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Che senso ha dormire?

14 September 2006 ore 18:00

Carissimi tutti di Adriatica,

Stefano ed io siamo appena arrivati a casa, dopo innumerevoli code per i controlli all'aeroporto di Caracas ed un lunghissimo viaggio di ritorno. Il rientro nella affollata A4 Venezia-Padova ci ha ributtato nella mischia di tutti i giorni, ma cosa sia successo in questa settimana da queste parti non lo so, perché devo ancora aprire gli occhi sul mondo di qua. Per quanto oggi sia già il 10 settembre, e voi abbiate già cominciato una nuova avventura con quegli 8 omaccioni che abbiamo incontrato al porto vicino a Caracas, vorrei dare il mio contributo al diario di bordo, ci tenevo molto, raccontando alcune mie impressioni sulla mitica veleggiata notturna che ci avete regalato prima di arrivare al... porto dei saluti.

 

Venerdì sera, dopo un ultimo "snkn", come lo snorkelling è stato definito da Alessando (e chi se no?), siamo partiti da Las Aves per il rientro in terraferma. Vento reale 15 nodi, vento apparente 18, si va di bolina stretta a quasi 9 nodi solcando le onde. E' di fatto la nostra prima navigazione di bolina con Adriatica, finora avevamo viaggiato solo con il vento in poppa, e devo ammettere che all'inizio la potenza delle onde e l'ampiezza del beccheggio mi hanno un po' spiazzata, l'oceano non è un mare che conosco. Ma il sole ci ha regalato un tramonto da favola e l'emozione del viaggio mi ha fatto dimenticare tutto questo senso di spossatezza. E che dire di una cena servita in una ciotola con un filetto del Kingfish da 10 Kg che avevamo appena pescato, cotto da Federico in una salsa di soia e miele, accompagnato da una semplice fetta del pane fatto da Elisabeth? Il massimo della goduria e della semplicità.

Viaggiamo poi a luci "spende" (stando tra marchigiani si prende l'accento loro!), per goderci questa magnifica stellata, cerco dapprina di identificare le costellazioni che conosco, vedo Orione, che tanto è facile da trovare, non ne trovo altre, e poi mi dico: ma perché pensare a quello che "so" delle stelle? Forse loro sono lì perché le stiamo semplicemente a guardare con stupore, non perché ci ragioniamo sopra. D'un tratto, a est, ecco che sorge la luna dal mare, e quando mai si vede questo spettacolo da noi? Siamo in giorni di luna piena e poco a poco tutto si colora della sua silenziosa luce argentea.

Tento di dormire in coperta, distesa nel pozzetto davanti al timone. Gli altri poco a poco se ne vanno sotto coperta e io rimango là, estasiata, a puntare ogni tanto lo sguardo in alto verso le stelle, che sembrano sempre ferme lì, mentre noi continuiamo a beccheggiare e correre tra i flutti.
La temperatura è ideale, con la giacchetta della Hansgrohe si sta benissimo. Tra un pisolino e l'altro ho seguito l'avvicendarsi di Federico e Damiano al timone, ogni due ore. Federico è eccezionale, ma Damiano mica scherza, eh? Giovane ma proprio bravo! Quando stavo ormai per addormentarmi, finalmente, dopo un te caldo alle tre con Federico, puff, il vento ci abbandona e il timoniere uscente dimentica il proprio turno di sonno per riassettare la barca e riprendere la navigazione a motore. E io ovviamente dimentico il "mio" turno di sonno per stare a guardare cosa succede. Il motore non rovina comunque la pace, l'essenzialità, la semplicità e la pienezza di quelle ore. Quando poi il sole ha colorato il cielo di fucsia, rosso e giallo ed è sorto palla di fuoco dal mare blu continuavo a chiedermi: che senso ha dormire e perdersi questo spettacolo?

Purtroppo poi ho visto la costa avvicinarsi inesorabilmente, e ho pensato ai bagagli da preparare ed ai ritmi intensi che mi aspettano a casa. Là non potrò permettermi ore di veglia per vivere il silenzio della notte, ma se anche mi capitasse di non riuscire a dormire, so che una notte trascorsa nello stupore ristora più di un sonno carico di tensioni e preoccupazioni.

 

Grazie  Patrizio e Sandro per averci concesso di salire sulla vostra barca, grazie a Francesca e Silvia per il vostro lavoro. Spero di conoscervi presto di persona. E grazie per i progetti della Fao che ci avete dato la possibilità di sostenere. Grazie ad Hansgrohe che ci ha sponsorizzato la settimana.

Grazie poi a Federico per la sua riservata attenzione, professionalità come comandante, cuoco, pilota di tender tra i coralli affioranti, guida naturalistica in mare e a terra e diplomazia. Di Damiano ho già detto, troppo forte con la sua ironica simpatia, disponibilità e competenza. Ed Elizabeth? Una grande piccola donna dalle mille risorse, agile e veloce in tutti i suoi movimenti, in cucina o sull'albero.

Chi manca all'appello? E chi se non Flavio il cameraman, da noi affettuosamente ribattezzato "belli capelli", che non ci ha lasciato un minuto senza la sua telecamera? Che ha continuato ad arricchirci di commenti ed informazioni sulle abitudini delle sule, delle tartarughe, dei barracuda? Che ha continuato a farci domande e a riprenderci? Grande Flavio.

E grazie infine a Cinzia, Gianni, Andrea, Alessandro, con i quali Stefano ed io abbiamo fatto subito gruppo prima ancora di arrivare in barca, dalla prima sera a Caracas. Era da tanto che non si rideva così tanto per qualsiasi cosa, fin dal primo mattino!

 

Ci riveremo presto.
Un abbraccio

Stefania (La chica italiana)

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