ai primi raggi del sole, fulgidi, dritti, allegri.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Un nuovo giorno inizia su Adriatica. Un nuovo giorno inizia qui sul Pacifico orientale, 85° di longitudine Ovest.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Skipper di Adriatica&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;E il suo equipaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 16:30:32 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/ci-avviciniamo-a-cabo-blanco</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/ci-avviciniamo-a-cabo-blanco</guid></item><item><title>Un oceano vivo</title><description>Dal diario di bordo di Gianni Siroli, un fisico in Pacifico...&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Gianni Siroli è un fisico dell&#039;Università di Bologna, protagonista della prossima tappa cilena del nostro viaggio. Si è imbarcato su Adriatica alle Galapagos e sta vivendo con il nostro equipaggio l&#039;esperienza dura e forte della traversata. Di seguito una pagina del suo diario personale...&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo lasciato le Galapagos ormai da alcuni giorni, faccio i turni di guardia con Filippo. Queste notti sono senza luna, spesso è anche nuvoloso, quindi è MOLTO BUIO, si fatica a distinguere la cima dell&#039;albero o la linea dell&#039;orizzonte che separa cielo e mare.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;L&#039;unica luce è data, quando sereno, da un cielo stellato stupendo, in cui, nelle notti chiare e con poca umidità, la via lattea risplende nella maestosità della nostra galassia e si riflette sul mare. Ma c&#039;è un&#039;altra luce, più vicina e molto più viva delle lontane stelle, c&#039;è un altro cielo che ilumina il mare: la barca, fendendo l&#039;acqua, lascia una scia luminosa prodotta da una miriade di esseri pluricellulari che costituiscono il plancton che permea l&#039;oceano. Si crea una scia lattiginosa ed uniforme dove qua e là scintillano, solo per un attimo, altri organismi, per poi spegnersi immediatamente. E&#039; come vedere un altro cielo nell&#039;oceano, un&#039;altra via lattea con altre stelle; ma in questo caso questo universo è vivo!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image img&quot;&gt;&lt;img src=&quot;/img/imb/435/9889_h.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; /&gt;&lt;/span&gt;Io vado in barca già da alcuni di anni, non è la prima volta che navigo di notte e che vedo scie luminose, ma ho sempre pensato di solcare un mare di acqua. Queste lunghe ore notturne di navigazione nel pacifico mi hanno fatto sentire quanto questa acqua sia viva! non ho più la sensazione di navigare in un oceano di semplice acqua ma in un mare di esseri viventi, attraversando qualcosa di vivo, è come se l&#039;oceano stesso prendesse vita.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Naturalmente sapevo dell&#039;esistenza del plancton, ma non mi riferisco ad un livello di conoscenza razionale, questa è una fortissima sensazione &quot;fisica&quot; della presenza di una infinità di organismi viventi, che sono una delle basi della catena alimentare e  della vita sulla terra. Il brodo primordiale dal quale è nata la vita è ancora qui, attorno alla nostra barca, sotto di me. Per associazione mentale mi ritorna alla memoria un film di fantascienza di molti anni fa, &quot;Solaris&quot;, in cui c&#039;e&#039; un pianeta costituito da un unico grande oceano dotato di vita che entra in contatto con l&#039;uomo. Quando la luce dell&#039;alba ritorna, questo oceano di vita lentamente si spegne e si riaccende il cielo. Credo che da ora in poi vedrò il mare con un occhio diverso.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Gianni Siroli&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Fisico in Pacifico&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 17:05:25 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/un-oceano-vivo</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/un-oceano-vivo</guid></item><item><title>Natale in Pacifico...</title><description>Giorno di mare segue giorno di mare, anche a Natale!&lt;br /&gt;&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Posizione: 07°36&#039;,7S - 083°40&#039;,8W. 200 miglia dalla costa del Perù. Rotta 210°, verso il Cile del Nord, Antofagasta. Velocità 6 nodi. Ore 14:35 LT. Vento da SSE a 15 nodi. Mare lungo da Sud. Pressione 1011 Mb, copertura del cielo 4/8.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Giorno di mare segue giorno di mare. Da quanto tempo siamo partiti? La piccola comunità che siamo vive ormai di vita propria. Piccole gioie, sorrisi, qualche tensione dovuta alla stanchezza... rare, per la verità (le tensioni, non la stanchezza!). I nostri amici terrestri sono ormai solo delle lettere sullo schermo del PC, delle mail. Parole amiche o informazioni tecniche. Ecco, sì! Chi ci scrive si divide in &quot;volti amici&quot; e &quot;parole di lavoro&quot;. Così che ciascuno di noi, a bordo, relativizza tutti i rapporti che a terra vive in modo concitato. La maggior parte delle persone con cui non potevamo fare a meno di vederci, telefonarci, scriverci un sms sono scomparse, assorbite nella loro quotidianità terrestre. Sanno veramente cosa stiamo vivendo, noi, qui? E in fondo, gli interessiamo? Poco, direi. Se non sollecitiamo da bordo una necessità, lungi da loro il farsi sentire. &quot;Come state, ragazzi? Come va lì a bordo? Ve la state passando bene? Cosa avete organizzato per il Natale?&quot; Una sola di queste frasi sarebbe importante.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ma no. Noi siamo qui, nel &#039;nostro&#039; Oceano Pacifico, sulla &#039;nostra&#039; barca, Adriatica. Piccola famiglia attaccata con le unghie a questa minuscola casa galleggiante.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;E poi, per fortuna, ci sono altri legami. Legami che nell&#039;assenza hanno una strana forza. Persone, poche, con le quali ci siamo sentiti raramente così vicini, con le quali il rapporto resta forte e completo. È l&#039;assenza, è il senso del rischio, è la forza semplice della vita che conduciamo e la lontananza dagli occhi a restituire questa forza ai rapporti umani. Queste persone, questi che amiamo, sono qui a popolare i nostri pensieri e ci sorridono, o si preoccupano... Ci accompagnano.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Sono amici, fidanzate, mogli, padri, madri... Il rapporto che parrebe allentato dalla distanza e dalla scarsa comunicazione si è fatto più tenero e introspettivo. Conosciamo la loro inquietudine e immaginiamo il piacere che provano nel consultare il sito dei velistipercaso e scoprire un nuovo racconto, una nuova notizia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Adriatica sbatte la prua sulla via del Sud. Questa rotta che ci allontana, miglia dopo miglia, da loro. Siamo qui per realizzare un progetto. Ciascuno di noi sa quanto dobbiamo a loro, che con la loro pazienza, i loro incoraggiamenti, la loro fiducia ci hanno permesso di essere qui.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Sono le persone che ci vogliono bene e alle quali vogliamo rendere omaggio in vista del Natale. Che si creda o no, non importa.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Sono loro, così importanti (per noi) e così impotenti. Se un giorno un&#039;onda più alta ci travolgesse o se ci scontrassimo con un oggetto alla deriva o uno di questi pescherecci senza luci che di frodo rubano il pesce ai peruviani e ai cileni, potrebbero solo scrutare se un piccolo segnale emesso dalla nostra boa EPIRB (la boa di soccorso) fosse segno di un luogo, di una speranza.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Sono le persone che hanno lo sguardo orgoglioso quando raccontano che il loro figlio, il loro marito o compagno (o anche solo il loro amico!)  sta navigando intorno all&#039;America del Sud, controvento, di bolina e per 2, 3 o 6 mesi lotterà contro il mare contrario, le temperature sempre più fredde, la stanchezza dei turni ripetuti, i pericoli degli insidiosi canali della Patagonia... Sono le persone che hanno condiviso con noi il progetto di Adriatica sulle Tracce di Darwin e... soprattutto, che comprendono la nostra voglia di mare!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Oggi, antivigilia di Natale, abbiamo potuto fare un regalo. Non ai nostri cari a casa, ma in vece loro a dei pescatori peruviani che, come noi, passeranno il natale in mare, pescando. Tre pacchetti di sigarette, due bidoni di acqua buona, un sacco di biscotti... Poco, ma un gesto. La necessità di dare qualcosa a qualcuno senza ricevere.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;I tre marinai cotti dal sole sulla loro lancia di legno di meno di 4 metri con un fuoribordo da 75 Cv a 200 miglia dalla costa. Tirano palamiti per conto di una barca Madre che li assiste a qualche miglio. Loro possono, queste sono acque peruviane. Noi siamo gli intrusi che rischiano di danneggiargli gli attrezzi che sfamano le loro famiglie. Quindi non ci lamentiamo. Quando vediamo una boa viriamo. E li ringraziamo per il loro sorriso. Fanno le veci dei nostri cari, a casa.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Buon Natale&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Filippo Mennuni&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Skipper di Adriatica&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;Insieme a Ricardo, Ferdy, Marco, Emanuel e &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;Gianni&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 17:17:47 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/natale-in-pacifico</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/natale-in-pacifico</guid></item><item><title>E&#039; la natura che decide</title><description>Come si fa quando non c&#039;è neppure un filo di vento?&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Posizione: 10°51&#039;,1S - 081°30&#039;,8W. Costeggiando la costa del Perù a 300 miglia di distanza. Rotta 195°, verso Antofagasta. Velocità 4,4 nodi. Ore 10:35 LT. Vento da SE a 8 nodi. Mare lungo da Sud. Pressione 1015 Mb, copertura del cielo 4/8.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Il vento sta morendo. Abbiamo seguito la sua agonia tutta la notte. E&#039; inevitabile. E&#039; la natura che decide. La brezza leggera a sette o otto nodi non è sufficiente per smuovere il colosso che è Adriatica. Una barca in carbonio, lei sì che avrebbe fatto festa con una brezza leggera. Ma, senza andare a scomodare il pregiato composito, peraltro inadatto ad una navigazione come la nostra, dove il pericolo di collisione con tronchi, pezzi di ghiaccio, detriti alla deriva è costante, uno scafo in alluminio sarebbe stato ideale. Leggero (quasi la metà rispetto all&#039;acciaio), resistente (si fa una bozza, ma non si rompe), non fà ruggine ed è riciclabile (ideale per la nostra filosofia dell&#039;andar per mare!). Ma, in quel ormai lontano giorno di alcuni anni fà in cui Pat, Syusy e Zoe scoprirono lo scafo di Adriatica abbandonato in quel di Fano, fu amore a prima vista e... al cuor non si comanda: Adriatica risorse a nuova vita, quella che non aveva mai avuta, ed oggi siamo qui, a ciondolare nell&#039;alta onda lunga oceanica che ferma ogni velleità di avanzamento del pesante scafo di acciaio.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;In questi frangenti non so dire se si usura di più l&#039;attrezzatura, che sbatte floscia nel vento calante o lo spirito del marinaio, che prova ogni soluzione, cambio di vela, di rotta, di prua, pur di avanzare e non sottomettere la barca allo sfinimento dei materiali.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Un piccolo refolo! 10 nodi, dai che si riparte... la velocità aumenta da 1 nodo a 1,2.. 1,5,... 1.8,... 2 nodi! Un minuto, due minuti... Equilibrio instabile che non vorresti turbare nemmeno con il peso delle parole. In silenzio quindi osservi, poggi uno o due gradi per fare acquisire un po&#039; di abbrivio in più. Ti servirà a scavalcare le tre onde più alte che già percepisci a prua. Sempre, dopo una serie di onde di altezza media, ne arrivano tre di altezza superiore. Sono quelle che frangono a bordo durante la burrasca. Ora, sono quelle che stoppano Adriatica come se si fosse piantata in un fondo melmoso. Da 2 nodi scende a 0,5... Le vele sbattono... Tutto ricomincia per 10, 100, 1000 volte. Poco vento e mare lungo... Adriatica brontola in modo malsano. Gracchia la sua sofferenza. Vele, bozzelli, scotte, carrelli... Tutto sbattacchiato in ogni senso.