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Esplorando l'atollo più grande delle Aves

7 September 2006 ore 18:00

Posizione 11°59.454' N - 67°25.114' W

 

Buonasera dai velisti.....per caso, ai tasti del PC del mitico COMANDANTE Federico, mi sono seduto io, Alessandro Luzi, l'Architetto tanto bistrattato a bordo, perchè...??? Gli architetti non capiscono niente, tantomeno di barche... in realtà per tranquillizzare i colleghi, lo dicono molto di più degli ingegneri. E' la prima volta che mi siedo per scrivere il diario di bordo; ero molto desiderioso di farlo, e dato che la giornata si è appena conclusa, "sono tutti in branda", posso dilettarmi alla scrittura.

Ieri siamo partiti da Los Roques per Les Aves, dove siamo in questo momento, arrivando dopo circa cinque ore e 30 miglia, navigata stupenda, a parte i dieci minuti di panico che ho regalato agli ospiti con la mia spettacolare presenza al TIMONE. La mattina di oggi è iniziata in maniera ottimale, armati di tender, pinne, maschera e spirito d'avventura, abbiamo esplorato l'atollo più grande delle Aves, in buona parte coperto da Mangrovie, i cui rami popolatissimi di sule ed in misura minore di Pellicani, arrivano fino al pelo dell' acqua creando una fitta rete di vegetazione impenetrabile.

 

Grazie alla guida di Federico abbiamo contornato il perimetro dell'atollo fino a scovare un rudere, forse un'abitazione, con annessa croce funebre innanzi all'entrata, come dire vivrò per sempre, in eterno in questo luogo disabitato, e dimenticato dagli uomini; di fatto sembra che in qualche periodo dell'anno, alcuni pescatori costruiscano delle capanne di cui ci sono tracce, come riparo nell'affrontare la pesca. Per il resto vi assicuro che lo spazio circostante è completamente privo della presenza dell'uomo, se non per turisti particolarmente interessati o... per caso o come noi.

Il vero fascino che non è possibile trasmettere, è stato vedere le tracce che lasciano le tartarughe di mare, nell'abbandonare l'acqua verso la terra ferma per depositare le uova, tracce tra l'altro recenti indice che la tartaruga ha deposto la notte prima o massimo due. Tutti i segnali erano presenti, dalla buca scavata per depositare le uova, alla buca per ricavare la sabbia per nascondere le uova appena deposte. Procedimento notturno e devo dire molto intimo, quasi che replicarlo invadi l'intimita delle tartarughe.

Continuiamo l'escursione a piedi con l'intento di esplorare la parte a sud dell'atollo ma alcuni di noi, me compreso ci facciamo prendere dal desiderio di un tuffo su una piscina naturale all'interno dell'oceano; acqua caldissima sabbia di corallo e sole cocente. Che vitaccia...!


Dopo circa un'ora, concludendo con una buona immersione volta alla visita di un Reef interessante, decidiamo di tornare a bordo di Adriatica per ormeggiare in un approdo diverso che ci liberi dai coralli che ci circondano eventualmente difficili da evitare con poca luce. Grazie ad Elisabeth il pranzo come sempre, è stupendo, variegato di colori e sapori, le pietanze entrano sulla tavola, agli occhi dei conviviali stupiti e curiosi, con una gioia unica... durare poco, dato l'esiguo tempo di permanenza nell'ampio tavolo del pozzetto. Per alcuni attimi mi sento veramente a casa mia, c'è piacere nello stare in tavola, discutere di cose più o meno importanti e comunque con l'intento di conoscersi e confrontarsi su cio che quotidianamente succede... in realtà faccio sempre un pò il giullare "di Bordo".

Il pomeriggio, oggi per la prima volta, ci vede divisi negli intenti, chi come me Andrea e Cinzia decidiamo di riposare in barca chiacchierando, chi decide di avventurarsi nei Reef e nel piccolo atollo che sono di fronte a noi. Al ritorno di tutti ci dilettiamo in scherzi goliardici, vendette brucianti, ed io... lavaggio della coperta, mi ero proposto in precedenza, il comandante non dimentica...!

La cena si svolge come sempre tra molte risate e chiacchere terminando per la prima volta molto tardi. In questo momento c'è vento, la notte si prospetta fresca, speriamo, perchè fino ad oggi il sonno è stato rovinato da temperature da paura... Domani iniziamo l'avvicinamento a Caracas la prossima notte tutta in navigazione.

Sull'onda di un sogno, si avvia al termine, con la gioia di aver lasciato in ognuno di noi un segno indelebile, i luoghi e le genti, che abbiamo incontrato difficilmente potremo ritrovarle con le nostre forze, quindi ringrazio l'equipaggio, all'appello manca Damiano, e... non dimenticherò Flavio che ci segue quotidianamente come un vecchio amico.

Voglio inviare un saluto ed un abbraccio di speranza ad ENZO e Cesarina, siete quotidianamente nei miei pensieri... vi voglio bene.

 

Alessandro, Velista per Caso

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