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Le mie prime due tappe australi

7 January 2014 ore 15:00

di Filippo Mennuni, Skipper di Adriatica


Tappa 10 – da Buenos Aires a Puerto Madryn

Equipaggio : 5 - Giorgio, Barbara, Guillermo, Ricardo e Filippo

Distanza : 700 NM circa

Tappe intermedia : Mar del Plata


Tappa 11 – da Puerto Madryn a Ushuaia

Equipaggio : 11 - Giorgio, Guillermo, Ricardo, Filippo, Heike, Tomasino, Aldo, Marco...

Distanza : 850 NM circa

Tappe intermedie : alcuni ancoraggi

 

La Costa Atlantica Argentina

La rotta tra il Rio della Plata, dove è situata Buenos Aires e Cabo San Diego, l'estremità più Sud Orientale del continente è considerata, senza esagerazioni, una delle più difficili che uno yacht possa navigare. Un lungo elenco di relitti, incidenti e disgrazie marittime, amplificatesi nel tempo, preoccupano ogni marinaio che lascia Mar del Plata con rotta verso Sud. La verità è che, sebbene sia una rotta molto difficile, può essere affrontata con una relativa tranquillità grazie allo sviluppo tecnico delle barche, alle precise previsioni meteo e alla miglior conoscenza dei pericoli lungo la rotta.

Le caratteristiche principali di queste quasi 1.500 miglia che uniscono buenos Aires al Canal Beagle sono:

  • l'estrema variabilità del clima e dei venti (difficili da prevedere)
  • - la forma orografica del continente Sud Americano, che non é in grado di fermare le depressioni provenienti dal Pacifico; le Ande stesse tendono semmai ad amplificarne gli effetti
  • - i rari e difficili ancoraggi e protezioni per le barche
  • - le fortissime correnti e maree, che raggiungono i 12 metri a Rio Gallego e Santa Cruz e che possono rendere molto pericolosa la navigazione

 

La metereologia nel Sud Atlantico

La costante e attenta osservazione delle carte meteo del Sud America e delle acque adiacenti rilevano chiaramente una bassa pressione permanente sulla parte meridionale del continente e due anticicloni sui due oceani, il Sud Atlantico e il Sud pacifico.

A sud di questa area un costante treno di depressioni muove da Ovest a Est senza tregua, tra i paralleli 50 e 60 Sud.

Questo sistema controlla il clima di tutta la parte medidionale del Sud America.

Durante l'estate australe l'alta pressione del Sud pacifico tende a muoversi più a Sud, mentre l'anticiclone antartico sale verso Nord; questo movimento tende a stringere il corridoio usato dal treno di depressioni, facendo sprofondare il gradiente barico: ne risultano isobare particolarmente strette che generano i famosi venti più veloci del mondo. Come sempre ogni depressione é accompagnata da un fronte freddo che si estende lontano verso Nord interessando un'area di molte migliaia di chilometri quadrati. Sebbene la depressione, in estate, raramente passi molto a Nord della Terra del Fuoco, il fronte associato fa sentire con forza i suoi effetti sull'intera Patagonia.

Il passaggio di un fronte è caratterizzato da venti provenienti da N-NO che poi tendono a girare a O-SO con scrosci potenti. Le masse d'aria che hanno attraversato l'intero Pacifico si schiantano con violenza contro la formidabile barriera delle Ande, che ricevono la maggior parte delle piogge. Quindi, fattori termo-dinamici accellerano i venti nella loro discesa dalla Cordillera e spazzano l'intera pianura della Patagonia, spoglia di asperità, piatta e senza alberi.

La media delle depressioni che passano sulla Terra del Fuoco in un mese é di 20, che sebbene siano molto dure, non durano a lungo.

 

Per noi di Adriatica, che percorriamo la rotta verso Sud, il cattivo tempo significa forti SSO-SO che durano intorno alle 12 ore o a volte di più. Il fronte non è difficile da pronosticare: la pressione cade rapidamente, a volte molto rapidamente e il vento soffia da N-NO. Quindi la caduta cessa e il vento tende a ruotare verso Ovest o a ddirittura a cessare. Il fronte arriva in un paio d'ore o poco più, violento. La pressione risale leggermente. Si ha il tempo, se si é previdenti, di ridurre le vele. L'aria si fa tersa e in pochi minuti la tampesta soffia a 40 o 50 nodi.

Passata la burrasca il cielo resta terso e la temperatura scende, anticipando la freschezza e gli odori del profondo Sud Australe.

Nella parte più settentrionale di questa zona, tra la costa Sud dell'Uruguay e Puerto Madryn, in Argentina, il vonto può soffiare forte anche da Est e Nord-Est, spingendo le onde verso la costa con grande pericolo per i naviganti. Le coste infatti sono infide e piene di pericoli e bassifondi. Il canale che porta dall'ingresso del Rio de la Plata a Buenos Aires, dragato a 10 metri, è lungo 160 miglia e lateralmente, per buona parte, i fondali sono compresi tra 6 e 1 metro, irregolari e in continuo movimento. Questo rende pericolosissimo cercare di accorciare la rotta uscendo dal tracciato per guadagnare qualche ora di navigazione. Inoltre l'intera area, che ha un'estensione superiore alla Sicilia, è disseminata di bassifondi che a bassa marea frangono in marosi schiumeggianti. In alcuni casi, piuttosto rari in estate, si formano delle depressioni al largo della costa argentina che portano i venti a soffiare forti dal Sud. La massa dell'acqua oceanica, spinta contro il forte flusso dei due grandi fiumi che sboccano nel Rio proveniendo dalle Ande e dall'Amazzonia e irrobustita dalla possente corrente delle Malvinas crea mare grosso con onde frangenti ingigantite dai bassi fondali.

E' proprio questa la situazione che ha dovuto affrontare Adriatica negli scorsi giorni e ci ha costretti, dopo tre tentativi di proseguire con rotte differenti e cercando di sfruttare dei brevi tregue nella burrasca, a tornare indietro nell'unico porto adatto a riceverci. La navigazione contro vento ci aveva chiesto 24 ore di lotta per percorrere poco più di 60 miglia verso Sud : non più di 2,5 nodi in VMG (velocità sulla rotta reale verso la destinazione). Quella in fuga verso Piriapolis, di un centinaio di miglia verso NNE, la abbiamo percorsa con solo un fazzoletto di tela a prua in 10 ore : quasi 10 nodi di velocità!

 

In sostanza, come dicono i marinai di queste regioni, «non si discute con l'Oceano a Sud del Rio de la Plata». E infatti, non c'é stata discussione. Siamo tornati indietro!

 

FIlippo

Commenti

Stimato equipaggio dell' "ADRIATICA":
sebbene si aveva accarezzato l'illusione di toccare durante la 10° tappa PUERTO BELGRANO, e poterVi conoscere di persona, nonché il ricevimento: della Marina Militare (Armada), Consolare e quello della comunitá italiana di questa zona, auguro una fruttuosa e serena navigazione, che EOLO e NETTUNO siano benevoli !! In fine riceviate COMPLIMENTI per l'interessante impresa per svolgere il Progetto "Pigafetta 500". AUGURONI !!

Giampietro Borghero

inserito da Giampietro Borghero il 12/01/2014 alle 00:34

Un buon vento a tutti dell'Adriatica ed un particolare saluto ad Heike. Gianni e Anna Bernard
P.S. Come dice Pulcinella per mare non ci stanno taverne.

inserito da Gianni Bernard il 13/01/2014 alle 09:50

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