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ci sarebbe la soluzione del motore, ma a 1.000 miglia dall&#039;obiettivo, 10 giorni di navigazione, con mare e corrente contro, la barca sbatterebbe ancora di più per avanzare appena. Il gasolio finirebbe proprio quando ne avremmo bisogno: in prossimità dell&#039;atterraggio.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Allora la soluzione è cercare il vento. Cominci a scrutare l&#039;orizzonte in cerca di un segno di aria più tesa. Una nuvola che si faccia anticipare da qualche raffica. Il timoniere gioca stancamente a questo rincorrersi assurdo. Io mi metto ad analizzare le carte meteo. Rifletto. Studio meglio. Leggo i bollettini e guardo la carta del satellite. Seguire a Sud o avvicinarsi a terra. Le Ande creeranno una termica che ci spingerà verso sud est? Oppure canalizzeranno il debole aliseo parallelamente alla costa costringendoci ad una bolina ancor più precaria, contro corrente e in mezzo a pericoli costieri? E questa calma quanto è estesa? Quanti giorni mi costerà sul totale... Siamo già in ritardo...&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;L&#039;equipaggio sonnecchia ascoltando musica e facendosi sballottare nelle cuccette, trattenuti solo dai teli antirollio che impediscono rovinose cadute sui paglioli.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Chi è di turno timona, perchè il pilota non è in grado di gestire le basse velocità. I generatori eolici non caricano, perché la brezza non è sufficiente a farli girare. Allora risparmiamo energia per usare meno possibile il generatore.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ci ostiniamo a fare avanzare la &quot;rossa&quot;. Duro lavoro...&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ma domani ci sarà il vento... lo so!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Skipper di Adriatica&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 17:23:48 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/la-natura-che-decide</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/la-natura-che-decide</guid></item><item><title>Avvistiamo vita, giorno e notte!</title><description>In cielo albatros, sterne, pellicani... In mare delfini, balene, orche, leoni marini... Avvistiamo vita, di giorno e di notte!&lt;br /&gt;&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Posizione: 15°38&#039;,1S - 076°18&#039;,8W. A 120 miglia per WSW da P.ta San Juan, sud del Perù. Rotta 145°, verso Antofagasta. Velocità 6,3 nodi. Ore 10:35 LT. Vento da Sud a 10 nodi. Mare lungo da Sud-Sud Ovest. Pressione 1013 Mb, copertura del cielo 8/8.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Siamo a 3/4 del viaggio tra Galapagos e Cile. Il mare è calmo e il vento leggero, ma l&#039;onda lunga che proviene dal Meridione solleva Adriatica in un respiro lungo, regolare, continuo e sicuro. Queste onde che ci cullano nel loro saliscendi portano il ricordo di quello che sono state mille miglia più a Sud, quando frangevano spinte dai forti &lt;strong&gt;&lt;em&gt;40 ruggenti*&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, venti che senza alcun ostacolo corrono dall&#039;Australia all&#039;America.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Furono i venti a indicare le rotte ai primi navigatori. Ne seguivano il soffio. E gli ucceli indicavano la prossimità dei continenti. Las Casas, relatore del viaggio di Colombo, racconta che prima di avvistare San Salvador &quot;udirono uccelli, durante tutta la notte&quot;. Ed è proprio degli uccelli e dei mammiferi marini e dei pesci che potremmo raccontarvi noi di Adriatica.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Gli animali sono stati i nostri compagni durante queste navigazioni. Alla partenza dalle Galapagos ci seguivano gli albatros delle Galapagos, le sterne, i pellicani. I primi ci hanno accompagnato a lungo. Soprattutto di notte. Si allontanavano di giorno per andare a pescare o per altre occupazioni segrete. Ma al tramonto, fedeli, due albatros volavano di conserva ad Adriatica, giocando nelle notti nere e senza luna con il flusso di vento generato dalle vele. Si percepivano, più che vedersi. Ma erano sempre lì.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Più tardi, come se fosse stato raggiunto un confine, si sono presentati dei &quot;Paille en coeud&quot;, i sostituti ufficiali. Bianchi, più piccoli degli albatros e con una lunga penna per coda che li fa, appunto, sembrare uno stelo di paglia. Avvicinandoci al Perù abbiamo conosciuto delle rondinelle di mare, in tutto simili alle nostre rondini, ma che vivono volando senza mai posarsi (almeno sembra) e bevono o mangiano avvicinando il becco al cavo dell&#039;onda, rapide, per non farsi travolgere dalla cresta in arrivo e sfruttarne la pressione propulsiva per sollevarsi nuovamente in cielo. Alle Galapagos c&#039;erano pochi pesci volanti. Ma ora ne siamo circondati. Volano di giorno e di notte per scappare ai grossi predatori oppure spaventati dal sopraggiungere dello scafo rosso. La mattina, dopo il ruggire notturno dei frangenti contro lo scafo, ne troviamo in coperta a decine, morti cozzando contro le sovrastrutture invisibili nell&#039;oscurità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tonni e dorados vivono frenesie alimentari all&#039;alba e al tramonto, saltando ovunque fuori dall&#039;acqua a caccia dei pesci più piccoli. Emanuel ne pesca uno al giorno che finisce al sale, al forno, al cartoccio, in crosta, bollito e sottolio o in umido secondo la fantasia e la voglia del momento. Questa pesca è importante per noi. Quindici giorni di navigazione hanno esaurito ogni cibo fresco a bordo e per l&#039;igiene alimentare la carne fresca di questi pesci è indispensabile.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Abbiamo avuto altri incontri con delfini, balene, orche, leoni marini solitari o in coppia, colti nel momento più intimo della loro vita relazionale, a pancia in su, con le pinne all&#039;aria e uno sguardo languido di piacere. Sbuffano e gridano di disappunto per essere stati disturbati così inopportunamente... Alcuni squali, silenziosi, scuri, sfilano al lato dello scafo senza nessuna paura.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ogni giorno avvistiamo vita.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;La notte navighiamo sulla scia fosforescente del plancton. Questi animali e vegetali si illuminano a tal punto che sembra che Adriatica abbia dei neon attaccati sotto lo scafo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ogni notte avvistiamo vita.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Avevo dimenticato, navigando in un Mediterraneo che non ha più nemmeno il ricordo di ciò che è stato, quanta vita c&#039;è in mare.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;E in tutto questo, noi. Un puntino sulla carta. Una goccia in questo oceano sconfinato.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Marco è di guardia. Ha la macchina fotografica al collo perché non vuole perdersi nessuno degli incontri che facciamo. Scruta come una vedetta ogni angolo dell&#039;orizzonte a caccia di vita, panorami, sfumature e di tutto ciò che rende vivace questo mare, apparentemente monotono. Alcune delle sue foto sono fantastiche. Le invieremo a Silvia appena a terra.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Domani finisce l&#039;anno. Dopodomani ne inizia uno nuovo. La nostra avventura è sempre la stessa, sempre nuova.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Parliamo, ridiamo, ascoltiamo musica, raccontiamo storie, lavoriamo insieme e osserviamo. Venti giorni insieme su Adriatica nel Pacifico. Sappiamo che finiranno. Vogliamo che finiscano. Per ritrovare i nostri piaceri terrestri. Per sentire i profumi del nostro mondo. Per avere un luogo dove ricordare, guardando il largo da una scogliera, questi venti giorni su Adriatica...&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Skipper di Adriatica&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;*I venti delle latitudini intorno ai 40° Sud si chiamano &quot;Ruggenti&quot;  per il rumore costante e penetrante che fa sembrare il loro soffio un  ruggito. Nello stesso modo l&#039;opprimente grido dei 50° Sud fa definire  quei venti &quot;50 urlanti&quot;.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 17:33:42 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/avvistiamo-vita-giorno-e-notte</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/avvistiamo-vita-giorno-e-notte</guid></item><item><title>Che ci faccio su Adriatica?</title><description>Dal diario di Gianni Siroli, Professore dell&#039;Università di Bologna, su Adriatica nella traversata&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dopo le Galapagos la seconda tappa di Adriatica e dei progetti scientifici collegati al viaggio è quella cilena. L&#039;arrivo ad Antofagasta è previsto per il 7 gennaio. Qui una delegazione guidata da &lt;strong&gt;Gianni Siroli &lt;/strong&gt;si spingerà nel deserto di Atacama fino al centro di ricerca Alma. Il Professor Siroli è già a bordo e in piena traversata, tra un turno di guardia al timone e l&#039;altro, ci descrive il significato e l&#039;obiettivo della spedizione che guiderà.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Che ci faccio io su Adriatica, a circa 100 miglia fuori dalle coste del Perù, che - anche se non sembrano molte - sono pur sempre una ventina di ore di navigazione? Ho deciso di imbarcarmi in questa prima lunga tappa di circa 1800 miglia, cioè tre settimane di navigazione, dalle Galapagos fino ad Antofagasta, in Cile, dove sarò raggiunto da due studenti di astronomia dell&#039;Università di Bologna, dove insegno. Da Antofagasta proseguiremo tutti insieme alla volta di San Pedro de Atacama e da lì saliremo verso il deserto delle Ande cilene, fino a 5000 metri di altitudine nella piana di Chajnantor, dove raggiungeremo il sito in cui è in fase di costruzione uno dei principali strumenti di ricerca in astrofisica del prossimo decennio.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Si tratta di un radiotelescopio, anzi per la precisione di un &quot;radio-interferometro&quot;, un insieme di 64 antenne di 12 metri di diametro che collegate insieme funzioneranno come un singolo ricevitore di circa 18km di base. Ogni singola antenna avrà una superficie posizionata con la precisione di un terzo delle dimensioni di un capello, una vera sfida tecnologica. Tutta l&#039;area è stata dichiarata &quot;riserva scientifica&quot; ed è stata scelta per le sue caratteristiche uniche di stabilità dell&#039;atmosfera e di mancanza di umidità, che deteriorerebbero le performance dello strumento.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;ALMA, così si chiama il progetto, &lt;em&gt;Atacama Large Millimeter Array&lt;/em&gt;, permetterà di ricevere e studiare i segnali proveninenti dall&#039;universo sotto forma di onde radio di lunghezza d&#039;onda millimetrica con una risoluzione elevatissima, migliore di molti telescopi ottici. Anche la sensibilità sarà senza precedenti, basti pensare che l&#039;emissione di un telefono cellulare posto sulla luna costituirebbe un disturbo molto importante. Queste onde radio millimetriche sono caratteristiche dell&#039;universo &quot;freddo&quot;, se confrontato con quello &quot;caldo&quot; di stelle e galassie, e permettono di studiare i processi iniziali di formazione di galassie, stelle e pianeti e quindi la loro origine. Le onde radio sono in grado di attraversare le nubi di polvere cosmica e quindi ci danno informazioni anche su regioni dell&#039;universo da cui non ci proviene luce, perché assorbita lungo il cammino, e che quindi sono precluse all&#039;osservazione ottica.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ma perché andiamo a visitare ALMA?