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L'equipaggio si dimezza, rotta verso Panama

4 April 2002 ore 20:00

Il nostro ormai collaudato equipaggio si divide: infatti Giobbe, la sua famiglia e i nostri due amici-minatori Giovanni e Giacomo sono sul molo di San Miguel in attesa del traghetto che li porterà a terra, dove poi prenderanno un aereo che li porterà in Italia. Abbiamo trascorso l'ultimo giorno assieme in modo completamente diverso: io a terra a sbrigare le interminabili pratiche doganali, gli altri in barca a godere degli ultimi raggi di sole tropicale e a bere l'ennesimo daiquiri al baretto della spiaggia.

 

Al mio ritorno a bordo, il caos regnava sovrano, la famiglia Covatta e i nostri apprendisti -marinai Giacomo e Giovanni erano intenti a fare i bagagli per l'imminente partenza. "Chi ha visto i miei pantaloncini blu?" "Posso lasciare qui le mie ciabattine infradito rosa?" "Giacomo, dove sono le mutande che ti avevo prestato? Le hai lavate?" Queste alcune delle frasi che echeggiavano all'interno di Adriatica.

Cipolla, la simpaticissima figlia di Giobbe, piangeva perché aveva perso il suo game-boy o forse perché non voleva partire.

Gli addii - sia sa - sono sempre tristi e perciò è meglio che siano brevi. Noi abbiamo aspettato l'ultimo minuto per affiancare Adriatica al molo, poi, scesi tutti in un batter d'occhio, è iniziato lo scarico delle valigie, che è durato invece trenta minuti.

L'occhietto furbo e vispo ed il sorriso da orecchio a orecchio di Giovanni e Giacomo tradisce la loro voglia di vedere le proprie famiglie, ma soprattutto le rispettive fidanzate. Ad ogni modo, scambiatici gli ultimi abbracci, Adriatica ha ripreso il largo con mezzo equipaggio in banchina che, un po' commosso, ci salutava con ampi gesti di mano. I soliti tre colpi di tromba hanno siglato un altro arrivederci.

 

Più tardi...

In barca rimangono Vanni, Antonella (che vi presenteremo ufficialmente domani, n.d.r.), Marianna e naturalmente io. Partiamo la stessa notte per Panama che dista circa 950 miglia più a Sud. Non c'è vento e dobbiamo dare a motore e una fastidiosa corrente contraria di due nodi rallentala nostra navigazione. Raggiunto il mare aperto, finalmente si alza un po' di vento che ci aiuta a contrastare la corrente che ci ostacolerà per tutta la rotta.



Il Capitano Marco Covre 

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