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Per Adriatica è il momento delle cure!

30 September 2006 ore 18:00

Ciao Velisti,

si fa per dire no? visto che anche noi siamo diventati terrestri... sì lo sapete dai, siamo incatenati saldamente alla terra ferma con una serie di cime belle grosse! Siamo ormai da 10 giorni in cantiere qui a Curaçao. In banchina perchè non possiamo tirare in secco per via del pescaggio: per pescaggio, in francese "tirant d'eau", non intendo che tiriamo a bordo pesce ma nel senso della profondità della chiglia. Abbiamo tutta la barca sbudellata, falegnami che vengono, saldatori che vanno, elettricisti alle prese con parrucche di fili, tutte le sentine aperte, pennelli, rulli un puzzo di pittura che non ci si sta.... e così abbiamo avviato un bel circo che speriamo di chiudere prima che arrivi Filippo a fine mese!

 

La temperatura è da paura, sopratutto a mezzogiorno. da quando siamo qui avrà fatto tre gocce d'acqua, nel vero senso della parola, cioè che ci hanno bevuto 3 lucertole.  Questo è il paese dei cactus, un deserto insomma. Il tempo è stupendo, sempre ventilato come in tutti i Caraibi, anzi qui per un particolare effetto della costa il vento soffia sempre da spettinarsi; poi il mare è sempre un poco incazzato per via che viene da tutte le parti, non si sa bene da dove ma di fatto fa un bell'effetto lavatrice. Ci sono poi dei curiosi contrasti, le acque intorno all'isola sono molto limpide e profonde, il reef è a pochi metri dalla costa per tutto il perimetro dell'isola. si dice che sia il paradiso della subaquea nei Caraibi, bah! devo ancora verificarlo... Comunque, ad onor del vero, il corallo è decente. Pesce però se ne vede un gran poco....

L'isola come dicevo è prevalentemente brulla con una predominanza di enormi cactus mai visti. Poi la costa è tempestata di raffinerie e serbatoi di petrolio, non so bene come ma pare che i produttori di petrolio dei paraggi vengano tutti qui a fare raffinare l'oro nero. Non so chi guadagni e qui di petrolio non ce ne sta ma di fatto sembrano tutti impaccati di soldi. La baia più bella si chiama Caracas bay, è la zona residenziale, un fiordo naturale bellissimo molto frastagliato, dove hanno prolificato ville in riva al mare e graziosi pontiletti, niente di particolarmente lussuoso ma molto pratico. L'architettura richiama decisamente lo stile olandese cosicchè girare per la baia tra i variopinti fiordi dalle tinte pastello dà un tono decisamente occidentale. E' sorprendente come non sembri di essere ai Caraibi. La gente è molto educata e ha un grado di scolarizzazione piuttosto buono, bianchi e neri si mescolano con armonia senza razzismo apparente; qui molti parlano olandese spagnolo e inglese, il tutto condito dalla lingua ufficiale che si chiama "papimiento" che è un mescolone di portoghese, olandese, inglese e altro che ancora non ho bene identificato. Buffo!!

Più a ovest ci sta Willemstad, la città principale anche lei situata all'imbocco di un bel fiordo, bello solo sulla carta geografica perchè è totalmete occupato dal porto/raffineria. C'è un grazioso mercato galleggiante fatto di barche e bancarelle in un canale attraversato da un bel ponte levatoio giallo, il canale principale è costeggiato da piccoli palazzi dipinti con colori carichi e sgargianti i tetti spioventi (ma qui la neve non c'è!). Un ponte altissimo sovrasta la baia e sotto il quale transitano delle petroliere enormi; le ciminiere sono altissime e i fumi vanno sempre nella stessa direzione per via degli alisei che soffiano sempre da est tutto l'anno. Neanche a dirlo Caracas bay sta sopravento ai camini e le abitazioni piu' povere stanno sottovento alla grande cloaca dove pare che la meta' della gente muoia prematuramente di cancro. Ma questo è un dettaglio trascurabile, visto che nessuno lo sa ufficialmente, neanche io a dire il vero lo so ma basta andare a respirare il tanfo di catrame di cui è intrisa l'aria per farsi venire dei dubbi. Non so se ricordate il film "Erin Brokovich" beh, credo che ci sarebbe da fare anche qui sicuramente...

 

Tornando a noi, che siamo sopravento, dopo la stagione di mare ci siamo messi la tuta (più Damiano che io) e siamo belli unti e a strisce di pittura, si sa, a noi uomini piace mettere le mani in pasta... speriamo di riuscire a fare un bel lavoro; ma il bello deve ancora venire... tra pochi gg arriverà l'enel con sei tecnici per installare i "marchingegni puliti", pensate che c'è pure una cella a combustibile a idrogeno! Non so bene ancora come funziona e mi riservo di vederla installata per parlarvene. Assieme alle ditte esterne saremo circa in 14 a lavorare tutto il giorno sulla barca, ne vedremo delle belle... Ci vorrà il semaforo!

A proposito, la tigre (Elisabeth) è partita due giorni fa!!! Lasciando un bel vuoto... ci sentiamo un po' persi. Ci eravamo affezionati, un inizio difficile, la pasta scondita, una stagione pesante, la voglia di resistere, i capricci, le liti e infine un affettuoso finale accompagnato da portate di tutto rispetto, tanto amore e non solo cucina! Sì, l'abbiamo fotografata nelle sentine con il pennello in mano. Il sipario si chiude dietro di lei con grande onore stima.

 

Baci,

Federico

Skipper di Adriatica

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