&lt;/strong&gt; Che legame c&#039;é con Darwin e la biologia? La precisione e le caratteristiche uniche di questo radiointerferometro sono tali che permetterà, oltre ad altri settori di ricerca, di studiare in dettaglio eventuali molecole complesse presenti nello spazio e quindi i precursori chimici della vita stessa, le molecole prebiotiche. Da qui nasce l&#039;astrobiologia, un settore di ricerca interdisciplinare, tra astronomia e biologia, per la ricerca della possibilità e dell&#039;esistenza della vita al di fuori della terra. I principali elementi necessari alla vita, quali carbonio, ossigeno, azoto sono formati nelle stelle (in questo senso sicuramente l&#039;uomo è figlio delle stelle). Fino non molti anni fa se ne ignorava l&#039;esistenza, ma nello spazio esterno si stanno cominciando ad osservare molecole complesse: più di 130 ne sono state scoperte nelle nubi interstellari e nelle comete, tra le quali l&#039;acido formico, la formaldeide, la metilammina, l&#039;alcol etilico, l&#039;acido acetico ecc. E&#039; stata rivelata anche la presenza di uno zucchero (glicoaldeide) che può essere importante per la costruzione delle molecole di DNA ed RNA, basi della nostra forma di vita.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Anche in frammenti di meteoriti sono stati rivelate molte molecole organiche. C&#039;è anche una teoria, nota come &quot;panspermia&quot;, che prevede che la vita sia nata altrove nell&#039;universo e sia stata poi in grado di diffondersi. Non bisogna dimenticare che la ricerca di pianeti in orbita attorno ad altre stelle, anche se iniziata recentemente, ha già rivelato l&#039;esistenza di oltre 170 pianeti extra solari dove ipoteticamente una qualche forma di vita, anche molto diversa dalla nostra, potrebbe essersi sviluppata.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;La ricerca di altre possibili forma di vita nell&#039;universo, eventualmente nelle sue forme più estreme, semplici e microscopiche, passerà anche attraverso le ricerche di ALMA. Oggi forse Darwin studierebbe anche questo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;La navigazione verso Antofagasta prosegue. La ricerca della vita continua.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Un saluto dall&#039;Oceano Pacifico, coordinate 17°54&#039;S, 74°43&#039;W.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Buon anno a tutti!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Gianni Siroli&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 14 Sep 2011 16:22:04 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/che-ci-faccio-su-adriatica</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/che-ci-faccio-su-adriatica</guid></item><item><title>Ci scrive Viola...</title><description>Del team dell&#039;Università di Siena, sulla tappa alle Galapagos&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Ci scrive Viola, del team dell&#039;Università di Siena, di ritorno dalla tappa alle Galapagos.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Tornati alla civiltà dopo una settimana di crociera tra isole aride, sperdute e (quasi) incontaminate, il microclima fresco umido dell&#039;interno e il tran tran della vita di Puerto Ayora colpiscono come un dritto e il suo immancabile rovescio. La parte meridionale di Santa Cruz, umida, popolata e coltivata, non è nemmeno vagamente  paragonabile alle terre selvagge che abbiamo visitato finora. Qui la terra passa da un marrone rosso cinabro ad un nero lava che puzza di incendio ma si rivela un terreno fertile per una vegetazione rigogliosa, vicina ai paesaggi ai quali siamo abituati alle nostre latitudini. Questo colpo d&#039;occhio piacevolmente familiare e rincuorante nasconde la realtà drammatica che si cela dietro numeri un po&#039; sterili ma altamente significativi, che suonano un po&#039; come 70% di specie di piante introdotte: in questa zona di Santa Cruz, la più popolata dell&#039;arcipelago, si può camminare su morbidi prati di trifoglio, il cui tenero verde segna il declino ineluttabile dello stato naturale delle isole.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;È un&#039;urbanizzazione in palpabile espansione quella delle Galapagos, in ogni angolo di Puerto Ayora si incontra un cantiere, una casa in costruzione, un edificio in ristrutturazione… e lo stesso vale, in misura minore, per i piccoli paeselli che si incontrano lungo la carretera sulla quale il nostro taxi, un pick up bianco che ci ospita avventurosamente sul cassone, sfreccia a velocità inconcepibile. Lo striscione dell&#039; imminente censimento saluta il nostro più che rapido passaggio attraverso Santa Rosa, un minuscolo pueblo di casette che si affacciano su una strada a sterro dello stesso cupo rosso cinabro, ma anch&#039;esso pregnato dello stesso fermento.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ci sono dei graffiti strani sui muri di Puerto Ayora. Murales naive che inneggiano alla bellezza imperitura della natura galapaghena e all&#039;esigenza di conservarla con l&#039;orgoglio di essere 100% galapagheni, come si può leggere sugli adesivi pubblicitari che adornano molti dei piccoli esercizi commerciali di Puerto Ayora.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Me ne vado con il dubbio di non aver capito molto di questo posto. Le sue regole, le sue tensioni, le sue contraddizioni. Mentre nella natura quasi selvaggia del parco tutto era tanto corrispondente ai trattati di evoluzione biologica da risultare quasi allucinatorio, le sule dai piedi azzurri dipinte sui muri di un nuovo mercato rionale che presto sorgerà, mi riempiono la testa di dubbi sull&#039;effetivo futuro di queste isole, su il come e il per quanto potranno ancora convivere in questa calma apparente e quasi rivierasca le esigenze degli abitanti e quelle del parco, mentre i mitologici fringuelli di Darwin imparano ad approfittare delle briciole del nostro pranzo, e le iguane marine si crogiolano al sole sui mobili di una discarica, nella rada del porto.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Viola Tanganelli&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Biologa, Evoluta per Caso!&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 14 Sep 2011 16:28:47 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/ci-scrive-viola</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/ci-scrive-viola</guid></item><item><title>Verso Antofagasta</title><description>Manca poco all&#039;arrivo, dopo 20 giorni di mare il desiderio di terra è forte!&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Posizione: 23°38&#039;,1S - 071°18&#039;,8W. A 25 miglia per NW da Antofagasta, nostro porto di ingresso in Cile. Rotta 165°. Velocità 6,3 nodi. Ore 10:35 LT.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Vento da Sud a 18 nodi. Mare lungo da Sud-Sud Ovest. Pressione 1014 Mb, copertura del cielo 1/8.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Manca poco all&#039;arrivo. Dopo più di 20 giorni di mare il desiderio di terra é forte. Anche se amiamo navigare in altura consideriamo la terra, il porto di arrivo, come la meta e lo scopo della navigazione. Nessuno di noi naviga per navigare. Per quanto piacere abbiamo a stare giorni e giorni al largo, in questo mare sempre uguale e sempre diverso, desideriamo l&#039;arrivo. E&#039; nell&#039;arrivo che prende senso il viaggio. Nel riscoprire odori, colori, sapori. Nell&#039;udire voci. Costretti a navigare in eterno, su un globo di sola acqua come in Waterworld, credo che nessuno di noi manterrebbe la ragione. Farlo come Moitessier, che dopo avere doppiato Capo Horn, rinunciò ad arrivare a destinazione, durante una regata intorno al mondo in cui aveva già percorso quasi tutto il giro del globo e non gli restava che rimontare l&#039;Atlantico fino a Plymouth per arrivare secondo, e che continuò il giro verso ovest riattraversando Indiano e Pacifico perché in mare aveva tutto ciò che gli serviva: se stesso e la sua barca... Ecco, anche questo per noi é troppo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Invece a noi piace dare un senso all&#039;andare. Viaggiamo vivendo e godendo del presente marino ma con l&#039;obiettivo del futuro terrestre. Individuare la costa per primi é un gioco divertente a cui tutti coloro che navigano su Adriatica si sottopongono. E poi le ipotesi su come sarà a terra. Chi incontreremo, quale novità sarà il prossimo scalo. Congetture sul cibo, sulla gente, sulle ragazze del posto. Sempre ci è stato dato di vivere incontri interessanti, da quando abbiamo mollato gli ormeggi a Rosignano, ormai quasi un anno fa. Ripercorrendo il nostro giornale di bordo ci ricordiamo di tanti volti, personaggi, stili di vita. La maniera con cui viaggiamo e che é quella che ci hanno insegnato Patrizio e Syusy, entra nella realtà dei luoghi passando al di là della facciata. Lo spunto è sempre semplice: il cibo, un monumento, un luogo famoso. Ma quale storia ci sta dietro! E, soprattutto, qual é la storia di chi ce la racconta? Chi è? Come vive?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Vi ricordate di Padre Ottavio e il progetto della &quot;Vigna&quot; a Capo Verde? E i suoi amici di Radio Nova? Oppure gli indiani Kuna alle San Blas. E Fabio Tonelli, mitico personaggio delle Galapagos... Difficile per me comunicarvi le sensazione provate. Ma chiedete ai VpC che erano con noi. Loro forse sapranno raccontarvi.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;A Antofagasta come ci accoglieranno? Come se fossimo amici da sempre, perché da sempre condividiamo la stessa passione del mare?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;E a Valparaiso? A Chiloé, A Ushuaia...? Navigare é bello. Il &quot;Grand Large&quot; é sublime di sensazioni espresse e inespresse. I colori e le forme del mare sono infinite e alcune vanno cercate non lontano, all&#039;orizzonte, ma dentro di sé. Ma la terra da significato a tutto questo. Ed é forse per questo che a 24 ore dall&#039;arrivo tutti iniziano a prepararsi: barba, doccia, controllo degli abiti per la prima uscita&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&quot;Ragazzi, ma arriviamo di sabato sera... Come sarà il posto?&quot; - &quot;Io mi faccio un margarita al primo bar!&quot; - &quot;Si... E poi un altro al secondo e un&#039;altro ancora al terzo...!&quot; - &quot;No.. Questa volta non ci casco! La serata la voglio proprio vivere fino in fondo. E poi, con tutta l&#039;acqua salata che ho in corpo, ce ne vogliono così di margarita per rifarmi il sangue!..&quot; - &quot;Eh, il sangue... Lasciamo perdere il sangue. Che se do retta al mio, di sangue, bacio la prima che incontro! E ho detto tutto...&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Sì. Inizia con cose banali il ritrovare la terra. Anzi, non banali, ma normali. Perchè siamo persone normali, come tutti, anche se seguiamo una vocazione particolare: andar per mare.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;E poi prosegue con altre cose. Più personali. Riscopri il piacere di camminare, passeggiando per lungo tempo tra le vie di una città nuova. Ritrovi il piacere di un caffé al bar, e due chiacchiere con il barista. Cerchi di capire il luogo attraverso la sua arte, la sua architettura e giri con il naso all&#039;insù, guardando le facciate delle case, mentre per settimane il tuo orizzonte era davanti, il dorso delle onde. Parli con nuovi amici che ti raccontano nuove storie. Immagini come sarebbe vivere lì, con quella gente, nel loro modo. Tanto sai che poi ripartirai, perché é il tuo destino, ripartire. Per ritornare.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ancora 24 ore a Antofagasta.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ancora 23 ore e 59 minuti...&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ancora 23 ore e 58 minuti...&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ciao&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Skipper di Adriatica&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 14 Sep 2011 16:33:59 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/verso-antofagasta</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/verso-antofagasta</guid></item><item><title>Calorosa accoglienza cilena</title><description>Ad Antofagasta abbiamo da subito tanti nuovi amici!&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Posizione: in porto ad Antofagasta. Banchina commerciale 1, amarre 12/13. Zona extra-doganale.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ad Antofagasta. Abbiamo da subito dei nuovi amici.