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Il tifo

 

Qual è la causa: il tifo è una malattia infettiva, molto contagiosa, provocata da un bacillo enterofilo (dal greco "enteros", intestino, e "filos", amico) appartenente al genere Salmonella Typhi.

 

Come si manifesta: il tifo presenta una fase iniziale della durata di circa due settimane e si manifesta con malessere generale, perdita di appetito, mal di testa ed epistassi (emorragia dal naso). In seguito, la febbre diviene assai alta (39-40°) e il malato viene colto da una profonda sonnolenza (la parola tifo deriva dal greco "tufos", sonnolenza). Manifestazioni tipiche sono la comparsa di piccoli puntini rossi sull’alto addome e la diarrea.

 

Quali sono le aree a rischio: Tutti i paesi in cui le condizioni igieniche non sono ottimali (in particolare nelle zone del Mediterraneo, in Africa, in Asia e nell’America Centrale e meridionale). Le salmonelle entrano nell’intestino attraverso il cavo orale, per ingestione di alimenti contaminati dagli addetti alla conservazione e preparazione di cibi. È buona norma porre la massima attenzione su cosa e su dove si acquista. È bene consumare sempre cibi cotti (con particolare attenzione a verdura e frutta) e cucinati al momento e non bere mai l’acqua di cui non si conosce la provenienza. Quest’ultima, infatti, per diversi motivi può essere stata infettata da rifiuti di diverso genere. La prevenzione si basa soprattutto sull’igiene pubblica e personale (pulizia e disinfezione dell’ambiente e delle mani).

 

Come si cura e come si previene: Una forma di profilassi è costituita dalla vaccinazione antitifica per via orale o per iniezione. La protezione dura circa tre anni. Tale vaccinazione è però controindicata nei bambini al di sotto dei sei anni e nelle persone di età avanzata. Ad oggi, questa malattia può essere stroncata rapidamente dagli antibiotici.

 

La Leishmaniosi

 

La causa: La patologia è causate da un protozoo del genere Leishmania. Si distinguono 3 forme cliniche diverse: viscerale, cutanea e muscolo cutanea.

 

Come si manifesta: È una patologia tipica di alcuni animali, veri e propri serbatoi dell’infezione (cani, volpi, roditori e scimmie) ed è trasmessa all’uomo tramite la puntura di un insetto-vettore (un dittero). Nella forma viscerale (detta Kala-azar), l'incubazione, di durata variabile (3-8 mesi in media; estremi da 10 giorni a 2 anni), è seguita dalla fase di stato, caratterizzata da febbre, grave deperimento sino alla cachessia, ingrossamento del fegato e della milza, danni alle cellule del sangue (con conseguenti anemia, leucemia e deficienza di piastrine), netto aumento delle gammaglobuline e della VES. L'anemia splenica infantile ha una elevata mortalità.

Nella forma cutanea dopo un’incubazione di 2 settimane (sino ad alcuni mesi), si creano lesioni dure, a forma di ulcere, sulla pelle degli arti e del viso. L'evoluzione spontanea avviene nel volgere di un anno circa. Al termine del processo può rimanere una cicatrice. Nella forma cutaneo-mucosa, le ulcere si manifestano anche nelle mucose della bocca e del naso.

 

Aree a rischio: È presente nel bacino del Mediterraneo, in Medio Oriente, India, Asia centrale, Africa e America centrale e del sud. In Italia è più diffusa in Sicilia e nelle regioni centro-meridionali.

 

Come si cura e come si previene: La diagnosi richiede l’aspirato delle lesioni cutanee, del midollo osseo e dei linfonodi. La terapia si basa sulla somministrazione di preparati a base di sodio antimonio gluconato. Non esiste un vaccino.

 

La Dengue

 

Qual è la causa: La Dengue è una malattia virale causata da quattro sierotipi di Flavivirus. È trasmessa all’uomo principalmente dalla zanzara Aedes Aegypti.

 

Come si manifesta: Dopo un’incubazione di 4-7 giorni, la malattia si manifesta con brividi, febbre, cefalea, dolori muscolo-scheletrici e macchie sulla pelle simili a quelle delle malattie esantematiche. La patologia è molte volte confusa con una forma influenzale. Dopo la guarigione segue un periodo di intensa astenia psico-fisica. In alcuni casi la malattia può avere decorso grave con emorragie.