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;I Cileni si sono rivelati di una accoglienza estremamente sincera. Domenica, quando siamo arrivati, l&#039;unico contatto é stato con le autorità del porto. Aduana (dogana), Capitania, Sanidad, Agricoltura, Basura (spazzatura), Autoridad Portuaria... non si finiva più. Una quantità di documenti, visite a bordo continue di funzionari, fotocopie, firme... Una vera odissea in stile sud americano... E noi volevamo solo dormire! Recuperare dopo 22 giorni di mare con non più di 5 ore di sonno a fila. Ma c&#039;é una cosa da dire: sebbene le scartoffie e gli ufficiali che abbiamo incontrato per le pratiche di ingresso siano stati una quantità inimmaginabile, la loro efficienza, la cortesia e la disponibilità nell&#039;aiutarci a capire e a risolvere i problemi é stata totale. Mai nei 23 anni di navigazione della mia carriera ho trovato professionisti tanto preparati e competenti. Consci della pesantezza degli obblighi burocratici ci sono venuti incontro in ogni occasione. (..come in Italia?!).&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Verso la fine del pomeriggio accosta un&#039;auto. &quot;..un altro funzionario?&quot; penso &quot;...ma quando finirà?&quot;. Invece scendono due signori distinti e un ragazzo. Carlos, Luis Alberto e Sebastiano. Un chirurgo, un ingegnere della pesca e il figlio. Sono diportisti cileni e soci dello Yacht Club di Antofagasta. Sono venuti a darci il benvenuto, visto che in tutta la città si é sparsa la voce del Velero Rojo (il veliero rosso) arrivato dal nord. Il club nautico di Antofagasta ci ha adottato. Per 3 giorni saremo loro ospiti.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Piccolo club nautico con 2 pontili dove Adriatica non avrebbe mai potuto attraccare per via del pescaggio, il club é dotato di ogni confort: piscine, ristorante, spiaggia, bar, cantiere con travel, cabine, box, campo da calcetto e basket e... un&#039;area a disposizione dei soci con 6 griglie e tavolini per gli &quot;asados&quot;, le tipiche grigliate sud americane.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Infatti quella é l&#039;area che abbiamo vissuto più assiduamente e immediatamente ci viene organizzato e offerto un asado gigantesco con tanta di quella carne che non siamo riusciti a finire, nonostante fosse stato il nostro sogno durante tutta la traversata, perché la cambusa ne era completamente sprovvista, e ci fossimo ripromessi di mangiarne a più non posso non appena messo piede a terra.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Il brindisi, con tanto di scambio di regali, lo abbiamo fatto con il &quot;Pisco&quot;, tipica bevanda alcolica cilena. Ci hanno regalato un piatto con l&#039;effige del Club e noi gli abbiamo dato una bandiera italiana della marina, con le 4 repubbliche marinare stampate, che loro non conoscevano. Carlos e Alberto stanno preparando la loro barca, un ketch di 12 metri, per il periplo dell&#039;Oceano Pacifico meridionale. Partiranno il 1 aprile per le Marchesi, poi, saltando da un&#039;isola all&#039;altra giungeranno in Australia e Nuova Zelanda per rientrare in Cile via 40 ruggenti.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Dopo l&#039;asado (4 ore a tavola!), passeggiamo dentro la cinta del club e andiamo a vedere la barca in preparazione. Ci chiedono consigli su tutto, ma la loro principale preoccupazione e se sia necessario aumentare la profondità della chiglia, sia per bolinare meglio che per aumentarne la capacità di raddrizzamento. Ma noi siamo tutti concordi: la chiglia va lasciata com&#039;é. Il suo peso in rapporto alla stazza e alla superficie velica é ideale. La forma, trattandosi di una barca degli anni &#039;70, anche. Navigheranno con vento portante, quindi non é indispensabile estremizzare le capacità boliniere del veliero.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Aumentando la superficie della chiglia aumenterebbe anche la resistenza e andrebbe a scapito della velocità, che con soli 8 metri al galleggiamento non sarà elevata. Così passiamo la fine del pomeriggio, chiacchierando di navigazione, meteo, costruzione... barche, insomma. Tanto per cambiare.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Il rientro in barca lo facciamo passeggiando lungo il nuovo Paseo, costruito recentemente e molto carino. Arriviamo che quasi fa buio. Doccia (con parsimonia, perché non c&#039;é acqua in banchina e nel porto non possiamo far funzionare il desalinizzatore), un bicchierino di Rhum, una stizzetta (sigaretta) e a letto. Domani sarà una giornata intensa di lavori di ripristino. Poi, in serata arriveranno i ragazzi di Gianni, gli studenti universitari di Bologna che si sono guadagnati il viaggio ad Atacama e al nuovo Radio Interferometro (vedi quello che ha scritto Gianni Siroli sul nostro stesso sito).&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Buonanotte, Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Skipper di Adriatica&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 14 Sep 2011 16:53:46 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/calorosa-accoglienza-cilena</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/calorosa-accoglienza-cilena</guid></item><item><title>Di nuovo in navigazione</title><description>Questa volta verso Valparaiso&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Posizione: 23°58&#039;,9S - 071°10&#039;,8W. 35 miglia per SW da Antofagasta, in rotta per Valparaiso. Rotta 195°. Velocità 6,3 nodi. Ore 08:35 LT.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Vento da Sud a 15 nodi. Mare lungo da Sud-Sud Ovest. Pressione 1013 Mb, copertura del cielo 1/8.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Partiti nuovamente. La sosta a Antofagasta é stata breve. Anzi brevissima. Di fronte a noi 700 miglia di oceano lungo la costa pressoché desertica del nord del Cile. Taltàl, Copiapò, La Serena, Coquimbo e infine Valparaiso. Tutti luoghi dove il Beagle navigò ispezionando la costa mentre Darwin percorreva a cavallo l&#039;interno, scortato da una guida cilena e scoprendo, a dorso di mulo, i segreti della zona desertica più grande d&#039;America. Per darvi un&#039;idea, questa zona rappresenta un terzo della lunghezza del Cile. E il Cile, difficile a credersi, é lungo come l&#039;Europa da nord a Sud. Se sovrapponete la carta di questa nazione a quella dell&#039;Europa, con la stessa scala, naturalmente, scoprirete che Arica, la punta più a nord, sarà all&#039;altezza del nord della Norvegia, mentre Capo Horn, l&#039;estremo sud, si sovrapporrà ad Agrigento. Quindi la zona desertica corrisponde alla lunghezza dell&#039;intera Italia, dai laghi a Capo Passero, Ragusa. Questo vi da anche l&#039;idea della lunga rotta che aspetta Adriatica. Arriveremo a Valparaiso tra 5 giorni, se va bene. 700 miglia di mare alle spalle é come se da Genova partissimo per Bari, passando per lo stretto di Messina...&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Oppure, per chi é più affine alle auto che alle barche, da Roma a Berlino. Lunghetta, eh? E ce ne resta più del doppio per Capo Horn.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;La costa é secca, e risplende delle tonalità del bianco, del giallo, dell&#039;ocra. Alcuni grigi e marroni. Non un solo albero per centinaia di chilometri. Un paese ogni tanto. Una sola strada che fiancheggia la costa. Ci allontaniamo a una 30ina di miglia dalla costa per non rischiare i bassofondi. Ma già a così poca distanza l&#039;oceano raggiunge i 7.000 metri di profondità, in una spaccatura che si prolunga da nord a sud per 3000 chilometri. Considerando che le montagne quasi a picco sul mare raggiungono i 4.000 metri, é una bella escursione!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;L&#039;onda dell&#039;oceano si alza lentamente, ma con continuità. Il bollettino che riceviamo con il Navtex ci preannuncia 30 nodi da SW. Ci prepariamo ad un&#039;altra lunga bolina. E&#039; il nostro destino. Cinture di sicurezza, cerate, controllo delle procedure, check dei sistemi. Abbiamo un problema con l&#039;elettronica e il pilota non funziona. Smanetto un po&#039; ma nulla da fare. Non ne vuole sapere. &quot;Fault 103&quot;. Prendo il manuale. Con Ricardo proviamo a testare il cablaggio, verifichiamo la tensione e scopriamo che sebbene il voltaggio sia esatto, la resistenza é bassa: 41 Ohm invece che 50 Ohm.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;C&#039;é un problema sulla linea, o uno degli strumenti montati in parallelo che non funziona bene, o forse una dispersione sul cavo di collegamento... O forse Dio solo sa che cosa. Sono stufo di tenere la testa infilata nel buco dove é montata l&#039;elettronica. Inizio ad avere mal di testa. OK, saranno 5 giorni di timone.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Chiamo tutti alla plancia, divido i turni di guardia in 5 di un&#039;ora e mezza, perché di più non ce la fai a timonare le 50 tonnellate di Adriatica. A coppie, Emanuel e Marco, Ferdy e Ric, io da solo. Siamo in 5 perché Gianni é ormai partito. Il secondo della coppia, che non é al timone, sta in stand-by se il timoniere avesse bisogno. Infatti non può mollare la ruota per fare le manovre e qualcun altro lo deve aiutare. In caso di problemi: tutti fuori! E via così, inizia la danza con la barca che si arrampica sul pendio sempre più ripido perdendo velocità per poi riacquistarla parzialmente in discesa. E&#039; un esercizio fisico. Altro che palestra. Un movimento delle braccia ogni 3 secondi per un ora e mezza fa 1.800 movimenti; per 24 turni di guardia a testa fa 43.200 movimenti dei bicipiti e delle spalle. Fa dei bei muscoli! Ma fa anche un bel dolore cervicale, così piantati davanti al timone, in equiibrio instabile, con la testa in su fissa alle vele...&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ma perché ci piacerà così tanto? Un che di masochismo, nell&#039;essere marinai...&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;6 nodi. E&#039; il massimo che riusciamo a fare. Bolina stretta aiutati dal motore. A Valparaiso ci aspetta il nostro complice ENEL, con il quale abbiamo concordato un appuntamento per il 16. Un ricevimento e un cocktail con ospiti di prestigio che verranno a visitare Adriatica e le sue nuove installazioni tecniche per il risparmio energetico.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;In realtà loro vorrebbero che noi arrivassimo il 13 sera, perché il 14 mattina ci sarebbero alcuni giornalisti interessati alla cosa, ma come fare! Anche forzando, anche se il vento girasse di poppa (cosa sconosciuta, qui), anche se la corrente calasse, anche se forzassi il motore al massimo... forse potrei arrivare il 14 in giornata. Troppo tardi. Un vero peccato, perché é importante divulgare il nostro progetto attraverso la stampa.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Comunque, non si sa mai. Ci mettiamo d&#039;impegno e chissà che non accada un miracolo nautico.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Vi lascio. E&#039; il mio turno di guardia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Skipper di Adriatica&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 14 Sep 2011 17:04:39 +0200</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/di-nuovo-in-navigazione</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/di-nuovo-in-navigazione</guid></item><item><title>Dal diario di Federico, evoluto per caso</title><description>Le Galapagos sono uno dei sogni di ogni biologo sano di mente&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Federico è uno studente del gruppo di ricerca del professor Marco Passamonti, che ha guidato Pat alle Galapagos per delle rilevazioni naturalistiche nei luoghi di Darwin. Leggiamo il suo resoconto dell&#039;esperienza di studio e di viaggio.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Alexander von Humboldt&lt;/strong&gt; descrisse le genti latinoamericane che abitavano l&#039;attuale Ecuador come uno &lt;em&gt;&quot;strano popolo, che vive in povertà su montagne d&#039;oro&quot;&lt;/em&gt;. La nostra pur breve permanenza sulle isole Galapagos ha permesso anche a noi, antropologi più per modo di dire che per caso, naturalisti d&#039;elezione, di subodorare le contraddizioni di queste terre così diverse e lontane dalla nostra cara Europa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il lussureggiare della  natura, inteso soprattutto come abbondanza e spontaneità degli animali, fa da contraltare alla semplicità ed a volte alla povertà della vita dell&#039;uomo, uomo che ha cercato di mantenere intatto il più possibile questo patrimonio ambientale, storico e culturale, ma che dove si è stabilito ha sconvolto ogni equilibrio; uomo turistico padrone di alberghi, armatore di navi, venditore di peluche a forma di iguana distinto dall’uomo contadino che attende dalla terra il suo cibo e manda i suoi bambini a scuola lontano; uomo abbronzato e muscoloso istruttore di surf su lattee spiagge od uomo dell&#039;interno delle isole, autoctono di un ecosistema estraneo, di piante venute da paesi diversi, di animali allevati da altre culture.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così nei campi le mucche agitano torpidamente la loro coda brucando l&#039;erba che le tartarughe, poco lontano, sotto i giganteschi carapaci, strappano con lento stillicidio dal suolo. Certo non è comune vedere insieme questi due animali, così come non è normale vedere persone bruciate dal sole a fianco di teneri pinguini bianchi e neri pronti a gettarsi in acqua.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le isole Galapagos rappresentano uno dei sogni e delle leggende di ogni biologo sano di mente, avvezzo alle memorie darwiniane ed alle teorie biogeografiche; il Parco accontenta prodigo tutti coloro che desiderano fare indigestione di otarie e sule, ma quanto accontenta i suoi abitanti? C&#039;è da auspicare che lo sviluppo economico del paese possa aiutare i galapagueñi ad instaurare un nuovo equilibrio con i coni vulcanici di così debordante splendore. Attualmente l&#039;economia è in mano a pochi industriali del turismo ed il Parco accoglie ogni anno molti più visitatori di quanti sarebbe consigliabile accoglierne dal punto di vista conservazionistico. Il lavoro della Stazione di Ricerca Charles Darwin non può controbilanciare l&#039;afflusso di migliaia e migliaia di visitatori in &quot;sovrannumero ecologico&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questi sono i problemi che abbiamo riscontrato in questi brandelli di basalto così diversi oggi da come li vide Darwin ormai quasi due secoli fa, ferma restando la straordinaria bellezza e la gagliarda fierezza della natura in questi luoghi, che credo difficilmente potremo dimenticare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Federico Plazzi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Antropologo, Evoluto... per Caso&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 03 Nov 2011 15:46:22 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/dal-diario-di-federico-evoluto-per-caso</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/dal-diario-di-federico-evoluto-per-caso</guid></item><item><title>In rotta per Valparaiso</title><description>Strani rumori di dubbia provenienza... Sarà il caso di forzare?&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Posizione: 30°27&#039;,1S - 071°49&#039;,8W. 150 miglia da Valparaiso. Rotta 185°, verso Sud. Velocità 6,3 nodi. Ore 16:35 LT. Vento da NE a 12 nodi. Mare lungo da Sud-Sud Ovest. Pressione 1008 Mb in calo, copertura del cielo 8/8. Ancora freddo.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;In rotta per Valparaiso. &lt;/strong&gt;Stranamente il vento a girato al girdinetto di sinistra (quasi dietro, a poppa, leggermente spostato di fianco). Il miracolo si sta generando. Qui é rarissimo avere un vento che ti spinga. Ho appena sentito Sandro, in ufficio, che voleva sapere se ce l&#039;avremmo fatta ad arrivare prima di domattina, per la festa organizzata da ENEL, sapete! Beh, non credo proprio. Abbiamo vento da dietro, ma debole. L&#039;onda é sempre di prua e bella alta: qua fuori, 30 miglia più al largo sta soffiando a 40 nodi e noi ci prendiamo tutta la potenza di quel mare sulla faccia, ma per qualche strana ragione locale a noi l&#039;aria arriva proprio dalla parte opposta. E noi... prendiamo!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Via, diretti alla meta. Chissà se riusciamo ad aumentare abbastanza per arrivare almeno domani a metà giornata! Servirà? Non lo dico ancora a terra, perché poi resterebbero delusi se non ce la facessi. Non so se durerà quest&#039;aria che ora ci spinge a 7 nodi e che promette di accorciare i tempi: ETA (tempo stimato d&#039;arrivo) le 12:30 di domani, 14 gennaio. Sarebbe ancora in tempo per i giornalisti del nostro complice ENEL?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sto un po&#039; forzando il motore e sento dei rumori di cavitazione dell&#039;elica che non mi piacciono. La mente mi si affolla di dubbi. &lt;strong&gt;Faccio bene a forzare? &lt;/strong&gt;Magari rompo tutto e poi non ce la faccio nemmeno per il 16, data ben più importante, con una signora Ministra del governo Cileno e altre autorità in visita a bordo. Ragiono e cerco di ricordare. Dunque, l&#039;elica l&#039;aveva smontata e rimontata Bobo, a Rosignano, in cantiere, a dicembre del 2005. Non c&#039;é ragione che abbia fatto male. Anche se ogni volta che vado a vela e provo a metterla in bandiera perché non faccia resistenza al trascinamento non mi riesce, e con queste eliche MaxProp é un sintomo che sono regolate male. Vado a cercare negli appunti se trovo una nota di Bobo su questo argomento... Sì, ecco.. L&#039;ha smontata lui, ma poi é stata rimontata dal cantiere senza che nessuno di noi fosse presente. Lui e Mary avevano già rinunciato ad Adriatica, e io ero via. Eh, allora i dubbi aumentano. Come avranno fatto? Perché questa vibrazione così forte che fa tremare la mia cuccetta e aprire gli armadietti? No, non posso rischiare. Riduco i giri. E giacché ci sono, invio un mail alla casa costruttrice per chiedere un consiglio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comunque il vento ci aiuta e&lt;strong&gt; manteniamo quasi i 7 nodi&lt;/strong&gt;. Vado a cercarmi la controcorrente sottocosta. E&#039; rischioso, a causa dei pericoli, ma devo provare ad arrivare presto. Con i ragazzi (i &lt;em&gt;muchachos&lt;/em&gt;, come li chiamano Ferdy e Ric) ci organizziamo una pasta. Ci vuole una ricompensa per la fatica che facciamo. Allora, con un po&#039; del pollo arrosto di ieri sera, un po&#039; della salsa al basilico che abbiamo fatto per salvare i pomodori che sono maturati tutti insieme e una cipolla soffritta appena appena ci facciamo un bel piatto di fusilli al sugo di carne, con il parmigiano che ci hanno portato i due studenti da Bologna, Filippo Cassani e Elisabetta Rigliaco (bravissimi! Ci hanno portato anche dei salami e del pesto. Voi non avete idea di quanto possa fare piacere dopo 3 mesi di assenza dall&#039;Italia...)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La coltre nuvolosa che ci opprime da 3 giorni sembra assottigliarsi. L&#039;aria si fa più tiepida perché la luce solare riesce a penetrare. Era ora! viviamo in cerata e pile come se navigassimo in alto Adriatico a novembre... &lt;strong&gt;E siamo alla latitudine del Marocco&lt;/strong&gt;!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&#039; la &lt;strong&gt;corrente di Humbold &lt;/strong&gt;che ci gioca questo scherzo. La temperatura dell&#039;acqua non supera i 18 gradi. L&#039;aria sovrastante ne risente. Ma basta sbarcare per ritrovare le temperature dell&#039;estate. A Valparaiso ci sono 24 gradi e a Santiago 29. A terra non ci crederanno mai che noi qui soffriamo il freddo e il mare contro. Infatti Higuerillas, il nostro marina di destinazione, é sulla costa nord di una baia ben protetta da ogni vento meridionale, tanto da essere uno dei luoghi balneari più frequentati dai turisti cileni. L&#039;onda sembra allentare un po&#039;. Abbassarsi abbastanza da non costringerci a tenerci con tutte e due le mani per non cadere. Chissà se riusciamo a portarci un po&#039; avanti con le pulizie e i lavoretti che mancano, così che se arrivassimo in tempo la barca sarebbe presentabile? Proviamo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi lascio e vado a lavorare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A presto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Filippo&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 03 Nov 2011 16:05:49 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/in-rotta-per-valparaiso</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/in-rotta-per-valparaiso</guid></item><item><title>Una spedizione di astrofisici!</title><description>Con Mario Tozzi nel deserto di Atacama&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ci scrivono Paola Catapano (giornalista scientifica CERN e Rai Educational) e Mike Struik; dopo Mini Darwin alle Galapagos hanno accompagnato Mario Tozzi e il team dell&#039;astrofisico Gianni Siroli alla visita di ALMA.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo una notte in volo per il Sudamerica (4 voli in tutto per 4000 km, da Quito in Ecuador passando per Guayaquil, Antofagasta e Santiago) arriviamo finalmente a Calama in Cile, una città mineraria dove si produce tutto il rame di questo paese, a cavallo del Tropico del Capricorno. Oltre alle ore di sonno (tre nette in tutto, allungati su tre sedili ognuno per fortuna) ne perdiamo altre due rispetto al fuso di Quito e tre rispetto alle Galapagos. Ma la vista della cordigliera andina, punteggiata da vulcani alti più di 5000 metri e di questo immenso deserto, il più arido al mondo, dove da un momento all&#039;altro ti aspetti di vedere Zorro o il Coyote, basta per risvegliarci dal torpore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il viaggio in auto verso San Pedro de Atacama, la nostra base per i prossimi 5 giorni, comincia all&#039;insegna del silenzio di fronte a tanta bellezza. Ma dura poco. Mario Tozzi, che abbiamo recuperato all&#039;aeroporto di Calama, intavola una discussione con Paola sulla superiorità dei geologi rispetto ai fisici, scienziati irresponsabili e spendaccioni. Nulla a che vedere con Darwin. Paola gli tiene testa come può, ma è preoccupata per la trasmissione... se va avanti così finisce male! Per fortuna, arrivati a San Pedro, ci rendiamo conto che siamo sistemati in alberghi diversi, anche se vicini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;San Pedro de Atacama potrebbe essere il set per un film di Sergio Leone e la cosa eccita il nostro cameraman Flavio e il fotografo Mike, comprensibilmente. Strade di sabbia rossastra ed edifici bassi tutti fatti di &quot;adobe&quot;, un impasto di sabbia, residui di lava e fibre vegetali, che eccita moltissimo il nostro geologo Tozzi, perso in spiegazioni lunghe e scientificamente dettagliate su questa &quot;specie&quot; di case, identificandosi con Darwin come se ne fosse la reincarnazione. Nel frattempo ci raggiungono gli amici di Bologna, il prof. Siroli, reduce da oltre&lt;strong&gt; 2000 miglia di traversata del Pacifico su Adriatica&lt;/strong&gt;, accompagnato dagli studenti Filippo ed Elisa, aspiranti astrofisici. Tutto sommato sembrano più &quot;shakerati&quot; loro del Siroli, più abbronzato e in forma del solito. Sarà la dieta a base di dorado e carne di squalo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo la siesta, partiamo ad esplorare San Pedro, accompagnati dalla nostra guida locale, l&#039;astronoma dell&#039;ESO Laura Ventura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Costruito in corrispondenza dell&#039;unica oasi nel deserto nel raggio di centinaia di chilometri, questo &quot;pueblo&quot; a 2400 metri di altitudine, abitato dagli atacamegni (popolo andino legato agli Inca) da ben 11.000 anni, è oggi il punto di arrivo di migliaia di appassionati di trekking provenienti da tutto il mondo, che qui fanno base per salire sul vulcano del Licancabur a quasi 6000 m di quota, o sconfinare in Bolivia (che è a un passo da qui) per ammirare le magnifiche Lagune Verde e Bianca, e poi ci sono i geiser del Tatio, il grande Salar dell&#039;Atacama, La Valle della Luna e quella della Morte... peccato che siamo qui solo per lavorare!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mario si perde di nuovo in incredibili descrizioni di come qui, migliaia di anni fa, mummificavano i defunti e noi ci chiediamo tutti cosa c&#039;entra tutto questo con l&#039;astrofisica, la ragione principale per cui siamo qui... Si perché siamo venuti fin qui per visitare il progetto ALMA, un sito a 5100 metri di quota dove stanno costruendo il più grande e più sensibile radiotelescopio al mondo. Mario chiede legittimamente cosa c&#039;entra un telescopio con Darwin. Non so se riusciamo a convincerlo. Noi lo siamo tutti. ALMA è un telescopio molto speciale, il primo in grado di rivelarci l&#039;altra metà dell&#039;universo, quella che non abbiamo ancora mai visto, il primo ad individuare e studiare l&#039;ORIGINE e l&#039;EVOLUZIONE delle galassie subito dopo il Big Bang e l&#039;unico capace di vedere e studiare molecole organiche e zuccheri nello spazio interstellare. La prova dell&#039;origine della vita nello spazio? Vedremo, ma intanto non mi sembra ci sia alcun dubbio sul legame tra Origine della VITA, ovunque essa sia nata, e Darwin.