 

Quali sono le aree a rischio: La malattia è endemica in tutta la fascia compresa tra il 35° di latitudine Nord ed il 35° di latitudine Sud, coinvolgendo quindi il centro e sud America, l’Africa subsahariana, l’India, l’Indocina ed il sud-est asiatico. L’infezione viene trasmessa tanto in regioni rurali quanto in ambiente urbano.

 

Come si cura e come si previene: Non esiste una vaccinazione e la terapia è sintomatica. I viaggiatori possono adottare misure precauzionali per proteggersi dalle punture di insetti.

 

L'epatite

 

Qual è la causa: La malattia è molto diffusa e il virus responsabile della forma A può provocare gravi forma croniche. I virus A vengono introdotti attraverso l’ingestione di alimenti contaminati. Pur se di norma non risulta particolarmente pericolosa, può anche determinare gravi danni al fegato.

 

Come si manifesta: Il contagio avviene per via oro-fecale mediante acqua e cibi (frutti di mare, verdura cruda) contaminati dal virus. È particolarmente diffusa in quei paesi dove le condizioni igienico-sanitarie sono scadenti. Ha un periodo di incubazione che va da un minimo di 15 fino ad un massimo di 50 giorni. I sintomi classici sono sensazione di malessere, stanchezza, febbre, nausea, ittero, prurito e inappetenza. Nei casi più gravi si manifestano emorragie, coma epatico. La sintomatologia tende a scomparire dopo alcune settimane.

 

Quali sono le aree a rischio: Soprattutto le zone in cui il virus è endemico. Oltre ai paesi del terzo mondo, anche il sud dell’Europa e alcuni stati dell’America centrale sono abitati da moltissime persone divenute portatrici dell’infezione.

 

Come si cura e come si previene: Il vaccino è molto efficace, sicuro e soprattutto può essere somministrato anche poco prima della partenza. La terapia si basa su trattamenti sintomatici.

 

La malattia del sonno

 

Come si manifesta: La Tripanosomiasi, detta anche malattia del sonno, è causata da parassiti unicellulari che vivono nel sangue. Ve ne sono due sottospecie, Trypanosoma brucei gambiense e T. brucei rhodiense, agenti rispettivamente delle forme dell'Africa Occidentale e Orientale. I parassiti, a loro volta, vengono introdotti nel corpo umano attraverso la puntura della mosca tze-tze (genere Glossina). La mosca è di dimensioni all'incirca doppie rispetto a quelle di una mosca comune ed è riconoscibile per il modo in cui piega le ali “a forbice”.

La patologia ha due stadi. Nel primo, che può durare anche alcuni mesi, il parassita si diffonde nei linfonodi del collo e si ha febbre intermittente, ingrossamento della ghiandola del collo, del fegato e della milza, ascessi e gonfiori causati dall'eccesso di acqua trattenuta nei tessuti.

Se non curata, la malattia entra nel secondo stadio che può durare anche molte settimane. Il parassita si diffonde nel cervello, dove inizia a distruggere grandi quantità di cellule, mentre altre vengono eliminate dalla stessa reazione immunitaria dell'organismo. Si ha così una forma di encefalite letargica, con tremori e soprattutto una sonnolenza sempre più profonda, che nel tempo si trasforma in vero e proprio coma.

Nella forma acuta, legata alla presenza del tripanosoma brucei rhodesiense, prevalgono i disturbi legati all’interessamento delle meningi con letargia. Questo tipo di infezione si manifesta da una a quattro settimane dopo la puntura.

La tripanosmiasi americana o malattia di Chagas è legata all’infezione da tripanosoma cruzi che si trasmette all’uomo attraverso la puntura di cimici, vettori dell’infezione. I sintomi iniziali sono localizzati, con arrossamento e gonfiore nella zona di infezione, ma successivamente insorgono i disturbi generalizzati come febbre, ingrossamento delle ghiandole linfatiche, disturbi cardiaci e infiammazioni delle meningi e dell’encefalo. Nelle forme di più lunga durata possono manifestarsi anche problemi alle vie respiratorie.

 

Aree a rischio: La malattia del sonno è presente in Africa tra il 15° parallelo nord e il 20° parallelo sud, mentre l’infezione da tripanosoma Cruzi è diffusa soprattutto in sud America ed è endemica in circa diciotto paesi dell’America Latina.

 

Prevenzione e terapia: La sola misura profilattica possibile è la sottrazione alla possibilità d'incontro col vettore. Bisognerebbe evitare le zone ad alto rischio. Se sono indispensabili soggiorni bisogna ricorrere a dei repellenti per le mosche. Non esiste ancora un vaccino.

 

A cura di Sanofi-Aventis

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