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 03 Nov 2011 16:14:27 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/una-spedizione-di-astrofisici</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/una-spedizione-di-astrofisici</guid></item><item><title>Cosa c&#039;entra ALMA con Darwin?</title><description>In visita al campo base intermedio del telescopio, a 3000 mt di quota&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Questa mattina Laura ci accompagna in Jeep al sito intermedio di ALMA, 2900 m di altitudine, il campo base del telescopio, chiamato dagli addetti OSF, &lt;em&gt;Operations Support Facility&lt;/em&gt;. Qui stanno costruendo l&#039;edificio che ospiterà la sala di controllo del grande radiotelescopio. Visto che tutte le operazioni saranno gestite a distanza, via computer, è molto più semplice e sicuramente meno rischioso e faticoso lavorare qui, appena sotto i 3000 m di quota, che a 5000, dove c&#039;è solo il 50% dell&#039;ossigeno ed è provato che il 20% della gente che ci sale soffre di mal d&#039;altitudine. La sala di controllo e le strutture annesse saranno di forma circolare e in stile atacamegno, in onore dei 20.000 indigeni che rivendicano al Cile queste terre e che agli edifici di Alma avranno libero accesso oltre che opportunità di lavoro. Qui arriveranno anche le 64 antenne che costituiscono il radio telescopio, tra quest&#039;anno e il 2010, quando saranno tutte completate, per essere assemblate nei capannoni già pronti ad accogliere le prime tre entro quest&#039;estate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il cantiere è organizzato come un orologio svizzero, anche se è gestito da un tedesco, l&#039;amico Jeorg, che ce lo racconta piacevolmente in tutti i dettagli. L&#039;unico ad annoiarsi è Mario, che non trova nulla di geologicamente interessante con cui sfogarsi. Ma lo mettiamo subito al lavoro. Alle 10 in punto inizia la videoconferenza con l&#039;Università di Bologna, abilmente gestita da Paola e Mario. Dall&#039;altra parte dello schermo, Loretta Gregorini, la professoressa dei nostri due studenti Filippo ed Elisabetta, i loro compagni di corso e persino la Syusy, che in quest&#039;occasione rappresenta egregiamente il pubblico non astronomo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si parla di ALMA, ma inevitabilmente anche di Darwin, per piu di un&#039;ora, con la partecipazione di Jeorg, l&#039;ingegnere tedesco che ha trascorso una vita a costruire telescopi per l&#039;ESO e fino ad oggi project Manager di ALMA, ma anche di Laura, del professor Siroli e degli studenti, interrogati dalla scatenatissima Loretta nonostante la distanza continentale. Di fronte a tutto questo spiegamento di forze astrofisiche, Mario è sempre meno agguerrito contro i fisici, ma manifesta un forte bisogno di sassi e rocce su cui sfogare la sua passione geologica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo il pranzo alla mensa del campo base, decide di saltare la visita alla base operativa di APEX, l&#039;Atacama Pathfinder Experiment, non lontano da San Pedro. APEX è l&#039;antenna prototipo di Alma, l&#039;unica funzionante sul sito a 5000 m dal 2004. Con egregi risultati, come ci spiega Per, l&#039;astronomo vichingo in turno alla salla di controllo. Lo scorso agosto il radiotelescopio ha individuato nella polvere intergalattica della Nebulosa di Orione la prima molecola organica contenente fluoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ritroviamo Mario al Museo Archeologico di San Pedro, dove trova pane per i suoi denti: ben tre mummie atacamegne, di cui solo una è una riproduzione e altri 380.000 reperti archeologici raccolti in questa regione da padre Gustavo le Paige, il prete belga fondatore del museo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La giornata si conclude all&#039;Adobe, un caratteristico ristorantino atacamegno, dove tutti ci chiediamo come faremo ad affrontare l&#039;ascesa dei 5000 senza soffrire di mal d&#039;altitudine, o peggio, delle sue conseguenze che potrebbero essere fatali (da nausea e mal di testa all&#039;edema cerebrale...). I locali consigliano di bere molto (acqua s&#039;intende), mangiare limoni, prendere un&#039;aspirina la sera prima, consumare te di Coca e addirittura masticarne le foglie secche durante l&#039;ascesa. Filippo, lo studente di Bologna, non disdegna e inizia subito la preparazione. Lo lasciamo fare perché oggi compie ventun&#039;anni!&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 03 Nov 2011 16:20:52 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/cosa-c-entra-alma-con-darwin</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/cosa-c-entra-alma-con-darwin</guid></item><item><title>Il grande giorno!</title><description>La spedizione ad Atacama giunge finalmente al radiotelescopio&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;E&#039; arrivato il grande giorno, almeno per noi che crediamo nell&#039;astrofisica! Oggi si sale a oltre 5000 metri di quota per visitare il sito di ALMA e il telescopio prototipo APEX in cima all&#039;altipianol del Chajnantor. E&#039; d&#039;obbligo un passaggio alla base operativa a 2900, dove il medico controlla per tutti pressione e livello di ossigeno nel sangue, ci mette in guardia contro il mal d&#039;altitudine, ci fa firmare una lunghissima dichiarazione di respponsabilità e ci consegna bombolette di ossigeno e cibo come fossero l&#039;ultima benedizione. La strada per salire a Chajnantor si snoda nel bel mezzo di incredibili Cactus ultra centenari sulllo sfondo dei vulcani Licancabur e Lascar in primo piano e qualche altra cima della cordillera con le cime innevate. Semplicemente mozzafiato. Jeorg ci spiega che hanno dovuto deviarla per evitare di sradicare i Cactus atacamegni, specie protetta e decisamente spettacolare che cresce solo qui tra i 3200 e i 3800 di quota. Facciamo una sosta a metà strada per visitare un sito storico e archeologico, costituito da un corral (ossia un recinto per bestiame) e alcune cappanne fatte di fango lavico, pietre e fibra di cactus dove fino a 50 anni fa vivevano ancora pastori atacamegni. Mario mi spiega che le condizioni di vita erano durissime, questa gente si procurava l&#039;acqua piovana che si accumulava in fondo alla &quot;quebrada&quot;, una specie di canyon a valle, e cacciava volpi e topi per procurarsi le proteine. Poi mi mostra il funzionamento di una trappola per volpi tutta in pietra, risalente ad oltre 100 anni fa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riprendiamo la strada in salita a bordo delle nostre jeep, che ci portano in poco tempo al sito più alto, 5300 metri, da dove possiamo ammirare l&#039;altipiano del Chajnantor che si estende maestoso e brullo proprio sotto di noi. Fortunatamente nessuno di noi ha problemi di altitudine. Entro il 2010 questo sito sarà cosparso dalle 64 antenne di ALMA (europee, americane e giapponesi) , ognuna con un disco di 12 metri di diametro e il peso di 120 tonnellate, e 197 piattaforme in cemento, per sistemare le antenne in una disposizione compatta tutta attorno al centro del cosiddetto Array, con una circonferenza di 5 km, o ampia, fino a 14 km. La disposizione compatta consentirà agli astronomi di osservare una fetta di cielo alla massima risoluzione, circa 20 micron, o di allargare il campo visivo proprio come lo zoom di una macchina fotografica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma a differenza di una macchina fotografica o di un telescopio ottico, fatto di specchi, ALMA sarà un radiotelescopio. Invece di captare luce emessa dai corpi celesti, ALMA, grazie alle sue 64 antenne, capterà le onde radio che molti oggetti nel cielo, invisibili o poco visibili con mezzi ottici, emettono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E qui bisogna fare una parentesi per ricordare che gli oggetti nel cielo notturno emettono diversi tipi di &quot;luce&quot;, oltre a quella visibile ad occhio nudo, che ci arriva sotto forma di raggi x, gamma, infrarossi e anche onde radio. La maggior parte dell&#039;energia dell&#039;universo è fatta proprio delle onde radio che ALLMA sarà in rado di captare, quelle millimetriche e sub millimetriche. In questa zona dello spettro elettromagnetico, di cui il visibiler come lo intendiamo noi occupa solo una piccola fetta, si formano metà delle stelle dell&#039;universo, all&#039;interno di una polvere intergalattica che le rende invisibilin all&#039;ottica. Qui succedono fenomeni interessantissimi per l&#039;astronomia, come la nascita di nuove stelle e galassie, subito dopo l&#039;inizio dell&#039;Universo, il Big Bang. ALMA sarà in grado di raccontarci il 90% della storia del nostro universo chge ancora non conosciamo. Non solo, nel submillimetrico si formano anche molecole organiche come carbonio e zuccheri, che rappresentano l&#039;origine della vita nello spazio, lontano dalla terra. Checché ne dica Mario, questo strumento piacerebbe moltissimo anche a Darwin.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma perché costruire un&#039;opera tanto complessa proprio qui, a 5000 m di quota, nel bel mezzo del deserto più secco del mondo, con tutti i problemi legati all&#039;altitudine e non solo? Il sito del Chajnantor è stato scelto perché presenta caratteristiche ideali per un radio telescopio di questo tipo: l&#039;assenza quasi totale di umidità innanzitutto, la nemica principale delle emissioni nel millimetrico e submillimetrico, che dall&#039;umidità vengono assorbite e quindi rese invisibili. e poi l&#039;isolamento del deserto più alto del mondo garantisce la totale assenza di disturb radio dovuti alle comunicazioni umane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riprendiamo le Jeep e &quot;scendiamo&quot; al sito di APEX, a 5100. Il suo disco di un bianco accecante sotto il sole di mezzogiorno ci offre un preludio di quelllo che sarà ALMA. Non una, ma 64 di antenne molto simili a questa, i cui segnali saranno combinati per interferometria, una tecnologia che rende il telescopio &quot;grande&quot; come la distanza tra un&#039;antenna e l&#039;altra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;APEX non è operativo in questo momento, gli astronomi appprofittano di questo &quot;inverno boliviano&quot;, un peggioramento delel condizioni meteo dell&#039;altipiano che interviene solo in quota tra dicembre e marzo, in piena estate cilena, per sostituire moduli di elettronica sullo strumento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma potremo vederlo in attività e persino in movimento (gli astronomi lo puntano in varie direzioni del cielo a seconda del loro programma scientifico) grazie alla webcam raggiungibile attraverso il sito webcam &lt;a href=&quot;http://www.alma.cl/&quot;&gt;www.alma.cl&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo il pranzo a sacco a quota 5000 prendiamo la via del ritorno lungo una strada che dal Chajnantor porta in Argentina, attraverso campi popolati da lama e vigogne, insensibili al nostro passaggio, e dominati dall&#039;ombra dei giganteschi vulcani andini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per concludere degnamente questa giornata astrofisica, andiamo ad ammirare la &quot;Puesta del Sol&quot;, ossia il tramonto seduti su una immensa duna nella Vale della Luna. Spettacolare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Paola Catapano &amp;amp; Mike Struik&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 03 Nov 2011 16:28:43 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/il-grande-giorno</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/il-grande-giorno</guid></item><item><title>Verso Chiloè</title><description>Adriatica è ripartita da Valparaiso verso il sud del Cile&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Posizione: 35°18&#039;,9S - 072°33&#039;,8W. 3 miglia per SW da Constituciòn, in rotta per Ancud, isola di Chiloé. Rotta 195°. Velocità 6,1 nodi. Ore 04:35 LT.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vento da Sud a 25 nodi. Mare lungo da Sud-Sud Ovest con onda di 3 metri. Pressione 1013 Mb, copertura del cielo 1/8. Luna quasi piena.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Siamo finalmente ripartiti da Valparaiso per il Sud del Cile.&lt;/strong&gt; 700 miglia ci separano dal Canal Chacao, entrata geografica situata tra il continente e l&#039;isola di Chiloé. Questo canale ci accoglierà con le sue correnti di marea che raggiungono gli 8 nodi e i venti da SW a oltre 30 nodi, pressoché costanti. La sosta al Marina di Higuerillas, a Vina del Mar (Valparaiso) é stata salutare sia per noi dell&#039;equipaggio che per la barca, che ha subito un vero e proprio cantiere per prepararla alle navigazioni patagoniche. Tutto cambierà, laggiù, avvicinandosi alle zone antartiche del continente sud americano. Già ne abbiamo un&#039;aperçue... la temperatura dell&#039;acqua é ormai a 14 gradi e scenderà fino ai 5 del Canal Beagle. La vegetazione costiera, finora secca e desertica, si sta riempiendo di verdi macchie di abeti e conifere. Costeggiamo la costa della zona di Constituciòn, scendendo verso Concepciòn, che dovremmo doppiare domani notte.&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Abbiamo un invito della Marina Cilena a sostare un giorno all&#039;Isola Quiriquina, dove esiste una base militare e ci aspettano per mostrarci una delle navi che li inorgoglisce di più: una fregata a vapore dell&#039;inizio del XX secolo che oggi é museo. Non so se riusciremo ad accettarlo, a causa della mancanza di tempo: il 7 febbraio Pat ci aspetta ad Ancud e mancano ancora 400 miglia. Il Contrammiraglio Arellano, ex comandante di una unità da guerra che pattugliava il sud del Pacifico, ci ha accolto a casa sua a Valparaiso e insieme al Comandante Mantellero, redattore di uno dei portolani del Sud Patagonico e Pilota di navi in quelle acque, ci hanno raccontato durante due lunghe giornate tutte le caratteristiche nautiche della pericolosa navigazione fuegina. In queste ultime tre settimane 3 barche da diporto hanno naufragato in quella zona e solo una é riuscita a rientrare in porto, completamente disalberata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco perché dedichiamo tanto tempo alla preparazione della barca e dell&#039;equipaggio. &lt;strong&gt;Si tratta di uno dei mari tra i più pericolosi del mondo.&lt;/strong&gt; Ma una buona organizzazione e la massima attenzione alla sicurezza ci permetteranno di affrontare con tranquillità anche questa parte della nostra avventura. (Devo confessare che le spiegazioni tecniche alternavano momenti di carteggio e scrittura di note tecniche a... asados galattici con carni grigliate di ottima qualità annaffiate dal Pisco Sour, tipica bevanda cilena...!)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Damiano, che avete conosciuto durante la Rotta Verde come secondo di Federico é arrivato a dare man forte all&#039;equipaggio, sostituendo Emanuel che deve rientrare ai suoi impegni del Giro Vela con Cino Ricci. Marco, anche lui collaboratore di Cino, ha deciso di restare qualche giorno in più e di accompagnarci fino a Ushuaia. Restano i due Argentini, Ricardo e Fernando, base solida del mio equipaggio. In questo momento é notte. Stiamo tirando dei bordi lungo la costa cercando di restare nella fascia delle 10 miglia dalla costa, dove il mare non é troppo alto e il vento non supera i 25 nodi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Abbiamo provato a spingerci più al largo, ma l&#039;altezza delle onde e la forza del vento facevano soffrire troppo la nostra cara Adriatica e... noi! Quindi guadagnamo verso sud cambiando bordo ogni due ore circa, attenti al traffico di navi e alle boe dei pescatori. Ci aiuta una splendida luna, così chiara da fare male agli occhi quando la si fissa. Il riverbero argentato ci segnala le onde più ripide che cerchiamo di evitare. Il chiarore della notte é tale che gli uccelli non smettono di volare intorno a noi: gabbiani, pellicani, rondini di mare e i primi albatros (o comunque della famiglia, date le dimensioni), maestosi, che non pensavamo di trovare così a nord.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In acqua ogni tanto fa capolino una coppia di leoni marini o qualche delfino che viene a giocare con la prua.&lt;br /&gt;Adriatica taglia la sua rotta con 2 mani di terzarolo alla randa e la trinchetta bordata piatta. Ogni tanto un&#039;onda più dura la fa picchiare, ma la vecchia signora dall&#039;abito rosso insiste, forte delle sue 50 tonnellate, e rompe le creste guadagnando lentamente a sud.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Filippo Mennuni&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Skipper di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 27 Feb 2013 16:20:17 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/verso-chiloe</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/verso-chiloe</guid></item><item><title>Notti di guardia umida</title><description>Adriatica naviga verso i canali cileni, il freddo si fa sentire e la nebbia non perdona&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Posizione: 37°18&#039;,9S - 073°50&#039;,8W. 40 miglia a Nord dell&#039;Isla Mocha, paraggi meridionali della regione di Consepciòn, in rotta per Ancud, isola di Chiloé. Rotta 195°. Velocità 6,1 nodi. Ore 13:35 LT.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vento da Sud a 25 nodi. Mare lungo da Sud-Sud Ovest con onda persistente di 3 metri. Pressione 1012,3 Mb, copertura del cielo 8/8. Nebbia.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Notti e nebbie&lt;/strong&gt;. Chi si ricorda di questo romanzo ambientato nella Milano invernale? Credo sia di Carlo Castellaneta, ma nella confusa stanchezza del termine della mia guardia potrei sbagliare. Da stanotte, poco prima dell&#039;alba, il vento meridionale e freddo ci ha portato in dono una nebbia fitta e umida, come quella invernale della Milano dei migliori anni &#039;70, quella che quando uscivi in moto ti inzuppava il cappello di lana come se avesse piovuto. Quella che filtrava la luce gelida dei lampioni delle vie buie nella notte meneghina, che ti sembrava sempre di avere gli occhi appannati. E poi fredda, penetrante, che ti si infila nel cappuccio della cerata e ti pizzica la base della testa, dietro, promessa di una cervicale che puntuale si presenta a toglierti ogni voglia di fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Guardia umida. Guardia fredda. Ogni tanto un&#039;onda più grande, o diversa nella sua forma, schiaffeggia la fiancata di Adriatica schizzando tutto lo scafo con la sua appiccicaticcia acqua salata.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Adriatica batte, trema, geme e pian piano si divincola dall&#039;abbraccio indesiderato dell&#039;oceano furioso. Lo scafo, piegatosi sotto l&#039;effetto del vento che preme sulle vele fino a mettere la falchetta in acqua, cerca una via di uscita. Le lamiere a prua clackano come un&#039;enorme lattina. Sì, l&#039;oceano ci tratta come una lattina vuota da fare schioccare a piacere. Ma poi, lentamente, Adriatica riparte. Lo scafo si raddrizza e le vele portano meglio, un colpo di timone all&#039;orza, uno alla poggia sulla nuova onda malsana che cerca di coglieti già fiaccato e si riparte. 3, 4.. 5 nodi. 6 nodi. Abbiamo ripreso velocità. La barca corre nuovamente sul suo bordo di bolina verso il largo. Fino alla prossima onda bastarda. E poi ancora, ancora, all&#039;infinito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Bordo al largo: bordo piatto.&lt;/strong&gt; Cioé non ci fa guadagnare quasi nulla verso la destinazione. Tre ore per allontanarsi dalla costa infida e traditrice, ancora non scandagliata a dovere. Vento a 40 gradi. Onda lunga di prua.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Bordo a terra, migliore, perché ci fa guadagnare acqua verso la destinazione.&lt;/strong&gt; Più comodo, perché l&#039;onda lunga non é di prua, ma di traverso. Battiamo meno, ma ci laviamo di più. Dura da 4 giorni. 4 giorni in cui la vita a bordo é scandita solo dalle guardie. Appena finisci il tuo turno non vedi l&#039;ora di andartene in cuccetta. Si mangia poco e male. Abbiamo provato a metter su l&#039;acqua della pasta... Un disastro. L&#039;aqua per terra e la pentola é volata diretta sul divano, dall&#039;altra parte del salone. Fortuna che era solo tiepida, altrimenti il buon Ferdi ci avrebbe rimesso la pelle delle mani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così rinunciamo ad alimentarci come si deve, per rifugiarci prima possibile sotto le coperte di pile, unico luogo tiepido della barca. Leggi un po&#039;, pensi... la sonnolenza prevale e dormi le tue 5 ore, prima della nuova guardia. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&#039;altra sera il vento é calato un po&#039; e ne abbiamo approfittato per fare lavorare il forno: fettine di carne e patate: un lusso! Di solito il menu é fatto da frutta, crackers, un po&#039; di the. Ma siamo già a metà strada. Tra altri 4 giorni, se tutto va bene, saremo ad Ancud, e lì incontreremo Patrizio e gli altri, e la parte più bella della nostra navigazione avrà inizio: l&#039;esplorazione dei Canali Cileni verso Capo Horn!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Skipper di Adriatica&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 28 Feb 2013 16:17:56 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/notti-di-guardia-umida</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/notti-di-guardia-umida</guid></item><item><title>Oltre latitudine 40° siamo nel sud del Cile</title><description>E per fortuna sembra spuntare anche un po&#039; di sole&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Posizione: 40°10&#039;,9S - 073°56&#039;,8W. 20 miglia a Ovest di Valdivia, in rotta per Ancud, isola di Chiloé. Rotta 195°. Velocità 6,1 nodi. Ore 00:35 LT.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vento da Sud-Ovest a 25 nodi. Mare lungo da Sud-Sud Ovest con onda persistente di 3 metri. Pressione 1013,3 Mb, copertura del cielo 2/8. Sereno, ma umido.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ci siamo, ufficialmente siamo entrati nel Sud del Cile.&lt;/strong&gt; Abbiamo passato la latitudine 40° sud, il faro di Punta Galera (ce n&#039;è sempre una in giro per il mondo! In Mediterraneo saranno almeno 5 a chiamarsi così...).&lt;br /&gt;La mattina era iniziata peggio di come si era chiusa la serata. Nebbia, freddo. Umidità dentro e fuori. Guardie intabarrati come dei G.I. in missione in Alaska! Onda forte, e barca squassata dai colpi delle onde. Poi, mano a mano che la giornata avanzava, lo strato di nubi si é assottigliato e, verso mezzogiorno, é spuntato il sole! Caldo, asciutto, amichevole. Chi era di guardia si é potuto togliere il berretto e gli stivali, pur restando ben coperto per il vento fresco. Ma chi era di riposo, al riparo della capottina o del pozzetto, dove il vento freddo non riusciva a intirizzire la pelle, é riuscito a prendere anche un po&#039; di sole. Fernando, che ha ricevuto in dono da una spasimante cilena coltivatrice di frutta una partita di non meno di 150 avocados (tutti acerbi!), ha pensato bene di esporre al sole il suo regalo, per vedere se matura prima di Pasqua! Sono duri come la scorza di un&#039;anguria... anche dentro!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il bel tempo ha ridato la voglia di chiacchierare a tutti. Finalmente in coperta insieme, abbiamo potuto recuperare quei rapporti sociali comuni all&#039;equipaggio di una barca che ultimamente erano ridotti a mugugni e cenni silenziosi del capo. In 4 giorni io e Marco credo che ci siamo detti non più di 5 parole... in due... E comunque non le ricordo. Le cerate umide sono state appese ad asciugare. Il cielo si é riempito di uccelli marini di ogni tipo, taglia e colore. Una foca, cioé... una specie di foca, grande, oltre i due metri, seguiva Adriatica , la superava e poi restava in panciolle ad aspettarla, come dicendo: &quot;... ma siete proprio lenti, voi umani. E anche un po&#039; ridicoli...&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcuni pinguini hanno sbirciato curiosi per poi tuffarsi e sparire in profondità. Siamo proprio in un altro mare.&lt;br /&gt;Il bel tempo é stato anche l&#039;occasione di alcune riparazioni urgenti. Ho inviato Damiano sull&#039;albero a riparare il sostegno del Radar, che minacciava di staccarsi. Purtroppo abbiamo avuto un inconveniente con la randa: due carrelli si sono rotti e non possiamo alzarla oltre la seconda mano, ma vi dirò che, con il vento che c&#039;é, non avrei comunque dato più tela.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Questa riparazione é rimandata a Ancud, tra 3 giorni.&lt;/strong&gt; Ho avuto la tentazione di entrare a Valdivia, ma a parte il fatto che con 4 metri di pescaggio non riusciamo a risalire il fiume fino alla città, rischiamo di restare lì per molti giorni. Da domani é atteso un salto di vento a NW, che qui significa che entro 48 ore arriva una batosta da sud. E chissà fino a quando dura! Quindi, azzardando un po&#039;, corriamo su queste ultime 150 miglia, ancora di bolina, cercado di arrivare col l&#039;inizio del cattivo tempo a Chiloé. Per festeggiare, e per mantenere alto il morale dell&#039;equipaggio, che vive di sandwiches e frutta, stasera pizza! La pizza del capitano. Di solito viene buona. Dall&#039;Italia mi giungono le ultime mail concitate di Pat, dei prof, degli operatori, degli organizzatori. &lt;strong&gt;Entriamo nel vivo del viaggio, i Canali della Patagonia Cilena e tutte le loro bellezze. Ghiacciai che terminano direttamente in mare. Laghi incontaminati. Fiumi dall&#039;acqua purissima. Fiordi dove entrare ad esplorare calette ancora senza nome.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A proposito: sapete che Ricardo, che é già stato due volte in queste acque, ha dato il nome a un fiordo e a una cala? Si, più a sud, verso Ushuaia, un fiordo porta il nome di&lt;strong&gt; &quot;Fiordo de los delfines leales&quot;&lt;/strong&gt;, perché ogni volta che ci tornava, un branco di delfini era sempre lì ad aspettarlo ed accompagnarlo. E la &lt;strong&gt;&quot;Bahia Brumas Patagonia&quot;&lt;/strong&gt;, dal nome del catamarano su cui navigava con Bruno Nicoletti, altro argentino con cui aveva appena terminato un giro del mondo in due navigando per i 40 ruggenti (cioé le latitudini australi).&lt;br /&gt;Ora é il mio turno di guardia. Dalle 2 alle 4 del mattino. Soffia forte, adesso. Ma siamo in dirittura d&#039;arrivo. Ancora un paio di notti. Tre al massimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chissà cosa pensava Fitz Roy, il comandante del Beagle, navigando in queste acque...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A domani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Filippo Mennuni&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Skipper di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 28 Feb 2013 16:39:09 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/oltre-latitudine-40-siamo-nel-sud-del-cile</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/oltre-latitudine-40-siamo-nel-sud-del-cile</guid></item><item><title>I cieli australi ci accolgono con la Cometa McNaught</title><description>Più luminosa di quella di Halley, uno vero spettacolo nelle notti di navigazione&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;In questi ultimi tre mesi, dalla partenza da Curaçao con gli amici VpC al nostro arrivo in Cile, ci sono successe molte cose. La nostra vita è ricca di incontri, avvenimenti, eventi che la riempiono e la rendono davvero un&#039;avventura, anche dal punto di vista umano. Ricordo, tra le altre persone che si sono alternate a bordo di adriatica come ospiti naviganti o come amici in semplice visita, &lt;strong&gt;Gianni Siroli,&lt;/strong&gt; il nostro Fisico delle particelle, che ha condiviso la navigazione oceanica dalle Galapagos ad Antofagasta e con cui ho diviso le guardie al timone. Spesso i nostri discorsi divagavano su argomenti di astronomia e astrofisica, prendendo spunto dagli splendidi cieli stellati delle notti equatoriali. Ebbene, in questi ultimi giorni, si sta verificando un avvenimento spettacolare, che Gianni avrebbe sicuramente apprezzato molto: &lt;strong&gt;una cometa, luminosissima, si sta offrendo ai nostri occhi come spettacolo di benvenuto nei cieli australi. &lt;/strong&gt;Si tratta della &lt;strong&gt;Cometa McNaught&lt;/strong&gt;, la più brillante degli ultimi 40 anni, con un luce che supera anche la cometa di Halley.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Astronoma Marie Claire Hainaut, dell&#039;osservatorio Cileno Gemini, è riuscita a catturarne l&#039;immagine, che invierò a Silvia appena troverò un collegamento internet. La foto è fantastica. Ma più bello ancora è guardarla a ponente, dalla barca, al calare del sole. Gli astronomi e gli affezionati del cielo stellato la osservano ormai da due settimane guardando a ovest. La polvere della coda si apre a ventaglio per oltre 30° sull&#039;orizzonte partendo da un unico punto centrale più luminoso: il corpo vero e proprio della cometa. Noi la osserviamo al calare del sole, e ci riempie di meraviglia. In realtà è tutto il cielo stellato dell&#039;emisfero sud che ci affascina, per la sua novità e per le sue caratteristiche.  Ricardo ha scritto qualcosa su questo argomento, una pagina speciale degli &quot;Appunti dello Skipper&quot; che presto sarà pubblicata sul sito. Poi ci direte cosa ne pensate!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Filippo Mennuni&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Skipper di Adriatica&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 28 Feb 2013 17:09:32 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/i-cieli-australi-ci-accolgono-con-la-cometa-mcnaught</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/i-cieli-australi-ci-accolgono-con-la-cometa-mcnaught</guid></item><item><title>Cosa c&#039;entra Darwin con la geotermia?</title><description>Il diario di viaggio degli amici di Enel, sponsor verde e &quot;rinnovabile&quot; di Adriatica!&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Antofagasta e deserto di Atacama (5.300mt)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Seguiamo la scia di Adriatica nella tappa in Cile, ad Antofagasta, dove lo staff di Evoluti per Caso &quot;sulla rotta di Darwin&quot; si incontra con il gruppo di progetto energie rinnovabili di ENEL. &lt;strong&gt;Obiettivo: raccontare insieme ancora una volta le energie rinnovabili e in particolare la Geotermia&lt;/strong&gt; per lo sviluppo energetico sostenibile nel paese per scoprire se, nelle scelte energetiche, sia possibile un adattamento dell’uomo all’ ambiente, nella prospettiva di migliorare la qualità di vita senza alterare la qualità dell&#039;ambiente che ci ospita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel nostro viaggio ci accompagna il &lt;strong&gt;geologo Mario Tozzi,&lt;/strong&gt; conduttore di Gaia, e testimonial in questa tappa, anche lui segue la &quot;rotta di Darwin&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ma cosa c&#039;entra Darwin con le energie rinnovabili e la geotermia&lt;/strong&gt;? Mario Tozzi ci racconta che, contrariamente a quanto si possa pensare, Charles Darwin non era un biologo, né uno zoologo, bensì – come sottolineato da lui stesso in più occasioni - un geologo. Nel suo viaggio attorno al mondo a bordo del Beagle il testo più consultato è stato senz&#039;altro i &lt;strong&gt;principi di geologia di Charles Lyell&lt;/strong&gt;, il più grande geologo di quei tempi e nelle sue lettere Darwin prega di affidare la pubblicazione di gran parte della sua opera solo ed esclusivamente a un geologo. E&#039; dunque un geologo quel Darwin che passa quasi un anno lungo le coste cilene del Sudamerica compiendo osservazioni essenzialmente legate alla dinamica della terra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Non si conosceva ancora la teoria della deriva dei continenti, ma Darwin comprende benissimo che è l’immensa quantità di calore che emana il pianeta a suscitare terremoti e a mettere in azione i vulcani. Sui vulcani sudamericani Darwin compie molte osservazioni e lega la loro attività in qualche modo alla sismicità, specialmente dopo avere provato sulla propria pelle almeno un paio di gravi terremoti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;È ancora notte quando da San Pedro de Atacama, nella regione desertica del nord del Cile, si parte per El Tatio, la meravigliosa area in cui le manifestazioni naturali geotermiche si possono ammirare nel momento migliore: alle luci dell’alba. I numerosi fari rossi dei pulmini lungo la strada lasciano capire che la curiosità e l’interesse verso questo luogo è grande e che rappresenta quindi un valore per il territorio. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;Lungo il percorso di circa due ore, le prime luci dell’aurora ci concedono uno spettacolo naturale indimenticabile fatto dei colori della terra rossa e delle forme eterogenee delle alture a volte morbide colline, a volte vette innevate con lama o vigogne che brucano e spaziano fino al lontano orizzonte. Da lontano si intravedono già i vapori che prepotentemente dominano la scena.. c’è segno di energia, energia che viene dalla terra, energia rinnovabile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando scendiamo siamo nel mezzo dei vapori, a volte fumarole, a volte veri e propri laghi di fango in ebollizione, a volte geysers che si alzano davanti a noi. A questo punto non ci resta che cercare di capire come utilizzare questa energia, ma questo, in Enel, è storia di tutti i giorni. Così decidiamo di esplorare la zona e incontriamo, in un’area più distante chiamata La Torta, una piattaforma di esplorazione geotermica dove Enel sta conducendo le campagne di esplorazione per definire le potenzialità di questa energia e la sua possibilità di generare energia elettrica. Siamo sulle Ande, eppure sono esploratori particolari quelli che incontriamo, un gruppo composto da geologi italiani, cileni e ricercatori universitari cileni dell’Università di Antofagasta. Le prospettive, ci spiega Martino Pasti (Direttore Tecnico dell’Empresa Nacional de Geotermia), sono interessanti: se anche l’esito delle esplorazioni profonde sarà positivo come quello delle esplorazioni superficiali finora realizzate, implementeremo un progetto di sviluppo per ciascuna delle 4 concessioni oggi in esplorazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;In ciascuna concessione si potrà installare un impianto da 40MW con un investimento di circa 150 milioni di euro. In totale stimiamo una capacità di 160-200 MW per questa fase del progetto. La generazione stimata per ciascun impianto è di circa 300 GWh, pari all’1% dell’attuale fabbisogno energetico del paese. Un progetto che non impatterà sulle aree turistiche e si integrerà con il territorio e con le sue attività preesistenti apportando il grande valore di generare energia pulita utilizzando una risorsa autoctona e fornendo energia elettrica alle comunità che oggi ne usufruiscono per poche ore al giorno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13px; line-height: 1.5em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi che il Cile vive un’emergenza energetica quotidiana dovuta alla dipendenza dal gas venezuelano, condizionata dallo sviluppo esponenziale del paese che sta crescendo di circa il 6% annuo, l’utilizzo delle risorse autoctone è di importanza strategica per la sicurezza energetica. La geotermia rappresenta quindi una grande opportunità per il paese e anche per Enel unico operatore italiano di dimensione industriale che opera stabilmente nel paese. Per questo Enel ha creato una società dedicata allo sviluppo geotermico in Cile. La nuova azienda, risultato della partnership con Enap (operatore petrolifero di stato), si chiama Empresa Nacional de Geotermia e prevede investimenti che si concretizzeranno alla fine dell’anno o inizio del prossimo con le prime esplorazioni profonde, cioè i primi pozzi geotermici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Antonella Pellegrini – Comunicazione Internazionale Enel &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Mauwa Lauro – Comunicazione Sponsorizzazioni Enel&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 28 Feb 2013 17:16:11 +0100</pubDate><link>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/cosa-c-entra-darwin-con-la-geotermia</link><guid>http://staging.velistipercaso.bedita.net/il-giro-di-darwin/diario-di-bordo-darwin/cosa-c-entra-darwin-con-la-geotermia</guid></item></channel></rss><!-- 1.4973s -->